giovedì 28 gennaio 2010

Focacciona di patate, per cenare sul divano

Al contrario di quello che probabilmente accade in altre case, ultimamente a me sta arrivando sempre più spesso e con una certa insistenza una richiesta strana. Ma perchè qualche sera, invece che primo, secondo e pure un dolcino, non mangiamo qualcosa di comodo spaparazzati sul divano?? Beh, per quello c'è la pizza, no? Rispondo io. Ma no, ribatte lui, non la solita pizza...qualcosa TIPO pizza, ma più "cena"...
Subito mi è sembrata un assurdità, poi mi ha fatto riflettere. In effetti le nostre cene in due sono sempre in un qualche modo un po' "formali", nel senso che si sta li per delle ore ad assaggiare e giudicare la roba e suggerisi a vicenda ipotetiche modifiche e migliorie. Che forse se avessimo 60 anni andrebbe pure bene se fosse la norma, ma adesso come adesso che ne devo ancora fare 25 forse qualche volta un po' di praticità, una bella mangiata davanti alla tele fregandosene delle briciole, una cena preparata in anticipo e senza pretese ci starebbe pure, no?
Per cui gli ho detto guarda, hai proprio ragione, e per la sera stessa, dopo un consulto rapido e una scansione inviata al volo da quella zia che tra una cosa e l'altra vi nomino sempre, ho preparato questa.
Allora, nella ricetta originale, originale nel senso di quella che mi ha mandato lei, che sono anni che la fa ma che non so da dove l'abbia presa, i tempi di lievitazione non sono ben precisati, io vi dico come ho fatto io, ma tenete conto che lei la lascia anche di più, anche 4 ore, e viene sempre.

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Focaccia di patate dell'Anna

farina 500g
patate lesse 500g
1 bustina di Mastro Fornaio
latte 1\2 bicchiere
olio d'oliva 1\2 bicchiere
un pizzico di zucchero
sale 2 cucchiaini
una confezione di pomodorini freschi (oppure in inverno una di polpa in pezzi)
origano
sale grosso

Unire alla farina mischiata con il Mastro fornaio le patate lessate e schiacciate. Al centro mettere latte, olio, sale e zucchero e impastare per bene. Lasciar lievitare un ora, nel solito luogo tiepido, lontano da correnti e sotto uno strofinaccio umido. Trascorsa l'ora, ungere per bene uno stampo tondo*, stendervi l'impasto e lasciar lievitare ancora per 1 ora o più, sempre coperto. Coprire poi la superficie con i pomodorini tagliati a cubetti (o la polpa in pezzi), l'origano, un filo d'olio e una presa di sale grosso*. Cuocere in forno a 200-220 per 30-40 minuti.

*L'ideale è uno stampo di 29 cm, noi di solito la facciamo in uno più piccolo ma se va tutto bene in lievitazione diventa talmente alta che l'apertura della bocca media non risulta sufficiente per mordere la fetta :)
*come da foto, la superfice non dovrà essere sovraccarica tipo pizza, il condimento deve dare solo un saporino in più ma deve sempre e comunque prevalere l'impasto (che è ancora meglio!)
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martedì 26 gennaio 2010

Anemone's presents


Dovete sapere che io sono sempre stata l'eterna seconda. Sono sempre stata a un passo dall'essere la più brava della classe, ma alla fine dell'anno c'era sempre qualcuno con la media più alta. Arrivata alla laurea credevo di avercela fatta, e invece ho dovuto scoprire a mie spese che esiste anche qualcosa oltre il 110 e lode, nella fattispecie una frase aggiunta al termine della proclamazione, denominata "encomio" che alcuni miei compagni si sono presi e io no. Una volta ho vinto una borsa di studio, si, ma guardacaso c'era qualcuno con i miei stessi identici punti e i soldi vinti li ho dovuti dividere in due. Insomma non ho mai vinto un concorso, un estrazione, nemmeno una tombola o un monopoli. In pratica in tutte le cose, sia che c'entrasse il merito sia la fortuna, io non ho mai vinto.
Per questo credevo che sarebbe andata così anche questa volta, con il contest a premi di Anemone. Essere in finale è per me ormai un classico, ma vincere, beh proprio quello non me lo sarei mai e poi mai aspettato. Soprattutto su un terreno da me così poco esplorato come quello della cottura a vapore, che ho sperimentato solo una volta per la cottura di un dolce, proprio con la ciambella rustica vincitrice.
E invece è andata così, grazie a tutti quei voti che mi avete regalato e che mi hanno riempita di soddisfazione :) e motivata un sacco per continuare a pasticciare e postare con la solita consueta regolarità.
Così tanti voti che come premio mi sarebbero anche bastati solo loro, mentre la dolcissima Anemone ha deciso che mi meritavo anche un regalo, un regalo multiplo per la precisione, che mi è arrivato questa mattina con una puntualità incredibile e graditisssima.
Così ho deciso di raccontarvi un po' i regalini che mi sono arrivati, tutti impacchettati singolarmente ed etichettati con l'etichettina rosa "Cuocere al vapore - the winner" in pieno anemone's style, perchè so che le queste cosine vi piacciono come a me...

- Confit de lavande e Confit de violette, particolarissime, mai viste prima, per cui credo proprio che non sarà facile trovare una giusta utilizzazione, ma che proprio per questo saranno di certo super stimolanti per l'invenzione delle prosime ricettine

- Fleur de sel alla vaniglia del Madagascar Terre Exotique, i sali aromatizzati sono un'altra di quelle cose che da tempo avrei voluto sperimentare ma che quando trovo nei negozi alla fine non compro mai perchè sono cari arrabbiati, d'ora in poi quindi caccia alle ricette con sale alla vaniglia, anzi si accettano consigli e suggerimenti!

- Un barattolino in vetro proprio di quelli che piacciono a me, con le striature verticali, il tappo a boccia e un po' old style, pieno di semi di cumino, in effetti anche questo non facilissimo da trovare da queste parti.E infine

-Uno stampino a cuore beige adatto per il forno, con il bordo tutto decorato a cuoricini in rilievo, che sarà senza dubbio la guest star di un bel po' di prossime foto.

Voglio ringraziare ancora Anemore e dire a tutti i passanti che, ovviamente, ogni segnalazione riguardo all'uso di queste confetture, del fior di sale alla vaniglia e magari anche del cumino per qualche uso un po' insolito sarà molto molto ben gradita ;)

domenica 24 gennaio 2010

Pea & Pesto soup by Nigella


Non ho sky per scelta. Perchè sono convinta che se ce l'avessi perderei, anzi sprecherei, un sacco di tempo davanti alla tv in vece di occuparlo in modo più produttivo. Peccato che ogni tanto, di fronte a certi programmi, capita anche che la mia coerenza vada a farsi benedire. In pratica il più delle volte faccio in modo di capitare a casa della gente che ce l'ha guarda caso proprio all'orario delle ricette etniche di Laura Ravaioli, oppure guarda caso proprio quando inizia Nigella Express. Faccio finta di scorrere i canali e poi toh, guarda, c'è proprio quel programma che piace a me e tra una chiacchiera e l'altra e grazie anche ai sottotitoli mi rubo qualche idea veloce dalla bella Nigella.
In realtà a volte ci propone delle cose davvero orribili. Quella volta che ha preparato una bella insalatina per il pic nic dei figli e poi l'ha condita con yogurt, senape, aceto di mele, sciroppo d'acero panna e non so più cos'altro davvero ho dovuto cambiare canale.
Però nella maggior parte dei casi io la trovo geniale. Ed estremamente piacevole da seguire. Ti trasporta un po' in un mondo da favola insomma, dove le mamme passano il tempo a preparare ciotoline di glasse dai mille colori per giocare con bambini bellisimi a decorare i biscotti, dove c'è quasi sempre il sole, dove tutto è facile, familiare, e riesce sempre alla perfezione. Artificioso forse, ma pur sempre piacevole per staccare un po'.
Geniale dicevo, come nel giorno in cui ha preparato questa zuppa fantastica e poi se l'è messa in un thermos per bersela in autobus mentre andava a trovare un'amica. Geniale è l'idea di aggiungere una puntina di pesto alla genovese in una crema di verdure, per darle quel tocco in più. L'ho preparata immediatamente dopo aver visto la puntata. E poi ancora tante e tante altre volte.

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Pea & Pesto soup

acqua 750ml
piselli surgelati 375g

2 cipollotti interi
1\2 cucchiaino da the di sale
1\2 cucchiaino da the di succo di lime
4 cucchiaini di pesto alla genovese fresco

Portare a bollore l'acqua. Versarvi in piselli surgelati, aggiungere i cipollotti, il sale e il succo di lime e far bollire per 7 minuti. Eliminare i cipollotti, aggiungere il pesto e frullare insieme tutto. Già fatto!

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Per la ricetta originale, qui.

Con questa ricetta colgo l'occasione per partecipare anche ad un contest, in cui si raccolgono proprio le ricette Nigelliane, e che alla fine se ne verrà fuori un bel malloppo di certo sarà pure una bella comodità il trovarsele lì tutte belle pronte scritte e tradotte.
Trovate tutto qui: Le ricette di Nigella, il primo contest del blog In Cucina con Masterchef.

venerdì 22 gennaio 2010

Mai provato lo spezzatino di soia??

Oramai lo sapete che io e la carne non è che proprio andiamo d'amore e d'accordo...la mangio, si, se ben cotta e abbastanza speziata da impedire a qualsiasi suo sapore naturale di manifestarsi, ma a prepararla...beh, ecco, certe cose mi fanno un po' schifino. Oltretutto la fobia che ho per tutti i volatili con quelle zampette orribili e tutte quelle piume non mi aiuta di certo. E quel sapore di pennuto che ho sentito una volta in mensa in una fettina cotta malissimo rimane sempre nella mia memoria e mi impedisce un approccio normale anche alle carni bianche. In più non ci riesco proprio a non pensare che quella cosa prima razzolava in cortile, o grugniva beatamente insieme ai suoi colleghi, o, ancor peggio, correva nei prati libero e selvaggio.
Peccato che dalle mie analisi del sangue tutto questo sta iniziando a saltar fuori. E la carenza di proteine e di vitamina B che si accompagnano ad un normale assimilamento della carne stanno iniziando a farmi sentire sempre stanca, debole, affaticata, faccio persino fatica a tirarmi su dal letto al mattino.
Per cui meno male che esistono i legumi (e gli integratori!), e a mali estermi estremi rimedi, dopo il ragù di soia ho sperimentato pure lo spezzatino. Che si fa a partire da una specie di bistecca alta, leggera e disidratata e che deve poi essere idratata e ammorbidita a dovere, e cotta per un tempo abbastanza lungo inisieme a condimenti e liquido.
Dunque, a quelli che mi vengono a dire che alla fine sembra carne non voglio rispondere, casomai se proprio si vuole trovare una similitudine sulla consistenza, l'associazione può venire più facile con il polistirolo. Ecco. Però penso che di valide alternative alla carne infondo non ce ne siano molte, e quando se ne sperimenta una che riesce discretamente vale secondo me la pena condividerla. E poi come per il ragù, se la salsa è buona allora il tutto sarà buono. Soprattutto se come accompagnamento ci serviremo di sapori noti, nostri, mediterranei.
Eccolo qua. A voi l'ardua sentenza.

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Spezzatino di soia alla mediterranea

bistecchine di soia disidratate 100g (io ho usato
queste)
2 scalogni
abbondante acqua calda
passata di pomodoro 350g
1\2 dado vegetale
una manciata di olive taggiasche

olio evo
origano

(sale)

Portare a bollore una pentola d'acqua e immergervi le bistecchine. Lasciarle idratare per circa 1h. Nel frattempo tritare lo scalogno fine fine e far appassire lentamente in una padella ampia con qualche cucchiaio d'olio. Trascorsa l'ora, riprendere le bistecchine, colarle e strizzarle pressandole tra le mani, poi tagliarle tutte a metà o in tre, delle dimensioni giuste per lo spezzatino. Scaldare bene la padella con lo scalogno e rosolarvi i pezzi di soia per uno/ due minuti per lato. Versare poi 1\2 bicchiere di acqua calda in cui avrete sciolto il mezzo dado, poi la passata di pomodoro, in modo da che tutti i pezzetti risultino ben immersi. Portare a bollore poi abbassare la fiamma al minimo, coprire e far sobbollire un'oretta mescolando di tanto in tanto. Al termine aprire e controllare la densità del sughetto, se ancora troppo liquido continuare la cottura per qualche minuto senza coperchio. Fuori dal fuoco aggiungere le olive e cospargere di origano, mescolare e servire. Il sale, dal momento che l'unico sapore che queste bistecchine hanno è quello di sale, secondo me può essere omesso, ma vedete voi, magari un po' ci sta.
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mercoledì 20 gennaio 2010

Choux! Ma con sedano e rosmarino

Sul fronte dolce, la pasta choux serve per realizzare non solo i nostri notissimi bignè, ma anche éclairs (dolcetti allungati, farciti di crema e poi glassati variamente) e, per estensione, quel puro spettacolo che è il Paris Brest, magistrarlmente realizzato e spiegato qui sul Cavoletto.

Cavoletto a cui questa pasta si unisce con doppio legame, in quanto la parola "chou", in francese, significa proprio "piccolo cavolo", per richiamare appunto la forma dei bignè.

Infine, rimanendo di sapore comunque neutro, questa pasta è adattissima anche da preparare in versione salata, per finger food variamente aromatizzati e farciti, come ho fatto io. Per creare una via di mezzo tra chouquettes e grougéres, molto simili come procedimento ma più salate e contenenti anche un po' di formaggio (appunto, groviera).

Procedimento facile, ma con alcuni accorgimenti indispensabili da rispettare. Qualsiasi ricetta si scelga di utilizzare, bisogna fare molta attenzione al peso delle uova, che devono essere di 60 g l'una, se più pesanti, va utilizzato solo il tuorlo e va aggiunto l'albume a cucchiaiate fino a raggiungere il peso desiderato. Inoltre è necesario far raffreddare bene l'impasto prima di aggiungervi le uova stesse e, infine, va controllata molto bene la cottura, per evitare afflosciamenti inaspettati e cotture ben poco uniformi tra l'interno e l'esterno.
Io li ho messi in tavola così, ma ovviamente si prestano ad essere rimpinzati con un infinita varietà di creme di fomaggio, verdure o pesce.

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Bignè al sedano e rosmarino

acqua 250g

burro 90g

farina 150g
uova 4
(da 60g l'una)
sedano tritato 100g

rosmarino 1 rametto

In una casseruola portare a bollore l'acqua con il burro e un cucchiaino di sale. Sempre lasciando sul fuoco, aggiungere la farina setacciata e mescolare finchè l'impasto non si staccherà bene dalle pareti con una specie di sfrigolio. Ritirare dal fuoco e lasciar raffreddare. Accendere il forno a 200° (statico). Incorporare le uova una alla volta e poi il sedano e il rosmarino tritati. Con un cucchiaino o con la sacca da pasticcere disporre l'impasto in mucchietti grandi come una noce sulla placca del forno e infornare per circa 20 minuti, avendo cura di abbassare la temperatura a 180 se iniziano a scurirsi troppo.

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lunedì 18 gennaio 2010

Pink! Un tocco di rosa in cucina, fase finale

81 ricette
57 partecipanti
107 commenti al post della raccolta

Numeri a cui io, piccola, non sono di certo abiutuata! Per questo un necessario ringraziamento a tutti coloro che dal 22 settembre fino a l'altro ieri hanno sperimentato, si sono ingegnati per proporre qualcosa di nuovo e particolare, tradizionale o rivisitato, ma sempre comunque nei toni del rosa. Vista la mole, mi sa che per il Pdf ci vorrà un pochettino. Per questo per ingannare il tempo mi è venuta in mente una cosina.
Vi avevo detto che avrei individuato tra quelle arrivate le mie ricette preferite, per poi stilare una sorta di piccola classifica e inviare al vincitore anche un premietto "in tinta". Però, però, è vero che a volte basta la lettura di una ricetta per capirne la qualità, ma è altrettanto vero che finchè non si sperimenta sul serio non si può riconoscere davvero l'eccellenza. Inoltre anche la fotografia, che è un po' il nostro biglietto da visita in questo ambiente qui, non poteva non avere la sua importanza.
Mentre ieri io e il solito paziente condivisore della mia esistenza ce ne giravamo beati per Parma alla ricerca dei regalini per i nostri preferiti abbiamo avuto un idea.
Innanzitutto di
scegliere così, basandoci sulla ricetta in se ma anche sulla fotografia e sulla presentazione, le nostre cinque ricette preferite. Poi, e qui forse ci siamo tirati un po' la zappa sui piedi ma ormai è fatta, nei prossimi giorni le cucineremo attentamente e attenendoci scrupolosamente alle indicazioni inviate. Infine solo dopo un accurato assaggio, decreteremo il "vincitore".

Che ne dite?
Ecco intanto le nostre ricette preferite

Chiffon-angel cake
di Carla Letto & Mangiato
Tortelli rosa al sapore di mare
di Valentina
La cuoca pasticciona
Vellutata di rape rosse e mela verde
di Sabrine
Fragole a merenda
Cake roll ai mirtilli
di Maky
Zenzero e Cannella
Morbidi rubini su crema di melanzane
di
Mangiare è un po' come viaggiare

Il giorno della pubblicazione del pdf, quindi proclameremo anche il "vincitore", che se sarà così gentile da comunicarmi il suo indirizzo verrà onorato di un premietto poco più che simbolico ma segno davvero di un bel po' di stima, visto che tra queste 5 meraviglie non so davvero come la risolveremo!
Per quanto riguarda invece l'altro aspetto della questione, ovvero l'idea di spedire tutto il materiale alla Lega Italiana per la lotta contro i Tumori per la campagna Nastro rosa, al momento non ho ancora ricevuto segnali di interesse da parte loro, però noi continuiamo così e sono certa che prima o poi si faranno vivi.
Mi dico buon lavoro da sola e mi metto all'opera, di nuovo grazie a tutti !

venerdì 15 gennaio 2010

Muffin carote e pere

grazie a Babs e alla Cavoletta, la mia merenda perfetta


Non so a voi, ma a me ad una settimana abbondante dalla fine ufficiale delle feste sta iniziando a tornare voglia di qualcosina di dolce. Almeno al mattino via...o per merenda... Così mentre mi esaminavo le ricette sane e leggere dei dolci di Pietro Leemann e poi quelle di Stella me n'è venuta in mente un'altra perfetta per l'occasione. Una ricetta originariamente di Babs, giunta poi in poco tempo agli onori della cronaca per essere stata selezionata e poi pubblicata nientepopodimenoche sul nostro amato Libro del Cavolo. Chi bazzica tra le pagine sue e quelle di Sigrid avrà già capito che si tratta degli spettacolari muffin zucchine e mele. Un dolce "non dolce", cioè pochissmo dolce, e soprattutto pieno di un sacco di cose buone e sane che fanno bene. Non osando apportare varianti all'impasto di base, mi sono permessa solo di variare la frutta e la verdura utilizzate, da zucchine e mele sono diventate carote e pere, un'altra accoppiata secondo me abbastanza vincente.
Quindi, grazie a Babs, e grazie alla Cavoletta, io ho trovato la mia merenda perfetta.

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Muffin carote e pere (da quelli zucchine e mele di Babs)

Ingredienti asciutti

farina autolievitante 320 g
zucchero 180g

noci spezzettate 50g

cannella 1 cucchiaino

sale 1 cucchiaino


Ingredienti umidi

olio di semi di soia o girasole 150g
uova 4

pere 150g (peso netto)

carote grattugiate 150g (peso netto)


Miscelare in due ciotole separate gli ingredienti asciutti e quelli umidi, grattugiando la pera e la carota. Unire gli ingredienti umidi a quelli asciutti e mescolare brevemente, mettete il composto negli stampini da muffin e spolverizzate la superficie con dello zucchero. Infornoare per circa 20/25' a 180/200°.
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mercoledì 13 gennaio 2010

Detox si, occhei, ma gustoso!


Una montagna di insalata gentile, funghetti freschi appena saltati in paedella e un giro di buon olio e.v.o. In mezzo a tutto questo che male farà mai quella bella fettina saporitissima e croccante di prosciutto?? Nessuno, vero? Quindi, visto che concordate con l'anima fondamentalmente sana di questo tris vi lascio la ricetta che poi è più che altro un elenchino e un piccola semplice descrizione.
E poi perdonatemi se per una volta mi presento con una foto sfocatissima e se la mia testolina qui non c'è per niente, e non riesce a trovare nulla di bello o interessante da raccontare, ma in questi giorni sono un po' presa da tutt'altro...(anche se tutto questo altro non mi ha impedito di fare diversi esperimenti con la pasta choux salata che è diventata il mio ultimo grande amore :), ma tutto questo nelle prossime puntate).

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Insalata ai funghi e prosciutto croccante

Funghi champignon 150g
Aglio 1 spicchio
Prezzemolo
Vino bianco secco
Prosciutto di Parma a fettine sottili 120g
Insalata gentilina
Olio, sale e pepe

Pulire accuratamente in funghi con un panno umido e tagliarli a fette spesse. In una casseruola scaldare tre cucchiai di olio e rosolarvi aglio e prezzemolo, aggiungere poi i funghi e cuocerli a fuoco vivace fino a quando la loro acqua di vegetazione sarà evaporata, eliminare l’aglio. Sfumare con un goccio di vino, far evaporare e mettere da parte.
Scaldare una padella antiaderente, senza grassi, e appoggiarvi le fettine di prosciutto private del grasso esterno, in pochi secondi se la temperatura della padella sarà sufficientemente alta, saranno dorate e croccanti. Lavare accuratamente l’insalata e ridurla in striscioline sottili. Nei piattini o ciotoline individuali stendere un letto di insalata, adagiare i funghi e guarnire con prosciutto croccante.
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lunedì 11 gennaio 2010

Crema di lenticchie con cialde di Parmigiano Reggiano

In uno, anzi diciamo nel più gradito :), dei pacchi ricevuti per natale c'era anche un bel pacco di lenticchie secche Schioppi. Essendo che per l'ultimo dell'anno ho avuto la fortuna di essere invitata e a parte un dolce non ho dovuto cucinare nulla mi sono rimaste lì. Così appena ho avuto quell'attimino di tranquillità per avere il tempo di metterle a bagno 12 ore prima, ho deciso di sfruttarle per una caldissima e densissima zuppa, senza alcuna aggiunta di grassi in cottura, senza panna, ne latte, solo un giro d'olio alla fine come piace a me e come ci consiglia anche Elena Galeazzi in questo interessantissimo post sul Pasto Nudo.
Però, però mentre ero li a guardare questi microlegumi che bollivano allegramente mi è tornata in mente una zuppa postata qualche tempo fa da Arietta, arricchita, o si potrebbe anche quasi dire decorata, con stupende cialde di parmigiano reggiano, grandi e ricurve, da usare magari anche a m' di cucchiaio. Recuperato in un attimo il suo post, le ho fatte subito.
Allora, sarà forse perchè in casa mia entra solo Parmigiano di una certa stagionatura, sarà perchè il sapore della zuppa era molto più delicato e quasi dolce, non so, però il sapore di queste cialdine si rivelato veramente molto molto deciso, insomma adatte per veri amanti del formaggio:) Al primo tentativo ho fatto un disastro, il formaggio mi si è diviso in due parti, una bianca e dura e una composta di solo grasso, liquido e trasparente. Pattume. Al secondo tentativo invece ho scoperto che basta scaldare molto molto bene il padellino prima di versarvi il formaggio, e in un attimo le cialde saranno pronte, profumatissime, croccantose.
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Crema di lenticchie con cialde di parmigiano reggiano
X 4 persone

lenticchie secche 200g
1 cipolla
1 carota
Sale, pepe, maggiorana, peperoncino
Olio e.v.o

Per le cialde:
150g di parmigiano reggiano

Ammollare le lenticchie in acqua per almeno 12 ore.
Farle bollire per 30 minuti in acqua salata, insieme alla carota e alla cipolla tagliate a dadini. Frullare il tutto, eliminando prima una parte di acqua se sembra troppa per ottenere una crema densa. Aggiustare di sale e pepe e aromatizzare con un po’ di peperoncino e maggiorana.
Grattugiare il parmigiano e versarne 1\4 in un padellino antiaderente molto caldo, con una paletta dargli una forma rettangolare e pressare bene. Appena la parte inferiore si sarà dorata, girare la cialda e far dorare anche l’altro lato. Trasferire su un mattarello (per dare la forma curva) e lasciar raffreddare. Ripetere l’operazione per le altre tre cialde. Servire ogni porzione di zuppa con la sua cialda leggermente immersa e un filo d’olio crudo.
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due PS

1. la dolce Anemone ha deciso i tre finalisti della raccolta CUOceRE AL VAPORE. Ecco io adesso teoricamente mi dovrei autopromuovere un po' visto che ci sono in mezzo, ma come faccio? Le altre due ricette finaliste sono di Lenny e Fiordilatte e super super originali e interessanti... Quindi...beh, l'importante è che facciate un giro da quelle parti, lasciando il vostro votino alla ricetta che vi ispira di più!

2. vi ricordo che ci sono ancora 4 giorni di tempo per la nostra raccolta di ricette in rosa, se siete in cerca di ispirazione, sbirciate qui le ricette proposte dai primi partecipanti.

venerdì 8 gennaio 2010

Caffelatte al cucchiaio (per una buona causa)

Un po' di tempo fa sono stata contattata da Elly, l'autrice del blog Dolce mania per la pasticceria, per partecipare ad un contest legato ad un'iniziativa di beneficenza. Ecco, io quando sento che le nostre piccole vocine e le nostre brave manine possono fare qualcosa di buono per gli altri mi sento come una cosa bella dentro.
In questo caso specifico una giuria (composta tra gli altri dalla stessa Elly e da Elga) selezionerà le migliori 50 ricette a base di caffè inviate, che entreranno a far parte di un libro. Il ricavato verrà devoluto a Chefs Sans Frontieres, associazione senza fini di lucro che si occupa di insegnare il mestiere della ristorazione a ragazzi in difficoltà, condudendoli per mano fino alla completa autonomia nella gestione di un'attività.
Inoltre per le migliori ricette sono previsti anche alcuni premi (abbatanza notevoli) messi in palio da Neronero.

Per partecipare è necessario inviare una o più ricette a base di caffè all’indirizzo ricetta@neronero.it entro e non oltre il 30 Aprile 2010. La mail deve presentare come oggetto “Premio miglior ricetta” e le ricette proposte devono essere complete di ingredienti e delle modalità di preparazione, oltre ovviamente a prevedere l'uso del caffè.

I premi di cui vi accennavo saranno:
• 1° premio: macchina caffè EP 800 / LB 800 (a scelta) + 500 cialde Lavazza
• 2° premio: buono sconto del 90% sulla macchina caffè LB 800 + 300 cialde Lavazza Blue
• 3° premio: 300 cialde Espresso Point

Per le prime 3 ricette: inserimento nei menu dei ristoranti Chefs Sans Frontieres.

Per le prime 50 ricette: pubblicazione della ricetta su libro, con ricavato donato in beneficenza.

Quindi alla fine, anche se il caffè non è tra i miei ingredienti preferiti al momento, nè posso dire, non bevendone, di essere un'esperta, ho sentito la partecipazione a questa cosa quasi come un dovere morale e ho fatto un tentativo. Con questo dessert che alla fine non è altro che una specie di panna cotta, nato come un fine pasto, ma che poi per il suo preponderante gusto proprio di caffèlatte si è trasformato, accompagnato da qualche biscottino, in una bella merenda.
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Caffelatte al cucchiaio

gelatina in fogli 10g

panna fresca 250 ml
latte 250 ml
caffè ristretto 100 ml

zucchero semolato 100g

chicchi di caffè per guarnire

Ammollare la gelatina in acqua fredda.
Preparare il caffè. In un pentolino mescolare latte, panna e zucchero e mettere sul fuoco. Aggiungere il caffè e portare a bollore. Appena accenna a bollire aggiungere la gelatina ben scolata e strizzata e mescolare per bene. Versare in 6 stampini o bicchierini di vetro e lasciare in frigorifero per almeno 4 ore. Servire cosparso di caffè macinato e decorato con chicchi di caffè interi, eventualmente accompagnare con qualche biscottino.
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Visto che c'è ancora molto tempo per partecipare invito tutti a diffondere l'invito, attraverso twitter, facebook e tutti i canali di cui normalmente vi servite. Ciao!

giovedì 7 gennaio 2010

Direttamente dalla mia infanzia, i panini al latte

Dopo le inevitabili accozzaglie di sapori di queste ultime due settimane, terminate con il pranzo di ieri in cui alle lasagne, per non offendere nessuno, ho dovuto far seguire enorme cotoletta - cavoli - insalata- frutta - panna cotta, bramo i sapori semplici. Mi viene addirittura voglia di quelle cose che in genere si mangiano solo quando si ha l'influenza, tipo riso in bianco, passato di vedura, prosciutto cotto con un po' di pane morbido.
Così, pensandoci, mi è tornato in mente quando da piccola, periodo elementari per intenderci, andavo ai compleanni delle mie compagnette di classe, eventi per altro non di poco conto visto che le mamme partivano con l'organizzazione almeno un mese prima. Beh, in questi rumorosi, allegri e sudati pomeriggi non mancavano mai i paninetti al latte farciti. In classe eravamo in 32 e c'era la tacita regola che per non far sentire escluso nessuno bisognasse invitare sempre tutti, quindi ce n'era sempre una spropositata quantità, friempiti un po' col prosciutto e un po' con la nutella per accontentare tutti, e sempre con piantato il classico stuzzicadente a bandierina o a pupazzetto.
Beh mi è bastato il pensiero per farmi venire l'acquolina, per quel sapore salato ma anche un po' dolciastro, quella crosta che c'è solo perchè la vedi ma in realtà non la senti, quella pasta elastica, che masticandola rilascia pian piano sapore prima di forno poi di latte.
Un finger food ormai un po' fuori moda, ma poi nenanche tanto, visto che in qualche bar di quelli seri con un buffet serio all'ora dell'aperitivo, li ho visti ritornare prepotentemente in auge.
E poi io avevo voglia di questa formina qui, ma niente poi impedisce, semplicemente lasciandoli in forno un o' di più, di farne dei bei panoni, o ancora meglio delle splendide trecce, da mangiare a pasto o, a primavera arrivata, a un pic nic sull'erba.
Io per l'impasto e la prima lievitazione ho usato la MdP, e per chi ce l'ha consiglio di usarla visto che la ricetta è nata proprio per lei, ma sono realizzabili anche senza, sarà solo necessario prestare un po' di attenzione alla lievitazione.

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Panini al latte
per 16-18 panini


latte intero 200 ml
burro 40g

farina bianca 350g

lievito di birra secco attivo (Mastro Fornaio) 1\2 bustina
sale 2 cucchiaini
zucchero 3 cucchiaini

succo di limone 1 cucchiaino


--> Procedimento senza Mdp Disporre sulla spianatoia la farina mescolata al lievito, al centro versare il latte tiepido mescolato al burro fuso, poi il sale, lo zucchero e il limone. Impastare, poi lavorare energicamente per 10 minuti, sbattendo l’impasto sul tavolo e allargandolo più volte con i pugni chiusi. Far lievitare per 1h in luogo caldo oppure in forno portato a 50° e poi spento, sempre comunque coperto con un canovaccio pulito e umido.

--> Procedimento con MdP Versare nella ciotola il latte intiepidito e il burro fuso, poi zucchero, sale e limone. Sopra versare la farina e infine il levito. Azionare il programma SOLO IMPASTO, della durata di circa 1h e 30’.

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comune A questo punto, sia che abbiate proceduto a mano sia che abbiate usato la macchina il procedimento diventa comune. Prendere l’impasto e dargli un’ultima rapida impastata (non dovrebbe essere necessaria altra farina). Suddividerlo in pezzettini da 30-35g l’uno, appallottolarli e poi premendoli con il pollice rivoltarli in modo che la parte interna diventi l’esterno e viceversa. Nascondere i lembi, unendoli per bene, nella parte inferiore della pagnottina. Far lievitare per ancora 1\2 ora. Nel frattempo portare il forno a 200°. Una volta terminata la lievitazione, spennellare con un altro po’ di latte e infornare per 20 minuti, avendo cura di inserire nel forno, nella parte più bassa, una piccola pirofila piena d’acqua.
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lunedì 4 gennaio 2010

Datteri e albicocche secche: che fare?

Ad essere sincera in questi giorni tra gite all'outlet, dormite pomeridinane pesantissime, ometti da sfamare durante lunghe maratone di playstation e lunghe passeggiate per smaltire un attimino, avevo perso un po' di vista il mio tran tran cucinare-fotografare-postare quasi quotidiano. Così per rifarmi un po' ritorno oggi con non una ma due ricette, di quelle scovate negli archivi dei blog più belli, di quelle che ogni tanto meritano di essere riportate all'attualità, rinfrescate da una nuova foto e un nuovo racconto perchè particolarmente buone o interessanti.
Due ricette che non so se dopo i festeggiamenti e le mangiate varie possano essere immediatamente utili a qualcuno, ma intanto le metto, si sa mai.
E' che in questi giorni qua ognuno di noi nessuno escluso ha in casa qualcosa da finire, smaltrire, riciclare in modo quanto più possibile creativo. A me, che poi in fondo non è andata neppure così male, sono rimaste un bel po' di albicocche secche, e una manciata di profumatissimi datteri, frutto della cognizione di una certa zia che doveva portare la frutta per 18 e ne ha portata per 50.
Quando ho qualche ingrediente in notevoli quantità che deve essere utilizzato a breve il mio primo pensiero, prima di tutto, è “Ci si può fare una torta?” E il secondo che segue a ruota “Ci si possono fare dei muffin??”
Così, trovandomi con una bella quantità di questa frutta essiccata ho fatto quella e quegli altri.
Una torta rubata a Comidademama diminuendo la frutta per farla un po' più "torta", cioè con anche un po' di quel buon impasto in evidenza.

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Torta di datteri
ispirata da quella di Comidademama

uova 2

zucchero 100g
sale 1 pizzico farina 175g
datteri tagliati a cubetti 300g

noci tritate 70g

lievito per dolci 1 cucchiaino

cannella in polvere 2 cucchiaini

Sbattere uovo sale e zucchero fino a formare un composto spumoso.
Togliere il seme ai datteri e tagliarli in quarti. Tritare finemente le noci o le mandorle. Mescolare a parte farina, cannella, noci, lievito e datteri. Unire quindi il composto spumoso di uova e mescolare. Foderare uno stampo quadrato di circa 24 cm di lato con della carta da forno e stendere con un cucchiaio l'impasto. Per facilitare l'operazione è meglio frapporre tra impasto e mattarello un altro foglio di carta forno. Cuocere per 30-35 minuti a 180°C, se la torta inizia velocemente a dorarsi, portare il forno a 160°C e prolungare di qualche minuto il tempo di cottura.
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Poi, sempre per via che non si può vivere di soli dolci e che bisogna ogni tanto mangiar qualcosina anche a tavola, un po’ di muffin salati, ispirati a quelli fatti tempo fa da Sigrid proprio con le albicocche secche, a cui io però ho aggiunto il pecorino sempre per via che in questi giorni tutto quel che si mangia dipende un po' dal contenuto di certi gloriosi pacchi gastronomici ricevuti per Natale :)


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Muffin salati con pecorino e albicocche secche
ispirati da quelli al caprino del Cavoletto, per 9 muffin

farina 115g

yogurt 125g
pecorino stagionato 100g

albicocche secche 7-8
uova 1
lievito in polvere per torte salate 2 cucchiaini

olio d’oliva 1 cucchiaio

sale mezzo cucchiaino

Setacciare la farina con il sale e il lievito. Mescolare l’uovo con lo yogurt e l’olio e aggiungere questo composto alla farina. Aggiungere le albicocche tagliate a dadini e il formaggio grattugiato con la mandolina a fori grossi, mescolare bene e versare l’impasto in stampini da muffin, riempiendone i due terzi. Infornare a 180° per 15-20 minuti (i muffin devono risultare gonfi e dorati).
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