sabato 27 novembre 2010

Pacco Caffarel #2


Sempre in tema natalizio (mi sa che ormai è troppo tardi, non ne usciamo più), ve ne voglio raccontare un'altra. Vi ricordate a Pasqua, quando la Caffarel mi aveva mandato quel kit con l'uovo e tutti i ciappettini per colorarlo e decorarlo? Beh, non so se si era capito ma la cosa mi aveva fatto davvero un casino piacere, era la prima volta che ricevevo un "regalo" in quando blogger e, pur consapevole che alla fine in queste cose ci guadagnano sicuramente più loro di noi, andavo comunque nel mio piccolo orogogliosa di quel pensiero, infondo era roba gratis, roba buona, di marca, ricevuta al solo prezzo di provarla per una ricetta e pubblicare ricetta e foto sul blog.
Quindi potete immaginare che il fatto che abbiano deciso di riproporre l'iniziativa anche in veste natalizia non mi sia dispiaciuto affatto...anzi...quando le iniziative sono serie, e le agenzie che se ne occupano  riescono a trattarti in qualche modo come una persona e non come un numero buono solo per analisi di marketing, partecipare a queste cosine diventa un piccolo piacere a cui non vedo la ragione per rinunciare.
Il "pacco", che in realtà e poi una bella e capientissima scatola di latta che sembra veramente di una volta, contiene:
- 1 tavoletta di cioccolato fondente 57%
- 1 tavoletta di cioccolato fondente 70%
- diversi elementi decorativi per l'albero di cioccolato al latte (di quelli pieni, specifico, non quelli vuoti che si spaccano subito e che in bocca danno poi la stessa debole soddisfazione di un kinder sorpresa)
- 1 tubetto di crema di cioccolato fondente per decorazione (o per essere strizzato direttamente in bocca in momenti di sconforto :)
In realtà non ho al momento tempo di realizzare una ricetta appositamente con i prodotti ricevuti, e non so nemmeno se entro Natale avrò effettivamente questo tempo, insomma si lo ammetto le poche ricette che pubblico in questo periodo sono tutte ripescate in archivio ahimè. Per questo ho optato, nel frattempo, per un piccolo revival, andando a rispolverare i link di alcune vecchie ricette al cioccolato, di dolci che potrebbero essere realizzati proprio con queste buonissime tavolette fondenti per Natale.

****Idee al cioccolato****


Nel frattempo cercherò di ingegnarmi per inventare qualcosa, speriamo.
Intanto, per curiosare, tutte le altre idee regalo Caffarel le trovate qui.

(White) Christmas Inspirations

...aspettando il Natale

Non so voi, ma io ogni tanto, quando ho tempo e quando mi voglio rilassare, dopo il cucinare e dopo la lettura ho un terzo passatempo preferito. Fare ricerche immagini in internet. Scegliere un argomento che mi gira in testa in quei giorni, andare su Google, su flickR, su Getty Images e guardarle, e sfogliarle, provando tutte le combinazioni di parole e le chiavi di ricerca possibili, fino a riempirmi gli occhi di cose bellissime. 
Ultimamente, causa pochissimo tempo a disposizione per sperimentare realmente ricette in tema, nelle mie ricerche va alla grande il Natale, in tutte le sue declinazioni. Perchè già ci penso, e tanto, perchè è l'unica festa che la follia collettiva per regali assurdi e costosi non riuscirà mai a rovinare e sminuire, perchè, infondo, è l''unico vero giorno speciale dell'anno, e il giorno in cui ci si può sfogare producendo chili di biscotti e trascorrendo ore nella loro decorazione senza che nessuno ti dica "ma poi chi se la mangia tutta quella roba lì?" e "nooo, ancora dolci?". 
Le ispirazioni che sto cercando quest'anno sono tutte rigorosamente sui toni del bianco, facendo solo qualche piccola eccezione per piccoli tocchi di rosso, azzurro, giallino. 
Questi sono solo alcuni degli spunti trovati su Getty....











...e intanto qui, super attrezzati, aspettiamo la neve.
Buon Week End

domenica 21 novembre 2010

Solita torta, ma in versione autunnale


Dolci dolci dolci, farei solo dolci in questo periodo, mandando bellamente all'aria tutti i buoni propositi di un novembre depurativo in previsione di un dicembre senza noiose restrizioni. Niente da fare. Cucino solo dolci e mangerei solo dolci (si, sono proprio di quelle che se sono a pranzo da sole una enorme fetta di crostata a pasto è proprio il massimo) e non ho voglia di cucinare altro. Non lo so, sarà che c'è un po' d'ansia nell'aria perchè da domani comincia un percorso nuovo e speriamo il più lungo possibile, sarà che per me la supermassima soddisfazione in cucina può essere data solo da un dolce veramente ben riuscito, ma è così.
E poi un'altra cosa che adoro fare è, una volta trovata una ricetta buona e interessante, sperimentarne millemila varianti.
Infatti questa è forse l'ennesima ripresa di questa, particolare perchè sta su tutta da sola senza burro nè uova, arrichita stavolta da un po' di farina di castagne, per ambientarla alla stagione, per renderla più calda e avvolgente.

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Dolce di castagne, cacao e pinoli

cacao amaro 45g
zucchero 180g
farina 50g
farina di castagne 150g
latte 250 ml
pinoli 20g
gocce di cioccolato una manciata
lievito per dolci 1 bustina


Settaciare le farine in una ciotola. Aggiungere lo zucchero, il cacao amaro, il lievito e le gocce di cioccolato. Mescolare e aggiungere il latte poco alla volta fino ad avere una consistenza cremosa. Mescolare per bene. Versare in una tortiera imburrata e infarinata e distribuire sulla superficie i pinoli. Cuocere in forno caldo a 180 gradi per circa 20 minuti.
Sfornare la torta, farla raffreddare completamente prima di sformare e tagliare.

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lunedì 15 novembre 2010

Tortini di carote "concentrato di bontà"


"Concentrato di bontà" è il titolo che Silvia ha dato a questa sua vecchia ricetta di famiglia, pubblicata poi anche sul calendario di Cookingshop del 2010.
Prima di tutto, io invidio profondamente tutti quelli che le ricette di famiglia ce le hanno in grammi, unità di misura che invece da queste parti deve essere scoperta abbastanza recente, sostituita fino praticamente a ieri da cucèer, bicèr, e scodèli o ancora peggio, da quantità stabilite a sorta espressione dialettale tipica della bassa reggiana che significa più o meno "a sentimento".
E poi, con un titolo così come fa a non venire voglia di sperimentarla? Tanto più che ci vuole veramente un attimo, la parte più difficile e lunga, giuro, è grattugiare le carote. Una ricetta dai mille plusvalori: si riassume in due righe, si prepara in un attimo, si cuoce in forno da sola, fa mangiare le carote anche a chi non le ama particolarmente, anche ai più piccoli, facendole diventare belle profumate e giocose, è originale, fa figura, va bene sia da antipasto che da secondo vegetariano.
Ti da quella piacevole sensazione di aver cucinato qualcosa di genuino pur avendoci messo lo stesso tempo che avresti impiegato a riscaldare qualcosa di pronto.
E questo per me è sempre bellissimo e gratificante.



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 Tortini di carote "concentrato di bontà" (ricetta di Silvia-Basilico e Pinoli)

- carote grattugiate 1\2 kg
- taleggio o gorgonzola a dadini 100g
- uova 2
- panna fresca 40 ml
- parmigiano reggiano (io ne ho messe 4 cuchiaiate)
- sale

Unire tutti gli ingredienti, mescolare bene e col composto riempire 8-10 stampini in alluminio* monoporzione imburrati e infarinati.  Infornare a 180° per circa 25 minuti.

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*Silvia consiglia gli stampini in alluminio, io non avendoli ho usato quelli da muffin in silicone. Vengono bene comunque, ma anche se sono in silicone vanno comunque unti perchè essendo il composto pochissimo grasso rischierebbe di attaccarsi anche al silicone.

giovedì 11 novembre 2010

Torta sospiro di sollievo

Allora... fino ad un secondo fa ero convinta che fino a nuovo ordine non avrei pubblicato altri post, che non avrei scritto per un po'.
Il fatto è che mi viene un po' difficile in questi giorni scrivere di torte e dolcetti, difficile più che altro perchè tutti i miei pensieri sono rivolti in questi giorni da tutt'altra parte, a mille altre parti, alle mille cose che mi stanno succedendo, lavorativamente parlando, dopo mesi (a questo punto potrei dire forse anni) trascorsi senza niente di concreto all'orizzonte.
Anni "persi" tra agenzie e corsi dal costo esorbitante, colloqui e false promesse, intere giornate in piedi a far assaggiare marmellate ripetendo a menadito la storiella imparata a memoria, esperienze in gran parte negative e che mi hanno arricchita ben poco, arrivando persino a farmi dubitare se quello che volevo fare era quello che volevo VERAMENTE.
Però poi ho deciso di scrivere, perchè ora, ora che qualcosa sembra iniziare a girare, voglio condividere questa sensazione con voi.
Una possibilità un po' più concreta delle precedenti, un luogo di lavoro un po' più "umano", un po' più femminile, un po' più vicino a casa, un po' più attiente ai miei studi.
Da festeggiare con una torta leggerissima, come un tanto atteso sospiro di sollievo.
La ricetta l'ho scovata da Izn, che a sua volta l'ha presa da Marzia che a sua volta l'ha trovata sul bellissimo Cakes in the city.
Direi che dopo queste tre garanzie di dubbi sulla riuscita potevano essercene ben pochi, no?
Il bello è il colore bianchissimo dell'interno che ti stupisce non appena la tagli, il bello è che ricicli in modo rapido e utile gli albumi avanzati dall'ultima volta che hai fatto una quintalata di crema pasticcera, il bello è che la puoi farcire o glassare come vuoi, il bello è che è bella, buona, semplice, leggera ma appagante.
Come un sospiro di sollievo

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Torta di albumi e latticello

- 450 grammi di farina 00
- 350 grammi di zucchero grezzo
- 250 grammi di latticello fermentato
- 125 grammi di burro a temperatura ambiente
- 4 albumi d’uovo
- 1/2 bustina di polvere lievitante
- la buccia di un limone bio
- sale

Preriscaldare il forno in modalità statica a 150°C.
Imburrare e infarinare una tortiera apribile del diametro di 24 centimetri.
Lavorare insieme lo zucchero e il burro fino a che non diventeranno una crema molto chiara. Unire gli albumi uno a uno, aspettare che ognuno sia ben assorbito prima di unire il successivo. Aggiungere la farina setacciata con il lievito, poi il latticello e alla fine la buccia grattugiata del limone.
Versare nella tortiera e livellare il composto.
Infornare per un’ora circa, fare la prova stecchino oppure toccare con le dita la cima della torta per vedere se è ancora liquida dentro.
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lunedì 8 novembre 2010

Cadeaux


Si, lo so, è un po' presto ancora per mettersi a pensare a biscottamenti e impacchettamenti natalizi... Ma, complice l'uscita dello splendido libro di Sigrid, e la richiesta di Leda e Claudia di About Food per il contest di questa settimana, quest'anno ho anticipato ancora l'inizio di questo piacevole tran tran.
"Tutto ciò che si può regalare a Natale di goloso e originale preparandolo con le nostre manine" è' la richiesta di Leda e Claudia per il contest di questa settimana, e io per l'occasione ho deciso di rispolverare la mia scatolina magica, ormai utilizzata in mille modi sotto forma di bomboniera, scatola regalo per piccola bigiotteria e soprattutto per piccoli biscotti.
Si tratta di una scatolina moooolto molto semplice e assolutamente non nuova, ma adatta anche a chi non pasticcia quotidianamente con carta, colla e forbici, e non è ossessionato dai craft blog, ma che realizzata con carte diverse e chiusa con nastri colorati rende davvero bene, e ha quel fascino del semplice e del fatto a mano che a me piace tantissimo.
Io l'ho realizzata in bianco per rendere più chiara la spiegazione, ma si possono usare tutti i tipi di carta sottile, il massimo ovviamente lo dà la carta specifica da origami, sottile, lucida e resistente, ma anche carte grezze e grossolane possono dare un bellissimo effetto.


1. Partendo da un foglio A4 ricavare un quadrato. 
2-5. Su questo quadrato formare un reticolo di pieghe come da figura.
6-7. Prarticare poi 4 tagli in modo da ripiegare  due dei 4 angoli verso l'interno.
8. Riaprirli, ripiegare gli altri angoli sollevando le loro alette in modo da dare la forma di una semplice scatolina.
9. Riprendere gli angoli rimasti all'esterno e ripiegarli all'indentro, irrobustendo anche in questo modo la base della scatola.
Per comporre la scatola completa basta ripetere per due volte questo procedimento con due diversi fogli di carta, l'uno più piccolo dell'altro di circa 1 cm per lato (anche meno).
Le misure finali sono di 7,5 x 7,5 x 4 circa, e va benissimo per piccoli pensierini, minuscoli biscotti da accompagnare ad un bigliettino, ma ovviamente può essere realizzata in tutte le dimensioni.
Se si usa come contenitore alimentare ricordarsi di inserire i dolcetti in un sacchettino trasparente oppure di rivestire l'interno della scatolina con una carta impermeabile all'unto.

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I biscottini nella scatola sono una versione mignon dei Biscotti con limone e polenta, i primi che mi sono rimasti impressi la primissima volta che ancora tra gli scaffali della libreria ho sfogliato Regali Golosi.

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Biscotti con limone e polenta  (Da Regali golosi di Sigrid Verbert, pag. 12)

300 g di farina,
200 g di burro,
150 g di farina di mais,
150 g di zucchero,
4 tuorli,
la buccia grattugiata di 2 limoni,
una presa di sale.
Per circa 50 biscotti.

Montare zucchero, burro e scorza di limone con una frusta finché non si ottiene una crema di colore chiaro. Incorporare i tuorli, uno per volta. Aggiungere alla fine farina e sale. Impastare velocemente e formare una palla, avvolgerla nella pellicola e tenerla al fresco per 30 minuti. Stendiere l’impasto ad uno spessore di 4 mm, ritagliare i biscotti e cuocerli in una taglia a 200°C per una decina di minuti, finché non inizieranno a dorarsi.
 
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giovedì 4 novembre 2010

Zuppetta depurativa di prevenzione


Che cosa ne dite se prima di tuffarci a pesce nei burrosi pasticci natalizi ci concediamo una zuppetta leggerissima e depurativa? Prevenire dicono da sempre è meglio che curare, e poi se la prevenzione ha anche un minimo di gusto ancora meglio.  Poi in questi giorni umidi, scuri, con la fatica che sto facendo a prendere l'odiato ritmo del nuovo orario...
Per non parlare dei giorni che trascorro a fare promozione di prodotti di una nota catena di supermercati, giorni interminabili in cui mi hanno piazzato il mio bel banchetto esattamente tra due frigo, per la precisione carne avicola dietro le spalle e panna, latte fresco e mascarpone davanti al naso, proprio in modo che il freddo mi possa penetrare ben bene dentro tutte le ossa senza lasciare niente al caso.
Insomma urge roba calda, leggera e saporita, confortante senza sensi di colpa.
Non avevo mai pensato ad una vellutata di sedano.
Al massimo avrei potuto immaginare una roba liquida e bianco-verdastra senza alcun gusto particolare. Invece con l'aggiunta di una grossa patata, e la spinta di un buon olio aromatizzato (che doveva essere al tartufo ma che io avevo solo al peperoncino), ho trovato un modo di mangiare sedano a volontà, anche per chi non va matto per la sua consistenza o per quegli antipatici filamenti.
L'idea l'ho trovata appunto su uno dei miei giornali etichettati nella scatola "Natale", che da qualche giorno ho ripreso in mano e ricominciato a sfogliare: il numero di dicembre 2009 de "La cucina del corriere della Sera". Qui tra arrosti farciti di mille delizie, biscotti burrosissimi e dolci multistratificati hanno deciso di inserire, forse per dare un attimo di respiro, un capitolo sulle ricette leggere e veloci, davvero interessante.
E poi detto così tra noi è anche piuttosto utile per fare tanta plin-plin.

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Crema di sedano con olio aromatizzato (ricetta base tratta da La Cucina del Corriere della Sera, dicembre 2009)
  • sedano bianco 1 pianta piccola
  • patata 1 grande
  • cipolla 1
  • panna 100 ml (per la versone completamente light ho provato anche senza e viene comunque molto buona)
  • olio aromatizzato (tartufo, peperoncino...) 2 cucchiai
  • olio e.v.o.
  • sale e pepe
Mondare la patata e le cose del sedano e tagliarle a pezzetti. Sbucciare la cipolla, affettarla e farla appassire in una casseruola con 1 cucchiaio di olio e.v.o. per 6-7 minuti a fiamma bassa, mescolando spesso. Unire sedano e patata, dopo 3-4 minuti salare, bagnare con 1l abbondante di acqua e portare a ebollizione. Schiumare, regolare la fiamma al minimo e far cuocere per 30 minuti.
Frullare la preparazione o passarla al passaverdura, se fosse molto fluida farla restringere sul fuoco poi incorporarvi la panna. Distribuirla nei piatti fondi e completare con l'olio versato a filo.

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Bene, ora, dopo aver svolto i doveri salutistici, passo a segnalarvi un contest mooolto interessante.
Leda e Claudia, ideatrici e autrici della rivista on-line About Food, hanno indetto una serie di contest, con un ritmo abbastanza serrato, relativi all'inverno, alle feste e soprattutto al Natale. L'idea è quella di regalare ai vincitori l'opportunità di comparire con le loro ricette e foto proprio sulla rivista, che è sempre comunque una cosa carina e un bell'esempio di quelli che piacciono a noi di collaborazione proficua e serena tra foodblogger.
Questa settimana di parla di Pensierini e addobbi, e lo so che anche voi avete già in mano i nastrini e la colla a caldo, lo so che state facendo acquisti compulsivi di stampini, carta e stoffine, quindi dai, proviamo!





martedì 2 novembre 2010

Di quel pane nero che da piccola odiavo (e che oggi faccio in un attimo)


Questo è stato per me, per anni, solo quel pane poco invitante di cui i bambini tedeschi al mare a Rimini facevano inspiegabili scorpacciate.
Avete presente? Lo ricoprivano con dosi massicce di burro, marmellata e/o salumi e formaggi poco prima di buttarsi, in piena digestione come sempre, nell'acqua ancora fredda del mattino....
Mentre io, nonostante me lo trovassi tutte le mattine in bella vista nel buffet dell'albergo, non provavo nemmeno ad assaggiarlo, dal momento che oltretutto secondo me aveva anche un cattivo odore.
Poi non lo so quando e cosa è scattato, ma quel pane nero, rettangolare e umido all'interno è diventato uno dei miei preferiti, a colazione e soprattutto a tavola.
Non so dalle parti vostre, ma qua in giro si trova a malapena confezionato (credo della Cereal), solo nei supermercati più forniti e ad un prezzo così esagerato che subito non ci credi e hai la certezza di un errore del super,  poi scopri che quel panetto minuscolo costa davvero 4 euro e finisci irrimediabilmente per lasciarlo lì.
Così insomma mi sono messa alla caccia di una maniera un po' meno dispendiosa per risentire ancora una volta quel sapore. 
E l'ho trovata, come previsto, tra le farine/preparati per pane della Lidl marca Rivercote.


Quindi in pratica più che un post con ricetta questa è una "marchetta gratuita", per dirla alla Sigrid, ma vabè, quando le cose vengono, in fretta e bene, secondo me non c'è motivo per non segnalarle.
Se qualcuno ancora non li conoscesse...si tratta di preparati già contenenti sale, lievito, e in alcuni casi anche semini di zucca, girasole ecc. Pratiche, soprattutto se utilizzate con la MdP, buone e molto, molto economiche, (intorno all'euro per 1 kg) aggettivo di certo non adatto a tutte le altre farine integrali o di altri cereali. 
In pratica, richiedono l'aggiunta di sola acqua, e tutto è scritto nelle istruzioni sul sacchetto, sia con Mdp che senza. 
E garantiscono un figurone. 

 

Unico accorgimento, come ci spiega benissimo Alessia di Muffins Cookies e altri pasticci in questo post, il preparato va usato subito, appena acquistato, e soprattutto non deve rimanere aperto per più di due settimane, pena la disattivazione del lievito e tutto ciò che ne consegue.