giovedì 25 febbraio 2010

Giorno speciale. E 15 torte tutte per voi.

Oggi è il mio compleanno. Ma non solo. Per una grossa coincidenza è anche il compleanno di un'altra persona molto...molto, nata esattamente lo stesso giorno di 10 anni prima. E per un'altra grossa coincidenza è anche il giorno in cui inizierò una nuova avventura formativo-professionale. Tutto oggi.
In mezzo a tutto questo non c'è stato proprio il modo di preparare una torta degna di noi festeggiate, su questo fronte cercherò di recuperare nel week end, poi vi dirò.
Però però c'è una cosina, che ho li da un po' e per cui forse finalmente è arrivato il momento buono. Sull'esempio di una splendida idea di Fiordifrolla di un po' di tempo fa, ho fatto un piccolo libricino raccogliendo tutte le torte del blog che trovavo più adatte per i compleanni. Da leggere, da scaricare, da stampare, da riesumare al bisogno.
Per festeggiare, con semplicità.
::::::::::::::::Scarica il pdf - Birthday Cakes:::::::::::::::

mercoledì 24 febbraio 2010

Le tagliatelle, come piacciono a me.


Mi sono appeana accorta, se si esclude quella per il concorso di Lydia, di non aver mai postato una pasta. Eppure è senza dubbio il piatto che cucino più spesso, con più varianti, buttandoci dentro tutta la mia fantasia e spesso buona parte del contenuto del frigo.
Mi sono chiesta il perchè e forse mi sono anche risposta. Credo che sia perchè, infondo, sono sempre stata convinta che per i piatti di pasta non esistano vere e proprie "ricette". O meglio, si possono dare dei consigli, delle dritte, ma non sono necessarie secondo me dosi precise o accorgimenti particolari. A meno che nn si vada sulle ricette d'autore, in questo caso cambierebbe tutto.
Comunque, per amor di completezza ho deciso che qualche bel piattone di pasta ci vuole, il mio indice ricette così sembra un po' moncherino e non mi piace per niente.
Dunque.
Ieri sempre lei mi ha fatto venire una irrefrenabile voglia di zucchine, accompagnata per logica da un'insana voglia di fregarsene per una volta della stagionalità e di prendere quelle che ci sono arabe, spagnole, che importa. Per risentire per un attimo quel profumo di estate che sembra più lontana che mai. Per cui la mia pasta ha le zucchine. Ma ha anche i profumi pungenti dei porri e del gorgonzola, perchè è ancora pieno inverno, e c'è ancora bisogno di sapori forti, che scaldano.
Visto che questa è quasi la prima pasta che arriva qui, non voglio di certo un formato a caso, no, no, per cui ho usato le mie immensamente adorate amatissime tagliatelle all'uovo. Semplici e veloci, che sanno di casa e basta.
Visto che qua le tagliatelle quando si fanno si fanno per un reggimento, e poi si portano pure in giro ai parenti belle stese su un vassoio di vimini e coperte con un canovaccio pulito, non avevo proprio idea riguardo alle quantità di ingredienti per, non so, 4 persone. Poi fortunatamente mi sono imbattuta in uno specchietto, sul volume dei Primi de Il cucchiaio d'argento, che fornisce le dosi considerate oggi equilibrate per preparare pasta fresca per un certo numero di persone. Emmenomale. A me 70 g a testa sembrano un po' pochetti però con un condimento come questo potrebbero anche andare va'.

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Tagliatelle all'uovo con zucchine, porri e crema di gorgonzola

per le tagliatelle:
farina 200g
uova 2
un pizzico di sale
(da cui si ricavano 280g di pasta fresca, pari a circa 70g a persona)

(Non è che voglio stare qui a spiegarvi come si fanno le tagliatelle visto che probabilmente lo sapete tutti meglio di me, solo due righe sempre per completezza). Disporre la farina a fontana e sgusciarvi al centro le uova, aggiungere un pizzico di sale. Impastare energicamente per circa 10 minuti, pressando con i palmi delle mani e poi ripiegando la pasta su se stessa piiù volte. Se la pasta riultasse troppo morbida aggiungere un po' di farina, se troppo soda un po' d'acqua. Dare al panetto una forma allungata, metterlo in un sacchettino di nylon e far riposare mezz'oretta. Tirare a sfoglia sottile e tagliare con la macchinetta, oppure arrotolare i pezzi di pasta tirata e ricavare le tagliatelle con un coltello affilato facedole larghe 6-8 mm.

per il condimento:2 zucchine
2 porri
5 cucchiai di gorgonzola piccante
latte q.b.
olio, prezzemolo

Tagliare i porri a fettine, compresa la parte verde e sbollentarli per 2-3 minuti. Scolarli e metterli ad appassire in una larga padella con un goccio d'olio. Aggiungere le zucchine tagliate a piccoli dadini,salare, coprire e lasciar cuocere 15 minuti.
Nel frattempo in un altro pentolino sciogliere a fuoco bassissimo il gorgonzola insieme a latte quanto basta per renderlo cremoso.
Lessare le tagliatelle, scolarle tenendo da parte un mestolo di acqua e versarle nella padella con le zucchine e i porri. Cuocere un minuto, versando anche l'acqua di cottura tenuta da parte e un altro goccino d'olio. Spegnere il fuoco e condire con la crema di gorgonzola. Prima di servire spolveizzare di prezzemolo appena titato.
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lunedì 22 febbraio 2010

Variazioni di speculoos

Li ho assaggiati la prima volta ad un corso, in cui una ragazza li portò direttamente dal Belgio, marca Lotus e assolutamente indimenticabili. Al primo momento buono ho cercato di riprodurli, ovviamente rivolgendomi all'esperta che più esperta non si può sulle ricette proprie di quelle zone. E così gli speculoos, in pochissimo tempo sono diventati una piacevole abitudine invernale. Per il profumo che ti riempie la casa, perchè se chiusi bene in una scatola di latta si conservano per un sacco di giorni perchè sono assolutamente, completamente, immensamente buoni.
Poi è successo che un giorno così per caso qualche esemplare è finito nel sacchettino della merenda di qualcuno che si professava poco amante dei biscotti. Sta di fatto che da quel momento li per accontentarlo dovrei sfornare una dose di speculoos ogni due giorni, anche perchè qualcuno, nella sua officina, ha sentito quel profumino di cannella fantastico e ora, in pratica, li vogliono tutti. Sempre. Non bastano mai.
E del resto li capisco...
Ierimattina c'era il sole, ero a casa da sola con un po' di ore a disposizione per cui mi sono divertita con qualche variazione, accostando a questo impasto spettacolare prima la pasta frolla alla vaniglia nelle girelle, poi la marmellata di arance con le scorzette dentro, che mi è sembrata la migliore per farcire dei piccoli "paninetti" di speculoos.

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Speculoos

farina 550g
zucchero di canna 400g

burro 225g

cannella 3 cucchiai
latte 70g
bicarbonato di sodio 15g

Versare sul ripiano la farina, lo zucchero, la cannella e il bicarbonato. Aggiungere, in mezzo, il burro morbido e il latte, mescolare e impastare velocemente fino a ottenere un impasto omogeneo che non sia colloso (semmai aggiungere un altro goccio di latte o un po’ di farina), dividere l’impasto in due, e avvolgerlo con della pelicola. Tenere al fresco per circa un’ora. Poi, su un ripiano spolverato con della farina, stendere un pezzo d’impasto per volta col matarello alto 3-4mm. Ritagliare dei biscotti e disporli su una teglia da forno rivestita con della carta da forno, lasciando un pochino di spazio fra i biscotti che si allargheranno un po’. Cuocere a 150° finché i biscotti non siano diventati duri (circa 20 minuti). Lasciar raffreddare su una griglia e conservare in una scatola di latta.



-->Variazione 1: le girelle di frolla e speculoos
stendere una parte dell'impasto di speculoos freddo su un ampio tagliere, prendere della pasta frolla sempre fredda e stenderla in un rettagolo della stessa misura. Entrambi dovranno avere uno spessore di 3-4 mmm. Sovrapporli aiutandosi con un foglio di carta da forno e arrotolare tutto a salame. Rimettere in frigo per mezz'oretta poi tagliare tutto a fettine di circa 1\2 cm di spessore, appiattendole ogni volta con il mattarello, in questo modo la spirale interna diventa più visibile. Cuocere a 150° per circa 18 minuti.


-->Variazione 2: gli speculoos da farcire

Stendere l'impasto di speculoos freddo sull'asse leggermente infarinata ad uno spessore di 3 mm al massimo, coppare con uno stampino rotondo e su metà di essi praticare al centro un foro con uno stampino più piccolo, di circa 1 cm di diametro. Recuperare lo scarto e reimpastare, formando biscotti fino a esaurimeto. Cuocere sempre per 18 minuti a 150 facendo attenzione perchè sono molto sottili. Sfornare, lasciar raffreddare e poi disporre su tutti i biscotti senza foro un cucchiaino da caffè di marmellata di arance. Coprire con i rispettivi biscotti forati, premendo un po' ma non troppo, devono incollarsi ma non deve fuoriuscire marmellata dai bordi.
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venerdì 19 febbraio 2010

Fenomenologia del cake salato

Ecco io non lo so quand'è che la parola cake è diventata maschile, non so nemmeno perchè, nè ricordo quando questa espressione, "cake salato" sia entrata per la prima volta nella mia vita e nella mia cucina.
Forse è stata ancora una volta lei a lanciare questa moda tra i foodblog italiani, forse l'idea di un qualcosa di veloce ma buonissimo e infnitamente versatile è stata sufficiente per dare a questa preparazione un così grande successo.
Per quanto mi riguarda so solo che da un certo momento in poi, ogni pic nic, cena veloce, ospite inatteso, voglia di super merenda è stata accolta con un cake salato.
Ma voi vi siete mai chiesti quale sia la "vera" ricetta del cake salato? Proprio la migliore, con le dosi perfette e dal risultato perfetto? Con l'interno morbido ma non troppo umido, l'esterno compatto, e un sapore deciso ma non troppo forte da impedire di usarlo per spalmarci sopra qualcosina?
Io, dopo diversi tentativi poco convincenti, finiti a ingrossare il mio archivio delle ricette non postate perchè troppo scialbe o imperfette, mi sono decisa a consultarmi un po' in giro. Fino a che qualcuno non mi ha consigliato il libro Cakes dolci e salati di Ilona Chovancova. Da qui ho tratto le dosi basilari che ora utilizzo sempre, insieme ad una bella manciata di consigli che ora, diligentemente, vi riporto.
Il cake salato - dosi di base e consigli (da Cakes dolci e salati di Ilona Chovancova)

preparazione 15 minuti
cottura 50 minuti

farina 180g
uova 3
latte parzialmente scremato 10 cl
olio vegetale 10 cl
gruyére grattugiato 100g
lievito istantaneo per torte salate una bustina
fino a 300g di ingredienti aggiuntivi a piacere

abbianamenti classici : spinaci/noce moscata; pollo/curry; salmone/aneto; senape/dragoncello; funghi/prezzemolo.

idee originali: il bello del cake salato è che ci possiamo buttare dentro di tutto, possiamo utilizzarlo per riprodurre accostamenti particolari assaggiati in giro, oppure il sapore dei nostri piatti preferiti.

gli ingredienti

:: l'olio: si possono usare tutti i più comuni oli vegetali ottenuti da una sola pianta (girasole, colza, arachidi) oppure anche delle mescole, di colore chiaro e gusto poco strutturato. L'olio di oliva, così come anche quello di noci o di nocciole, possono essere usati ,ma daranno un sapore molto più deciso e particolare.

:: il latte: per i cakes dolci e quelli a base di farina integrale l'autrice consiglia di utilizzare il latte fermentato. Si trova nel reparto latticini oppure nei negozi orientali, ma si può ottenere qualcosa di simile anche acidulando il latte con aceto o qualche goccia di succo di limone. Il latte può essere sostituito anche da yogurt o panna fresca.

:: le erbe: importante scegliere sempre quelle fresche piuttosto che surgelate o secche, sia per il sapore che per il colore che possono conferire alla preparazione finale.

:: le spezie: l'autrice consiglia di mixare liberamente le spezie, magari preparando proprio delle combinazioni personalizzate. Un occhio particolare alla freschezza: comprarne sempre piccolissime quantità perchè in breve tempo l'aroma tende a svanire, e se avete un mortaio o un macinacaffè, compratele e macinatevele direttamente!


La ricetta fotografata non è altro che una delle infinite possibili applicazioni di tutto questo, per quanto riguarda le dosi base non ho toccato nulla tranne aver sostituito il latte con lo yogurt, un'operazione che faccio sempre più spesso quando ho voglia di cose sofficiose. Tenete solo conto che le dosi base sono abbastanza striminzite, cioè si ottiene un piccolo cake oppure al massimo 4-5 mini cakes, per cui se avete uno stampo grande regolatevi facendo le dovute proporzioni.
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Mini cakes salati alle olive, formaggi e semi di finocchio

farina 180g

lievito per torte salate 1\2 bustina
uova 3
yogurt bianco 100 ml

olio 100 ml
grana 50g - pecorino 50g - emmenthaler 50g
olive verdi e nere
sale, pepe
semi di finocchio un cucchiaino


Sbattere le uova, poi aggiungere l'olio e lo yogurt sempre sbattendo. Aggiungere la farina setacciata insieme al lievito istantaneo, poi i formaggi grattugiati. Mescolare bene con un cucchiaio di legno. Tagliare grossolanamente le olive e aggiungerle al composto, infine insaporire con i semini di finocchio leggermente pestati al mortaio. Salare e pepare solo leggermente. Versare negli stampini e cuocere in forno già caldo, a 180°, per 20-25 minuti o finchè la superficie non sarà ben dorata.
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giovedì 18 febbraio 2010

Crema di freschezza


Certe volte preparo delle cosine apparentemente semplici che poi si rivelano molto buone, o particolarmente insolite come sapore, o comunque degne di nota e mi mangio le mani per non averle fotografate, per averle considerate troppo basic per meritarsi un post. Questa volta invece per fortuna ci ho pensato un attimo prima e ho fotografato questo concentrato di colore - semplicità - bontà - salute appena in tempo.
Non è altro che una delle mie solite creme di verdura, senza soffritto, senza panna, senza aggiunte varie, e questa volta pure senza spezie. Ma ha finito per meritarsi un post, soprattutto per il modo in cui i sapori si succedono in bocca.Prima la dolcezza pura della carota, mentre poi in bocca rimane solo ed esclusivamente il fresco e pulito del finocchio, tutto avvolto dalla morbidezza della ricotta di mucca, aggiunta alla fine, in modo che rimangano dei piccoli grumetti bianchi a movimentarne anche l'aspetto.
Insomma il finocchio, che non ho mangiato fino ai 22 anni e che invece ora mi ha creato praticamente una dipendenza, è quello che per me rende speciale questa crema. In più non dobbiamo mai dimenticare le sue praticamente infinite proprietà benefiche, che vanno dallo stimolare la diuresi al favorire la digestione, all'alleviare i dolori mestruali e della menopausa per via dell'effetto riequilibrante che alla lunga può avere verso gli ormoni femminili. Insomma un ortaggio da non dimenticare ne trascurare mai, da consumare in grandi quantità, che come dice sempre mia nonna fa solo che bene.

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Crema di carote, finocchi e ricotta

(per 4)
5 carote
1 finocchio bello grande
acqua
sale
olio
ricotta 100g
barbe del finocchio per guarnire

Pulire le carote e tagliarle a pezzettoni, pulire il finocchio conservando un po' di barbetta e tagliare anch'esso a pezzettoni. Mettere le verdure in una pentola capiente e coprire con acqua quanto basta perchè siano completamente immerse. Aggiungere una manciatina di sale grosso. Portare a bollore, abbassare la fiamma e lasciar sobbollire per 20 minuti abbondanti coperto. Quando le verdure saranno cotte, frullare con il minipimer molto accuratamente. Se risulta troppo densa aggiungere un bicchiere di acqua o brodo, se invece è troppo liquida rimettere sul fuoco e far bollire scoperto per 5 minuti. Aggiungere la ricotta e stemperarla nella zuppa con un cucchiaio di legno, senza preoccuparsi di farla amalgamare completamente, anzi lasciando proprio qualche grumetto bianco. Servire con un filo di olio extravergine e decorare con le barbette di finocchio tenute da parte.
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PS per foodbloggers: Avete già fatto il giro dei blog stamattina? Andate a curiosare cos'ha organizzato quel vulcanico gruppetto twitteriano Fiordilatte - Juls - Fiordifrolla - ElisaKitty!

martedì 16 febbraio 2010

Perchè siamo (anche) ciò che leggiamo

(oltre che ciò che mangiamo)

E' un po' di giorni che questo gioco gira per i blog, e partecipare, anche se qui solitamente si tratta solo di ricette, mi è venuto quasi naturale.
Probabilmente perchè in questi 12 mesi di blog ho capito che dal condividere ricette allo scambiarsi consigli di lettura e poi di viaggi e poi di vita il passo è molto molto breve.
E poi ogni tanto fa pure bene mettere a riposo le padelle (compresa quella nuova con l'interno in ceramica...), armarsi di divano, pleid e due o tre libri, per scegliere, in base all'umore e alle sensazioni di quel momento lì, con quale proseguire.
Il giochino all'apparenza molto semplice, rivela poi una certa richiesta di impegno nel compilarlo, poichè si tratta di una serie di domande a cui si deve rispondere solo attraverso il titolo di un libro che abbiamo letto.
Io l'ho trovato geniale, e profondo nella sua semplicità.
Ecco le mie risposte. Ovviamente siete tutti invitati a farlo vostro.

- SEI UN UOMO O UNA DONNA?
Una donna - S. Aleramo

- DESCRIVITI:
La ragazza in blu - S. Vreeland

- COME TI SENTI?
Il dolore perfetto - U. Ricciarelli

- DESCRIVI DOVE VIVI AL MOMENTO:
Il viaggiatore notturno - Maurizio Maggiani

- SE POTESSI ANDARE OVUNQUE, DOVE ANDRESTI?
Leggere Lolita a Teheran - A. Nafisi

- COSA AVRESTI VOLUTO FARE DA GRANDE:
Aglio e zaffiri: vita segreta di una gastronoma mascherata - R. Reichl

- LA COSA CHE TI FA SOFFRIRE MAGGIORMENTE:
Possessione - A.S. Byatt

- UNA COSA CHE NON FARAI MAI:
L'amante - M. Duras

- TU E IL/LA TUO/A MIGLIOR AMICO/A SIETE..?
Narciso e Boccadoro - H. Hesse

- COSA TI MANCA:
Casalinghitudine - Clara Sereni

- LA STAGIONE IN CUI TI SENTI PIU’ VIVO:
Un'ondata di caldo - Penelope Lively

- MOMENTO PREFERITO DELLA GIORNATA:
Quella sera dorata - P. Cameron

- SE LA TUA VITA FOSSE UNO SHOW TELEVISIVO, COME SI CHIAMEREBBE?
Appunti per uno studio del cuore umano - P. Lively

- CHE COS’È LA VITA PER TE?
Mappe per amanti smarriti - N. Aslam

- UN ANNO CHE NON SI PUO’ DIMENTICARE:
2000 - P. Neruda

- LA TUA RELAZIONE:
Lezioni di respiro - A. Tyler

- HAI PAURA DI..?
Il responsabile delle risorse umane - A. B Yehoshua

- IN ALCUNI MOMENTI TI SENTI…
Confortetatemi con le mele - R.Reichl

- UN LUOGO IN CUI NON SEI MAI STATO:
Ogni cosa è illuminata - J. Safran Foer

- MEZZO DI TRASPORTO PREFERITO:
Qualcuno con cui correre - D. Grossmann

- QUAL È IL MIGLIOR CONSIGLIO CHE TU POSSA DARE?
Cucinoterapia - R. Schira

- UNA COSA DI CUI SEI CONSAPEVOLE:
Chiamati all'amore - A. de Mello

- OGNI TANTO PENSI CHE…
Col corpo capisco - D. Grossmann

- DI COSA HAI BISOGNO IN QUESTO MOMENTO:
Amiche - M. Binchy

- OGNI TANTO TI DOMANDI…
Per chi suona la campana - H. Hemingway

- PENSIERO DELLA GIORNATA:
Domani nella battaglia pensa a me - J. Marias

- SE POTESSI RIAVERE INDIETRO QUALCOSA DALLA VITA COSA VORRESTI?
Vestivamo alla marinara - Susanna Agnelli

- IL TUO MOTTO:
In difesa del cibo - M. Pollan

Curiosa anche:
La mia libreria su anobii
Tutti i miei post su libri
le risposte di Salsadisapa
le risposte di Vaniglia

lunedì 15 febbraio 2010

Il budino Valentino


In questi giorni sembrava che tutti si sentissero quasi obbligati a rendere noto a chiunque incontrassero il proprio pensiero riguardo alla questione festa degli innamorati, con tanta più veemenza quanto scarso era l'interesse dell'interlocutore. Per cui dopo una bella imborsata di teorie dal romantico al menefreghista al controcorrente a tutti i costi non mi sembra proprio il caso di star qui a esporvi le mie, secondo me ne avete già abbastanza pure voi, no?

Io quest'anno, che è pure caduto di domenica, l'ho preso come un occasione buona per starmene in cucina tutto il giorno, dalla mattina alla sera, indisturbata, a cucinare solo per una certa persona. Cosa che si, è vero, faccio spesso, ma mai con i tacchi e il trucco, e mai con una tavola piena di nastri avorio, candele galleggianti e curata nei minimi particolari. Ho lavorato ore (anzi posso tranquillamente dire giorni) e fotografato pochissimo, perchè non mi andava proprio di pensarci e di organizzare tutte le preparazioni in base alla luminosità esterna, però almeno il dolcino l'ho salvato. In realtà questo più che il dolce era un intermezzo, che poi è stato seguito dopo una mezzoretta di pausa dalla fonduta al cioccolato con banane e frutta secca, quindi doveva essere fresco, leggero, umido, adatto insomma per parare un po' giù le lasagne al radicchio, i cavolini e il tris di arrosti.

La ricetta l'ho liberamente tratta dal Cucchiaio d'argento - vol. Dolci, ed è davvero di una semplicità disarmante. In più si può fare praticamente in ogni momento, in quanto viene chiamata budino ma non è poi un budino vero e proprio, visto che non serve altro che spremuta d'arancia, zucchero e fecola o maizena. Per un risultato che va molto al dilà di quello che ci si aspetterebbe da tre così poveri ingredienti.

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Budino all'arancia

spremuta d'arancia rossa filtrata 350 ml
fecola di patate o maizena 25g
scorza di 1 arancia
zucchero 25g
amaretti piccoli per decorare
(cannella)

Grattugiare la scorza di 1 arancia non trattata e mescolarla allo zucchero. Mettere da parte.
Versare il succo in un pentolino, aggiungere la fecola, mescolare e far scaldare a fiamma bassa girando continuamente fino a quando il liquido si sarà addensato. Fare attenzione perchè l'operazione è molto rapida, rimane liquido anche per 5 minuti, ma quando inizia a rapprendersi lo fa in un attimo e il fuoco deve essere spento immediatamente. Versare nella salsa lo zucchero mescolato alla scorza e mescolare con energia. Versare nelle coppette, far intiepidire e far rassodare qualche ora in frigorifero. Sformare e servire decorato con amaretti interi o sbriciolati. Nella versione di ieri sera ho aggiunto anche un pizzichino di cannella insieme allo zucchero e alla scorza.
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giovedì 11 febbraio 2010

I frollini, per quando fuori nevica

Da sempre nota come la più golosa del gruppo (delle amiche, dei cugini, delle sorelle, della classe ecc.), non ho però mai amato troppo i biscotti al cacao o al cioccolato. Non lo so perchè, ma in queste cose la presenza del cacao mi è sempre sembrata un sovrappiù, qualcosa che poteva rendere solo più amaro e più asciutto il dolce, peggiorandolo e basta.
E così è stato finchè non mi sono trovata in mezzo all'ultimo dei miei momenti (che possiamo tranquillamente chiamare quasi deliri) in cui mi sembra di essere "indietro", di aver sperimentato troppe poche cose, di essere ancora molto incapace, persino sulle basi. Perchè questa volta il mio pensiero fisso era proprio la frolla al cacao.
E visto che dicono che questo signore in materia ne sa davvero una più del diavolo ho provato la sua. E ora la frolla al cacao la so fare, mi sono impressa in testa queste dosi come un mantra. La so fare, e la mangio, e la godo, e la decoro, e ci gioco.
Come con questi biscottini, semplicemente forati e farciti con marmellata di arance aromatizzata alla cannella. Per avere, in un solo colpo, tutti i profumi più dolci dell'inverno sparsi per la casa.

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Frollini al cacao e marmellata di arance (frolla di C. Felder)

225 gr di farina tipo 00
150 gr di burro a temperatura ambiente
95 gr di zucchero a velo
1 uovo
30 gr di farina di mandorle
15 gr di cacao in polvere*
1 cucchiaino di vaniglia liquida
1 pizzico di sale

Impastare il burro con lo zucchero a velo, la farina di mandorle e il sale. Aggiungere l'uovo, la vaniglia liquida e per ultimi la farina e il cacao, setacciati. Avvolgere l'impasto nella pellicola e mettere in frigorifero per un paio d'ore. Trascorso il tempo stendere l'impasto sull'asse leggermente infarinata ad uno spessore di 3 mm al massimo, coppare con uno stampino rotondo e su metà di essi praticare al centro un foro con uno stampino più piccolo, di circa 1 cm di diametro. Recuperare lo scarto e reimpastare, formando biscotti fino a esaurimento. Cuocere a 180 per 10 minuti, comunque controllando sempre da vicino (perchè i biscotti al cioccolato se bruciano non si vede, si sente solo l'odore quando ormai è troppo tardi!). Sfornare, lasciar raffreddare e poi disporre su tutti i biscotti senza foro un cucchiaino da caffè di marmellata di arance aromatizzata con un po' di cannella. Coprire con i rispettivi biscotti forati, premendo un po' ma non troppo, devono incollarsi ma non deve fuoriuscire marmellata dai bordi. Alla fine solo un tocco di zucchero a velo.

*a occhio esperto non sfuggirà che i frollini della foto sono troppo scuri per essere fatti con soli 15 g di cacao, infatti questi sono la versione extra dark, realizzata su golosa richiesta del solito, pazientissimo, condivisore della mia esistenza. Per questi ho usato 30g di cacao.
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martedì 9 febbraio 2010

Il mio carnevale (senza fritto!)

Mi scusino. Mi ero un attimo persa tra importanti decisioni per il proseguimento della mia esistenza, fra qualche ragionamento concreto e molti astratti, più che altro concretizzabili nella scelta del frequentare o no un'interessante e ben strutturato corso di grafica e comunicazione. Della durata di 5 mesi. Con stage in azienda e mille altre cose belle e interessanti, che però costa una cifra notevole.
In ogni modo, prima bisogna passare le selezioni psico attitudinali, e fino a martedì prossimo non si sapranno i risultati, per ciò ora ho davanti qualche giorno tranquillo, in cui spero la pressione di un futuro incombente sulla mia testolina si allenterà un po'. Spero.
E poi c'è anche un altra cosa molto pià blogghistica che mi ha tenuta un po' lontana da queste pagine...è che nel periodo carnevalesco mi sento sempre un po' "fuori dal giro".
Forse per il fatto che a casa mia quella di preparare dolci per il carnevale non è mai stata una tradizione molto sentita, o forse perchè nelle fritture sono ancora piuttosto imbranata e non mi ci sono ancora impegnata più di tanto dal momento che non mi fanno gran che gola.
Però gli struffoli...ah, questi proprio li ho sempre adorati, piccoli e appiccicosi, magari cosparsi con quelle straordinarie palline di zucchero colorato contenenti un semino di anice... Così appena ho trovato questa ricetta, che descrive una versione alleggerita e al forno di questi dolcetti non ho resistito un attimo.
Ovvio, hanno molto poco da spartire con i classici struffoli fritti, ma a me sembrano comunque un ottima alternativa, anche perchè ho sperimentato che davvero uno tira l'altro :).
Fonte: ovviamente Cucina Naturale, la mia nuova bibbia mensile, che con incredibile precisione, attenzione e lungimiranza riesce sempre a darci quell'idea in più su come rendere e buono e goloso qualsiasi piatto tagliando drasticamente grassi e calorie. E poi è sempre piacevole quando ci si imbatte in una rivista così, curata, con le ricette descritte benissimo e fotografie sicuramente oltre la media.

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Struffoli al forno con miele speziato tratti da Cucina Naturale, febbraio 2010

farina 300g

miele di fiori d'arancio 200g
zucchero 25 g

uova 2
scorza grattugiata di 1\2 limone

1 cucchiaino di zenzero e cannella in polvere
2 cucchiai di rum
olio d'oliva
sale

Mescolare in una ciotola la farina insieme allo zucchero, 30 ml di olio, le uova, la scorza di limone, il rum e un pizzico di sale. Aggiungere se necessario 1-2 cucchiai di acqua fino a ottenere una pasta elastica e non appiccicosa. Trasferire l'impasto su un piano di lavoro spolverato appena di farina e lavorarlo per una decina di minuti o finchè la pasta ottenuta non sarà liscia e omogenea.
Staccare una porzione di impasto grande quanto un mandarino e allungarla sulla spianatoia esercitando una leggera pressione fino a ottenere un cilindretto di 1 cm di diametro, simile a un grissino. Con un coltello affilato tagliarlo a tocchetti grandi come una nocciola. La procedura è molto simile a quella per la preparazione degli gnocchi. Far poi rotolare i tocchetti fra le mani dandogli una forma rotonda.
Trasferire le palline in un piatto da portata o in una pirofila, irrorarle con 2-3 cucchiai di olio e aiutandosi con un pennello da cucina farle rotolare in modo che tutta la superficie risulti unta. Far scivolare le palline sulla placca coperta da carta da forno appena oliata. Infornare a 180° per 20 minuti circa. Durante la cottura per due volte estrarre la teglia e voltare tutte le palline per dorarle in modo uniforme. Portare a bollore il miele insieme a un cucchiaio di zucchero e alle spezie, quindi versarvi le palline cotte e mescolare finchè non saranno tutte ben invischiate nel miele. Levare dal fuoco e decorare a piacere*.

*la rivista consiglia di utilizzare scorzette d'arancia candite, io non le avevo ma secondo me ci stanno molto, tenendo conto che le palline sono croccanti e pochissimo dolci sarebbero un contrasto perfetto.
* altro consiglio, che per mancanza di tempo non sono riuscita a mettere in pratica, è quello di bollire gli struffoli in sola acqua per qualche minuto prima della cottura in forno, in questo modo dovrebbero risultare ancor più leggeri e croccanti, e poi non sarebbe necessario cospargerli d'olio prima di infornare.
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venerdì 5 febbraio 2010

Panna cotta alla crema di pistacchi

A volte capita che un prodotto, mai utilizzato prima, inizi a farsi largo nella tua testa e a infilarsi in ogni progetto di preparazione. A volte capita anche che questo non succede solo a te, ma anche, contemporaneamente, ad altre persone,vedi, lei e lei. Se poi alla fine capita pure che te lo regalano, allora è fatta.
Crema spalmabile di pistacchi, in questa confezione. E' unta eh, però io vi giuro, non credo di aver mai mangiato niente di più appagante.
Primo immediato utilizzo, come spesso mi succede per "testare" nuovi sapori per i dolci, con (un'altra!!!!!) classicissima panna cotta. Pensando, ovviamente, che mi sarebbe uscita tutta verdina, cosi com'era nel blog da cui ho preso spunto.
E invece....
sorpresa!!!! Nel raffreddarsi, per qualche fenomeno fisico su cui avrei diverse difficoltà di base ad indagare, la parte pistacchiosa si è tutta unita in superficie, creando un meraviglioso strato più compatto, che se uno avesse voluto farlo apposta così non veniva neanche ma neanche. Bellina, vero? Chissà se si può ottenere lo stesso effetto anche con la Nutella o altre creme spalmabili...proveremo...
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Panna cotta alla crema di pistacchi

gelatina in fogli 10g
panna fresca 250 ml
latte intero 250 ml
crema spalmabile di pistacchi
zucchero semolato 100g
una manciata di pistacchi per guarnire

Ammollare la gelatina in acqua fredda. In un pentolino mescolare latte, panna e zucchero e mettere sul fuoco. Portare a bollore. Appena accenna a bollire spegnere il fuoco e aggiungere 4-5 cucchiaini da the di crema di pistacchi, mescolando energicamente con la frusta per amalgamarla. Aggiungere la gelatina ben scolata e strizzata e mescolare per bene. Versare in 6 stampini o bicchierini di vetro e lasciare in frigorifero per almeno 4 ore. Servire cosparsa di pistacchi tritati grossolanamente.
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Buon WE a tutti, il mio dipendera molto dal responso di Meteo.it....

mercoledì 3 febbraio 2010

Morbidi rubini di Astro fiammante

Come promesso, qua si prosegue con i TEST sulle ricette dei mie 5 "finalisti" per la raccolta in rosa. E sempre con risultati entusiasmanti! Ma quanto siete state brave??
Allora stavolta mi sono buttata nella realizzazione di questi spettacolarissimi gnocchi di brbabietola regalatici da Astro fiammante del blog Mangiare è un po' come viaggiare. (<- qui la ricetta originale).
Le dosi assolutamente perfette dell'impasto (non facili da individuare quando si tratta di gnocchi), la leggerezza, e il sapore di barbabietola che si sente ma quasi scompare e li rende adatti a tutti, anche a chi non la ama particolarmente, me ne hanno fatto innamorare. Per non parlare poi di quella cremina di melanzane, che mi sono fatta fuori in un attimo compresa quella avanzata, spettacolare su un pane alle olive.
E poi scusate eh, ma anche l'occhio vuole la sua parte, no?
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Morbidi rubini su crema di melanzane

Ingredienti per 2
200 + 60 gr. di ricotta
100 gr. di farina
un tuorlo
parmigiano reggian
mezza rapa rossa cruda (80 gr.)
una melanzana lunga e stretta,
basilico, aglio, origano, olio q.b.
burro chiarificato, parmigiano reggiano grattugiato.


Preparazione gnocchetti: frulllate 100 gr. di ricotta con la rapa rossa tagliata già a tocchetti fino a farne crema, aggiungete poi gli altri 100 gr., la farina, due cucchiaioni di parmigiano, il tuorlo e un pizzico di sale. Lavorate fino a farne un impasto morbido, anche se resta leggermente umido non aggiungete farina, se non per spolverare durante la lavorazione degli gnocchi, perderebbero la loro morbidezza. Ricavatevi dei filoncini da cui ritagliare gli gnocchi, che poggerete su un piano spolverato di farina in attesa di essere cotti. Quando nell'acqua salata in ebollizione saliranno a galla saranno pronti.

Preparazione delle quenelle e della crema di melanzane : prendete i 60 gr. di ricotta rimasta e passatela al setaccio, aggiungetevi due cucchiai di burro fuso e chiarificato, più 2 cucchiai di parmigiano grattugiato, mescolate bene ottenendo una crema che sostituirà il più classico parmigiano, insaporendo il piatto una volta amalgamata con gli gnocchi. Tagliate la melanzana a cubetti e metteteli con uno spicchio di aglio tagliato in due, olio, foglioline di basilico e origano, un mestolino di brodo vegetale, e sale, in un tegame a cuocere finchè saranno morbidi, fate comunque asciugare il fondo. Una volta cotti, frullate bene. Mettete la crema calda sul fondo del piatto con gli gnocchi al centro e condite con un filo d'olio a crudo, foglioline di prezzemolo per decorare, e due o tre quenelle.

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martedì 2 febbraio 2010

Tea time :)

Uno dei miei problemi è che a volte prendo delle manie per degli oggettini e non me ne stacco più finche non li ho usati diecimila volte e fatti vedere a tutti. E questi qui mi piacciono così tanto che li voglio far vedere a tutti i costi anche a voi!
Che ne dite??
Io li adoro!
Ma avete visto la zuccheriera che amore?? Ah io in queste cose mi ci perdo davvero!
Quasi quasi mi dimenticavo pure di lasciarvi la ricetta dei biscotti, fatti con una nuova frolla sperimentata ieri, al cui nome non sono riuscita ad applicare la mia fantasia e che rimarrà quindi nota semplicemente come "frolla alleggerita".
Data la passione di qualcuno qui per le crostate, mi sono trovata a dover elaborare una specie di frolla meno burrosa, più leggera, adatta per essere mangiata volendo anche ogni giorno, con meno sensi di colpa.
Ovvio, non aspettatevi friabilità e croccantezza paragonabili alla frolla con le proporzioni lassiche, metà del burro viene sostituito da latte per cui su questo perde molto, ma ripeto io la trovo un buon surrogato. Che forse, ho pensato, potrebbe essere ulteriormente migliorato usando la ricotta al posto del latte...chissà.
Nata per la crostata, questa frolla non sfigura nemmeno per i biscotti, a patto che prima di gustarli si spennellino con un po' di burro e zucchero, o con un bello strato di glassa o di marmellata.
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Frolla alleggerita

burro 70g
zucchero a velo 60g
scorza di 1 limone
farina 250g
lievito per dolci 4g
uova 1
latte q.b.

Ridurre a crema il burro insieme allo zucchero a velo e alla scorza di limone grattugiata. Aggiungere la farina setacciata insieme al lievito e poi l'uovo appena sbattuto. Mescolare energicamente con il cucchiaio di legno. Iniziare ad aggiungere latte fino a che tutto l'impasto non sarà ben compatto, impastare rapidamente e far riposare 1\2 ora in frigorifero prima di utilizzare.
Io ci ho fatto una crostata e una decina di biscotti mignon.
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lunedì 1 febbraio 2010

La vellutata di Sabrine (rape rosse e mela verde)

Buongiorno buongiorno...che ho fatto in questi giorni?? Beh, data la spanna di neve fuori e quel freddo pinguino con tanto di arietta sferzante non ho trovato di meglio che cucinare. Pochissime foto di quello che ho fatto, un po' perchè preparato di sera, un po' perchè ho sguazzato nella più pura tradizione senza preoccuparmi di innovare a tutti i costi per scriverci dei post. Ho fatto le lasagne, sostituendo la ricotta a metà della besciamella e rendendo il tutto estremamente più leggero e meno unto, ho fatto uno spettacolare coniglio rubato a Tania di Dulcis In Furno, del gran pane, un'altra panna cotta ancora diversa che posterò nei prossimi giorni.
E poi, soprattutto, come promesso, mi sono cimentata nel riprodurre le prime fra le ricette chiamiamole "finaliste" della raccolta in rosa.
Un po' spaventata dalla complessità di alcune fra quelle che ho scelto, sono partita piano, con la più semplice, questa vellutata di rape rosse e mela verde di Sabrine di Fragole a Merenda, che potete trovare qui.
La mia cavia-giudice ha apprezzato parecchio, e poi ho trovato fantastico il modo in cui la rapa sia riuscita a dare un sapore fresco e "verduroso" all'interno di una zuppa che io ho deciso di servire calda.
In più l'aggiunta della mela e del miele ne fanno un piatto tutto particolare, dai mille retrogusti, molto molto interessante. Come potrete notare, i pois di latte e ricotta sono venuti molto meglio a lei che a me perchè io li ho fatti in fretta senza un briciolo di pazienza come sempre, ma li trovo davvero un'idea geniale per presentare zuppe e vellutate dai colori scuri, un vero e proprio tocco di stile :).

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Vellutata di rape rosse e mela verde di Sabrine

rape rosse precotte: 500 gr
patate: 2 di media grandezza
cipollotti: 2
mela verde: 1
ricotta: 150 gr
latte: 1 bicchiere
miele: 2 cucchiaini rasi
granulare vegetale: ½ cucchiaino
sale

Pulite patate e cipollotti (tenete un po’ di parte verde), sbucciate la mela e fate tutto a fettine. Mettete in una pentola con le rape a pezzi e il granulare e coprite appena d’acqua (cioè non affogatele, se c’è bisogno di un rabbocco fatelo in cottura…).
Fate bollire e spegnete appena le verdure sono tenere (una cottura prolungata farebbe virare il colore verso un’inquietante nuance viola prugna-marcia).
Aggiungete il latte, la ricotta e il miele, aggiustate di sale e frullate tutto a lungo con il minipimer: non ci devono essere grumi (sennò non sarebbe ... una vellutata!).
Mettete in frigo qualche ora (meglio tutta la notte) e servitela tiepida o fredda, accompagnata da una fetta di pane integrale tostato con ricotta, sale, pepe, e noce moscata (o con del burro salato, se non siete a dieta...).
Se volete anche fare un po' gli spiritosi, decorate con pois di ricotta lavorata con un po' di latte.
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