sabato 30 maggio 2009

Cheesecake senza forno di Allan Bay



Ecco la prima opera a quattro mani (diciamo tre, và, due mie e una sua...) di questo week end lungo in cui ci divideremo tra gitarelle e cucina. E' una torta che ho già fatto tantissime volte ma c'era sempre il problema della foto perchè in genere la preparavo da portare via e non mi sembrava carino una volta arrivate le fette nel piatto dire fermi tutti che devo fare la foto! E poi la gente ha certe tovaglie..che prprio non era il caso ecco.
Questa sera la porteremo ad una cena con persone che io conosco poco, troppo poco per potermi permettere di sperimentare cose inventate, per questo mi sono rivolta alla mia piccola bibbia personale che è quel piccolo capolavoro di Cuochi si diventa di Allan Bay, un libro a cui devo molta della mia passione. C'è solo qualche minuscola modifica dovuta più che altro alle tante prove che ho fatto, questa è la versione classica ai frutti di bosco.
Contro: si sporcano un sacco di pentolini, fruste, lame, colini...
Pro: non serve il forno,la si può adattare a seconda delle stagioni cambiando la copertura (in inverno ganache al cioccolato, in primavera marmellata e fiori in estate frutta freschissima), la bella figura è assicurata,va bene sia per merenda che a fine pasto, è impossibile che non riesca. Il bilancio mi sembra positivo quindi..proviamo!

Cheesecake senza forno (Allan Bay)

Biscotti integrali 200g

Burro sciolto 100g
Zucchero di canna 2 cucchiai
Gelatina in fogli 10g
Rhum bianco 4 cucchiai
Formaggio fresco cremoso 500g (io uso però la ricotta)
Zucchero a velo 100g

Limoni 2

Panna da montare 250 ml

Uova (albumi) 2

Marmellata di frutti di bosco

Ridurre in polvere i biscotti con il robot oppure pestandoli in una ciotola con un batticarne. Mescolare i biscotti con il burro fuso, lo zucchero di canna e la scorza grattugiata di 1 limone, stendere il composto in uno stampo a cerniera premendo bene e riporre in frigorifero. Ammorbidire la gelatina in acqua fredda, scaldare il rhum e sciogliervi la gelatina strizzata. Lavorare il formaggio con lo zucchero a velo, la scorza di 1 limone grattugiata e il succo filtrato del limone stesso, aggiungere il rhum con la gelatina sciolta dentro. Montare la panna e aggiungerla al composto, montare gli albumi e aggiungere anche questi. Versare il composto sopra al fondo di biscotti livellandolo bene. Mettere in frigo per almeno 3 ore. Nel frattempo setacciare la marmellata per eliminare tutti gli eventuali semini dei frutti di bosco e aggiungervi qualche goccia di succo di limone. Prima di servire guarnire la superficie con la marmellata preparata e eventualmente con frutti di bosco freschi.

Buon Weekend (e ponte, per i fortunati come noi) a tutti, speriamo il tempo sia clemente in tutti e due i sensi visto che ormai non si capisce più niente, che non ci sia casino in autostrada, che ogni cena o pranzo organizzati siano un successone, che la compagnia degli amici ci arricchisca e ci faccia ridere tanto.

giovedì 28 maggio 2009

Torta di macedonia


Appena la temperatura è calata di qualche grado ne ho approfittato subito per riaccendere il forno, la pura voglia di sfornare in questi giorni così intensi e senza un attimo di pausa era diventata davvero forte!! Ho trovato in frigo una ciotolina di fragole ormai agonizzanti, una pera messa idem e qualche peschina sciroppata, ci ho aggiunto 2 mele e costruito attorno una tortina che io e le mie sister abbiamo mangiato ancora calda. Mi è sembrato un buon modo, anche abbastanza rapido per utilizzare la frutta molto matura.
Da domani andrò da lui per qualche giorno, mi piace pensare che le prossime ricette che posterò saranno a quattro mani, arricchite dalla sua precisione, perfezionate dalle sue piccole critiche sempre puntuali e costruttive. Vedremo cosa riusciremo a combinare insieme... Intanto la ricetta di oggi

Torta di macedonia

Frutta (fragole, mele, pere, pesche...) pulita e tagliata a dadini 500g
Limone 1 (succo)
yogurt bianco dolce 1 vasetto (125g)
Zucchero 150g
Margarina 100g
Farina 220g
Uova 2
Lievito in polvere 1 bustina
Sale

Bagnare la frutta con il succo di limone e mescolare perchè non annerisca.
In un altro contenitore mescolare le uova con lo zucchero, aggiungere lo yogurt e amalgamare poi la farina setacciata insieme al lievito e a un pizzico di sale e infine il burro fuso.
Versare metà del composto in uno stampo imburrato e infarinato, mescolare l’altra metà alla frutta a dadini ben sgocciolata dal succo e versare anche questo composto nello stampo. Pareggiare la superficie e cuocere in forno a 160° per circa 45 minuti.

martedì 26 maggio 2009

Stracciatella di ricotta

E vai con i bicchierini, questa volta ancora più rapidi del solito perchè non serve ne forno ne fuoco, è tutto già li pronto dentro il frigo, non resta che amalgamare e accostare. Dedicato a chi credeva di rimanere senza cena e soprattutto senza dolce causa ripasso intensivo per un concorso e invece si è dovuto ricredere.

Stracciatella di ricotta

per 4 porzioncine
ricotta 250g
zucchero a velo 70g
cioccolato fondente 1 tavoletta (100g)
liquore a piacere 1 cucchiaio (io ho usato la sambuca)
caffè 1 tazzina
acqua 1 cucchiaio
savoiardi 2
latte 4 cucchiai

Amalgamare la ricotta con lo zucchero a velo poi aggiungere metà del cioccolato ridotto in scaglie. Ritagliare dai savoiardi 4 dischi. In una ciotolina versare il caffè, il liquore e il cucchiaio di acqua, emulsionare poi immergervi i 4 dischetti di savoiardo. Sistemare ogni dischetto sul fondo di un bicchierino o coppetta di vetro poi versarvi sopra il composto di ricotta. In un pentolino mettere il restante cioccolato insieme al latte, porre su fiamma bassa per qualche minuto mescolando continuamente fino ad ottenere un composto fluido. Lasciarlo raffreddare qualche minuto (non troppo perchè inizierebbe a solidificarsi) e poi versarne una cucchiaiata su ciascuno dei bicchierini spargendo bene in modo da coprire tutta la superficie. Riporre in frigo per qualche ora prima di servire.

Io ho usato dei bicchierini molto piccoli perchè risulta sostanzioso e mi sono venute 4 piccole porzioncine giuste giuste, per riempire delle coppe o dei bicchieri veri e propri sarà necessario aumentare le dosi di mezza volta.

sabato 23 maggio 2009

Torta di semolino al profumo di limone

Nonostante il caldo degli ultimi giorni nel tardo pomeriggio a volte mi prende ancora la voglia dei miei dolci preferiti, quelli secchi, asciutti, rustici e semplici. Era parecchio che sentivo il richiamo da questo blog di questa torta a base di semolino (che ho sempre e solo ultilizzato per i gnocchi alla romana) e finalmente ieri me la sono regalata. Ho cambiato solo la forma (per inaugurare un nuovo stampino) quindi riporto direttamente la ricetta copiata, solo sopra, per accentuare il profumo di limone che la torta ha già di suo, ho messo uno strato sottile di glassa fatta semplice semplice aggiungendo poco per volta gocce di succo di limone allo zucchero a velo fino ad ottenere la consistenza desiderata. Una bella merenda.

Cake (-->Torta) di semolino al profumo di limone (di Francesca V.)

100 gr. di farina per dolci

200 gr. di semolino
2 uova
150 gr. di zucchero di canna

100 gr. di burro

1 bicchiere di latte

10 gr. di lievito per dolci
mezzo succo di un limone bio
la scorza grattuggiata di un limone bio (senza la parte bianca)
(burro e farina per lo stampo).

In una ciotola sbattere le uova, aggiungere lo zucchero e amalgamare bene. Aggiungere il burro sciolto (non bollente) e continuare a montare il composto con la forchetta. Versare il liquido del limone e la sua scorza grattuggiata. Aggiungere la farina setacciata con il lievito e comicniare a versare il latte a temperatura ambiente. Aggiungere il semolino a pioggia e finire di versare il latte. Continuare a girare con un cucchiaio di legno. Imburrare bene uno stampo da plumcake, ricoprire le pareti dello stampo con un po’ di farina, e versare il composto. Infornare a 200° in forno caldo ventilato per circa 35 min. (fate la prova stecchino). Sfornare, far raffreddare, e poi togliere il cake dallo stampo e tagliare a fette.

Buon Week End di dormite, sole, fiere, feste, grigliate, mercatini, saggi di danza e notti bianche a tutti.

giovedì 21 maggio 2009

About me

Sara, 24 anni, nel corso dei quali mi sono presa un diploma artistico indirizzo operatore beni culturali poi una laurea a in Scienze dei beni culturali, ho fatto restauro di materiali lapidei, la barista, la babysitter, ho realizzato uno dei miei sogni di lavorare nelle due biblioteche più importanti di Reggio Emilia e Modena e ogni tanto ho dato una mano in un ristorante preparando le insalate, servendo ai tavoli, quelle cose lì. Al momento sono alla ricerca di una maniera creativa per impiegare il mio futuro, nel frattempo preparo tanti dolci ( e a volte qualcuno riesco pure a venderlo), mi diletto nella creazione di loghi e materiale illustrativo per aziende e privati e me ne vado in giro per le feste e le piazze con un gazebo blu a vendere i miei gioielli artigianali in pasta sintetica, un materiale simile a plastilina che si modella e si cuoce poi nel forno, abbinandolo a vecchie perline, legno, corda, plastica.
Vivo in aperta campagna, con mamma, papà, due sorelle, nonna, nonno, quattro cani, tre gatti, due uccellini un criceto e una trentina di galline. Per il momento. Ma forse sarebbe ora di iniziare a prendere qualche decisione in merito (...).
Cucinare è ciò che più mi piace fare e che mi fa stare bene. Scrivere è ciò che mi completa.
Pubblicare un romanzo e un libro di ricette sono i miei più grandi sogni.
Meringhe nasce agli sgoccioli del 2008, in un periodo in cui il lavoro era nuovo e le mansioni che mi affidavano erano, diciamo così, abbastanza ripetitive, un periodo quindi di urgente urgente necessità di un altro passatempo piacevole che fosse adatto anche al nebuloso e umidiccio inverno padano. Nasce anche, come credo la maggior parte dei foodblog, per un esigenza di ordine domestico e mentale di chi cucina molto e con dedizione. Solo più tardi ho conosciuto il mondo di contatti e legami, di consigli e influenze che si nasconde dietro queste pagine. E questo non ha fatto che aumentare a dismisura la mia voglia di scrivere e di mettere energie in questo mio piccolo personalissimo progetto.
Oggi Meringhe è un diario, una raccolta di idee ed esperimenti, una valvola di sfogo, un premio per i miei successi, un tributo agli antichi gesti del cucinare dell'invitare e dell'offrire, un riassunto di quello che succede nelle mie due cucine, un regalo agli amici amanti delle cose buone e al mio goloso preferito.

mercoledì 20 maggio 2009

Rosa in cucina


Periodo rosa per me, un colore che fin'ora ho sempre odiato. Non so perchè ora lo adoro, in cucina come in tutti gli altri contesti, saranno le fragole, il rabarbaro, le ricette dei miei blog preferiti, sarà Stefania che proprio oggi mentre meditavo su questo post ha pubblicato la sua personalissima ode al rosa raccogliendo in giro per la rete splendide immagini.
Tant'è, comprerei solo vestiti rosa, ho persino pensato di dare a meringhe una nuova grafica proprio su questi toni ma poi per fortuna mi è mancato il coraggio di modificare così tanto la mia creaturina. Voi che ne dite, tutto quello che ora è rosso ce lo vedreste rosa??
Per oggi comunque ho sfogato così la mia passione: gustandomi in pausa pranzo ognuna delle parole della direttice de La Cucina Italiana nel suo carinissimo ed evocativo editoriale dell'ultimo numero:

"La celebre sarta Elsa Schiaparelli a ridosso della seconda guerra mondiale disegnava "grembiuli e vestiti da cucina che consentissero alle donne di essere attraenti anche quando preparavano da mangiare", e creava come colore anticrisi uno squillante, sfrontato, impossibile rosa shocking. Squillante come la maionese mescolata al concentrato di pomodoro che decorava - insieme a uova sode passate al setaccio, tartufi ed erbe aromatiche - il branzino preparato da Alice Toklas per Pablo Picasso (ma il Maestro, in verità, lo giudicò più adatto a Matisse).
Poi c'è il rosa confetto, il rosa salmone, il rosa pesca. Il rosa stucchevole dei big bubble che negli anni Ottanta si spiaccicavano sulle facce degli adolescenti e quello altrettanto lezioso dei marshmallow, dolcetti gommosi e americani tenuti insieme dalla colla di pesce.

Rosa la salsa Nantua: besciamella più fondo di cottura di gamberi, panna, pepe e qualche goccia di Cognac. Rosa la salsa aurora: vellutata con aggiunta di pomodoro. Tutti i toni del rosa, dal più delicato al più fluo, per il tarama, cremoso e salato appetizer greco a base di uova di pesce.
Rosa i crostacei, la mousse di prosciutto, la zuppa inglese colorata dall'alchermes, lo Champagne rosé, che secondo molti produttori stuzzica soprattutto le signore, il pink lady, il kir e il Rossini. Rosa la mortadella, esaltata dal verde fosforescente dei pistacchi, in un duo di colori pop.
Rosa per vedere il mondo con i famosi occhiali rosa. Che, visti i tempi, non guasta."
Patrizia Caglioni, direttrice de La Cucina Italiana, editoriale del del mese di Maggio 2009.
Ora mi farei proprio un aperitivo...e domani mattina invece su MiK qualcosa non di rosa ma di bianco e rosso, che poi comunque in bocca diventa sempre qualcosa di rosa, un mini dolce semplicissimo ed estivo preparato da me. Fateci un giro, vi aspetto là.

lunedì 18 maggio 2009

Croissant con pasta pronta e crema al cioccolato senza uova


Alla notte sogno lievitati che riposano beatamente sotto il mio strofinaccio a quadrettini rossi, torte che lentamente crescono nel forno, quella piacevole agitazione e intensa concentrazione di quando si hanno 5 fuochi accesi contemporaneamente e ancora qualche ora prima che arrivino tutti per una cena di quelle vere, con la casa piena di gente. Sogno di essere con la nonna nella sua cucina piccola antica e con la stufa a legna perennemente accesa mentre mi insegna a mescolare la crema sempre nello stesso verso con il cucchiaio di legno e non con la frusta e in un pentolino sproporzionatamente alto. Sogno di avere il tempo di sperimentare due volte la stessa cosa se non mi convince, sogno di mandare E. al lavoro con due brioches calde calde in un sacchettino e di accoglierlo al ritorno con un nuovo sapore ogni giorno.
Nella realtà la colazione la salto, arrivo a casa dalla biblioteca un’ora dopo di lui oppure alla sera lui arriva che io praticamente dormo, non accendo il forno da due settimane e ieri per cena abbiamo mangiato i pizzzoccheri alla valtellinese liofilizzati del Todis.
Ma non voglio mollarci, piuttosto che niente mi specializzerò in cose rapide, sacrificando forse un po’ di soddisfazione ma senza far mai mancare a nessuno un piccolo dolce pensiero. Per mettere subito in pratica i propositi, merenda di oggi:
Le dosi per la crema le ho rubate da questo blog Ricette di cucina italiana ho solo cambiato un po il procedimento se no mi venivano i grumi, l'ho trovata perfetta come farcitura per questo genere di cose. Ed è buona anche da sola, e un pochino più leggera di quella che faccio di solito, anzi queste sono le dosi giuste giuste per riempire i croissant ma visto che sono così piccoline conviene raddoppiare tutto direttamente e farne qualche bel bicchierino (o -one come i miei) da mangiare così.
La infilerò nella pasta sfoglia già bella e pronta, che però almeno un piccolo accorgimento lo richiede: meglio evitare quelle non di marca che si colorano poco, lievitano ancora meno e tendono poi a trasudare tutto il burro che hanno dentro, Brava brava sono tanto brava brava va bene, ma meglio ancora quella nuova del gentile signore con i capelli bianchi un di Un giorno si e un giorno si.


Finti croissant con crema al cioccolato senza uova

Croissant:
una confezione di pasta sfoglia a disco
1 tuorlo
zucchero semolato

Crema:
latte 200ml
vanillina 1 bustina

farina
20g
zucchero 50 g
cioccolato fondente 50g


Scaldare il latte con la vanillina e lo zucchero. Aggiungere il cioccolato a pezzi e lasciarlo fondere, mescolando bene poi togliere dal fuoco. Aggiungere al composto la farina, poca per volta passandola a setaccio e mescolando sempre. Mettere sul fuoco mescolando bene finchè la crema si sarà addensata. Non sarà necessario lasciarla raffreddare del tutto prima di procedere, basta che sia abbastanza solida da essere presa a cucchiaiate senza colare tutta giù. Srotolare la pasta sfoglia. Tagliare il cerchio in sei (o quattro o otto a seconda della dimensione che si vuole ottenere) spicchi con un coltello. Deporre sopra ogni spicchio un cucchiaino da the della crema precedentemente preparata e arrotolarlo partendo dalla parte più larga. Piegare verso l'interno i due cornetti di pasta che si formeranno negli angoli per dargli la classica forma del croissant. Spennellare con il tuorlo sbattuto e spolverizzare con un po' di zucchero (perchè se no secondo me con queste paste pronte tendono ad essere un po' troppo salati). Infornare a 180° per 15-20 min.

venerdì 15 maggio 2009

Re Mida Day _ dove sparirò in questi giorni

vieni a dare una seconda vita agli oggetti usati che non ti servono più
domenica 17 maggio 2009 piazzale europa
reggio emilia

In questi giorni già sto latitando e almeno fino a lunedì non potrò migliorare, ho deciso di abdicare per qualche giorno in favore della mia passione n.2, la creazione di bigiotteria ed oggetti per la casa con materiali di recupero e con paste sintetiche termoindurenti (più note come FIMO o CERNIT, che sarebbero poi le principali marche) modellate con la tecnica delle "murrine" a imitazione delle note opere artigianali veneziane.

Sarò al ReMida Day con una mia piccola esposizione-vendita e tra gli ultimi oggetti da rifinire, la progettazione del banchetto, il procurarsi teli, espositori e tutto il materiale per allestire ecc c'è un gran da fare. Si prospetta una giornata bellissima, tra antiquariato, vecchi libri (e magari anche qualche vecchio numero de La Cucina Italiana), abiti vintage, borse artigianali....guardatevi il programma che merita.

Solo un piccolo assaggino delle mie creazioni

vasetti, portacandele e posacenere, base in vetro rivestita con decorazioni in pasta sintetica
A presto!

mercoledì 13 maggio 2009

Zuppa inglese


Una delle mie manie è prendere i dolci tradizionali di casa mia e trasformarli in qualcosa di più elegante e attraente, comodo e anche un po' divertente. Così la torta di riso si riproduce in tanti piccoli tortini, la storica torta "bianch' e nigra" della nonna diventa un cake lungo stretto e altissimo e la zuppa inglese se ne va dritta dritta...nel bicchiere! Perchè non mettere in mostra il più possibile questi bellissimi coloratissimi strati mi chiedevo, non è più bella così??

E poi da quando ho comprato sei piccolissimi bicchieri trasparenti ho scoperto che tutto si può fare nel bicchiere, guardate qui, rendendo originali e chic anche le preparazioni più tradizionali. E se volete altre idee veloci per dolci in bicchierino tenete d'occhio MiK che magari tra qualche giorno ne arriva un altro!

La Zuppa Inglese, la mia preferita tra le bombe caloriche, che d'inglese a quanto ne so io ha ben poco, è un dolce tipico più che altro dell'Emilia, da noi fino a Ferrara, non ho idea di quanto sia "famosa" e cucinata fuori regione so solo che qui si prepara ormai da secoli con le solite varianti a livello di provincia, di paese praticamente di casa, io la mangio da sempre, e a casa mia si fa così:


Zuppa inglese in bicchierino


crema pasticcera 500 ml

cacao amaro 4 cucchiai
savoiardi da inzuppare grandi 6-7
alchermes 1 tazza
sassolino 1\2 tazza
succo di frutta a piacere (io lo uso all'albiccocca) 1\2 tazza


Preparare la crema, dividerla a metà in due recipienti diversi e in uno mescolarla con il cacao amaro, aggiungere cacao fino a quando raggiungerà il giusto colore scuro. Lasciarle raffreddare.
Tagliare dai savoiardi dei dischetti della dimensione del fondo del bicchiere, inzupparli nel sassolino emulsionato col succo di frutta e posizionarli sul fondo dei bicchierini. Coprire con uno strato di crema al cioccolato. Tagliare dai savoiardi altri 6 dischetti un po' più grandi facendo qualche prova con diversi coppapasta o bordi di bicchieri fino a trovare quello della dimensione giusta, inzupparli nell'alchermes e posizionarli sopra la crema al cioccolato. Comunque se vengono troppo piccoli basterà riempire lo spazio rimanente con avanzi di savoiardo sbriciolato, pressato e spennellato con il liquore. Infine come ultimo strato disporre la crema gialla fino all'orlo del bicchierino, se è bella soda anche un po' oltre. Riporre in frigorifero per qualche ora per far rassodare e amalgamare bene i sapori.

lunedì 11 maggio 2009

L'orto nel dolce - raccoltina

Da sempre sempre amo i dolci con le carote, ora, anche grazie ai blog a cui ogni giorno do una sbirciatina, mi sto accorgendo che anche altre verdure possono avere potenzialità nascoste in questo campo... oltre tutto qua nell'orto ogni giorno c'è sempre più vitalità, tra non molto prevedo una vera e propria esplosione di meravigliose e croccanti verdurine e...
beh.. mi è venuta voglia di mettermi alla ricerca di nuove idee per poterle utlizzare nei miei dolci, idee sperimentate, di sicura riuscita.
Creare una raccolta mi è sembrata la cosa più ovvia, anche se i miei "lettori" sono pochini pochini e meringhe esiste soprattutto per me, ma voglio provarci comunque. Pochi forse, ma sicuramente "buoni"! Allora la raccolta si chiama

Raccolta - L'orto nel dolce
piccola raccolta di ricette dolci con i prodotti dell'orto.
Potrete usare tutte le verdure e le piante aromatiche normalmente usate per le preparazioni salate per realizzare torte, cupcakes e muffin, creme, frullati e succhi...

le modalità sono le solite: commento a questo post con il link della ricetta e se non siete blogghisti una mail a sary85_as(chiocciola)libero(punto)it con ricetta e foto possibilmente in allegato separato se no fa niente. Valgono le ricette già pubblicate. Ovviamente man mano aggiornerò il mio elenco e al termine farò un pdf scaricabile da meringhe con tutte le nostre creaturine.
Vediamo che ci salta fuori...diciamo entro il 20 [giugno] diventato luglio così avremo davanti ancora gran parte dell'estate per poterle provare tutte! Vi aspetto!

domenica 10 maggio 2009

Biscotti di vetro


Inaspettatamente a volte succedono cose belle. Una mia ex compagna di università che non vedo da parecchio tempo mi ha inviato (col contributo di suo fratello, che va detto, perchè finche ci sono uomini così è bene farlo presente) una ricetta e una foto per contribuire al mio blog. Me la sono tenuta da parte per un periodo intenso, e infatti è arrivato, mi sto destreggiando tra diversi concorsi per istruttore amministrativo addetto alle attività culturali con speranze nulle ma voglia tanta quindi una mano da lei per continuare a scrivere con una certa regolarità l'ho accettata volentieri.

E poi che biscottini!! Dovete sapere che lei, sua sorella e suo fratello sono dei veri artisti, lei pratica la liuteria, suona, progetta e costruisce scenografie e mille altre cose di cui ho perso il conto e soprattutto è capace di fare i dolci tra i più particolari che esistono. Semplici e particolari, come questi, di cui riporto la sua ricetta originale.

Biscotti di Vetro
300 g farina
150 g zucchero

150 g burro
1 uovo + 1 tuorlo
scorza di ½ limone
1 presina sale

caramelle dure colorate


Disponete la farina a fontana sul ripiano, cospargetela con lo zucchero e il sale e mettetevi nel mezzo il burro ammorbidito, un uovo, un tuorlo e la scorza di limone. Amalgamate velocemente gli ingredienti, buttando la farina dai lati verso l’interno. Il segreto per una buona pasta frolla è lavorare l’impasto per pochissimo, aggiungendo un poco d’acqua tiepida se tende a rompersi. Formate una palla e lasciatela riposare per 1 ora in luogo fresco, avvolta in un panno. Una volta trascorso il tempo di riposo, stendete la pasta, tagliate le forme e con una più piccola create un buco della forma che volete, sbizzarritevi con le decorazioni. Tritate delle caramelle dure, fino a ridurle in cristalli, dovranno essere più piccoli del sale grosso. Riempite i buchi dei biscotti con i cristalli, che devono eccedere, quasi a strabordare e mettete in forno a 180° per 7-8 minuti circa. Sfornateli e lasciateli raffreddare, dopo una decina di minuti i cristalli torneranno duri, come la caramella intera.

venerdì 8 maggio 2009

MiK + Meringhe...

Chi è MiK? Per chi ancora non lo sapesse MiK sta per Made in Kitchen, e nessun titolo poteva essere più azzeccato per questa freschissima piattaforma web sulla cucina e su tutto ciò che le gira intorno.
MiK è una stanza dove si raccolgono ricette, filmati, articoli e pensieri, insomma una grande cucina virtuale dove prendere idee e ispirazioni e confrontarsi (che è sempre la cosa più importante) anche con veri esperti del mondo del food.E io che c'entro?!?

Beh, da ora in avanti (spero di averne il tempo, aiuto!!) avrò con loro una piccola collaborazione, che spero di riuscire a portare avanti con una certa costanza e che ha avuto inizio con due righe su di me e la prima pubblicazione di una delle mie ricette presa direttamente da Meringhe il 23 aprile scorso.
Diversi foodblogger sono già parte integrante di questo progetto, e per me non può che essere un vero onore affiancarli nel riempire di contenuti precisi, golosi e d'effetto questo spazio così interessante

Dovete anche sapere che MiK può vantare una redazione coi fiocchi, ci sono davvero rimasta, una gentilezza e una professionalità unite però ad un tono amichevole e ad una forte apertura a tutti i tipi di collaborazioni, anche con chi come me è davvero alle prime armi.

Grazie Mik, e per chi ancora non l'avesse fatto, scuriosatevelo tutto!!

mercoledì 6 maggio 2009

Fiori cristallizzati

I fiori in cucina sono un complemento delicato e raffinato, un aroma che va ad aggiungere gusto a insalate, zuppe, macedonie, tisane e (soprattutto!) dolci.

Qualche giorno fa ho scovato su una bancarella al ridicolo prezzo di 1,90 un libricino che mi ha veramente aperto un mondo. Si chiama semplicemente “i fiori” e insegna a scegliere, raccogliere e utilizzare i fiori in cucina. Una lunga introduzione elenca i più diffusi fiori commestibili e i migliori usi, per poi fornire alcune idee davvero niente male su come realizzare ad esempio gli zuccheri aromatizzati, il burro alla rosa, tartine con i fiori e tante altre cosine. Oggi mi sono studiata la lezioncina sui fiori cristallizzati che per chi si occupa di dolci possono essere davvero una mano santa per le decorazioni soprattutto in questo periodo dell’anno.
E’ abbastanza sintetico, però mi piacerebbe approfondire l’argomento, se avete suggerimenti…
Per ora ho imparato che i fiori più adatti per i dolci sono

Acacia: si raccolgono le infiorescenze dagli alberi, profumano di miele, sono ottime fritte in pastella e nei ripieni per dolci
Arancio e limone

Caprifoglio: adatto per le creme, ma attenzione perché le bacche sono tossiche Dalia: per frullati di frutta
Gardenia:
per creme particolari, si può sostituire alla vanillina
Garofanino
: per insaporire creme e budini, usare solo i petali eliminando la parte più vicina al pistillo
Gelsomino:
con il suo sapore e il suo aroma va bene per tutte le preparazioni dolci, macedonie, liquori, infusi, sciroppi…
Geranio:
le varietà dalle foglie aromatiche si prestano a qualsiasi uso in cucina
Rosa:
marmellate, infusi, dolci, gelati, petali cristallizzati…
Sambuco: Le infiorescenze si raccolgono intere in primavera e si friggono in pastella dolce Viola: per dolci al cucchiaio, composte, fiori cristallizzati...

Idea con i fiori: i fiori cristallizzati

Fiori commestibili

Albume 1
Zucchero semolato


Raccogliere i fiori alla sera o alla mattina (quando il loro contenuto d’ acqua è più alto), lavarli in acqua salata poi immergerli per 1 minuto in acqua con 1 cubetto di ghiaccio. Stenderli su un tovagliolo e lasciarli asciugare. Montare l’albume almeno fino a quando non sarà più vischioso e inizierà ad essere bianco e disporre lo zucchero su un piatto piano. Spennellare i fiori o i petali puliti e asciutti nell’albume e passarli poi nello zucchero. Adagiarli su carta da forno e metterli in forno a 100° per 15 minuti lasciando lo sportello semiaperto. Se non si vuole accendere il forno lasciar semplicemente asciugare per 24 ore prima dell’utilizzo.

Note: è importante che l’uovo sia sparso bene perché se no dove non c’è non si attacca lo zucchero (ovvio) ma in più il fiore si brucia. Per capire se sono pronti basta toccarli, se per caso dovessero essere ancora un po' molli o umidicci lasciarli in forno ancora qualche minuto.

La foto che ho messo è in corso d'opera, ovvero nel passaggio in cui spargevo l'uovo sui petali e poi li immergevo nello zucchero, è davvero bellissimo fare questa operazione, è lunga e potrebbe sembrare noiosa ma in realtà e super rilassante e da soddisfazione, pensate che ho provato persino a cristallizzare quelli di rosmarino che sono i più piccini che esistono! La prova non è andata a buon fine perchè sono talmente piccoli che il violetto scompariva completamente sotto il bianco dello zucchero, quindi fiori piccoli ma non piccolissimi, petali non troppo sovrapposti, oppure petali staccati (perfette le rose) che è ancora più comodo e d'effetto.

Informazioni in corsivo tratte da I fiori, Food Editore, 2006. (Collana Le Monografie del Gusto)

martedì 5 maggio 2009

Tartellette fragole e ricotta

Ogni giorno quando esco dal lavoro passo davanti ad un fruttivendolo che sembra un po' di quelli di una volta, quelli che ormai si trovano solo nel pieno centro storico delle cittadine, con la verdura tutta esposta e il venditore che per sceglierti una patata le tasta per 10 minuti. Si spende più o meno il doppio che all' Esselunga della via dopo ma a volte cedo alla tentazione, stavolta mi sono portata a casa mezzo chilo di fragolone rossissime e a maturazione perfetta.
Ci ho pensato un po' poi ho seguito il mio gusto secondo il quale il massimo del dolce è la pasta frolla ripiena di qualcosa di fruttoso e\o formaggioso e ho deciso di usarle così, come sempre con quello che avevo in casa.

Tartellette fragole e ricotta
Pasta frolla (io la faccio come la trovate qui)
fragole 250g + 5 o 6 per decorare
ricotta 250g
mascarpone 200g
zucchero 2 cucchiai
gelatina in fogli 4g
latte 4 cucchiai
succo di 1\2 limone filtrato
acqua di fiori d'arancio qualche goccia a piacere

Riverstire gli stampini per le tartellette con dischetti di pasta frolla tagliati su misura, coprire con carta da forno e fagioli secchi e infornare a 180 per 10 minuti. Aprire il forno, eliminare la carta e i fagioli e cuocere altri 10 minuti o più fino a che i bordi non saranno dorati. Nel frattempo ammollare la gelatina in acqua fredda, pulire le fragole e schiacciarle con la forchetta in una terrina oppure frullarle, poi mescolarle alla ricotta e al mascarpone, unire lo zucchero, la gelatina strizzata e sciolta in 4 cucchiai di latte e aromatizzare con il limone e l'acqua di fiori. Una volta raffreddati i gusci di pasta riempirli con la cremina di fragole e decorare con un quarto di fragola.

Easy, no?

domenica 3 maggio 2009

Bavarese di yogurt al limone



Buona domenica! Ah la mia è per ora buonissima, adoro quando lo shopping inizia ad essere all'aperto, tra i banchetti dei mercatini artigianali o di cose vecchie e usate quando si portano a casa borse di cosine spendendo solo pochi euro, che meraviglia... Per il pranzo della fiera dalla nonna (evento praticamente comparabile solo a quello di Pasqua e Natale, con rispolveratura, del servizio buono e una quantità imbarazzante di cibanze di ogni genere) ho preparato una tortina di mele che servirò tiepida ma visto il meraviglioso caldo che è venuto fuori, accompagnata da una pallina di gelato e una salsina, speriamo bene perchè lei a queste cose ci tiene un tot...
Non a torto però ormai i "miei assaggiatori" iniziano a manifestare una certa insofferenza verso le torte per ciò l'altra sera, per un ospite tornato dopo tanto, tantissimo tempo, ho voluto rispolverare un dolcetto al cucchiaio che mi piace un bel po'.
Già sperimentata parecchie volte, questa bavarese è un dolce abbastanza versatile visto che di volta in volta si può cambiare il gusto dello yogurt quindi rivoluzionarla completamente, ricordando però che meno lo yogurt sarà dolce meglio verrà.
Io questa volta ho lasciato tutto nei bicchierini perchè dovevo trasportarli, però teoricamente andrebbe sformata e poi decorata a piacere con salse di frutta e foglioline di menta o, come piace a me, con semplici, sottili fettine di limone.

Bavarese di yogurt al limone

(Ispirata dalla bavarese allo Yogurt di Allan Bay in Cuochi si diventa n.1)

Gelatina in fogli 6 g
Latte 4 cucchiai
Yogurt al limone 300g (e solo limone,senza altri agrumi, possibilmente magro)
Panna da montare 150ml
Zucchero 50g
Vanillina 1 bustina

Far ammorbidire la gelatina in acqua fredda per 10’. Scaldare il latte in un pentolino, unire la gelatina scolata e strizzata e mescolare senza far bollire finchè non si sarà sciolta. Filtrare il composto e amalgamarlo allo yogurt. Montare la panna con lo zucchero e la vanillina e incorporarla al resto. Versare il tutto in uno stampo con foro centrale o in 4-6 coppette individuali a seconda della dimensione e far rassodare in frigorifero per almeno 4 ore.

sabato 2 maggio 2009

Crostata di mele profumata alla cannella (per la Segra dal Bon Gust)



Quest'anno per la tradizionale fiera di Maggio del mio paesino hanno pensato a qualcosa di un po' diverso...le hanno dato un molto positivo taglio enogastronomico-agricolo-naturale che secondo me per un paese immerso tra le colline, nella terra del lambrusco, dell'aceto balsamico e di mille altri prodotti ci sta proprio. A parte il titolo ("Segra dal Bon Gust") per il quale forse si potva pensare a qualcosa di un po più creativo, ci sono tante belle iniziative come il mercato enogastronomico e quello degli agricoltori, direttamente dal produttore al consumatore.

E poi anche dei concorsi!
Premieranno la migliore torta di riso, di mele e di cioccolata, su giudizio di rappresentanti del Circolo Maestri di Cucina di Reggio Emilia e con un regolamento severo severo che non lascia niente al caso. Principale caratteristica la naturalità e località dei prodotti, per cui bando a gelificanti, coloranti, bustine varie, solo latte appena munto, uova del contadino, burro e panna interi e freschi, miele biologico o di varietà tradizionali locali...insomma non è stato facile, ma è stato bello stamattina svegliarmi e andare con la monetina al distributore di latte crudo (che oltretutto viene dalle mucche che mangiano l'erba del campo proprio di fronte a casa mia!), andare dalla nonna a prendere le uova del pollaio e poi mettermi all'opera per partecipare,(ovviamente senza nessuna speranza, sarebbe impossibile competere con le mani esperte di certe signore del paese!).
Poi altra cosa carina a ora di cena, dopo l'insindacabile giudizio, tutte le torte in verranno portate in piazza e si potrà andare ad assaggiarle! Io ho optato per una crostata di mele, perchè per le torte al cioccolato non vado matta mentre per quella di riso non c'erano molte alternative, non c'era modo di renderla più originale o esteticamente diversa perchè la torta di riso è così e basta da secoli e non la modificherei neanche sotto tortura. Questa è semplice, frolla, crema, mele, marmellata. Io, per i miei gusti, non chiedo di meglio.

Crostata di mele profumata alla cannella

Pasta frolla:

farina 250g
burro freddo a pezzetti 125g

zucchero 125g
uova 1 +1 tuorlo


Crema pasticcera: tuorli 2
zucchero 50g
farina 15g
latte fresco intero 250ml

scorza di limone grattugiata


Copertura: 2 mele golden o renette medie
1\2 limone

1\2 cucchiaino di cannella in polvere
marmellata di albicocche 2 cucchiai


Preparare la pasta frolla: mettere nel robot farina, zucchero, burro a pezzetti e azionare finchè non ne uscirà un'impasto sabbioso, aggiungere l'uovo e il tuorlo e azionare di nuovo fino ad avere un ammasso compatto. Prelevarlo e riporlo in frigo avvolto in pellicola trasparente.

Preparare la crema: In una casseruola lavorare col cucchiaio di legno i tuorli con lo zucchero. Aggiungere la farina senza smettere di mescolare. Versare poco per volta sempre girando il latte bollente aromatizzato con il limone o con la vaniglia, porre sul fuoco e continuare a mescolare fino al raggiungimento dell'ebollizione. Lasciar raffreddare la crema ricoprendo la superficie con burro o zucchero a velo per evitare che si formi la pelle.

Assemblare e decorare: Accendere il forno a 170°.Rivestire con la pasta frolla uno stampo per crostate e versarvi la crema pasticcera livellandola bene. Sbucciare le mele, tagliarle a fettine di massimo 3mm e bagnarle con succo di limone perchè non anneriscano. Appoggiare le fettine di mela sulla crema mettendole molto vicine l'una all'altra perchè durante la cottura si rimpiccioliranno molto. Spennellare con burro fuso e spolverizzare di cannella e zuccchero, infornare a 170 per 40-45 minuti. Una volta cotta, stemperare la marmellata in poca acqua tiepida, passarla al setaccio e spennellare tutta la superficie della crostata.

E ora che forse forse finalmente la primavera sta arrivando nei prossimi giorni ho proprio voglia di mettere mano a fragole e dessert belli freschi, non vedo l'ora! A presto!