lunedì 31 maggio 2010

Sbrisolona al sesamo


Dopo il maldestro e improvvisato tentativo di incursione nella cucina etnica, torniamo oggi a territori a noi ben più noti, a sapori di casa e di nonna.
In questi giorni, in cui per l'agitazione e la frenesia di mille cose che mi stanno succedendo  (e non succedendo) chiudo occhio si e no 4 ore per notte, è solo di questo che ho bisogno. 
In realtà io mi trovo al confine della zona di origine di questa storica preparazione, tanto che l'ho sempre sentita nominare, la trovo abitualmente in alcuni bar e alcuni forni, ma in altri non sanno neppure cosa sia. Idem in casa mia, la conosciamo, tutti l'abbiamo mangiata almeno una volta, ma nessuno si era mai messo li a provare a farla.
Erano anni che avevo voglia di provare a riprodurre quella consistenza asciutta e piena, croccante ma burrosa, incredibilmente dolce e appagante. E con questa ricetta, scovata su cookaround tra le mille versioni proposte da blog e forum, ho convinto anche gli scettici. Ho solo aggiunto una manciata di semi di sesamo, ma non per far l'originale a tutti i costi come mi hanno detto qua in giro (...), ma solo per mitigare un pochino la dolcezza di quel quintale di zucchero che a me, a volte, rimane un po' stucchevole. 
L'idea del sesamo l'ho rubata ad una di quelle ricettine indicate sommariamente nei servizi di arredamento di una delle mie riviste preferite tra quelle abbordabili come prezzo, ricette assolutamente da non riprodurre MAI, (e per capire questo basta anche solo una rapida lettura) ma che a volte offrono spunti davvero particolari sulla presentazione, sull'uso di qualche ingrediente diverso, su accorgimenti estetici o accostamenti a cui non si penserebbe mai.
Ricettina, e buona settimana.

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Sbrisolona al sesamo

farina di mais 150g
farina 00 250g
burro 250g
zucchero 200g
mandorle con la pelle 250g
1 uovo
1 bustina di vanillina
scorza di 1 limone
semi di sesamo una manciata

Tritare le mandorle grossolanamente con la mezzaluna. In una ciotola mettere le farine, lo zucchero, la vanillina. Mettere al centro l'uovo, il burro a temperatura ambiente e la scorza del limone. Iniziare a impastare formando delle briciole grossolane e unire il sesamo. Rivestire con la carta da forno una teglia grande e bassa (almeno 30 cm) e riempirla man mano con le briciole, pressandole leggermente ma facendo comunque in modo che rimanga un po' di aria in mezzo. In questo modo una volta cotta la torta non sarà un pattone unico ma si sbriciolerà gradevolissimamente in bricioloni grossolani. Infornare a 180° per circa 40 minuti.
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mercoledì 26 maggio 2010

Noodles di riso, prima prova ufficiale


Con questo sole così pulito e bellissimo la sveglia 1\2 ora prima per aggiornare il blog non sembra nemmeno un peso, anzi, solo una scusa per poter iniziare ancora prima queste giornate così intense, così cariche di cose e persone. E anche di voglia di cucinare pian piano ritrovata, anzi riesplosa direi :)
Tanto che, dopo disastrosissimi risultati ottenuti in passato, ho avuto il coraggio di ri-misurarmi addirittura con i miei adorati noodless di riso, ottenendo stavolta finalmente un risultato mangiabile.
Molto lontana dal poter insegnare qualcosa a chiunque su tutto ciò che sia in qualche modo legato alla cucina "etnica", se così vogliamo chiamarla, ho deciso di pubblicarli comunque soprattutto perchè potrei in questo modo stimolare suggerimenti che potrebbero essere utili in futuro, al prosssimo tentativo insomma (che sarà di certo molto presto visto che qui qualcuno già stressa).
Soprattutto sulla cottura ho avuto dei dubbi, visto che la confezione e Donna Hay mi dicevano di cuocerli per 3-5 minuti, mentre altre ricette mi consigliavano di buttarli in acqua bollente salata ma già a fuoco spento e per tempi ancora diversi, boh... Si aspettano suggerimenti insomma, per il momento io continuo però a farli così!

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Noodles di riso con verdure, surimi e frittatina

x2
nodless di riso 130g
2 carote
1 gambo di sedano
1 scalogno
1 porro
1 spicchio d'aglio
3 cucchiai di olio
1\2 bicchiere di brodo vegetale
1 uovo
4 bastoncini di surimi
5 cucchiai di salsa di soia (o più, per me 5 cucchiai, per lui più :)

Preparare con l'uovo una frittatina bassa e larga, aggiungendo solo un po' di sale. Lessare i bastoncini di surimi ancora surgelati in acqua salata finchè non vengono a galla e scolarli. Far soffriggere lo scalogno con il porro a rondelle e l'aglio. Eliminare l'aglio, aggiungere la carota e il sedano tagliati a  mano a striscioline sottilissime e il brodo, coprire e lasciar cuocere 10 minuti.
Lessare i nodless seguendo le istruzioni sulla confezione (in genere è consigliato immergerli in acqua bollente salata per 5 minuti poi scolarli).
Una volta cotta la verdura, aggiungervi le striscioline di frittata e il surimi a rondelle e cuocere un minuto. Aggiungere i nodless scolati e condire con la salsa di soia. Spegnere il fuoco. Alro sale non dovrebbe servire, comunque assaggiare e aggiustare.
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lunedì 24 maggio 2010

Inpirations #2










1. Laura Ravaioli; 2. Csaba Dalla Zorza; 3.Un tocco di zenzero, il film; 4.California Bakery; 5. Le cucine di una volta, rivisitate; 6. l'ordine maniacale dei cassetti IKEA :); 7. Luxury Pastry, Ladurée; 8. Le mie colline, i miei posti, tutto quello che c'è all'ombra della pietra e dintorni; 9. Garden Party, elegantissimo e straricco di spunti.

tutte le immagini sono state prelevate girovagando a tempo perso sul web. Se qualcuno dovesse trovare non rispettati i propri diritti non esiti a contattarmi e aggiungerò immediatamente il link o provvederò a rimuoverle.

giovedì 20 maggio 2010

Delicatissime linguine finocchi e yogurt


Non sono sicura di avervi mai parlato del faldone. Il mio faldone blu, pesante circa 3 chili, che mi porto quasi quotidianamente avanti indietro e che viene continuamente arricchito. E' il punto di arrivo di tutte le ricette ritagliate, scarabocchiate, scopiazzate in giro, quando faccio un po' di ripulisti vanno tutte a finire lì.
Ogni tanto per problemi di spazio e di ordine anche mentale mi tocca buttare via anche dei giornaletti o delle riviste di quelle poco costose o non particolarmente belle, in questi casi tengo solo le ricette che mi interessano, le foro col forabuchi e le metto lì, aspettando il momento buono, la stagione giusta per gli ingredienti, o semplicemente l'ispirazione. 


Questa viene da li. E' stata in incubazione per mesi e mesi e poi è giunto il suo momento. 
E' senz'altro la pasta più delicata che abbia mai assaggiato. Per certi palati senz'altro lo è troppo. Per cui ho elaborato due accorgimenti per renderla un po' più appetitosa, l'aggiunta di Parmigiano alla fine che ci sta benissimo, e l'uso dello yogurt intero, anche se a me piace molto di più nella versione originale. (A qualcun'altro decisamente no, per cui... :)

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Linguine finocchi e yogurt

x2
linguine 160g
finocchi 180g
yogurt bianco magro (o intero) 1 vasetto (l'importante è che non sia dolce)
1\2 dado vegetale
olio 3 cucchiai
aglio 1 spicchio
sale grosso, sale fino
pepe bianco
(parmigiano reggiano)

Scaldare 400 ml di acqua e sciogliere il dado. Lessarvi i finocchi lavati e tagliati a spicchi grossolani (tenere da parte un po' di barbe) per 10 minuti.  Scolarli tenendo da parte il brodo, poi rosolarli in olio e aglio per 3'. Bagnare con un po' di brodo e cuocere altri 5 minuti facendolo evaporare. Aggiungere lo yogurt, il sale e il pepe, mescolare e spegnere il fuoco. Lessare la pasta e versarla nel condimento mescolando bene e spolverizzare di pepe. Prima di servire decorare con le barbette del finocchio.
Se vi sembra troppo delicata, una bella spruzzata di parmigiano non ci sta male.
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lunedì 17 maggio 2010

Torta all'olio



Premessa: non ho tempo. 
E a dirla proprio tutta non ho avuto nemmeno tanta voglia di cucinare lo scorso week end. 
Sarà che la mia recente scelta di mettermi a studiare grafica seriamente impegna il mio spazio mentale a 99%, sarà che stando 8 ore al giorno davanti ad un monitor 22 pollici l'unica voglia che ho è quella di uscire e stare con la gente, non lo so. Sta di fatto che ormai  l'archivio post-pronti-da-postare è quasi esaurito, e che forse,  almeno per ancora un mesetto quando avrò un piccolo intervallo tra  la fine dei corsi e l'inizio dello stage, chi passa di qua dovrà un po' accontentarsi. 
Ma intanto qualcosina per oggi ce l'ho.
Adoro (e in questo periodo in modo particolare) le torte veloci, quelle "metti tutti gli ingredienti nel robot" per intenderci. E adoro ancora di più le torte con l'olio.
Questa rappresenta per me il top della gamma, e viene oltretutto da una fonte inaspettata. L'ho scovata in un ricettario "artigianale" che le amiche di mia madre hanno messo insieme in occasione del matrimonio di una ragazza del paese, che giunta ormai al momento fatidico, era rimasta un po' indietro, diciamo, sul fronte basi della cucina :). Alla fine lei l'ha tutto ricopiato a computer e ne ha regalata una copia a tutte quelle che hanno contribuito, un'idea davvero carina.




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Torta all'olio e mele


uova 3
fecola 150g
farina 50g
zucchero 225g
olio d'oliva 5 cucchiai
scorza di 1 limone
lievito per dolci 1\2 bustina
3 mele golden o renette


Sbucciare le mele, tagliarle a fettine di 1\2 cm e cospargerle col succo di limone.
Mettere nel robot tutti gli ingredienti tranne il lievito e le mele e azionare finchè non si saranno ben amalgamati e non sarà aumentato un po' il volume. Togliere dal robot, aggiungere il lievito per dolci e le mele tagliate a fettine. Versare in uno stampo imburrato e infarinato e cuocere a 180° per 40-45 minuti.
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giovedì 13 maggio 2010

Quiche super sapore (porri, ricotta e pecorino)







Dopo gli ultimi post dedicati a dolcetti, che per quanto non troppo peccaminosi sempre di panna burro e zucchero si trattava, oggi torniamo a qualcosa di formaggioso e verduroso. Il sapore, anzi il mix di sapori di questa quiche è davvero unico. L'avevo preparata in teoria come antipasto, poi l'ho assaggiata e il sapore era troppo forte e avrebbe coperto tutto il resto, quindi molto meglio come secondo, o ancora meglio come piatto unico. Una bella fettona per risolvere una cena o un pranzo rapidi, oppure anche perchè no un pic nic, visto che anche a temperatura ambiente non è affatto male.
E mi ha fatto pentire di aver ignorato i porri per gran parte della mia vita, per paura di, diciamo così, affaticare un po' troppo la digestione. In questo caso me ne sono altamente fregata, e ne è valsa davvero la pena. L'importante è utilizzare solo la parte bianca del porro, e cuocerli bene a pentola scoperta, in questo modo rimane solo la dolcezza e il "buono", senza "effetti collaterali".


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Quiche ai porri (da La cucina di GRAZIA, allegato alla rivista n.12\2008)


pasta per quiche (io ho usato la solita di Felder che ho spiegato qui)
ricotta di pecora 200g
uova 2
porri 3
parmigiano grattugiato 3 cucchiai
pecorino stagionato 80g
olio evo
sale
pepe nero macinato al momento

Accendere il forno a 180°. Tagliare a rondelle i porri. Scaldare bene una padella antiaderente, aggiungere 3 cucchiai di olio e un goccino d'acqua. Saltarvi i porri finchè cominceranno a prendere colore.  Salare, pepare e cuocere 5 minuti, poi togliere dal fuoco. Frullare la ricotta con le uova, il parmigiano, il sale e il pepe. Stendere la pasta in uno stampo con bordo amovibile oppure in silicone e rifilare i bordi. Versarvi la crema di ricotta e sistemare sopra le rondelle di porri affondandole leggermente. Cuocere a 180° per 45 minuti circa, ricordandosi a metà cottura di spolverizzare la superficie con una bella manciata di pecorino grattugiato.
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lunedì 10 maggio 2010

Cake mirtilli, limone e caprino


Da quando è entrato in mio possesso il libro sui cake dolci e salati non mi riesco più a fermare. Il bello poi è provare ad ad applicare delle piccole variazioni, piccole piccole però, perchè queste ricette sono già di per se piuttosto perfette. Questa volta al posto del fromage blanc, che di solito sostituisco con una normale ricotta, ho usato del caprino morbido, che mi ha reso il tutto se possibile ancor più profumato e soffice. Una perfetta colazione.

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Cake ai mirtilli, limone e caprino 

farina 250g
uova 3
zucchero 170g
burro fuso 125g
caprino 200g
mirtilli freschi 150g
1 limone (scorza e succo)
lievito per dolci 1 bustina
sale

Accendere il forno a 180°.
Sbattere le uova con lo zucchero con le fruste elettriche fino a farle raddoppiare di volume. 
Aggiungere poi gradatamente la farina setacciata col lievito, il burro fuso, il succo e la scorza del limone, il formaggio sempre setacciato e un pizzico di sale.
Aggiungere infine i mirtilli, mescolando molto delicatamente. Versare in uno stampo imburrato e infarinato e cuocere per 50 minuti.
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venerdì 7 maggio 2010

...some inspirations...




1. Marie Antoinette - I want Candy; 2. Make cupcakes not war! 3. Lo storico Chocolat; 4. Il sognoproibitodituttelefoodblogger Davide Oldani; 5. Donna Hay Magazine; 6. Colette di Ratatouille; 7. Le copertine di Gourmet soprattutto quelle di Romulo Yanes; 8. Julia Child; 9. Nigella; 10. Due in un sol colpo: l'uomo che con il suo libro mi ha fatta avvicinare per la prima volta ai fornelli (Allan Bay) e la regina delle foodblogger Sigrid; (foto di Roberto Granatiero) 11. I lavori del Proef di Amsterdam; 12. Il mio mito più grande Ruth Reichl; 13. Cannelle & Vanille per le foto arrrgghhhh; 14. Una tavola di Zara Home; 15. Lezioni di cioccolato; 16. I romanzi culinari: l'ultimo letto Pane e Cioccolato; 17. Soul Kitchen, anche per le ispirazioni grafiche.

tutte le immagini sono state prelevate girovagando a tempo perso sul web. Se qualcuno dovesse trovare non rispettati i propri diritti non esiti a contattarmi e aggiungerò immediatamente il link o provvederò a rimuoverle.

giovedì 6 maggio 2010

Il perché di una panna cotta alle fragole



In questo ultimo periodo, blogghisticamente parlando, mi sono trovata in un momento critico. Nel senso che mi è venuto a mancare il tempo, ma soprattutto ho iniziato a sentire l'ansia di dover preparare sempre qualcosa di nuovo, per stare al passo, per scoprire ingredienti particolari, anche quando non ne avevo voglia, o quando il mio unico desiderio era solo quello di mangiare qualcosa di semplice, veloce, buono e confortante. Che fosse adatto per tutti, che piacesse a tutti, nonni bambini e puerpere compresi.  La questione credetemi stava diventando piuttosto seria, non postavo buona parte delle cose che preparavo perchè le consideravo troppo semplici, banali, inadatte a meritarsi un post tutto per loro. 
Poi, dopo diverse settimane di indecisione sul da farsi (mollare tutto? fare una pausa? ecc. ecc.) l'altro giorno ho capito. 
Mentre versavo pezzettoni di fragole rossissime dentro alla panna fresca, densa e profumata, per una cena speciale, ho capito. Che meglio della panna cotta non c'è nulla. Che meglio dell'abbinamento panna e fragole non c'è nulla. Che poi significa che meglio di quello che ci va e che ci fa star bene in quel momento non c'è nulla. 
Poi non so, sarà per lo spirito con cui l'ho fatta, sarà che Diletta da cui l'ho presa e brava forte, non lo so. Però era fantastica, uno dei migliori dolci che abbia mai mangiato.



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Panna cotta alla fragola ispirata a quella di Diletta - Lo Scief scientifico

Per 6 bicchierini
panna fresca 250 ml
latte 150 ml
fragole 250g
zucchero 80g
gelatina in fogli 8g
fragole e mirtilli per decorare ( o altra frutta a piacere)

Mondare le fragole e tagliarle a pezzettini. Ammollare la gelatina in acqua fredda. In una casseruola far scaldare a fuoco dolce la panna, lo zucchero e le fragole a pezzettini. Al primo cenno di bollore, spegnere e frullare le fragole con il frullatore ad immersione. Dividere la panna in 6 bicchierini e lasciare intiepidire a temperatura ambiente. Quando la panna è quasi fredda, mettere tutto in frigorifero per qualche ora.
Decorare a piacere con fragole macerate in zucchero e limone, oppure frutti di bosco, panna montata, biscotti sbriciolati, croccante, granelle....


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Non c'entra niente ma c'entra sempre, ma avete visto questa maglietta?!? Io la voglio a tutti i costi! Per cui se conoscete la marca o sapete come si può fare ad acquistarla fatemi sapere!

lunedì 3 maggio 2010

Spaghetti integrali piselli e menta


In questo week end, finalmente posso dirlo, non ho fatto altro che cucinare. Da venerdì mattina (e finchè dura questa cosa del venerdì libero approfittiamone) fino a domenica compresa mi sono immersa nel verde brillante di fave e pisellini, nel rosso delle fragole che si trasforma pian piano in rosa amalgamandole alla panna, nel profumo intensissimo dei porri appena affettati e delle zucchine sulla griglia...ah...che meraviglia! Non ho toccato ne carne ne pesce per giorni, anzi sabato sera ho sfamato gli ospiti, con il piccolo aiuto di qualche crespella e una buona dose di pasta da quiche, solo con verdure.
In più mi sono dedicata anche a cercare di ottenere il meglio con il minimo sforzo, che sarà poi il mio scopo culinario per tutti i prossimi mesi estivi, mi sono cioè ripromessa di dedicare un po' meno tempo alla cucina per poterne trascorrere un po' di più all'aperto e in giro ma mantenendo comunque la più ampia varietà possibile in tavola...per cui preparatevi, da queste parti d'ora in poi solo ricette da massimo mezz'ora di tempo, ci sono tante di quelle feste, fiere e mercatini adesso in giro che perdersele sarebbe proprio un peccato!
Alla fine comunque ho accumulato una discreta serie di foto e ricette, ancora tutte da sistemare e selezionare. Per oggi ho tirato fuori questa, 15 minuti totali cotture comprese, ma con quel saporino in più.
La voglia dell'accoppiata piselli-menta me l'ha fatta venire lei l'altro giorno e visto che quest'anno sta crescendo rigogliosa come non mai ne ho approfittato subitissimo. Se poi ci mettiamo che la Conad ha lanciato questa linea di pasta integrale, bio e pure trafilata al bronzo a un prezzo politicissimo questo piatto è nato praticamente da solo :)
E poi fatene tanti tanti, anche se rimangono li in padella non scuociono e saranno buonissimi freddi il giorno dopo con solo l'aggiunta di un goccio d'olio e qualche goccina di succo di limone.


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Spaghetti integrali con piselli e menta

x4
spaghetti integrali 320g
piselli freschi 300g
7-8 foglie di menta
1 scalogno
olio evo, sale pepe da macinare al momento
Lessare i pisellini in acqua bollente salata. Scaldare in una padella 4 cucchiai di olio, farvi appassire lo scalogno poi aggiungere i piselli e lasciarli insaporire per qualche minuto. Aggiungere la menta tagliuzzata con le forbici a striscioline, mescolare e spegnere il fuoco. Lessare gli spaghetti, scolarli e versarli nella padella, saltare per un minuto, spegnere e condire con un'abbondante spolverata di pepe nero macinato al momento.
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