martedì 29 giugno 2010

Choco+cherry light cake


Di ritorno da tre perfetti giorni di mare, all'insegna della tavola e del riposo, voglio mettercela tutta per prenderla con calma. Per rendere questo contatto con la casa, gli impegni e muratori sul tetto il meno traumatico possibile. Per non pensare che il giorno del mio contatto con la vita reale dei grandi, col mondo del lavoro, di un nuovo lavoro, è ormai paurosamente vicino. Dolce, dolcissima la devo prendere, utilizzando questi ultimi 6 giorni a casa occupandomi solo ed esclusivamente di cose belle e piacevoli. Da concretizzarsi principalmente in torte, disegni e collane per la precisione. 
Anche la ricetta di oggi rientra pienamente in questo mood, nessuna sperimentazione, nessuna ansia neda risultato all'uscita dal forno ne da foto, solo una torta fatta mille volte, rapidissima e leggera, perchè comunqunque spero viviamente che la prova costume per quest'anno non sia finita qua. Spero.


La ricetta la ritrovate qui, ho solo aspettato che si raffreddasse completamente per farcirla con una buona marmellata di ciliegie, di quelle in cui i frutti rimangono un po' interi e caramellati, che si sentono insommma. Buona colazione, buona settimana.

giovedì 24 giugno 2010

Che fanno le vostre nonne il 24 giugno?!


La mia, più o meno da sempre, il nocino.
Io non sono una gran estimatrice dei "cicchetti" da fine pasto, però mi è sempre piaciuta da matti questa tradizione. Il nonno che parte col pandino per andare a raccogliere le noci proprio appena dopo che hanno preso la rugiada, poi la nonna che inizia a lavorarle pian piano e infine, per  buona parte dell'estate, la compagnia del vasone ermetico trasparente in un angolo ombreggiato del terrazzo, dentro il quale, pian piano, il nocino prende forma.
Va ricordato che la tradizione non contempla l'effetto serra, per cui non sempre il 24 giugno è la giornata migliore per raccoglierle, dopo primavere molto calde, come l'anno scorso e il 2003, spaccare le noci raccolte il 24 era praticamente impossibile, erano già troppo avanti, per cui in questi casi è consigliabile già a partire dal 10 ogni tanto staccare una noce e controllarla.
Anche perchè se ci volessimo attenere al 100% ai dettami dela tradizione, le noci acerbe andrebbero raccolte proprio la notte, a piedi scalzi e da mani femminili, mansione per cui non credo che in famiglia avremmo trovato troppe volontarie :) 
Però le leggende sul solstizio d'estate, e conseguentemente sulla festa di San Giovanni, con la sua rugiada che cura tutti i mali, sono sicuramente qualcosa di interessante e di molto evocativo.
Non so invece da che cosa derivi l'usanza di mangiare i tortelli verdi, e non so nemmeno su che scala geografica questa sia diffusa, se ne sapete qualcosa aspetto delucidazioni.
Ecco intanto il nostro storico nocino

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Nocino 

noci 20
alcool 1l
zucchero 600g
acqua 600ml
scorza di 1 limone
cannella 1 stecca
chiodi di garofano 5


Tagliare a metà le noci e metterle in un contenitore a chiusura ermetica. Aggiungere l'alcool, il limone, garofano e cannella. Chiudere per bene e lasciare in infusione per 40 giorni.
Trascorso questo periodo, fare uno sciroppo con l'acqua e lo zucchero, senza arrivare a bollore. Aggiungere lo sciroppo al resto, filtrare e imbottigliare.
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lunedì 21 giugno 2010

My recipe for happyness - risotto a pranzo il lunedì



La felicità è...
riuscire, inaspettatamente,
a pranzare insieme in un giorno infrasettimanale
cosa che non capita quasi mai
e non con qualcosa di pronto
ma con un piatto cucinato con calma
semplice, per permettere anche a lui di contribuire
leggero, perchè poi la giornata purtoppo non può fermarsi li
ma preparato tutto a 4 mani.
Pranzare presto
e riuscire anche a fermarsi 10 minuti
a chiacchierare a pancia piena
prima di scappare di nuovo al lavoro.
Una specie di sabato a sorpresa,
grazie a questo risotto.
Risotto zafferano e rucola

x2
1 bicchiere di riso carnaroli
olio e.v.o.
1 scalogno piccolo
1\2 bicchiere di vino bianco secco
1\2 litro circa di brodo vegetale
sale, pepe
una punta di zafferano
3\4 cucchiai di parmigiano
un abbondante mazzo di rucola

Lavare bene la rucola e spezzettarla con le mani.
Preparare il risotto nel modo consueto. Appasire lo scalogno nell'olio per qualche minuto poi versare il riso e con la fiamma sotenuta tostarlo per bene mescolando. Sfumare col vino e lasciar evaporare. Iniziare ad aggiungere gradatamente il brodo. A cottura quasi ultimata aggiungere lo zafferano e mescolare. Spegnere il fuoco, aggiungere il parmigiano e la rucola ben spezzettata e lasciar mantecare per 3-5 minuti.
La rucola, soprattutto se bella piccantina, darà quel tocco in più ad un risotto tradizionale.

Con questo post partecipo al contest ricette per la felicità indetto dalla vucanica Juls di Juls' kitchen in collaborazione con Macchine Alimentari. Un'idea carina e diversa, un tema insolito che mi ha stuzzicata subito, tanto che non vedo l'ora di leggere anche dei vostri momenti di felicità in cucina.

mercoledì 16 giugno 2010

Clafoutis alle amarene

Le ho osservate per giorni stile cane da caccia che fa la punta alle sue prede, aspettando con super ansia la loro perfetta maturazione. Incredibilmente è arrivata proprio in corrispondenza di una settimana per me completamente libera da impegni, uno di quei periodi in cui perdere ore a denocciolare non ti fa sentire in colpa per aver sottratto tempo ad altro, in cui ogni cosa può essere fatta con estrema calma e all'orario che più aggrada, e con, di conseguenza, possibilità enormemente maggiori di buona riuscita.
Ma prima di buttarmi sulle marmellate, mi sono voluta concedere anche una tortina, un clafoutis per la precisione, anche se al momento questa parola significa poco per me, visto che sotto questo nome ho trovato infinite ricette, con ingredienti e procedimenti dei più disparati, con uova montate e non, con lievito e senza, insommma una babele.
Così sono tornata per l'ennesima volta a fidarmi del più elegante tra i libri della mia collezione, del più chic, di quello senz'altro più ispirante, Garden Party.  Ho rubato l'impasto di base, ma ho utilizzato le amarene invece di uvetta e mele, e la frutta l'ho posizionata sopra e non sul fondo dello stampo, in modo da creare quelle deliziose fossette.
Con le mie amarene, piccole, chiare e molto molto brusche, è uscito un sorprendente contrasto di sapori.

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Clafoutis alle amarene (ricetta base tratta da Garden Party)

per 8 persone
preparazione: 20 min.
cottura: 40 min.

latte 150 ml
burro 125 ml
amarene fresche denocciolate 200g
5 uova
zucchero 125g
farina 125g
Accendere il forno a 200° e imburrare una teglia ampia. Portare il latte ad ebollizione, poi toglierlo dal fuoco e farvi fondere dentro il burro. Mescolare le uova e lo zucchero, unire la farina setacciandola e infine il latte col burro sciolto dentro. Mescolare bene in modo che l'impasto sia ben omogeneo poi versarlo nello stampo. Distribuire sulla superficie le amarene e infornare per 40 minuti circa. Verificare la cottura inserendo la lama di un coltello, che deve uscire perfettamente pulita. 
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lunedì 14 giugno 2010

Pane consolatorio


Pubblico proprio oggi questa ricetta perchè già il nome in sè, "pane di patate", ha un che di consolatorio. E io che non sono mai stata troppo brava ad affrontare addii, fine anni scolastici o accademici, fine anni di lavoro con gente che mi piace, niente di tutto ciò, ne ho proprio bisogno in questi giorni.
Fare il pane, con sto caldo, posso capire, non è proprio tra le prime voglie, me ne rendo conto, ma, per dire, fare dei panini per organizzare un pic nic è già meglio come idea, per cui mi auto-autorizzo a pubblicarla.
Il sapore vero e proprio delle patate non si sente, però servono a dare quella leggera umidità interna che lo rende un pane diverso, più "goloso".
La ricetta l'ho copiata da qualche parte, credo da un libro piuttosto voluminoso e recente in biblioteca, ma non riesco a ricordare quale, se qualcuno potesse aiutarmi a risalire alla fonte mi aiuterebbe nel mio sempre doveroso tributo di citazione.

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Pane di patate

patate sbucciate e tagliate a dadini 150g
lievito di birra fresco 25g (oppure 7g di quello secco attivo)
zucchero 1 cucchiaino
farina bianca 500g
olio e.v.o. 2 cucchiai
sale 2 cucchiaini

Lessare i dadini di patate in acqua bollente salata per 10 minuti (ma se avete più tempo lessate le patate intere e con la pelle, così non disperderanno i loro nutrienti).Toglierle poi dall'acqua e schiacciarle con la forchetta o lo schiacciapatate.
Mettere il lievito in una ciotola con 90 ml di acqua e lo zucchero e lasciar riposare per 10 minuti.
In una terrina capiente mescolare la farina e il sale, incorporare gradatamente il levito sciolto, le patate e l'olio con un cucchiaio di legno. Aggiungere poi acqua tiepida a sufficienza per formare un impasto morbido (circa 100ml).
Trasferire l'impasto su una superficie infarinata e lavorarlo con le mani per 10 minuti, o con un'impastatrice elettrica con gancio per 5 minuti.
Dare la forma di una palla e mettere in una terrina unta, coprire con un canovaccio umido e lasciar lievitare in luogo tiepido per un ora. Lavorare di nuovo per 3 minuti, dividere in 8-10 palline e trasferirle ben distanziate su una placca capiente unta. Lasciar lievitare per altri 50 minuti. Nel frattempo preriscaldare il forno a 200, poi infornare per circa 30 minuti. Dovranno suonare vuoti se picchiettati sul fondo.
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p.s. oggi si raccolgono le more del gelso, idee marmellatose e non ?!?

lunedì 7 giugno 2010

Cake verde


Mi sembra passata una vita dall'ultimo post. E pensare che fino a poco tempo fa, quando ancora riuscivo a pubblicare 3 volte alla settimana, mi lamentavo per il poco tempo! Eh si questa volta è proprio il mio record negativo, mea culpa. Però ho delle scuse buone eh! E non si tratta solo di grafica questa volta, ne di surreali colloqui di lavoro, non solo almeno, ma anche di gite, di montagna, di notevolissime quantità di ciccia grigliata nel mio giardino e di (finalmente) qualche altra amenità. 
E lo so che potevo tornare anche con una ricetta un po' più originale, ma le preparazioni complicate ormai le ho dovute accantonare a favore di cose rapide e soprattutto impacchettabili e portatili, quest'anno niente caccia al rabarbaro, niente mattine con la casa libera per cucinare senza rotture, niente di tutto ciò. :(
Però dai scusate, ma quanto è bello tutto verde così? E quanto fa "buono e sano"?

La ricetta viene sempre dalla solita base, quella del libro "intelligente" come dice Enza, e che nonostante in quelli dolci mi stia dando un po' di noie, è già entrato tra quelli che dici ah questo me lo porterò dietro per sempre qualsiasi cosa succederà.
La particolarità di questa ricetta è che gli spinaci, a differenza della maggior parte di cake e torte salate, vengono usati al naturale, cioè non sbollentati ne' ripassati in padella. Vengono usati proprio come se fossero un'erba aromatica, in modo da mantenere molto di più il loro sapore e anche un po' di consistenza. E poi a mio parere anche esteticamente rendono molto molto di più.

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Cake verde: spinaci e piselli

farina 180g
uova3
latte 100 ml
olio vegetale 100ml
gruyere grattugiato 100g
spinaci freschi 100g
piselli in scatola 100g
curry 1 cucchiaino
lievito x torte salate 1 bustina
sale, pepe

Scaldare il forno a 180.
Scolare i piselli, lavare gli spinaci e tritarli grossolanamente.
Imburrare uno stampo da cake.
In un'insalatiera sbattere leggermente le uova con l'olio e il latte. Aggiungere la farina, il formaggio, gli spinaci, i piselli e le spezie. Salare e pepare. Mescolare e incorporare delicatamente il lievito. Versare l'impasto nello stampo e infornare subito Far cuocere per 45-50 minuti.
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