giovedì 30 settembre 2010

Facebookkando e internettando (con criterio)


Io sono ancora tra quelli che considerano Facebook una cosa positiva. Io sono di quelli che ci credono. 
Che pensano che se ciascuno si sforzasse di pubblicare solo immagini, liks, frasi sensate, interessanti, utili in qualche modo a qualcuno potrebbe essere una cosa bellissima e in grado di arricchire molto, come idee e ispirazioni, come immaginario, e perchè no, anche culturalmente.
Soprattutto lo trovo incredibilmente utile per chi ha un blog, in particolare per creare e mantenere contatti con i lettori ad un livello più spicciolo, fresco, personale, immediato.
E l'ho sempre pensata così.
Da qualche tempo è nata in quell'immenso spazio anche una piccola paginetta personale di Meringhe.
Che cerco di aggiornare diverse volte al giorno, rendendola ricca, piacevole, interessante. Pubblicando ciò che mi piace, le ricette che mi ispirano e che ho intenzione di provare, i post scovati in giro per la blogosfera che mi hanno colpita quel giorno, insomma tutte cose che per la loro natura semplice, immediata, di pura curiosità,  non trovano di solito spazio nei miei post.
Per cui magari se siete interessati anche a sorbirvi i miei stati più o meno confusionali, i miei link più o meno interessanti chiedetemi pure l'amicizia...ma se queste cose vi interessano comprensibilmente fino a mezzodì

regalatermi un 
"mi piace" 

E per venire informati via Facebook in tempo reale della pubblicazione di ogni nuovo post
seguite Meringhe sulla apposita pagina di 
Io vi aspetto là.

 

martedì 28 settembre 2010

Moka chic


Ritrovandomi improvvisamente lo scorso venerdì con un prezioso mucchietto di ore libere che non avrei mai nemmeno osato sperare, mi sono decisa a provare per bene uno dei miei oggettini che attendono da tempo di essere messi a frutto: questo.
Si tratta di uno dei più begli stampi secondo me mai prodotti dalla Silikomart, in grado di dare alla torta o al dolce un che di chic grazie al meraviglioso ricamo in rilievo che crea sulla superficie. Nel mio caso però ha richiesto anche un certo numero di tentativi per dare il massimo di se stesso. Le prime volte infatti era un continuo sbruciacchiare, grattare, buttar tutto all'aria, probabilmente anche perchè lo stampo era nuovo e si sa che all'inizio i nostri gommosi amici non danno proprio il meglio di sè.
Comqunque, mi ci sono messa, e dopo un po' di prove, posso concludere che:
- è perfetto per impasti molto soffici e che lievitano molto, in questo modo le scanalature vengono riempite alla perfezione e il ricamo risulta bello nitido;
- devono essere impasti ricchi di burro, primo perchè altrimenti si attaccherebbe tutto e non si riuscirebbe neppure a sformare la torta senza romperla e secondo perchè devono fare, una volta cotti a puntino, una crostina abbastanza dura. Insomma è perfetto per  impreziosire quelle torte che normalmente sarebbero considerate le classiche torte da colazione, senza particolari doti estetiche, anzi in genere piuttosto bruttine;
- prima di versare l'impasto bisogna comunque imburrare e infarinare un po' le scanalature, senza esagerare, con uno strato sottilissimo e soprattutto senza accumuli negli angoli, perchè si brucerebbero (come un po' è successo anche a me...)
-infine, non appoggare lo stampo sulla placca del forno ma solo su una griglia il più sottile possibile e lontano dal fondo, diciamo da metà forno in su, anche questo serve a evitare di bruciare il decoro. Lo stampo rimarrà comunque rigido e in forma grazie al cerchio in dotazione.
La ricetta che ho provato io viene da una delle mie solite bustine del lievito Paneangeli, che sono incredibili, mai un errore, mai una volta che un dolce venga meno che perfetto.
Per la copertura, volevo fare inizialmente una ghiaccia reale, ma essendo una torta che in teoria doveva durare qualche giorno per la colazione l'idea dell'uovo crudo non mi convinceva del tutto, per cuii ho fatto un semplice acqua e zucchero, una bella "pomata" piuttosto fluida, in modo che si allargasse per bene da sola in tutte le fessure ma che non colasse dai bordi.
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Torta moka glassata 

  • burro 175g
  • zucchero 250g
  • uova 4
  • sale un pizzico
  • latte 1 bicchierino da liquore (circa 75 ml)
  • caffè molto ristretto un bicchierino da liquore (circa 75 ml)
  • farina bianca 250g
  • fecola 100g
  • lievito 1 bustina
  • cioccolato fondente 100g

  •  zucchero a velo per la glassa
In una terrina lavorare a lungo il burro ammorbidito con 2\3 dello zucchero fino ad ottenere un composto spumoso. Aggiungere un tuorlo alla volta mettendo da parte le chiare, il sale, il latte e il caffè. Montare le chiare a neve durissima con lo zucchero rimasto. Mettere la neve sopra il composto precedente, setacciarvi sopra la farina mescolata con la fecola e il lievito. Incorporare delicatamente il tutto mescolando dal basso verso l'alto. Versare il tutto nello stampo e cuocere a 180° per 40-45 minuti. Sformare con attenzione e far raffreddare completamente.
Per la glassa riempire una ciotolina di zucchero a velo poi aggiungere sempre mescolando e gradatamente qualche goccina di acqua. Una volta ottenuta una densità media, diciamo che se versata su un pezzettino di carta da forno si allarga solo di qualche mm poi si ferma, metterla in una siringa o sac a poche con il foro piatto orizzontale e riempire pian piano tutte le fessure del decoro. In pochi minuti si solidificherà. Per torte dall'aroma meno deciso, senza caffè e senza cioccolato, al posto dell'acqua  ovviamente meglio utilizzare succo di limone.
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domenica 26 settembre 2010

Inspirations: baby boy


I risultati di un giro in rete cercando ispirazioni, in cucina e non solo, per piccoli maschietti.
Tantissimi siti e blog scoperti e mille cose inserite nell'archivio dei "da provare".
Per il momento, un grande augurio di buona vita al piccolo Dario
già ormai sicuro che potrà sempre contare sui dolci della sua tata.

immagini tratte da 

martedì 21 settembre 2010

La Belle Helene

Belle Helene, da quel che ho visto in rete, è un po' tutto ciò che è a base di pere e cioccolato, o meglio, che contempla pere letteralmente affogate nel cioccolato. Torte, charlotte, crepes o semplici pere cotte, servite come dessert ricoperte da una scura e lucida salsa calda. 
Il 16 è stato il compleanno di una delle due sorellastre, e come ogni anno intorno a questa data mi sono dovuta ingegnare in qualcosa di nuovo che comprendesse però assolutamente questo amato abbinamento, possibilmente con anche un po' di mandorline.
La scelta, non facile, è caduta su una ricetta di uno dei più amati tra i libri della mia collezione Al mercato con Joanne Harris, l'autrice i cui libri per anni mi hanno fatto sognare, e che insieme a Fran Warde ha pubblicato questi due piacevolissimi volumi (il primo era Il libro di cucina di Joanne Harris) pieni di foto dei mercati francesi, pieni di calma, di riflessione, di passione.
La ricetta, non velocissima ma decisamente terapeutica è questa qui:
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Torta Belle-Helene (da Al mercato con Joanne Harris, J. Harris - F. Warde) 

per la pasta
  • burro 60g più quello per ungere
  • farina 140g
  • zucchero a velo 50g
  • 1-2 tuorli

per il ripieno
  • pere mature 3
  • burro 75g
  • zucchero75g
  • uova 1
  • mandorle tritate 20g
  • farina autolievitante 75g
  • lievito per dolci 1 cucchiaino
  • cacao amaro 25g
  • latte 50 ml

Preparare la pasta: setacciare la farina in una grande ciotola, aggiungere il burro e lavorarli con la punta delle dita finchè l'impasto formerà delle briciole. Aggiungere lo zucchero a velo e lavorare fino ad amalgamarlo. Battere il tuorlo d'uovo e aggiungerlo all'impasto, lavorare di taglio usando un coltello dalla punta arrotondata fino ad ottenere una palla di pasta. Avvolgere nella pellicola e far raffreddare in frigorifero per 30 minuti. Nel frattempo ungere e infarinare una tortiera da 24 cm. Trascorsi i 30 minuti, spolverizzare un po' di zucchero a velo su una superficie liscia e fredda, stendere la pasta in modo che misuri quanto la tortiera, poi avvolgere con cura la pasta intorno al mattarello e svolgerla nello stampo. Ripassare in frigorifero per 30 minuti.
Accendere il forno a 180°.
Per il ripieno: pelare, privare del torsolo e tagliare a metà le pere, poi porle nel guscio di pasta con il lato arrotondato verso l'alto. Sbattere insieme il burro e lo zucchero, unire l'uovo e poi le mandorle tritate. Setacciare sopra la farina insieme al lievito e al cacao, infine incorporare il latte. Versare a cucchiaiate nel guscio, facendo in modo che l'impasto circondi le pere senza coprirle e lisciare la superficie. 
Infornare per 30 minuti, poi coprire con un foglio di alluminio e cuocere per altri 10 minuti. Spolverizzare con un po' di zucchero a velo prima di servire.
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E la pere-cioccolato-mandorle dell'anno scorso, postata, ora che ci faccio caso, esattamente 365 giorni fa,  è invece ancora qui, non dimenticata, pronta per essere ancora ripresa e perfezionata.

mercoledì 15 settembre 2010

Stufato di transizione (seppie, zucchine e funghi)

Il tempo è matto, e le mezze stagioni hanno abbondantemente confermato il detto che le reputa morte e defunte. Domenica pomeriggio in sandali e canotta ad abbronzarsi a bordo campo, guardando ometti in giallo così sudati che neanche per il Montagna, lunedì cardigan e sciarpina anche in ufficio, perchè sembra che entrino spifferi gelidi dappertutto, e oggi di nuovo sole.
Per consolarsi, un mix di estate e autunno racchiuso in una ciotola, seppie per il mare salutato almeno fino al prossimo aprile-maggio, zucchine più emblematico simbolo dell'estate finita, e funghi che sanno invece di autunno e montagna.
E' un piatto che  si può tranquillamente preparare in anticipo, anzi se resta li un pochettino ci guadagna, perchè i sapori risultano più amalgamati e la poccina più densa. Non solo, qualcuno qui l'ha anche congelato, e sostiene che dopo fosse ancora meglio!
La ricetta, con qualche piccola aggiunta e modifica, viene da La Cucina Italiana di questo mese.

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Stufato di seppie, zucchine e funghi
per 3-4 persone
  • seppie 600g
  • zucchine 2
  • champignon freschi 150g
  • 1 carota
  • 1 scalogno
  • aglio 1 spicchio
  • rosmarino, olio e.v.o., prezzemolo, peperoncino
Pulire i funghi con un panno umido e tagliarli a fettine. 
Pulire le seppie separando i tentacoli dalle sacche e tagliare queste ultime in strisce larghe 3 cm. Raccogliere i tentacoli in una piccola casseruola coprendoli con acqua fredda e lessarli per 6-7 minuti dal levarsi del bollore. Scolarli e sminuzzarli. Unire a freddo in un tegame 4 cucchiai di olio, un rametto di rosmarino, uno spicchio d'aglio leggermente schiacciato, lo scalogno tritato e la carota a dadini. Soffriggere il tutto per 2 minuti, poi eliminare il rosmarino (e se non piace anche l'aglio) e aggiungere le zucchine ridotte a dadi. Rosolarle vivacemente per qualche minuto, quindi aggiungere i funghi, rosolarli, e aggiungere infine le seppie. Bagnare con un mestolino di acqua o brodo di pesce e stufare per 15-20 minuti a seconda dello spessore delle strisce di seppia, coprendo o scoprendo a seconda della quantità di liquido che le seppie rilasciano. Alla fine dovrà essere umido, ma il sughetto abbastanza denso. 
Salare alla fine, spolverare di prezzemolo tritato e peperoncino macinato.

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lunedì 13 settembre 2010

Pollo al miele e salsa di soia



Da sempre so che il miele ammorbidisce la carne. E da un po' sento in giro di questa cosa della marinatura con miele + salsa di soia come un connubio perfetto. Dopo aver mangiato ad una grigliata delle alette di pollo praticamente poetiche marinate in questo modo mi sono decisa.
Breve consulto facebookiano, a cui hanno immediatamente abboccato Matteo e Martina, che ringrazio, e soprattutto Marina*, e ho combinato così.
E il risultato, vi giuro, non sembra pollo (=non si sentono quella consistenza stopposa e quel sapore di volatile che a me spesso disgurstano). Ma qualcosa di molto più tenero, scioglievole, saporito.
E poi è di quelle ricette condisci - inforna - mangia che alla finfine sono le mie preferite.

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Pollo al miele e salsa di soia
  • mezzo pollo a pezzi grossi
  • mezza cipolla bianca
  • salsa di soia 5 cucchiai
  • miele 3 cucchiai
  • olio e.v.o. 2 cucchiai
  • vino bianco secco 2 cucchiai
  • 1 spicchio d'aglio
  • zenzero grattugiato 1 cucchiaino
  • peperoncino in polvere un pizzico

Mescolare in una ciotola salsa di soia, miele, olio, vino, lo spicchio d'aglio pelato e schacciato, lo zenzero e il peperoncino. Immergervi il pollo a pezzi e lasciar riposare un ora in frigorifero. Accendere il forno a 180°. Ungere una teglia da forno, spargervi la cipolla tritata e poi distribuirvi i pezzi di pollo scolati dalla marinata. Infornare per 45 minuti, bagnando ogni quarto d'ora con qualche cucchiaio della marinata e girando i pezzi.
Servire con riso bianco cotto al vapore o cous cous e verdure fresche.

*Marina suggerisce, se proprio vogliamo essere bravi bravi e fare le cose alla perfezione, di far marinare la carne non nel solito contenintore, ma chiudendo il tutto in un sacchettone di plastica in modo che i sapori penetrino ancora meglio nella carne.
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giovedì 9 settembre 2010

Inspirations: shabby chic kitchen



Il post di oggi c'entra si e no con la cucina, o meglio c'entra ma in senso lato. Come di certo avrete capito, ormai dedico molto meno tempo di prima allo studio e allo svolgimento delle ricette. Il cucinare puro non è più il mio primo passatempo, ma tutto ciò che riguarda l'ambiente cucina mi incuriosisce e mi stimola ancora parecchio, e una bella fetta del mio tempo la passo a cercare ispirazioni in giro per la rete su piccoli oggetti da realizzare con le mie manine. Mi sono chiesta per giorni e giorni se variare un po' gli argomenti non avrebbe dato fastidio a qualcuno, infondo questo è nato come blog di ricette, tre ricette a settimana, nient'altro, ed è questa la ragione per cui 300 di voi si sono iscritti al feed e quasi altrettanti mi seguono su facebook. Avevo paura che qualcuno potesse sentirsi "tradito" non trovando ad ogni visita una ricetta nuova.

Poi, anche grazie all'esempio di Daniela, che con il suo sognante Calme et Cacao ha seguito un percorso di allontanamento dalla cucina in senso stretto e non ha perso neppure un lettore, anzi ne ha guadagnati, mi sono permessa di infilare anche io ogni tanto qualcosa d'altro, perchè infondo, come mi ha scritto lei:

"Il blog é una piccola stanza della nostra bella casa, cosa metterci dentro, se aprire o chiudere la porta, puoi deciderlo soltanto tu, e se continua ad essere un posto "caldo", le persone continueranno a fermarsi."

Tornando a quello di cui volevo raccontarvi, in mezzo a milioni di spunti e immagini che mi riempiono gli occhi  in questo periodo, dimostrando pochissima originalità, sono stata travolta anch'io al 100% dalla dilagante mania per lo stile shabby chic. Cosa positiva è che la mania non ha investito soltanto me, ma ci ha presi in coppia. Per cui al sabato pomeriggio ora si sta sul balcone tra pennelli e pitture dai nomi evocativi tipo blanc de provence a tentare di ottenere su una cornice un perfetto effetto cerusè, alla sera si passano ore sui blog tematici, e si pensa seriamente di sottoscrivere alla veloce dividendo la spesa un abbonamento al costosetto Casa chic. Insomma ci siamo dentro in pieno.

E mentre sul il nostro primo mobiletto shabby chic interamente home made si asciuga l'ultimo strato di pittura, vi lascio intanto una carrellata di ispirantissime immagini e di blog super dove trovare tutti i suggerimenti per trasformare con poco tempo e pochi soldi la vostra cucina, e perchè no, pure tutta la casa, in una favola romantica.

      

lunedì 6 settembre 2010

Panna cotta digestiva alla liquirizia


Primo esperimento dalla super monografia sulle panne cotte. 
E primo esperimento utilizzando il consiglio dell'autrice: sostituire alla gelatina in fogli una piccola quantità di preparato per budino alla vaniglia. Questo accorgimento a me è sembrato subito molto comodo, visto che a causa delle abitudini alimentari della mia famiglia è molto molto più facile avere in casa del preparato per budino (=cosa rapida e industriale) piuttosto che della gelatina in fogli (=cosa che richiama alla mente ammolli, strizzamenti e preparazioni molto più complicate). 
Il risultato è stato soddisfacente, il dolce era solido, ma non abbastanza da poter essere sformato, per cui l'ho dovuto servire nei bicchierini. Forse sarebbe sufficiente aumentare un po' la quantità di preparato, invece che un cucchiaio e mezzo per 1\2 l di panna magari due, due e 1\2. Ma a questo punto tanto varrebbe preparare direttamente la panna cotta in busta forse...per cui mi sa che dalla prossima volta tornerò ai cari vecchi fogli noti come colla di pesce, o all'ancor più datata tecnica della maizena stemperata, o magari mi metterò a sperimentare l'agar agar, chissà.
Comunque, in qualsiasi modo si decida di addensarla, questa panna cotta alla liquirizia è un super digestivo perfetto dopo pasti abbondanti, diciamo che è riuscita a farmi uscire quasi indenne di stomaco da una grigliata, cosa che non succede proprio sempre...soprattutto quando ne capitano 3 alla settimana come in certi periodi... :)


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Panna cotta alla liquirizia (da Panna cotta, di Laura Zavan, Bibliotheca culinaria, 2008)
per 4 -6 persone

  • panna fresca intera 500 ml (oppure 250 ml di panna e 250 di latte intero)
  • liquirizia pura 8g (io ho usato la famosa"spezzatina Amarelli")
  • zucchero grezzo di canna 30g
  • essenza di menta 2 gocce
  • preparato in polvere per budino alla vaniglia 2 cucchiai pienissimi

Polverizzare la liquirizia nel mortaio poi metterla in una casseruola insieme alla panna e allo zucchero. Far scaldare a fuoco dolce, mescolando fin quando la polvere di liquirizia si sarà completamente sciolta.  Incorporare con l'aiuto di una frusta il preparato in polvere per budino. Mescolare fino al primo accenno di ebolizione poi ritirare la casseruola dal fuoco. 
Aggiungere l'essenza di menta e lasciar intiepidire per 5minuti, mescolando di tanto in tanto per evitare che in superficie si formi una pellicola. 
Trasferire nei bicchierini o negli stampi e portare a temperatura ambiente. Coprire poi con pellicola e lasciare in firgorifero per almeno 2 ore.
__l'autrice consiglia di servirla con crema inglese profumata alla menta.

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venerdì 3 settembre 2010

cookbooks: l'ultimo piccolo acquisto


Post da fine settimana, breve, leggero, rapido, rosa e spensierato.
Come sempre, quando mi trovo in libreria davanti ad un libro di cucina che mi piace e che vorrei tuttopermesubito mi vengono mille dubbi. Ne ho già una libreria piena, non ho di certo soldi da buttar via, e se poi le ricette sono delle ciofeche? e se poi mi accorgo che sui blog sarei riuscita a ritrovarle quasi tutte? e se poi ne trovo un altro ancora più bello e non riesco più a comprarlo perchè ho già preso questo? ma non starò spendendo troppi soldi per cucina e affini? Insomma va a finire che di solito li lascio lì.
Ma questa volta mi son fatta un regalino. Panna cotta di Laura Zavan.
Il mio primo libro di Bibliotheca Culinaria, a cui credo ne seguiranno molti altri. Adoro i libri di forma quadrata, adoro i libri di autori tosti e preparati, adoro i libri chiari e approfonditi, adoro i libri con foto di alto livello, e infine, non di certo in ordine di importanza, adoro i libri che costano poco. E questo rientra in tutte queste categorie.
Un solo dolce di base declinato il 28 versioni, liquerizia, pistacchio, marroni, e poi pure quelle salate, al pesto, alla barbabietola....Tutte rese se possibile ancora più golose dallo scatto magistrale di Akiko Ida, si proprio lei, quella che se andate bene a vedere nei credits dei vostri libri di cucina è l'autrice delle foto più belle.
Ovviamente mi sono già buttata negli esperimenti, il primo nel prossimo post. Intanto, qualche golosissima pagina.
 

immagini tratte dal sito dell'editore

mercoledì 1 settembre 2010

Cose di settembre, memo

Fare la marmellata di fichi neri cogliendo l'attimo esatto tra la perfetta maturazione e il momento in cui gli uccelli inizieranno a portarmeli via, con la ricetta del Libro del Cavolo
...scaricare il calendario-sfondo desktop di settembre di Alessandro Guerani - foodOgrafia anche sul pc del lavoro per iniziare la giornata con ispirazione...
 
...piazzare la macchina da cucire davanti alla finestra che da sul prato, continuare a imparare e fare tante borse di stoffa da regalare. Poi magari passare anche alle pochette e ai beautycase...
...trovare il modo e il tempo di tornare almeno per qualche ora a vendemmiare...
 
...fare tantissime volte colazione con gli scones appena sfornati...
...inventare nuove ricette con l'uva...

...e voi? Quali sono le vostre cose di settembre? I vostri memo inizio-autunnali?