venerdì 6 novembre 2009

Piccoli Gugelhupf integrali all'uvetta


Solitamente, prima mi lascio ispirare da una ricetta, poi vado alla ricerca del contenitore o dello stampo più adatto. Questa volta invece, durante una delle mie ultime scorribande, mi sono prima innamorata dello stampo, una formina così irresistibile con quel buchino al centro da riempire con tutto l'immaginabile, e quelle scanalature dove far colare rivoli di glassa colorata o di cioccolato fuso...
Insomma l'ho portato a casa con estrema soddisfazione, poi una volta arrivata la sera e finiti gli impegni mi sono tuffata in rete a vedere come si fanno questi Gugelhupf, o Kugelhupf, tipici della Germania meridionale, Austria, Svizzera e Alsazia e presenti, sotto altri nomi e forme leggermente diverse, nella pasticceria di gran parte del nord-est europeo.
Per quel che ho potuto scoprire in rete la ricetta originale prevede l'uso del lievito di birra, quindi una lunga lievitazione fuori forno. Io però, avendo iniziato a prepararli alle 11 di sera ed essendo troppo carica di usare subito quegli stampini, ho pensato di farli con il lievito istantaneo. Ho scoperto poi che si sono servite della stessa manovra anche queste due piuttosto esperte ragazze quindi se l'han fatto loro mi fido a occhi chiusi.
Ho fatto quindi un mix delle loro due ricette, più altre trovate sparse per la rete e per i libri, molte delle quali contemplano l'uvetta e il liquore alla ciliegia. Infine ho sostituito metà della farina con quella integrale.
Li ho sfornati e lasciati lì per il mattino, e sono andata a dormire orgogliosa e con le mani ancora profumate di burro e zucchero. Il mattino dopo a colazione li abbiamo mangiati così com'erano (cioè perfetti! :)) poi per una cena alla sera li ho spolverati di zucchero a velo e guarniti con frutti di bosco macerati per qualche ora in zucchero e limone e scaldati leggermente al microonde.
Si prestano veramente a infinite tipologie di decorazione, per questo vi metto la foto della versione nature, così potrete far partire subito la vostra fantasia! Ah, che bell'acquisto 'sto stampino!
Io li ho fatti così:
-----------------------------------------------------
Piccoli gugelhupf integrali all'uvetta

burro 125g
zucchero 80g
uova 3
farina 00 75g
farina integrale 75g
scorza di 1 limone
lievito istantaneo 8g
un pizzico di sale
uvetta 70g

Mettere a mollo l'uvetta in succo di frutta o liquore alla ciliegia per almeno 1\2 ora. Lavorare a crema il burro con lo zucchero, aggiungere le uova sbattute e amalgamare energicamente con la frusta. Incorporare le farine setacciate insieme al lievito, la scorza di limone, il sale e infine aggiungere l'uvetta dopo averla passata nella farina (per far si che non si ammassi in basso durante la cottura.
Riempire gli appositi stampini scanalati per non più di 2\3 del loro volume e infornare a 160° per 20 minuti circa, controllando di tanto in tanto. Sfornare e lasciar riposare qualche minuto prima di staccare.
Guarnire a piacere.
-----------------------------------------------------
Non è che fuori ci sia proprio un meteo favorevole per augurarvi buon fine settimana... ma prima o poi ci dovremo pur abituare a riporre definitivamente la bici nel garage, le ballerine nell'armadio, a tirar fuori gli stivali e le lenzuola di flanella... e a ri-imparare, come ogni anno, a trovare fuori i lati positivi dell'inverno. Io ci proverò a mio modo, continuando le mie sperimentazioni per i biscotti di Natale, al caldo del forno e col profumo della vaniglia sono certa che sarà tutto un po' più facile!

giovedì 5 novembre 2009

Quiche dolce-amara: radicchio, uvetta e castagne

Ci sono dei giorni, magari quando vengo da un periodo troppo carico di pranzi dalla nonna (che per carità, tutti i meriti, ma nonna un dito di unto in fondo a ogni piatto di tortelli!!!!) in cui una quiche ripiena di verdure cotte diventa il massimo della golosità.
Oltre che una buonissima occasione per uno svuotamento sistematico dei reparti vedrure e formaggi del frigo, ovviamente.
Spesso però questi giorni cadono proprio quando non c'è il tempo di preparare la pasta per quiche (che poi sarebbe stata sempre la solita imbattibile perfetta pate à quiche di Cristophe Felder, appresa sempre da lei tempo fa), per fortuna che è lecito, ogni tanto, ripiegare su quella già pronta, fingendo di ignorare, per una volta, quel mare di cose indicibili che ci sono dentro.
Fingendo, appunto, peccato che io non so proprio fingere, proprio per niente, nemmeno con me stessa, quindi mi sono ripromessa giurin giurello che al primo attimo di tempo ne preparo una scorta di quella Felderiana e la freezerizzo, promesso.
Fatto il mea culpa, veniamo alla novità che dovrebbe essere insita nell'odierna ricetta, che sarebbe quella di affondare delle belle castagnone panciute lesse nel ripieno della quiche un attimo prima di metterla in forno. L' idea l'ho notata su una rivista, dove le castagne commparivano affossate in una notevole quantità di cipolle. Io per ovvie ragioni digestive ho sostituito la base del ripieno con un bel cespo di radicchio trevigiano, amaro al punto giusto per contrastare con le dolci e farinose castagne. Infine...boh, mi mancava ancora un tocco mio...ci ho pensato un po' e poi una piccola (piccola! se no rovina tutto) manciata di uvetta sultanina mi ha risolto il pranzo.

---------------------------------------------------

Quiche al radicchio trevigiano, castagne e uvetta

1 rotolo di pasta brisée pronta
radicchio trevigiano 1 cespo medio
ricotta 200g
uova 1 e 1 tuorlo
uvetta sultanina una piccola manciata
7-8 castagne lesse
sale, pepe, aglio, noce moscata

Pulire il radicchio e ridurlo in piccoli pezzi, eliminando le parti bianche più dure e coriacee. In una padella antiaderente scaldare due o tre cucchiai di olio, farci rosolare l'aglio sbucciato e privato della parte verde interna per qualche minuto senza farlo annerire. Eliminare l'aglio e aggiungere il radicchio, farlo stufare mescolando continuamente per 5-10 minuti, fino a che tutte le foglie non avranno assunto il colore più scuro tipico della cottura. Verso la fine della cottura aggiungere anche la manciatina di uvetta, salare e mescolare bene. Spegnere e lasciar raffreddare. Una volta raffreddato, in una ciotola unire il radicchio, la ricotta ridotta a crema schiacciandola con un cucchiaio, l'uovo e il tuorlo leggermente sbattuti, sale, pepe e se piace una grattatina di noce moscata. Rivestire un piccolo stampo da 24 cm di diametro con la carta da forno, stendere la pasta brisée e riempirla con il nostro composto. Affondare quasi completamente le castsagne nel ripieno disponendole in modo ben regolare, in modo più o meno che ne possa risultare una al centro di ogni fetta che andremo a tagliare. Ripiegare i bordi oppure tagliare l'eccedenza e infornare a 180° per circa 40 minuti.
---------------------------------------------------

p.s. sono ancora senza forno (quelle vitine apparentemenmte necessarie per il suo funzionamento sembrano scomparse dalla faccia della terra) quindi buona parte del merito di tutte queste cosine infornate autunnali, da tradursi in spesa elettrica, consigli e soprattutto controllo cotture mentre io faccio altro, va alla nonna Tina. Tina diminutivo di Orestina, classe '32, che legge i libri di cucina con gli occhiali e poi con davanti la lente di ingrandimento, perchè ancora ci tiene, perchè ancora, ogni domenica a pranzo, vuole portare in tavola qualcosa di sempre diverso. E alla fine chi se ne frega se è un po' unto o pesantino. E' un mito!
---------------------------------------------------

Aggiornamento: con grande sgomento per la paura di essere additata come copiona, ho scoperto solo questa sera una ricetta molto simile, quantomeno che utilizza lo stesso abbinamento radicchio-castagne e sempre in una quiche (!!!), e pubblicata proprio ieri, sul bellissimo blog di Camomilla: Fiordifrolla. Per questo ci tengo molto a dire che la mia non è stata una copiata senza citazioni di fonti, ma una semplice idea più o meno contemporanea, dico più o meno perchè avevo realizzato questa quiche già la scorsa settimana, prova ne è la foto presente da giorni su Picasa.
Embè, scusate, ma dovevo levarmi il dente, oh.
Ah, le sue splendide mini quiche sono qui.

martedì 3 novembre 2009

Donna Hay's Candied lemon cake


Nel scegliere la prima ricetta da sperimentare dal Donna Hay magazine autunnale di cui si parlava, dopo la settimana tutta completamente verdurosa che abbiamo trascorso su queste pagine, ho optato per un po' di indulgenza, e ho scelto un dolce.
In realtà tutto mi sembrava troppo o troppo poco in questo elenco ingredienti, e ho fatto davvero fatica ad attenermi, tentata ogni due secondi dal fare qualche mia variazione che sul momento mi sembrava dettata più che altro dal buon senso. Ma ho resistito. Ed ecco una torta al limone 100% Donna Hay diversissima da tutte quelle che avete mangiato fino a questo momento. Bassa, umida, dolcissima, golosa, che ti lascia con le mani appiccicose e la voglia irrefrenabile di un'altra fetta.
Al volo la ricetta, davanti alcuni giorni intensi da baby-influenzati sitter, dove speriamo avanzi un po' di tempo per le nostre chiacchiere.
----------------------------------------
Candied lemon cake

farina 75g

zucchero a velo 240g
mandorle tritate 120g

scorza di 1 limone

albumi 6

burro 180g


zucchero superfino 330g

acqua 160ml
3 limoni non trattati tagliati a fettine sottilissime
*

Preriscaldare il forno a 180°. Mescolare insieme la farina, lo zucchero a velo, le mandorle e la scorza di limone. Aggiungere gli albumi (non montati) e il burro ammorbidito e amalgamare. Rivestire uno stampo da 25 cm circa di diametro con carta da forno, cuocere per 25-30 minuti.
Nel frattempo preparare le fettine di limone candite. Mettere in un pentolino l'acqua e lo zucchero, posizionare su fuoco medio e mescolare finchè lo zucchero non si sarà sciolto. Aggiungere le fettine di limone e portare a ebollizione. Far bollire per 15 minuti o comunque fino a che lo sciroppo sarà denso e le fettine di limone trasparenti. Sfornare la torta, lasciar raffreddare per almeno 10 minunti e sformare su un piatto. Spennellare la torta con abbondante sciroppo e guarnire tutta la superficie con le fettine di limone candite.

- La ricetta prevedeva anche di servire questa torta accompagnandola con panna acida al limone, ottenuta mischiando 240g panna acida, i cucchiaio di succo di limone e uno di zucchero a velo. Non ho provato perchè mi sembrava già perfetta così, però si può provare!. -* le fettine di limone devono essere proprio sottilISSIME, però se per caso vi vengono un po' troppo grossine non gettatele, semplicemente dovrete farle bollire nello sciroppo per più tempo, con un po' di pazienza diventeranno trasparenti e della consistenza giusta.
----------------------------------------