mercoledì 29 aprile 2009

Frollini al torrone e.. Cremona



Ormai io e il paziente condivisore della mia esistenza ci stiamo trasformando in un perfetto gruppo turistico (e anche in due insaccati visto che per risparmiare almeno un pranzo ce lo facciamo sempre a panini), zaino e guida alla mano e ce ne andiamo in giro molto più spesso, è bello, ci aiuta e ci avvicina ancora di più.
L'ultima è stata lo scorso sabato a Cremona. Il centro storico è piccolo e raccolto tanto che sembra che tutto, ogni attività della città si svolga all'ombra del maestoso duomo romanico. E tutto intorno botteghe di liutai, dove entrando puoi fermarti ad ammirare per tutto il tempo che vuoi i loro antichi gesti...e poi la mostarda e soprattutto..il torrone!! Ahh che meraviglia, torrone nelle sue infinite varianti e forme, mobido o croccante, ricoperto, a forma di violino di torre e chi più ne ha più ne metta. Poi, splendida sorpresa, nonostante fosse un festivo con tutto chiuso, abbiamo trovato aperta una delle pasticcerie più antiche e famose della città, l'ottocentesca Pasticceria Lanfranchi, un piccolo mondo da sogno tra torte, confetti, decine di torroni diversi e perfino i macarons! con i dipendenti tutti in divisa che ti danno sempre del lei e ti impacchettano tutto con una sontuosa carta bianca e oro...che sogno! Ah, altra piccola segnalazione per golosi sperimentatori assidui, proprio di fronte alla pasticceria di cui vi ho parlato (che si trova nella via subito a sinistra del duomo) c'è il negozione della Sperlari pieno di dolci tipici artigianali e non, lombardi e veneti, infinite mostarde, e marmellate agli aromi più particolari.


E comunque una piccola ricettina la lascio anche oggi, ho comprato qualche torrone, e oggi ho provato a fare questi frollini che ho visto là, inventandomeli di sana pianta basandomi solo sull'aspetto, così, per portarmi avanti nei prossimi giorni qualcosa che mi ricordi questa bellissima giornata.

Frollini al torrone

farina 300g
margarina 125 g
zucchero 100g
torrone di mandorle duro 80g
uova 3
lievito istantaneo per dolci 1 bustina
scorza di 1 limone

Accendere il forno a 180. Unire le uova e lo zucchero e montare a mano per qualche minuto. Profumare con la scorza di limone. Unire la farina setacciata insieme al lievito e il burro ammorbidito. Rompere il torrone in pezzettoni, sminuzzarlo un po di più con la mezzaluna e aggiungerlo al composto. L'impasto sarà molto morbido ma sarà comunque possibile stenderlo su una spianatoia infarinata e ritagliare le forme. Nel caso risultasse troppo difficile, fare delle palline con le mani poi appiattirle leggermente. Appoggiare i biscotti ben distranziati sulla teglia rivestita di carta da forno e lasciar cuocere per 12-15 minuti a seconda della doratura desiderata.

Parte del torrone si scioglierà lasciando come dei buchi dal contorno dorato sparsi per il biscotto mentre l'altra parte una volta raffreddati ritornerà dura a dare un piccolo tocco croccante. Non consiglio di usare degli stampini con forme troppo articolate perchè in cottura si allargano molto e potrebbero non essere più riconoscibili.

lunedì 27 aprile 2009

Gelée di arancia e pompelmo rosa (e nuova mousse al cioccolato)



Quando girate per mercatini ignorate l’antiquariato ma andate a caccia dei vecchi numeri della Cucina Italiana?- chiede Barbara sul nuovo blog del Corriere della Sera del Veneto. Si rispondo io, e non solo! Di tutti libretti più astrusi che trattino in qualche modo di dolci e di pasticceria, anche spicciola, anche solo per avere idee da personalizzare e modificare centomila volte. Stavolta mi è andata bene. Ho scovato un libretto di cui poi vi parlerò nei prossimi giorni che regala un sacco di piccole idee.
La prima che ho sperimentato è stata questa. E' credo la cosa più banale che esista e che però contemporaneamente rende l'effetto migliore. Teoricamente sarebbe solo una decorazione ma mangiata da sola è così dissetante che ne ho preparato dei piccoli bicchierini cospargendola solo con un po' di codette di cioccolato per smorzare l'aspro. Poi visto che con la cioccolata ci andava a nozze ho fatto la mousse (provandone una ricetta nuova, di Allan Bay, che non ho ancora capito se sia meglio della prima o no) e ce l'ho messa sopra a cubettoni, poi ancora una spolveratina di codette. Ecco qua! Ah, si può fare non solo con le spremute ma anche con tutti i tipi possibili di succhi di frutta!



Gelée di arancia e pompelmo rosa

spremuta d'arancia 150 ml
spremuta di pompelmo 50 ml
colla di pesce 5g

Scaldare i succhi in un pentolino e sciogliervi la colla di pesce ammollata per 10 min in acqua fredda e strizzata. Poi filtrare e versare in una fondina. Porre in frigo a solidificare per almeno 2 ore. Appena prima di servire, incidere con dei tagli incrociati ottenendo dei dadini e utilizzarla per lo scopo preferito.


Mousse al cioccolato di Allan Bay

cioccolato fondente 250g (io ne metto 200 perchè non mi piace troppo carica e amara)
burro 30g
caffè 2 cucchiai
uova 5
zucchero 3 cucchiai


Far sciogliere il cioccolato a bagnomaria con il burro e il caffè. Lasciar intiepidire e incorporare 5 tuorli uno alla volta. Unire lo zucchero continuando a mescolare finchè il composto sarà liscio e lucido. Montare gli albumi a neve con un pizzico di sale e incorporarli delicatamente al composto. Distribuire la mousse in coppe da dessert (4\5), coprire con pellicola trasparente e tenere in frigo almeno 3 ore prima di servire. Al posto degli albumi si può utilizzare panna montata (200ml).

domenica 26 aprile 2009

Dolce Venezia


Nella mia toccata e fuga veneziana di Venerdì scorso, visto che era per me la settima volta e ormai avevo già visto gran parte delle chiese e delle splendide “scuole”, avevo già visitato più di una volta le vetrerie di Murano, trascorso intere giornate ai musei, esplorato le Gallerie dell’Accademia e passeggiato fino allo sfinimento riempiendomi gli occhi tra campielli e balconi fioriti ho deciso, questa volta, di occuparmi di…dolci!
Ormai grazie a Meringhe e anche a tutti i vostri bellissimi blog e ai vostri consigli è cambiato anche il mio modo di visitare i luoghi, che tramite l’interesse per la cucina, è diventato più attento alle tradizioni. Ora trovo più facile attaccare bottone agli abitanti, cosa che prima non facevo mai, mi viene naturale porre domande, fotografare, cercare delle risposte alle mie curiosità.

Risultati: ho potuto capire che la pasticceria veneziana si compone principalmente di una grande varietà di biscotti, biscottini fino ad enormi biscottoni secchi. Sotto carnevale poi, come praticamente ovunque, vanno i dolci fritti. Tra i biscotti, nelle pasticcerie del centro ho potuto rintracciare: I baicoli: sono i più noti, sottili e friabili con una forma piatta e allungata che sembra prendano il nome da un pesce (?) che, credo, gli assomigli nella forma. Poi I brutti ma buoni, (che io sinceramente credevo fossero emiliani-lombardi) composti di frutta secca, zucchero e albumi montati e che qui però assumono una caratteristica forma ad “S”. Me li hanno descritti, ma non ho visto invece gli zaleti, che dovrebbero essere dolcetti a base di uvetta e granoturco da intingere in vini dolci. Ma quello che più mi ha colpito, che mi ha fatto tanta tanta acquolina è stato pan dei dogi, un panino dolce, duro, pieno di frutta secca incastonata che ho trovato nelle varietà chiaro, scuro al cacao e splendido verde ai pistacchi. La ricetta di questi sembra essere un segreto di stato, veramente io non sono riuscita a trovarla in nessun modo, ho setacciato diversi forum e libri, ora approfitto di queste pagine per chiedere qualcuno per caso, qualche veneziana\o doc, la conosce??? Se si vi prego fatemene partecipe perchè mi hanno troppo ingolosito soprattutto quello verde al pistacchio che è quasi fosforescente e sembra anche un po' chimico però mmmm!

foto da flickR
L'aspetto è più o meno questo e davvero è troppo strano è l'unica foto che sono riuscita a trovare in rete! (Perchè là nelle pasticcerie non erano molto pro a lasciarmeli fotografare..)

sabato 25 aprile 2009

Barrette cereali e frutta secca

Devo ammetterlo, ho una vera e propria dipendenza dalle barrette di cereali. Non c'è giornata per me che non inizi così, perchè sono comode (soprattutto per chi pe guadagnare 10 minuti di nanna fa colazione camminando) e poi mi danno l'impressione di mangiare qualcosa di sano e che faccia bene. E' appunto un impressione, lo so, visto che a parte i cereali c'è tutto un mix di sostanze che li tengono insieme che non sono di certo il massimo per linea e salute. vabè. Stavolta, ispirata dall'ultimo DISINTERESSATO regalo di lui, (Il Libro d'Oro dei Dolci) le ho volute provare, personalizzandole un po' con gli ingredienti che piacciono a me. Ho usato il muesli invece di diversi tipi di cereali e frutta per far prima poi ho aggiunto nocciole e cocco ma si possono fare con tutto, badando solo che la somma in peso tra cereali e frutta sia intorno ai 350g.

Barrette cereali e frutta secca
zucchero di canna 80g
miele di castagno 80g
burro 90g
muesli di cereali e frutta 250g
uvetta ammollata 60g
(granella di nocciole , semi di sesamo, cocco a scaglie...qualche cucchiaiata a picere)
cannella in polvere un cucchiaino scarsosale 1 pizzico

Preriscaldare il forno a 190° e far fondere il burro con il miele e lo zucchero in un pentolino mescolando in continuazione fino a che lo zucchero si sarà sciolto. In una ciotola capiente mescolare il muesli, l'uvetta, la granella di nocciole, i semi di sesamo, il cocco e la cannella, unendo anche un pizzico di sale. Unire nella ciotola anche il composto di burro, zucchero e miele e mescolare bene. Infornare per 30-35 minuti. Prima di tagliare le barrette lasciar raffreddare completamente.

giovedì 23 aprile 2009

Tortina fast di carote e nocciole


Questa volta l'occasione è purtroppo un saluto, e un piccolo dispiacere, una di quelle cose che se guardi globalmente la tua giornata non è nulla però... La signora Annusca va in pensione... Lavorando in un ambiente grande e articolato, sapere di non avere più qualcuno nella porta di fronte su cui potere contare per qualsiasi cosa dalla colla e una biro a due chiacchiere a una ricetta un po' dispiace. Così mi è venuta voglia di portare in biblio qualcosa di piccolo e dolcino, questa tortina la faccio ogni tanto, mi piace tantissimo perchè mi ricorda un po' le storiche "Camille" del Mulino Bianco che adoro (a proposito, le fanno ancora?? Dalle mie parti non le vedo più...). Poi mi da l'idea di qualcosa di proprio sano, c'è pochissimo burro solo il necessario per tenerla insieme, e a volte è davvero un piacere mangiare cose gustose sapendo che sono sane e semplici, non tanto per linea o sensi di colpa, proprio per il puro piacere che dà.



Tortina fast di carote e nocciole
Carote 120g
Farina di frumento 120g
Nocciole tostate 100g
Zucchero 50g
Burro 30g
Latte 1\2 bicchiere

Uovo 1
Lievito 1 bustina

Sale

Pulire le carote, asciugarle e grattugiarle. Unirvi lo zucchero, la farina, l’uovo sbattuto, il lievito, un pizzico di sale, le nocciole tritate grossolanamente, il latte e il burro tagliato a pezzetti e lasciato ammorbidire. Mescolare con cura l’impasto e versarlo in uno stampo imburrato non troppo grande. Passare in forno preriscaldato a 180 per 25 minuti. Lasciar raffreddare completamente e cospargere di zucchero a velo.

mercoledì 22 aprile 2009

Crostata con marmellata di uva spina e crema frangipane (Bakewell Tart)



Dedicata a quel bambino che girava spensierato per i boschi delle sue montagne alla ricerca di bacche e frutti dimenticati da smangiucchiare...a quel bambino che ormai è grande, che da 9 anni è entrato nella mia vita e con cui da 3 condivido tutto. Per il nostro anniversario, per ringraziarlo.


1 disco di pasta frolla nella dose normale per una crostata
marmellata 100g

farina di mandorle 150g

uova 2
farina 50g
zucchero 100g
burro 80g

vanillina 1 bustina

mandorle tritate grossolanamente o scagliette 50g
zucchero a velo

Preparare la pasta frolla e metterla a riposare in frigorifero. Accendere il forno a 180° Per la crema frangipane: insierire nel robot la farina di mandorle e quella bianca, lo zucchero, il burro freddo a pezzetti e la vanillina. far andare per un minuto. Aggiungere le uova (belle grandi) e azionare per un altro minuto fino ad ottenere un impasto ben amalgamato. Con la pasta frolla preparata precedentemente rivestire uno stampo per crostate creando dei bordi abbastanza alti. Ricoprire poi con uno strato di marmellata e infine con la crema frangipane, livellando bene. Infornare e lasciar cuocere per 20 minuti, a questo punto cospargere la superficie con le mandorle tritate o a scaglie e rimettere in forno per 15- 20 minuti per dar modo alle mandorle di tostarsi senza bruciarsi. Per la cottura ci si regola più o meno come per tutte le crostate. Sfornare e lasciar raffreddare completamente prima di servire, eventualmente spolverizzare con zucchero a velo.

Ho trovato la marmellata di questo frutto un po' strano e da noi ormai scomparso all'ikea food poi ho cercato una torta adatta per poterla utilizzare, mi sono quindi ispirata ad una crostata de "Il libro d'oro dei dolci", cambiando solo la marmellata e qualche procedimento.Vien fuori qualcosa di soffice e fragrante al tempo stesso che mi piace tantissimo. Per la crema frangipane, so che alcune versioni prevedono anche le nocciole e un aggiunta di crema pasticcera, io ho provato solo questa per ora e sono apertissima a suggerimenti...

lunedì 20 aprile 2009

Pane alle olive, capperi e pomodori secchi


E questo cosa c'entra?? Eh, lo so, ma non ho resistito, ho da poco la macchina per il pane e sono ancora in una fase in cui la farei andare 24 ore su 24 senza smettere mai di guardare cosa succede dentro quella magica finestrina. In più, ed è per questo che alla fine ho deciso di pubblicarla, mi sono accorta che è in corso una raccolta (di Micaela-Il criceto goloso) proprio di preparazioni con la macchina del pane e visto che adoro le raccolte e potendo parteciperei a tutte alla fine ho optato per questo "strappo alla regola". Questo pane è buonissimo mangiato così com'è, perfetto per pic nic e merende all'aperto ( se smettesse di scrosciare) ma per me, sarà forse per il contrasto che si crea essendo molto saporito, dà il massimo spalmato con un bello strato di ricotta fresca.

Acqua tiepida 240 ml
sale 1 cucchiaino

zucchero 1 cucchiaio
olio extravergine di oliva 3 cucchiai
farina tipo 0 440g
lievito di birra secco 1 bustina

origano 1 cucchiaio
olive verdi denocciolate 100g

capperi 50g
pomodori secchi 100g

Un cucchiaio = 15 ml
Un cucchiaino = 5 ml

Tagliare i pomodori a pezzetti grossolani e le olive a fettine, sciacquare i capperi . Inserire nel cestello della macchina nell'ordine acqua, sale, zucchero, olio, farina, lievito e origano. Avviare il programma e al momento del segnale acustico che richiama gli ingredienti aggiuntivi inserire i pomodori, i capperi e le olive. Una volta pronto, lasciare fermo qualche minuto poi tagliare il pane a metà per far fuoriuscire l'umidità.


La macchina è Ariete Pane Express, ho usato il programma base (3h e 18 min) che avverte con un segnale acustico quando è i momento di inserire gli ingredienti aggiuntivi. (Credo che tutte le macchine ce l'abbiano un programma così, ignoranza da neofita, comunque è prima dell'ultimissima impastata).

con questa ricetta voglio partecipare alla raccolta MdP, bauletti & Co de "Il criceto goloso"


sabato 18 aprile 2009

Torta al cioccolato senza burro e senza uova



E' vero, lo so, un dolce deve essere un dolce, completo di tutto, i surrogati pseudo dietetici non mi sono mai piaciuti ma... L'altro giorno ero in casa e mi è venuta una delle solite voglie irrefrenabili di fare una torta non potevo resistere, ormai mi conosco. Ma c'era il frigo semivuoto, venivo dal lavoro, ero cotta, uscire a far la spesa non se ne parlava neanche e allora mi sono messa a cercare in rete una ricetta con quello che avevo e ho trovato questa (sul forum di cookaround). Prevedeva anche le nocciole ma non avevo neppure quelle...io l'ho seplicemente spolverizzata di zucchero a velo e mangiata. Solo due o tre accorgimenti: per la cottura basta pochissimo, soprattutto con il ventilato 20 minuti sono anche troppi. Il giorno dopo è molto più buona che appena fatta. Non usate la carta da forno e nemmeno lo stampo in silicone perchè essendo totalmente priva di grassi ci si appiccica irrimediabilmente, qui vale il vecchio stampo unto e infarinato. Si presta a mille varianti: essendo un po' spugnosetta va benissimo come base per dolci più elaborati (come consiglia la cognatina e come dimostrato da tutti quelli che ci hanno provato).

cacao amaro 50g
zucchero 180g

farina 200g
latte 250 ml

lievito per dolci 1 bustina
Settaciare la farina in una ciotola aggiungere lo zucchero il cacao amaro mescolare e aggiungere il latte poco alla volta fino ad avere una consistenza cremosa Aggiungere il lievito setacciato e mescolare per bene. Versare in una tortiera imburrata e infarinata e cuocere in forno caldo a 180 gradi per circa 20 minuti.Sformare la torta, farla raffreddare e spolverizzare di zucchero a velo, o decorare a piacere.

giovedì 16 aprile 2009

La pastiera (ci ho provato anch'io)


Durante le micro vacanze pasquali ci ho voluto provare anch'io. A casa mia nessuno l'aveva mai mangiata, mia nonna neppure sapeva cos'è e tantomeno nessuno ci aveva mai provato. Tant'è che il giorno di Pasqua quando è arrivata in tavola mi sono arrivate sette belle occhiate interrogative... che poi per fortuna dopo il primo assaggio si sono rilassate. Era da parecchio che la bramavo, fino a quando ho conosciuto Claudia, che ora lavora con me, che ha vissuto a Napoli ed è napoletana da parte di mamma. Grazie a lei, che si è messa li con calma a tradurmi la ricetta scritta in dialetto parecchi anni fa da sua nonna Matilde, l'ho potuta preparare con qualche certezza in più.
Questa è quindi la ricetta di nonna Matilde, una tra le tante certo, ma sicuramente con una storia tutta sua. E viene benissimo. Io ho persino evitato di metterci lo zucchero a velo perchè era troppo bella così.

Pastiera Napoletana

frolla:
farina 300g
burro 150g
zucchero 150g
uova 1 + 1 tuorlo
sale un pizzico

ripieno:
grano cotto 500g
latte 500 ml
vanillina 1 bustina
zucchero 300g
uova 5
ricotta fresca 350g
limoni 2
canditi o scorzette d'arancia 150g
acqua di fiori d'arancio
zucchero a velo

Preparare la pasta frolla nel modo consueto, lasciandola riposare in frigorifero anche una notte. Mettere a cuocere a fuoco basso il grano con il latte e la vaniglia, fino a quando non apparirà sfatto e non avrà assorbito tutto il liquido (almeno 15 minuti). Passare la ricotta al setaccio, mescolarla allo zucchero e aggiungere i tuorli, la scorza grattugiata dei limoni, l'acqua di fiori d'arancio e i canditi sminuzzati e passati nella farina. Montare a neve ben ferma gli albumi e aggiungerli al composto. Quando il grano si sarà raffreddato unirlo al composto di ricotta mescolando bene. Rivestire una teglia per dolci di 30 cm di diametro unta di margarina con la pasta frolla creando dei bordi abbastanza alti. Riempire con il ripieno senza raggiungere l'orlo della pasta e con la pasta eccedente formare delle strisce da disporre a rete sulla superficie. Cuocere a calore moderato (io ho fatto 150) per un' ora e mezza o anche più fino a quando la pastiera sarà ben colorita. Una volta raffreddata, spolverizzare con zucchero a velo.

mercoledì 15 aprile 2009

Pane express

Da ieri ho una nuova amica, ereditata dai miei cognatini che sono tanto bravi che il pane e gli impasti se li fanno proprio da soli da zero.

Ariete Pane express: Macchina per pane automatica. Potenza 450 Watt - Colore silver - 12 programmi. Capacità: fino a 900 gr di pane. 3 possibilità di doratura. Timer programmabile fino a 13 ore. Display digitale con timer. Funzione mantenimento al caldo (1 ora).

L'ho presa in mano, pulita per bene e poi...non sapevo da dove cominciare. Avevo paura di fare un poccio e ho aspettato di trovare in giro qualche consiglio, le ricette che c'erano sul librino, che per comprenderlo nelle sue linee essenziali è necessario leggere tre pagine in contemporanea, non mi convincevano perchè richiedevano molti ingredienti che avevo paura di consumare, oltre al fatto che ero terrorizzata che mi uscissero fuori dal secchiello e mi invadessero tutti gli ingranaggi...

E' sperimentato che il risparmio c'è (anche se non sembra visto che per fare la minima cosa sta accesa almeno 1 ora e mezzo..) e senz'altro anche la comodità, sia per il pane in se ma anche e soprattutto per la preparazione degli impasti, per ciò non vedo l'ora di iniziare ad usarla, qualcuno sa darmi un'idea su come iniziare? Una ricetta semplice semplice semplice per usarla per la prima volta per preparare qualcosa di dolce? E poi la marmellata è veramente fattibile? E in generale è un buon prodotto?

martedì 14 aprile 2009

Salame di cioccolato alle mandorle e caffè



Eccomi di ritorno... in questi giorni non ho scritto ma non mi sono fermata, ho continuato a spadellare come al solito e infondo che cosa sono le feste se non una bella occasione per dedicare ancora più tempo a cucinare invitare e offrire? Ho trascorso solo un giorno via, una piccola toccata e fuga a Venezia in dolce compagnia poi un giorno a casa coi parenti miei e ieri con i suoi, e grazie anche a questo splendido sole che almeno qui ha baciato tutti i giorni di vacanza è stato tutto tranquillo, rilassante, intenso, una boccata d'aria.
Tra tutti i pasticci degli ultimi giorni oggi voglio partire con il salame al cioccolato... so che come stagione ormai siamo al limite, l’altro giorno in dieci minuti di tragitto in macchina mi si è praticamente sciolto, e poi c’è l’uovo crudo che col caldo non è il massimo, insomma ormai è ora di dedicarci a qualcosa di un po’ più primaverile và… però finalmente ho trovato una ricetta per farlo che mi convince del tutto, è venuto buono e bello, è semplice e non mi andava di non condividerlo con voi.
Però mi sono fatta una domanda a cui non ho trovato risposta: c’è una regione, una zona, un paese che può vantarsi di esserne il luogo d’origine?

uova 2 tuorli
burro 50 g

zucchero 100g
cacao amaro 3 cucchiai
caffè 1 tazzina
liquore alla mandorla (facoltativo)

biscotti secchi 100g

mandorle tostate 100g


Lavorare due tuorli con lo zucchero fino ad ottenere una crema morbida. Aggiungere il burro sciolto e non troppo caldo, il cacao amaro, il caffè ed eventualmente un goccino di liquore alla mandorla. Mescolare tutto. Sbriciolare grossolanamente i biscotti secchi e tritare, sempre il modo grossolano, le mandorle precedentemente tostate in forno. Unire al composto di cioccolato e mescolare in modo che il cioccolato si attacchi bene alla granella di mandorle e biscotti e tutto l’insieme appaia scuro. Aiutandosi con un foglio di pellicola trasparente o di carta oleata dare all’impasto la forma di un salame premendo bene, poi riporlo in frigo per qualche ora. Quando sarà ben duro toglierlo dalla pellicola e ricoprire con le mani tutta la superficie con zucchero a velo, facendolo bene attaccare. Servire tagliato a fette poco dopo averlo tolto dal frigorifero.

In genere, quando devo regalarlo, dopo aver messo lo zucchero a velo riavvolgo il salame in una pellicola trasparente pulita poi lo lego con dello spago con il metodo che si usa per l’arrosto in modo da renderlo quanto più simile possibile ad un salame vero. Non ho le foto perchè in genere lo faccio sotto Natale ma provate, vi assicuro che il risultato è carinissimo.

sabato 11 aprile 2009

Piccole madeleine alla cannella e tortine al dulce de leche

Il fatto che una nota ditta produttrice di stampi in silicone venda via internet e consegni direttamente a casa in 48 ore sta diventando un serio rischio per le mie finanze, questa volta mi sono limitata a due oggetti, di cui uno era nella mia wishlist mentale da un bel po': lo stampo per le mini madeleine, veramente minuscole, fini e bellissime e anche comode visto che me le sono messa nello zaino e le ho portate con me a Venezia. Sta di fatto che a Venezia non ci sono arrivate, era troppo un piacere ogni tanto mettermene in bocca una durante il tragitto! Gli stampini però sono veramente minuscoli, per ciò avendo tempo solo per una infornata mi avanzava un sacco di impasto, ho deciso così di trasformarlo in piccole tortine.

uova 2
zucchero 60g

farina 125g
burro 65g
latte 25 ml
vanillina 1 bustina
cannella 1\2 cucchiaino

bicarbonato di sodio 1 punta di cucchiaino

Mescolare la farina con lo zucchero, la vanillina, la cannella e il bicarbonato. A parte unire le uova, il latte e il burro fuso. Unire i due composti e mescolare. Per le madeleine: riempire gli stampini per le mini madeleine e mettere in forno a 180 per 12 minuti. Per le tortine: rivestire con le apposite cartine gli stampini da muffin, versare un cucchiaino di impasto, inserire un cucchiaino di dulce de leche e coprire con un altro cucchiaino di impasto. Infornare a 180 per 20 minuti circa.

Colgo l'occasione per lanciare a tutti voi un caldo augurio per una Pasqua il più possibile serena, che ci aiuti a rilassarci, a riprendere o rinforzare i contatti con le persone a cui teniamo e a prenderci il tempo, una volta tanto, per pensare. A come migliorarci, a come migliorare ciò che ci circonda.

giovedì 9 aprile 2009

Il bensone


Il Bensone modenese, (che cotto in forma rotonda e forata diventa brazadela nel reggiano) ha sempre fatto parte delle mie domeniche, a pranzo dalla nonna, per ciò mi sembra strano dover descrivere qualcosa che per me, nella sua semplicità, è sempre stato un sotttinteso. So anche però che molti, al di fuori dell'Emilia,ne ignorano beatamente l'esistenza per cio ho deciso di porvi rimedio!
E' un dolce semplice, rustico e povero, di una volta, formato da un impasto molto corposo e pieno di uova, zucchero e farina (sarei curiosa di sapere il suo peso specifico!) a cui va data con le mani una forma allungata; la superficie, grazie a qualche pennellata di uovo è lucida è ricoperta da granella di zucchero.
E in quale momento della giornata si gustava, vi chiederete, questo bel mattoncino? Ovvio, a fine pasto! Credo che l'impasto sia così asciutto perchè nato proprio così apposta per essere sempre accompagnato da un buon bicchiere di vino, dentro il quale "pucciare" bene tutta la fetta prima di addentarla, l'imporessione che ho è che il vino serva proprio a completarne il sapore, come i cantuccini per intenderci. Bianco, frizzante e secco per me è il massimo. Ma per rimanere in tema, provatelo nel lambrusco, ne uscirà di un bel viola carico pronto da addentare.

Ci sono diverse varianti qua intorno, la migliore è senz'altro quella di farcirlo, prima della cottura, con il "savurètt" un condimento tipico della tradizione reggiana a base di mosto d’uva, frutta mista (principalmente mele e pere), zucca e scorze di agrumi, che può diventare anche condimento per carni e, se diluito con acqua, una bibita dissetante. Per il momento non ci ho ancora provato, un passettino alla volta. Intanto perchè non inserire, nel programma di questi giorni di ferie e riposo, una fetta di dolcissima brazadela ben pucciata nel più nero secco e frizzante dei lambruschi? Provare per credere.

farina 400g
zucchero 125g
burro 100g
lievito 1 bustina
uova 3 + 1 albume
scorza di 1 limone
latte
sale
granella di zucchero

mescolare la farina con lo zucchero, la scorza del limone, il lievito e un pizzico di sale. Fare la fontana e nel centro sgusciare le uova, unire il burro ammorbidito a pezzetti e latte quanto basta per ottenere un composto consistente. Lavorare energicamente la pasta per circa 10 minuti. Imburrare e infarinare la placca del forno (o usare una di quelle meravigliose e comodissime basi in silicone) e appoggiare l'impasto dandogli, picchiettando con le mani, una forma di ovale allungato. Spennellare la superficie con l'albume ( o con un tuorlo se si desidera ottenere un colore più biscottato) e cospargere con la granella di zucchero. Cuocere a 180 per circa 40 minuti.

martedì 7 aprile 2009

Per chi ha perso tutto

Per le vittime del terremoto in Abruzzo, per chi ha perso tutto e tutti, per chi non ha più casa e cose, per chi la notte non riuscirà più a dormire sentendo anche nel sonno urla strazianti. Possiamo fare qualcosa. Partendo anche dal diffondere alcuni numeri utili per chiunque voglia unirsi a dare una mano, perchè la solidarietà non è fatta di parole.
Per volontari da tutta Italia (soprattutto se precedentemente addestrati) contattare la protezione civile nazionale 06.68201 o i propri distaccamenti locali
Per inviare medicinali, cibo, oggetti di prima necessità: 800.860.146 oppure 06.68208.
Per ospitalità: 0854308309. 06.43411763
Per donare:

Croce Rossa Italiana: C/C bancario n. 218020 presso BNL - roma, intestato a CRI, codice Iban IT66 - C010 0503 3820 0000 0218020, causale: pro terremoto Abruzzo;
Conto corrente postale n. 300004 intestato a CRI causale: pro terremoto Abruzzo
Versamenti on line sul sito: http://www.blogger.com/www.cri.it/donazioni.html

lunedì 6 aprile 2009

Dulce de leche ma...

Ma perchè così scuro?? La consistenza è esattamente quella che speravo di ottenere, quando ho deciso di sperimentare anche io questa golosissima crema, il sapore idem (praticamente quello dell'alpenliebe quando ce l'hai in bocca da un po) ma è di un colorino cioccolato fondente 70% e l'ha preso già da subito, da poco dopo che ho versato lo zucchero... Chiedendo un po' in giro la ricetta che ho deciso di sperimentare è stata questa
latte 1l
zucchero 250g
vanillina 1 bustina
bicarbonato 1 cucchiaino da caffè

In una pentola molto alta far bollire il latte con la vanillina poi aggiungere lo zucchero e il bicarbonato (in questo momento si gonfierà a dismisura, attenzione). Far sobbollire fin quando non inizierà ad addensarsi (un oretta circa) mescolando di tanto in tanto, poi mescolare continuamente lasciando bollire fin quando nel mescolare non si riusicrà a vedere per un attimo il fondo della pentola. Togliere dal fuoco, mescolare per altri 5 minuti e lasciar raffreddare.

Non avendolo mai assaggiato prima se non confezionato non ho idea di come dovrebbe essere, a me sembra che il sapore ci sia tutto e non tarderò molto ad utilizzarlo, pensavo a muffin e plum cake ripieni, senz'altro, ma anche a trasformarlo in ripieno per cioccolatini, o usarlo per farcire una torta oppure per incollare i baci di dama al posto del cioccolato..
Ma questo colorino mi impensierisce, qualcuno può ipotizzare un motivo??

domenica 5 aprile 2009

Torta di fragole e pesche con crema pasticcera


Finalmente le prime fragole davvero buone, non posso resistere, e temo che d'ora in poi partirà una serie di ricette monotematiche fragolose spero proprio di non annoiarvi. Questa sembra un pochino macchinosa ma...nessuno vieta di comprare il pan di spagna già fatto che costa al massimo 2 euro e che se la farcitura è buona va bene comunque!

pan di spagna:
uova 5
zucchero 3oog
farina 200g
fecola 200g
scorza di 1 limone
lievito in polvere 1 bustina
olio d'oliva 1 bicchiere

crema pasticcera:
tuorli 4
zucchero 100g
farina 30g
latte 1\2 litro
vaniglia o scorza di limone grattugiata

assemblaggio e decorazione:
fragole 250g
pesche sciroppate
succo di frutta
liquore a piacere 1 bicchierino
tortagel 1 bustina

Preparare il pan di spagna:
unire i tuorli e lo zucchero mescolando bene, montare a beve gli albumi e unirli al composto mescolando dal basso verso l'alto. Aggiungere la farina e la fecola setacciate insieme al lievito, aggiungere poi la scorza di limone e infine l'olio. Mescolare fino ad ottenere un composto soffice ma abbastanza denso da staccarsi dai bordi. Cuocere a 170-180° per 40 minuti.
Preparare la crema:
In una casseruola lavorare col cucchiaio di legno i tuorli con lo zucchero. Aggiungere la farina senza smettere di mescolare. Versare poco per volta sempre girando il latte bollente aromatizzato con il limone o con la vaniglia, porre sul fuoco e continuare a mescolare fino al raggiungimento dell'ebollizione. Lasciar raffreddare la crema ricoprendo la superficie con burro o zucchero a velo per evitare che si formi la pelle.
Assemblaggio e decorazione:
Tagliare a fettine le fragole e le pesche e immergerle nello sciroppo delle pesche. Sformare il pan di spagna una volta raffreddato, dividerlo in due o tre strati (a seconda dello stampo che avrete usato quindi dello spessore della torta) e spennellare tutti gli strati con il mix di succo di frutta e liquore, anche i bordi esterni. Spalmare poi la crema sugli strati interni e sulla superficie. Disporre a raggiera sulla superficie sopra la crema le fragole e le pesche affettate. Preparare la gelatina seguendo le istruzioni riportate sulla confezione, lasciarla raffreddare qualche minuto e con il pennello in silicone spennellare la frutta nel modo più uniforme possibile. Conservare qualche ora in frigorifero prima di servire.

venerdì 3 aprile 2009

Lista della spesa 2009

Il venerdì a quest'ora è il mio momento preferito della settimana non c'è nulla che possa intaccare il mio buon umore non riesco a pensare che a cose piacevoli tipo che quest'anno, ho deciso, mi farò qualche regalo, non spendo mai niente per me e sono arrivata ad un punto in cui ho proprio voglia di gratificarmi e quale modo migliore se non quello di riempire la mia gatto milli di piccole (o non tanto piccole...vedi in basso a destra) cosine meravigliose?? Voglio:

Finire la serie dei barattoli dell'ikea quelli con il tappo di metallo satinato li metterò tutti allineati e non ci sarà più nemmeno un sacchettino volante in giro ma tutto perfettamente imbarattolato

Piatti e ciotole tutti bianchi perchè sono stanca dei colori nei piatti colorati tutti i cibi sembrano brutti e opachi e poi così le foto per meringhe verranno di certo più belle.

Un mortaio di marmo per il pesto alla genovese di quest'estate, basta basilico marrone ossidato dalle pale del robot, e sempre all'ikea la frusta rossa è un puro capriccio, ne ho gia non so quante ma la voglio rossa solo per appenderla!

Tanti biccheri tutti in gradazione ma tutti diversi (m han detto che c'è qualcosa sa Zara domani vado a vedere)

Lo stampo in silicone per le mini madeleine

E...infine..beh quella la conoscete tutte non ha bisogno di presentazioni c'è un attimo una diatriba abbastanza animata su quale dovrà essere la sua posizone in cucina ma appena sarà risolta sarà mia!!


giovedì 2 aprile 2009

Just a perfect cake - Cake con limone, arancia e olio d’oliva



Per sfoggiare il mio nuovo stampo lungo lungo volevo qualcosa di sicura riuscita e dove andare a cercarlo se non sul cavoletto? Il risultato è stato perfetto, impeccabile man mano che cresceva nel forno mi stupivo e mi compiacevo silenziosamente di me stessa e ringraziavo chi ha inventato questo mix perfetto.
Risultato dimostrato largamente nel momento in cui il mio cuginetto (che ormai fa i 18 ed è un metro e ottanta e più ma per me è sempre un bibmbooo) di ritorno dalla gita ha preso il vassoio con il cake bello affettato, se l'è piazzato davanti tipo piatto per il lungo per essere bello comodo e raccontando delle sue conquiste romane ha attaccato una fetta dietro l'altra. Io l'ho fatta così:

zucchero 180g
farina 150g

uova 3 (150g)
panna da cucina 100g

burro 40g
olio d’oliva ( o vegetale) 20g
lievito per dolci 2,6g
limone bio 1

arancia bio 1

Sbattere lo zucchero e le uova per una decina di minuti fino a ottenere un composto molto spumoso e di colore chiaro. Aggiungere la panna, poi la farina setacciata insieme al lievito, sbattendo sempre. Aggiungere poi il burro fuso, l’olio, e la buccia finemente grattuggiata del limone e dell’arancia. Versare l’impasto in uno stampo da plumcake, ai 2 terzi dell’altezza, lasciarlo riposare per un’ora e infornare a 160° per circa 45 minuti o finché il dolce non sia dorato e cotto all’interno.