venerdì 29 ottobre 2010

Pumpkin pie!


E' inutile, a me questa follia collettiva per mostri e schifezze non mi prende. Non la sento, quando ero piccola (e non era mica un secolo fa) non sapevo neanche cosa fosse. Io in giro a fare dolcetto o scherzetto, (per un pelo, perchè già le mie sorelle ci sono rientrate in pieno) non ci sono mai andata, e ancora oggi faccio fatica a ricordarmi (per fortuna che ci pensa Studio Aperto) che per quella sera devo preparare due cosine per i bimbi del vicinato che passeranno di sicuro, tutti sudati ed agitati sotto quei plasticoni di maschere orribili.
Quindi: non aspettatevi su queste pagine (almeno per qualche annetto...) biscotti a dito di mostro con la mandorla che fa l'unghia, muffin con topping di fragola che sembra sangue, ragnacci neri in pasta di zucchero e cose del genere.
Però colgo volentieri l'occasione per un post zuccoso, questo si.
Per regalarvi una bellissima crostata che volevo provare da un tot di tempo. Mix di ricette da Martina (che, per inciso, vi ricordo, ha 15 anni!!) e Sigrid, e splendida decorazione ripresa da quest'ultima.


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Pumpkin pie - Crostata di zucca

Frolla:
  • farina 250g
  • burro freddo a pezzetti 125g
  • zucchero 125g
  • uova 1 (+1 tuorlo se l'uovo è piccolo)

Ripieno:
  • zucca cruda a dadini 500g
  • zucchero di canna 700g
  • uova 2
  • panna liquida 80 ml
  • cannella in polvere ½ cucchiaino
  • noce moscata grattugiata ¼ di cucchiaino
  • zenzero in polvere ¼ di cucchiaino
  • sale 1 pizzico
Frolla: mettere nel robot farina, zucchero, burro a pezzetti e azionare finchè non ne uscirà un impasto sabbioso, aggiungere l'uovo (ed eventualmente il tuorlo) e azionare di nuovo fino ad avere un ammasso compatto. Prelevarlo e riporlo in frigo avvolto in pellicola trasparente.
Purea di zucca: Tagliare a pezzetti 500 gr di zucca e cuocerla coperta in un pentolino con 4 cucchiai di acqua. Lasciare raffreddare completamente e ridurla a purea con una forchetta o nel mixer.
Mescolare bene in una ciotola la purea di zucca, lo zucchero, le uova, la panna, le spezie e il sale. Stendere la frolla e foderarvi uno stampo da crostata, tenendone da parte circa 1\4 per la decorazione. Bucherellare il fondo con una forchetta e versarvi il ripieno arrivando quasi al bordo.
Infornare in forno preriscaldato a 180°. Nel frattempo dalla pasta rimanente ricavare delle foglioline con la rotellina e degli spaghetti.
Dopo 20 minuti di cottura sfornare la torta, disporre la decorazione in modo da imitare rami e foglie e rinfornarla. Questo perchè se avessimo disposto la decorazione prima, vista la consistenza molto liquida dell'impasto, sarebbe affondata.
In tutto dovrà cuocere circa 50 minuti.
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mercoledì 27 ottobre 2010

Golosa confettura di castagne alla vaniglia


Questa per me è davvero una chicca.  Una di quelle cose per cui vale la pena impegnare un'intera mattinata per ottenere poche e preziose cucchiaiate.
Pur consapevole di coloranti, conservanti e additivi a go-go l'ho sempre comprata confezionata e superconservata perchè mi dava già così una certa dipendenza, poi quest'anno, complice uno zio che conosce un posto suo tutto segreto dove raccogliere castagne a chilate mi sono decisa.
E si, ci vuole tempo e pazienza, fate conto gli stessi tempo e pazienza che ci vogliono per una normale confettura più un' ora minimo di minuzioso lavoro di attenta sbucciatura che termina più o meno quando ormai ti sono venuti gli occhi storti e la cervicale.
Ma io personalmente se tornassi indietro ne farei di più, ormai che si è in ballo, e poi lo so che non appena avrò finito quei due miseri vasetti mi pentirò amaramente di essere stata così pigra.
Per cui io vi lascio le dosi per 4 vasetti circa, cioè un chilo di castagne, che è il minimo per non rimpiangere di averne fatta troppo poca. Ma se avete a disposizione più castagne, e qualche amica o sorella o mamma o zia che tra una chiacchiera e l'altra è disposta ad aiutarvi a pelarle, esagerate pure. Dovrà solo bollire per un po' più tempo alla fine, ma almeno avrete fatto una provvista accettabile, non come la mia che sta per dissolversi miseramente.

La ricetta viene da un libro che ora non ho più sottomano, un volumetto interessante, venduto anni fa con Famiglia Cristiana che io ho rintracciato su una bancarella al mare a qualcosa come 1 euro. Idee carine e non scontate per conserve dolci e salate, ma visto il tipo di reperimento mi ispirava pochissima fiducia. Alla fine invece non so, sarà un caso, sarà a fortuna del principiante, ma questa a me è venuta perfetta.

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Confettura di castagne alla vaniglia
  • castagne o marroni 1 kg
  • sale grosso
  • alloro 1 foglia
  • zucchero 750g
  • esstratto di vaniglia 2 cucchiaini o vanillina 2 bustine
  • sassolino 1 bicchierino

Riempire di acqua una pentola capiente, salarla con una manciata di sale grosso, inserirvi una foglia di alloro e portare ad ebollizione. Nel frattempo lavare e incidere le castagne.
Quando l'acqua avrà raggiunto il bollore versarvi le castagne e lasciarle cuocere per circa un ora. Scolarle, sbucciarle con un coltellino affilato e privarle con attenzione della pellicina.
Versare in una pentola mezzo litro di acqua, unirvi lo zucchero e portare a ebollizione a fuoco basso, mescolando per farlo sciogliere. Abbassare poi la fiamma e proseguire la cottura finchè lo sciroppo si sarà addensato e formerà delle grosse bolle. Togliere dal fuoco e far intiepidire.
Nel frattempo passare le castagne al passaverdura o allo sciacciapatate e aggiungervi la vaniglia. Versare la purea in pentola e mescolando aggiungervi lo sciroppo. Rimettere sul fuoco a fiamma bassa e cuocere per un ora circa. Quando la preparazione avrà raggiunto la giusta consistenza, spegnere, lasciare intiepidire e  profumare col liquore. Invasare, chiudere ermeticamente e sterilizzare.
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idee per gustarla:
- spalmata sul pane come una nutella più sana e più buona
- qualche cucchiaiata in una tazzina o pirottino con sopra una spruzzata di panna montata e una spolverata di cacao: il dessert più rapido del mondo
- mescolata allo yogurt bianco magro per una colazione o merenda nutriente e appagante
- per farcire un'ipercalorica e consolatoria crostata
- per arricchire il ripieno dei tortellini di Natale
- per inventare ravioli dal ripieno fantasioso, per esempio abbinandola al pesto di zucca
- .....altre?!

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Infine, da totale estimatrice di castagne, marroni e affini non posso non approfittare di questa ricettina per contribuire ad una raccolta completamente castagnosa, Sapori d'autunno: Le castagne di Farina, lievito e fantasia.

lunedì 25 ottobre 2010

GtwoKitchen: they love food!!

A volte mi viene voglia di mettere da parte per qualche giorno la nostra collaudata bi-tri-settimanale routine foto-spiegazione-ricetta. Non perchè mi manchi la voglia di cucinare, anzi, l'archivio in questi giorni è praticamente saturo, ma ogni tanto penso che l'ordine collaudato e ripetuto da anni dopo un po' possa stufare sia me che voi. (e farmi arrivare prima o poi a mollare tutto...ma questo è un altro discorso...)
Insomma avete capito, oggi niente ricetta.
Sopattutto perchè cè qualcos'altro di cui vorrei parlare.
Perchè penso che a volte nel nostro piccolo-grande mondo dei blog di cucina succedano cose che meritano davvero di essere raccontate. Perchè c'è in giro in progetto che merita molto di più di un misero bannerino a lato dell'home page.
Si tratta di questo.

Credo che chuinque bazzichi a qualsiasi titolo nel foodblog mondo sappia già perfettamente di cosa si tratta, e credo anche che sfogliare un numero di questa rivista sia sufficiente per capire già da soli buona parte di quello che c'è dietro, ma due parole voglio spenderle comunque.
GtwoKitchen (love*food)2 è una neonata rivista di cucina on-line nata dall'idea di Genny e  subito supportata da Giulia, realizzata poi attraverso il coinvolgimento e la collaborazione di molte altre figure, soprattutto food blogger ma anche non. (alla faccia di chi dice che siamo tanto brave  boicottarci e a metterci i bastoni tra le ruote a vicenda :)).
Un progetto che nasce dalla voglia di mettersi in gioco. Di mostrare e dimostrare chi c’è dietro un blog di cucina, di lavorare insieme attorno a uno stesso tema, per declinarlo secondo i profumi e i sapori delle nostre case, sparse per il mondo. Quello che di solito facciamo da sole sui nostri blog, oggi e qui lo vogliamo fare per creare qualcosa insieme.Che ci piaccia. E che speriamo vi piaccia.
ci dice Genny nella presentazione del progetto.

E' un lavoro praticamente a livelli professionali, perfetto e curatissimo anche nella grafica, e soprattutto un numero di pagine che ti fa dire "ma come fanno?", insomma oltre ai singoli blog personali che richiedono attenzoni quotidiane, lavoro, studio, pargoli, mariti e incombenze ce li avranno pure loro, no?
Eppure sono riuscite, e sembrano fermamente intenzionate a continuare a farlo, a creare qualcosa di unico, ricco, intenso e piacevolissimo.
E' un posto virtuale in cui tra una gita enogastronomica, un giro per i mercatini londinesi con Carolina, due lavoretti nell'orto con Claudia e un bel po' di serrate cooking sessions con le altre sembra davvero di staccarsi per un attimo dalla realtà ed entrare in un mondo perfetto.
.

Insomma sfogliatelo, scaricatelo, leggetelo e gustatelo, è puro piacere.
E il mio augurio per le straordinarie autrici* (oltre ovviamente a quello di ricevere vagonate di proposte di collaborazione e sponsors:)) è che non vi scenda mai questo incredibile, contagioso entusiasmo.

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ALICIA MAñAS  (http://erborina.blogspot.com/ e  
ELGA CAPPELLARI (http://www.semidipapavero.net/)
ALESSANDRA GENNARO (http://www.menuturistico.blogspot.com/
CAROLINA CENNI (http://www.semplicementepeperosa.com/)
CHIARA BIAGIONI (http://www.kiabia.it/)
CLAUDIA SCARPALEGGIA

venerdì 22 ottobre 2010

Risotto zucca e balsamico


Ecco, adesso non è che voglio mettermi qui a insegnare alle masse come si fa il risotto. Anche perchè per anni ho nutrito verso questo piatto una specie di timore reverenziale come raccontavo qui , una certa paura che ogni volta che decidevo di farlo per ospiti mi portava sempre a ritrattare. Non sono quindi per niente esperta in questo campo, tanto che di solito, nonostante tutte le mie velleità da foodblogger alla fine del risotto se ne occupa sempre la parte maschile della coppia. 
Però ogni tanto mi cimento, anche perchè il mio famoso faldone blu straripa di invitantissime ricette di risotti tutti da provare, gorgonzola e pere, mele e lattuga, mirtilli e speck e altre meraviglie.
E stavolta una cosa la posso dire. Posso dire che da neo estimatrice (ma ormai già quasi dipendente) della zucca, l'abbinamento con un buon aceto balsamico ben invecchiato e denso è davvero di soddisfazione. 
E.... piccolo trucchetto: se la zucca non è di quelle particolarmente dolci, un cucchiaino da caffè di zucchero messo di nascosto subito dopo aver spento il fuoco renderà il contrasto con l'aceto ancora più interessante.

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Risotto zucca e aceto balsamico
  • 1 bicchiere colmo di riso carnaroli
  • polpa di zucca cruda e tagliata a dadini 300g
  • vino bianco secco un goccio
  • brodo vegetale 750 ml circa
  • 1 cipollotto
  • sale
  • parmigiano reggiano 4 cucchiai
  • aceto balsamico 
Sciogliere in una casseruola una noce di burro (anche se io sono sacrilega e uso sempre l'olio), farvi appassire il cipollotto tagliato a rondelle per qualche minuto. Aggiungere i dadini di zucca e farli rosolare qualche minuto, poi alzare la fiamma, aggiungere il riso, tostarlo e poi sfumarlo con un goccio di vino bianco secco. Iniziare pian piano ad aggiungere il brodo mantenuto sempre caldo e portare a cottura. Spegnere, salare se necessario e zuccherare e mantecare col parmigiano. Se vi sembra che il sapore della zucca non si senta abbastanza, basterà un pizzico di zucchero per esaltarlo. Prendere i piatti o le fondine, stendervi sopra un filo di balsamico e appoggiare poi qualche cucchiaiata di risotto. Completare con un'altra goccina di aceto sulla superficie.
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mercoledì 20 ottobre 2010

Piccole cose belle: la mia prima volta su carta

Era praticamente dagli albori del blog che immaginavo, anzi possiamo tranquillamente dire sognavo, di vedere un giorno il mio nome, il mio url, una mia ricetta e, esagerando, magari anche una mia foto stampati su qualcosa.
Qualcosa nella fattispecie che potesse uscire dalla cerchia dei miei amici e familiari, che andasse al dilà dei libretti in stampa praticamente casalinga e dei calendari ricettistici che distribuisco ogni Natale a una ventina di malcapitati che ormai ne hanno piene le librerie e non solo.
Insomma  sognavo qualcosa con un minimino di diffusione.
E questo mese un piccolissimo passo in questa direzione posso dire di averlo realizzato.
Ultimo Appello è' solo una free press a diffusione cittadina, legata al mondo universitario e giovanile di Parma, che puoi sfogliare qui.
Ma la ricetta c'è, nome e indirizzo del blog pure, e, alla fine hanno esagerato, anche una mini foto.

La ricetta è semplicissima e basilare, giusto per non attirarmi fin dal primo numero le ire dei lettori, principalmente studenti, per colpa di ricette troppo lunghe o complicate o dal dubbio risultato. Anche per testare un po' la reazione. Se poi la cosa va, mi sbizzarrisco nei prossimi mesi, dato che la cosa dovrebbe avere un andazzo abbastanza continuativo. Vedremo :)


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Linguine gamberi, zucchine e formaggio fresco

Per 4 persone
  • Linguine 320g
  • 1 scalogno
  • Code di gamberi o mazzancolle una trentina
  • Zucchine scure 3
  • Formaggio fresco tipo philadelphia 150g circa
  • Vino bianco secco 150 ml
  • Brodo per bagnare
  • Prezzemolo
  • Olio extravergine d’oliva
  • Sale, pepe
Sgusciare le code di gambero e privarle del filino nero sotto l’acqua corrente (se usate quelle surgelate acceratevi che siano scongelate completamente). In un padellino far soffriggere uno spicchio d’aglio in un po’ d’olio per qualche minuto. Aggiungere le code di gambero ben asciugate con uno scottex, farle rosolare qualche minuto su fiamma viva poi unire il vino bianco e far evaporare. Una volta evaporato, spegnere e mettere da parte.
Lavare e spuntare le zucchine. Tritare fine lo scalogno e farlo appassire in una padella ampia o in un saltapasta con 4 cucchiai di olio extra-vergine di oliva.  Aggiungere le zucchine  grattugiate con una grattugia a fori grossi e farle appassire leggermente, bagnandole appena con un goccio di brodo. Cuocerle per 5 minuti.
Aggiungere i gamberi  precedentemente saltati e far cuocere insieme ancora per qualche minuto. Salare e pepare.
Nel frattempo cuocere al dente le linguine, scolarle rapidamente e farle saltare insieme nel tegame con gli altri ingredienti . A fuoco spento, aggiungere il formaggio fresco spezzattato, due cucchiai di olio a crudo e il prezzemolo tritato. Mescolare finchè tutti gli ingredienti non saranno ben amalgamati, impiattare e servire.

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lunedì 18 ottobre 2010

Tante (vostre) ricette per un nastro rosa

Anche a chi aveva partecipato sarà ormai passato di mente. La vecchia raccolta in rosa, che organizzai ormai più di un anno fa e che non aveva ancora visto la luce sotto forma di un pdf organizzato con tutte le vostre ricette.
Non lo so bene perchè, forse perchè le ricette arrivate furono alla fine talmente tante da mandarmi in crisi al momento di riordinarle, forse perchè le 8 ore al giorno che già trascorro al computer mi erano già più che sufficienti una volta arrivata a sera, non so.
Poi però successo qualcosa che mi ha fatto tornare la voglia di riprendere in mano tutto. Un giro di mail tra blogger di food e femminili, e subito la sensazione che tutti i nostri piatti rosa potessero servire a qualcosa di più che non ad ispirarci a vicenda in cucina.
Postare in rosa, a blog unificati, in un giorno scelto insieme durante il mese di ottobre, dedicato dalla LILT alla prevenzione del tumore al seno.
Parlai di questo argomento anche l'anno scorso, seguendo l'invito di Alex e rimasi molto impressionata dai commenti e dalle mail che seguirono. Persone sconosciute che mi raccontavano la loro storia pesantissima e triste. Questo mi ha fatto capire una cosa, che bisogna parlarne, parlarne e parlarne, confrontarsi, scambiarsi opinioni, esperienze e suggerimenti.
Ed è quello che nel mio piccolo voglio contribuire a fare, diffondendo questa raccolta di vostre ricette, e unendomi al coro dei blog in rosa per ribadire ancora una volta l'importanza della prevenzione.


la nostra raccolta di ricette
tutte le informazioni sulla campagna Nastro Rosa

sfoglia in anteprima!

sabato 16 ottobre 2010

WBD 2010: treccia morbidissima


Oggi eccezionalmente si posta anche se è sabato.
Oggi pane....
Un pane per il World bread day di Zorra.
L'iniziativa, ispirata al World bread day orginale istituito dall'UIB (International Union of Bakers and Bakers-confectioners), prevede che tutti i blogger si attivino per pubblicare in un determinato giorno una ricetta di pane, oppure anche solo una foto, o una storia, anche un pane comprato va bene, insomma il dettame è un post panoso, poi tutto il resto sta alla fantasia dei partecipanti. Per dare almeno una volta all'anno l'opportunità di parlare e far parlare di pane, di chi lo fa, della sua storia. 

Ho iniziato a pensarci da diverse settimane, ma il tempo per sperimentare non c'era. Si sa, il pane richiede tempo e pazienza, soprattutto quando si vogliono provare nuove farine il cui comportamento in lievitazione è ancora un mistero,  e io fino a ieri non ho avuto ne l'uno ne l'altra. Dovevo sceglierne una, una sola, e postare quella comunque venisse.
Per cui, tra ipotetici pani dalle mille farine, dalle forme così complicate che senza come minimo un tutorial video non c'era verso di riuscirci, ho scelto di semplificare. Di postare un pane di quelli un po' "universali", aperto a tutte le personalizzazioni, farciture, sperimentazioni, sia dolci che salate. Ovviamente nella sua forma più classica, tradizionale e bella, la treccia.
Un pane "vero", esattamente quello di cui ho voglia quando ho voglia di Pane.
Pronto in meno di due ore totali tutto compreso.

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Treccia morbidissima (dal calendario 2010 di Paneangeli)

1 bustina di lievito secco attivo (tipo Mastro fornaio)
acqua tiepida 225-250 ml (37-40°C)
farina bianca 400g
zucchero 10g (=2 cucchiaini)
sale 1 cucchiaino raso
olio d'oliva 4 cucchiai

Setacciare la farina in una ciotola ampia e mescolarvi il lievito, il sale e lo zucchero. Al centro praticare una buca, versarvi l'olio e amalgamare il tutto con una forchetta, aggiungendo un po' per volta l'acqua tiepida. Lavorare l'impasto sul piano del tavolo leggermente infarinato per almeno 10 minuti, allargandolo con i pugni chiusi, riavvolgendolo e sbattendolo sul tavolo fino al completo assorbimento del liquido. Rimettere l'impasto nella terrina infarinata, coprirlo con un canovaccio umido e porlo a lievitare in luogo tiepido (io solitamente lo metto nel forno portato a 50° e poi spento), fino a quando il suo volume sarà raddoppiato, ci vorrà circa 1h. Sul piano infarinato dividere l'impasto in tre parti, formare con ognuna un rotolo lungo 30 cm e intrecciare i rotoli tra loro. Trasferire la treccia sulla placca foderata di carta da forno. Porre a lievitare nuovamente in luogo tiepido per 20 minuti. Cuocere per 35-40 minuti nella parte media del forno preriscaldato a 200°.
Durante la cottura porre nel forno una ciotolina piena d'acqua.

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World Bread Day 2010 (submission date October 16)
 yes, I baked!

....ancora in cerca di idee??
- il mio pane per il WBD 2009
pane francese con MDP
- tutti i pani del 2009
roundup 2009

giovedì 14 ottobre 2010

Torta di uva bianca con farina di mais, e da qualche parte si parla di me


"Una torta con farina di mais fioretto, olio di oliva, frutta asprigna e che si assembla nel tempo necessario a portare il forno a temperatura. Una torta ideale, per me.
Così, semplicemente, questa tortina era introdotta nel blog in cui l'ho scovata. Quelle due righe mi sembravano proprio come se le avessi scritte io. L'ho fatta immediatamente, attenendomi un po' di più questa volta alla stagionalità e sostituendo solo grossi acini di uva bianca, che tra l'altro è ben poco sfruttata nei dolci,  alle più estive albicocche.
Le dosi sono per 6 massimo 8 porzioni, insomma in meno di tre colazioni va via, in uno stampo piccolino imburrato e infarinato.


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Tortina di uva bianca con farina di mais e olio (ricetta base tratta da qb)
  • 1 grappolo di uva bianca ad acini grossi
  • 120 g farina 00
  • 50 g farina di mais fioretto (io ho usato quella da polenta, più grossolana)
  • 80g zucchero non raffinato fine
  • Un pizzico di sale
  • Mezzo cucchiaino di lievito per dolci
  • La buccia grattugiata di un limone
  • 1 uovo + 1 tuorlo
  • 60 ml di latte
  • 50 ml olio di semi + 50 ml olio EVO leggero
  • 1 cucchiaino di essenza naturale di vaniglia o una punta di coltello di semi di vaniglia
Portare il forno a 180° Mischiate le farine, lo zucchero, il lievito, il sale e il limone.
Mescolare le uova, il latte, l’olio, il latte e la vaniglia. Aggiungere il liquido alla farina e mescolare velocemente e brevemente. Versare il composto nella teglia e stenderlo o usando una spatola/coltello oppure o le mani infarinate: molto più semplice. Collocare gli acini d'uva tagliati a metà e privati dei semi a faccia insù, evitando che tocchino i bordi. Spolverizzarli con dello zucchero.
Cuocere per circa 45 minuti (prova stecchino).
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Note:
- ottima tiepida con gelato alla vaniglia, il giorno dopo diventa un po' più asciutta ma è perfetta per colazione
- dice l'autore che al posto dell'olio è possibile usare anche il burro, sciolto e freddo, da spennellare anche sulla frutta prima di infornare.


E poi...uhm...non so se qualcuno per caso ieri se n'è accorto girovagando, insomma ieri per la prima volta da qualche parte qualcuno ha parlato (anche piuttosto bene) di me, di queste pagine, delle mie amatorialissime e raffazzonate foto, e della mia "passione". E' stato bello, bello come, come, come...come non lo so!
R2M è un'enoteca online specializzata nella vendita di vino, champagne, whisky, rum, grappa, birra e altri distillati provenienti da più parti del mondo, con particolare attenzione per i prodotti Italiani. 
Da qualche tempo al sito internet aziendale è associato anche un piccolo blog che al ritmo sostenuto di 1-2 post al giorno tiene aggiornati sulle novità in vendita ma soprattutto ricerca ricette e consigli, in cucina e per gli acquisti, e, ancor più soprattutto, una volta alla settimana presenta un foodblog :) e stavolta è toccato a me.

Per saperne di più:

martedì 12 ottobre 2010

Quiche fuori stagione

Certe voglie giù di stagione ogni tanto vanno assecondate. Specialmente ai primi freddi che sono notoriamente quelli che si sentono di più, specialmente quando stai per trovarti, di nuovo, a casa e senza lavoro, per l'ennesima volta.
Intendo per esempio quando ti viene una voglia, irresistibile, di asparagi in ottobre. 
Per fortuna in quanto a freezer mi ritrovo sempre abbastanza fornita per cui me la sono potuta togliere nell'immediato. Con la solita, classicissima, quiche asparagi e gamberetti, ma con una crosta un po' diversa e più saporita.
La pasta base è quella della famosa ricetta "tupperware", ovvero metti alla rinfusa tutti gli ingredienti in una ciotola ermetica, agiti giusto quei due minuti un po' in ondulatorio un po' in sussultorio, un'impastata veloce ed è pronta. 
Come vedete non mi sono data troppo da fare sull'estetica, volevo solo qualcosa di caldo e abbastanza profumato da accogliere già dall'inizio delle scale chi tornava dal lavoro.

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Quiche asparagi e gamberetti con crosta al sesamo

pasta:
  • 250 gr farina
  • 100 ml olio e.v.o. (io ne uso 80 altrimenti viene molto molto unta)
  • 100 ml acqua tiepida
  • 1 cucchiaino di sale
  • 1 cucchiaino di lievito per torte salate
  • 1 manciata abbondante di semi di sesamo
ripieno:
  • code di gamberi una ventina
  • asparagi surgelati 250g
  • uova 1
  • panna 150 ml
  • crescenza 150 ml
  • 1 spicchio d'aglio
  • sale, pepe, noce moscata, erba cipollina
Mettere gli ingredienti per la pasta in una ciotola ermetica e, chiudendo il sigillo, ruotare la ciotola prima in senso rotatorio e poi sussultorio. Aprire e finire di impastare con le mani.  Se non avete il sigillo della ciotola impastate direttamente con un mestolo e poi con le mani.
Stendere in uno stampo di circa 24 cm di diametro tenendo da parte una pallina per le strisce e riporre in frigorifero.
Buttare gli asparagi non ancora surgelati in una pentola di acqua bollente salata, lessarli per 10 minuti al massimo poi scolarli e metterli da parte.
Pulire i gamberi sotto l'acqua corrente. In un padellino far soffriggere uno spicchio d'aglio in un filo d'olio, buttare i gamberi puliti e rosolare per pochi minuti, volendo si possono sfumare con un goccio di vino bianco secco. Salarli e metterli da parte.
In un piatto fondo sbattere la panna con la crescenza, aggiungere poi l'uovo e amalgamare con la forchetta. Salare, pepare e profumare con noce moscata ed erba cipollina.
Versare questa crema nel guscio di pasta, coprire con gli asparagi e i gamberetti affossandoli leggermente.
Infine, tagliare con la rotellina 6-8 strisce dalla pasta tenuta da parte prima e disporle a griglia sulla superficie.
Infornare a 180° per 40-45 minuti. Il colore dorato e soprattutto il profumo vi segnaleranno da soli il momento di sfornare.
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venerdì 8 ottobre 2010

Clafoutis (definitivo) aux pommes


L'altro clafoutis dolce mi aveva soddisfatta si e no. Il buono era merito più che altro delle mie amarene, piccole, chiare e bruschissime. 
Questo invece mi ha presa al 100%. E in effetti non avrei dovuto dubitarne neppure per un attimo visto che lei si rivela sempre una garanzia. Estetica prima di tutto, ma altrettanto come qualità.
Lo stampo usato era troppo largo perchè in una certa casetta ancora tutta maschile per ora solo quello c'è,  e l'effetto immersione nel morbido è stato per questo un po' smorzato, ma poco importa. 
E' una ricetta fantastica. Ci vuole un attimo, provatela.

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Clafouts aux pommes (ricetta base tratta da La Ciliegina)
  • 3 mele granny smith (più la frutta usata è aspra più l'accostamento rende bene)
  • una manciata di uvetta ammollata nel vostro liquore preferito
  • 3 uova grandi
  • 100g di zucchero di canna
  • 40g di farina
  • 40g di maizena
  • 40g di farina di mandorle (facoltativo)
  • 300ml latte intero
  • 2 cucchiai di panna fresca
  • estratto di vaniglia a piacere
  • 1 pizzico di sale burro per imburrare la teglia

Preriscaldare il forno a 180C°.
Sbucciare le mele e tagliarle a dadoni, disporle poi sul fondo di una tortiera precedentemente imburrata. insieme all'uvetta. Montare le uova con lo zucchero, aggiungervi la vaniglia, il sale, le farine e, per ultimi, il latte e la panna; lavorare il tutto fino ad ottenere un composto perfettamente omogeneo. Versare la pastella ottenuta nella tortiera e infornare il clafoutis per 40-45 minuti circa: quando è bello gonfio e dorato, è pronto. Cospargere il clafoutis con dello zucchero di canna e portare in tavola tiepido.
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Una segnalazione per blogger e non e aspiranti tali se ce ne sono: SMILLA è un nuovo magazine on line che offre una rassegna stampa quotidiana degli articoli pubblicati su siti di informazione e blog dedicati al mondo della cucina. Come buona parte degli altri aggregatori, estrapola per ogni articolo uno snippet (breve riassunto) fornendo così a chi legge una notizia incompleta, che può essere letta nella sua versione integrale solo seguendo il link apposto alla fine, quindi approdando sul nostro blog. 
Non so sinceramente che livello di copertura ed espansione potrà arrivare ad avere questo (ennesimo?) aggregatore, ma mi sembra chiaro e fatto bene, per cui io intanto mi ci sono iscritta :)
Per aggiungere anche il vostro blog, cliccate qui.

Un'altra segnalazione: si è concluso il 21 settembre il bel contest de Il Gatto Goloso sui cereali integrali in collaborazione con Prometeo Urbino. Da oggi è possibile votare la vostra preferita, io l'ho già fatto, e voi?

mercoledì 6 ottobre 2010

Piante, animali, cibi perduti e ritrovati


Piante e animali perduti. Ogni anno a fine settembre a Guastalla (RE).
E come già l'anno scorso non me lo sono fatta scappare.
Anche quest'anno numerosissimi espositori enogastronomici, mozzarelle intrecciate davanti ai nostri occhi, gare di canto tra galli e zucche giganti su cui sedersi per una foto di rito.


E se anche voi amate perdervi, nei vosti sabati e domeniche, in questi piccoli mondi, consultate il sempre aggiornato elenco delle manifestazioni del mese di Alex.
Buon girovagare.

lunedì 4 ottobre 2010

Un dono di natura


Rinvigorita nell'autostima blogghistica come sempre quando succedono queste cose, qualche giorno fa ho ricevuto anche io il pacco regalo di Orto Cori.
L'azienda della provincia di Latina ha scelto di mandare a 100 foodblog italiani selezionati una piccola collezione dei suoi prodotti, e mentre io pensavo di ricevere i soliti funghetti o giardiniere l'apertura del pacco è stata una sorpresa notevole, prodotti particolari, salsa tartufata, zucca alla brace, e per quel che ho provato fin ora decisamente buoni.
Dopo 3 giorni di tentazione, in cui ho dovuto fare veramente uno sforzo per non pensare a quella scatola e al suo contenuto, finalmente è arrivato il week end, e con lui qualche santa ora di tempo per assaggiare e provare un primo piccolo e per la verità abbastanza ovvio esperimento.
Come si fa a ritrovarsi in casa un barattolo di crema tartufata e a non avere voglia di utilizzarlo immediatamente per un piatto di tagliatelle?! Eh!


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Tagliatelle champignon, frutta secca e crema tartufata
x2

tagliatelle all'uovo 4 nidi
champignon 200g
aglio 1 spicchio
olio, prezzemolo
vino bianco secco 
salsa tartufata Orto Cori
mandorle e pinoli una manciata
sale, pepe bianco

Tritare grossolanamente le mandorle poi passarle insieme ai pinoli per qualche minuto in un padellino antiaderente finchè non inizieranno a dorarsi. Mettere da parte.
Pulire i funghi eliminando la terra con un coltellino e passandoli con un panno appena inumidito. Tagliarli a metà per il lungo poi a fettine di 3-4 mm di spessore. In un'ampia padella scaldare 6 cucchiai di olio con lo spicchio d'aglio e un po' di prezzemolo tritato, facendo soffriggere per qualche minuto. Alzare la fiamma e buttare i funghi. Rosolarli, poi sfumare con un goccio di vino bianco. Lasciar evaporare poi coprire e lasciar cuocere per 15-20 minuti, eventualmente bagnando con un pochino di brodo vegetale. A fine cottura salare e pepare. 
Lessare le tagliatelle, scolarle e versarle nella padella dei funghi. Aggiungere olio a crudo finchè non saranno ben condite, prezzemolo, e crema tartufata sufficiente a ricoprire un po' tutta la pasta in modo omogeneo (il sapore non è molto intenso). Completare con una macinata di pepe bianco e con la frutta secca tostata.
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Per conoscere l'azienda: il sito Orto Cori.
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