venerdì 28 gennaio 2011

keep calm (and eat a cupcake)


Settimane o forse mesi che non si parla di ricette da queste parti, eppure stavolta proprio ci vuole. ci vuole qualche cupcake, cupcakes e muffin, la primissima cosa che mi viene in mente quando sento la voglia di cucinare farsi sempre più forte mentre il tempo manca.
Cupcakes e muffin, la ragione per cui mi alzo alle 7 anche il sabato mattina e ancora in pigiama e spettinata li preparo per la colazione.
...

3 lavori in 3 mesi, tanto che qualcuno mi ha chiesto come faccio al mattino a ricordarmi da che parte devo girare il muso della macchina quando esco dal cancello.
Sballottata tra speranze vere e presunte, e tra quello che devo e quello che invece vorrei fare, ho riscoperto il valore delle pause. 
E i cupcakes sono i dolci ideali per una pausa, piccola come lo spazio di una merenda, media come quella di un week end, o più lunga (come quella che forse tra non molto mi prenderò io...).

Una ricetta semplice e purissima, tratta da un libro che merita davvero. Bellissimo anche solo da toccare, ispirantissimo, irresistibile.

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Cupcakes al cocco (con piccole variazioni e che poi alla fine sono più dei muffin che dei cupcakes)
  • farina autolievitante 250g
  • cocco rapè 45g (io ne ho messi 60)
  • zucchero semolato 230g
  • latticello (io ho usato panna fresca) 250ml
  • uova 2
  • (estratto di cocco naturale 1 cucchiaino)
  • burro fuso 125g

Scaldare il forno a 180°. Mescolare in una ciotola la farina, lo zucchero e il cocco. In un altra ciotola amalgamanre il latticello o la panna, le uova leggermente sbattute, l'estratto di cocco e il burro fuso e poi versarli nella prima ciotola dopo aver creato una fontana al centro.  Amalgamare bene. Distribuire l'impasto negli stampini rivestiti coi pirottini di carta riempiendoli per 2\3 e infornare per 15-20 minuti a seconda delle dimensione che gli avrete dato. 

La ricetta prevedeva anche una glassa al cocco, o per meglio dire al burro, ecco, e io che non sono molto amante del burro quando lo si sente ne di conseguenza delle pasticciate troppo pasticciose non l'ho fatta, però ve la lascio, certamente è coreografica, bianchissima.
  • zucchero a velo 280g
  • cocco essicato 135g
  • burro ammorbidito 75g
  • estratto di cocco naturale 1\2 cucchiaino
  • acqua calda 2 cucchiai
  • cocco essicato leggermente tostato per decorare.

Mescolare tutti gli ingredienti esclusa l'acqua, aggungerla poi pian piano fino ad ottenere la giusta consistenza per spalmarla sulle tortine o utilizzarla nella sac a poche.
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....buon week end...

martedì 25 gennaio 2011

corda & perle


Mi piace mettermi davanti allo schermo del pc e seguire passo passo i più belli tra gli innumerevoli tutorial che spuntano come funghi in rete ogni giorno. Mi piace armarmi di metro e righello, forbicine, pinze di varie misure, e far nascere qualcosa che fino a pochi attimi prima mi sembrava assolutamente fuori portata, qualcosa che non avrei proprio saputo da dove partire per realizzarlo.
Ma per questo devo avere tempo, pazienza, essere ispirata e tranquilla.
E quando queste caratteristiche non ci sono, sono stanca, e distratta da altri pensieri, preferisco prendere due o tre materiali di quelli che abbondano nelle mie scatole e mettermi lì ad assemblarli, quasi a caso, lentamente e distrattamente, senza prevedere, senza misurare.
Il più delle volte, per la verità, consumo metri di corda o filo di ferro.
Ma certe sere può venir fuori anche qualcosa di carino.
Come questa.
Nata da vecchie perline finte, prese da una vecchia collana rotta trovata in casa di mia nonna, appartenuta, mi piace pensare, a una ragazza di tanti anni fa che nonostante i mezzi fossero pochi, non voleva rinunciare per niente al mondo ad uscire sfoggiando il must dell'epoca, un bianco filo di perle.



domenica 23 gennaio 2011

...bottoni

 ...e anche questa, la mia collana preferita, se n'è andata verso un'altra casa. 
Fortunatamente la casa è un'altra, ma il condomino lo stesso, quindi ogni tanto avrò ancora il piacere di incontrarla per le scale o al cancelletto. :)


°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°COME SI FA?°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
Facilissima e velocissima da fare, basta seguire pari pari questo tutorial, non serve nemmeno sapere l'inglese perchè già le immagini da sole sono sufficientemente chiare.
La potenzialità vera sta però, secondo me, nella scelta dei bottoni. Molto girly quelli dell'autrice del tutorial, tutti viola e rigorosamente vintage i miei.
Io ne ho fatte tantissime... alcune sono gia qui.
Buon lavoro
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PS interessante e freschissimo: è nato su Facebook "Cedo o scambio oggetti, materiali e attrezzature per creative", un gruppo nuovissimo in cui ci si può incontrare per scambiare i materiali che non usiamo più per naturale evoluzione delle passioni o perchè ne abbiamo in abbondanza con altro materiale, nuovo o usato, che ci serve in quel momento e che magari qualcun'altra snobba. Basta andare sulla pagina del gruppo, richiedere l'iscrizione e in poco tempo si verrà ammessi e si potrà inizare a pubblicare le proprie liste di cedo-cerco, ovviamente il più precise possibile e meglio se corredate da foto.
Una bella idea.


lunedì 17 gennaio 2011

Candy


Questi ultimi orecchini li ho chiamati Candy. Candy perchè sembrano proprio piccole caramelle, Candy perchè è la canzone che ho ascoltato infinite volte e adorato profondamente mentre li progettavo e li creavo.




I was perched outside in the pouring rain
Trying to make myself a sail
Then I’ll float to you my darlin’
With the evening on my tail
Although not the most honest means of travel
It gets me there nonetheless
I’m a heartless man at worst, babe
And a helpless one at best


Darling I’ll bathe your skin
I’ll even wash your clothes
Just give me some candy, before I go
Oh, darling I’ll kiss your eyes
And lay you down on your rug
Just give me some candy
After my hug


Oh I’m often false explaining
But to her it plays out all the same
and although I’m left defeated
It get’s held against my name
I know you got plenty to offer baby
But I guess I’ve taken quite enough
Well I’m some stain there on your bedsheet
You’re my diamond in the rough


Darling I’ll bathe your skin
I’ll even wash your clothes
Just give me some candy
before I go
Oh, darling I’ll kiss your eyes
And lay you down on your rug
Just give me some candy
After my hug


I know that there´re writings on the wall
But Darling I’ll bathe your skin
I’ll even wash your clothes
Just give me some candy
After my heart

Oh I’ll be there waiting for you

venerdì 14 gennaio 2011

10 ottime ragioni per comprare handmade

...e 10 blog che la sanno lunga in materia


Da quando mi sono buttata a capofitto nel craft-mondo sto scoprendo ogni giorno una quantità esorbitante di blog straordinari.
Tra lana, metalli, cucito country e shabby chic tutte le sere mi lustro gli occhietti stanchi con un bel tour in questi posti magici.
C'è chi ci racconta per filo e per segno come copiare le sue creazioni o chi ci linka centinaia di tutorial, oppure c'è chi ci regala semplicemente delle immagini dei suoi lavori, magari insieme a due poetiche righe o una canzone.
Ci sono persone e mani, case e lavori e bambini.
Ed è proprio questo il bello, no?
Eccone alcuni, tra i più curati e interessanti.
Ovviamente aspetto altre segnalazioni !! :)




Vi lascio con questo elenco carino che ho trovato qui
e poi chi ha orecchie per intendere... :))

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10 ottime ragioni per comprare Handmade

1 - Sono pezzi unici, almeno nella maggior parte dei casi, e tutti hanno un grande valore artistico: nessuno potrà copiarti il look come succede spesso.

2 - Nella maggior parte dei casi costano poco.

3 - La qualità del materiale è spesso ottima.

4 - Non rischi che ti si rompano subito: non è vero che costano poco perchè durano pochi giorni.

5 - Anche se si rompono sai a chi farli aggiustare.

6 - Non rischi che la collana di perle ti colori tutto il collo, come spesso succede con quelle acquistate dai cinesi, e anche se dovesse succedere sai chi picchiare

7 - Sono stati creati per passione, non per scopi puramente economici.

8 - Per crearli non viene sfruttato e sottopagato nessuno, al massimo solo schiavizzate le mamme per le cuciture

9 - Acquistandoli non arricchisci una multinazionale già abbastanza lussuosa, ma una persona che magari cerca di pagarsi così gli studi o di arrotondare uno stipendio abbastanza misero.

10- Se desideri qualcosa di particolare che non trovi in commercio, puoi sempre chiedere di creartelo su ordinazione, oppure di modificare e personalizzare pezzi già esistenti.

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Buon week end, girovago e creativo come spero tanto sarà il mio.



domenica 9 gennaio 2011

Smateria


A volte può ancora capitare di imbattersi, guardando distrattamente la tv domricchiando a tratti, in qualcosa di interessante. Ovviamente a orari improbabili, certo, perchè a quelli di fascia ci deve stare la Barbara nazionale, certo, però intanto... 
Beh, l'ultima volta mi è capitato con un servizio sul progetto Smateria.
Smateria mi ha lasciata senza parole. 
Per l'intraprendenza delle ideatrici, per l'unicità, per il fatto di essere un progetto VERAMENTE equo e solidale e contemporaneamente di altissimo livello qualitativo e di design.
E poi infondo tante parole non servono neanche in questi casi.
Il servizio, pure ben fatto, è qui.
Il sito in cui troverete tutto sul progetto, e le incredibili cose che riescono a fare (e a far fare, a chi non può fare altro) con vecchi sacchi dell'immondizia e zanzariere è qui.





tutte le foto sono tratte dal sito di Smateria

venerdì 7 gennaio 2011

una sciarpa tutta per me


Di ritorno (lievemente stordita) dalla folle follia dei saldi milanesi, stasera quello che mi ci vuole sono solo i miei ferri n. 9, il divano e il mio panno beige con i pallini.
Per cui mi sa che è di lana, e solo di lana che parleremo stasera.
Dovete sapere che ho passato tutto il mese di dicembre, intendo proprio tutto, compresi i tragitti in macchina in cui ero passeggero, le pause pranzo al dilà del momento strettamente dedicato al mangiare, gli incontri con amici e parenti...proprio tutto, a fare sciarpe. Per darvi un'idea: dal 4 al al 25 credo di averne fatte 12, una sola mi è rimasta da regalare, tutte le altre erano già prenotate.
E ora, finito finalmente questo tour de force, non ancora stanca, me ne sono regalata una tutta per me. 
Con la magica macchinetta creagomitoli, nove sottilissimi fili di lane diverse in diverse gradazioni di grigio.



Il modello è uno dei più semplici che ci siano in giro, tutto dritto e rovescio, e nonostante tutto riesce ad allontanarsi abbastanza dalle classiche sciarpone della nonna, anzi, secondo me se si infila nel gomitolo un filo brillante o traslucido può diventare pure una cosetta da sera.
E soprattutto è veloce visto che nel tempo che di solito si impiega per una riga qui si ottiene l'equivalente di tre o quattro. Nel giro di poche righe si impara il procedimento a memoria e non è più necessario tenere sempre foglietto o quadernetto, si va avanti così senza nemmeno accorgersene, in completo relax mantenendo al minimo i livelli di concentrazione e riuscendo senza problemi a seguire nel frattempo un bel film.

--------------------------------COME SI FA-------------------------------
Il modello, ripeto moolto semplice, lo trovate QUI
Le mie varianti sono state:
-utilizzare sempre la maglia gettata tripla al posto di quella doppia, per rendere la traforatura ancora più ampia e la realizzazione ancora più veloce
-un filo più grosso di quello descritto
-ferri n.9
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buon lavoro
buon week end
buon relax

martedì 4 gennaio 2011

Qui


Sarà un anno ormai che mi ripropongo di tornare a fare un giro qui, e niente, ogni sabato salta sempre fuori qualcosa di più urgente e mi tocca rimandare (anche perchè non ce l'ho proprio dietro l'angolo...).
Così stasera il giro me lo faccio almeno virtuale.
Soffermandomi sulle ispirazioni più shabby e più chic visto che ultimamente non riesco ad apprezzare nient'altro.
Guardate quanto è stupendo il fregio da appendere sul letto a sostituire la testiera...e i manichini...


...e queste sono le cose che non mi posso permettere. Questa invece è la lista dei regalini più abbordabili, cioè quelli che posso ragionevolmente sperare di farmi nei prossimi tempi. Tutti abbordabili tranne uno, ma mica si può sempre guardare la tele e sferruzzare scomode e in prestito no?


un negozio davvero da sogno.


tutte le immagini sono tratte da sito di Maisons Du Monde






domenica 2 gennaio 2011

cambiamenti o meglio evoluzioni



Avrò provato mille inizi per questo post. 
Finiti tutti in mela-X. 
Perchè non so come dire, non so come raccontare le mille idee che in questi giorni di ferie e di calma hanno attraversato la mia testolina riguardo a questo blog, a queste pagine, a tutto quello che comportano. 
Cercherò di riassumere...
Fino a tre giorni fa ero decisa a chiudere baracca. Sul serio. Giuro. 
Per una serie di motivi, non ultimo il fatto che secondo me un buon blog di cucina richiede una quantità di tempo, di precisione, di passione, di competenza e soprattutto di esclusività che io attualmente non ho. Mantenere un ritmo e una qualità decente era ormai un peso, non posso negarlo, e continuare così non aveva più senso.
Quindi in pratica me ne sono stata tutto il Natale convinta che con il primo gennaio avrei scritto l'ultimo post e ciao ciao.

Poi, in uno di quei magici momenti che ci sono solo in ferie, quelli in cui uno se ne sta nel letto a poltrire sotto il piumone del 6° grado di calore dell'IKEA fantasticando su quale dolce proporre quella sera ai parenti, ho improvvisamente realizzato una cosa. 
Non potevo farlo.
Il pensiero di uscire, o comunque di rimanere ai margini, di quella rete di contatti che grazie al blog ho creato mi faceva stare troppo male. 
Il pensiero di non avere più alla sera il momento sempre sorprendente della lettura dei commenti mi metteva una tristezza infinita. 
Il pensiero di non provare più la bella sensazione della pubblicazione di un nuovo post, quello poi proprio non lo tolleravo.

Quindi: chiudere il blog: NO. Continuare così: NO.

La soluzione, che sul momento mi sembrava inesistente, mi è arrivata anche questa all'improvviso, nella fattispecie giovedì pomeriggio mentre mi vestivo per andare a fare un giro al negozio di hobbystica dove mi rifornisco. E' arrivata così, proprio di quelle che dici ******! Ma come ho fatto a non pensarci prima?!?
Adattare il blog a me. Ecco la soluzione.
Fare in modo che siano queste pagine a seguire me e non io a (dover) seguire loro.
Abbandonare la staticità del classico foto-ricetta-foto-ricetta perchè non mi rappresenta più, perchè è lungo e difficile proporre ricette perfette, fotografare, ritoccare, trasferire, correggere, postare. E non si può farlo contro voglia solo per una malsana paura di perdere o peggio deludere lettori.
Togliere alla cucina l'esclusività in queste pagine perchè non ce l'ha nelle mie passioni, non ce l'ha nella realtà.
Far diventare il blog, come mi ha scritto una persona speciale, (proprio di quelle che vi dicevo prima, quelle che non ho mai visto ma di cui non potrei sopportare l'assenza) "una scappatoia e non una strettoia".
Ergo: raccontarvi oltre alle cucinate pazze, anche delle mie collane, dei miei bottoni vintage, delle creazioni in legno e shabby del paziente condivisore della mia esistenza, del mio mobile pieno di gomitoli, del porta lavoro con cui vado in giro a mo' di borsetta, del mio amatissimo FIMO, della mia fiammante macchina da cucire..... e non solo! Di tutto quello che vedo in giro che mi ispira, che mi piace. Ricette si, ovviamente, perchè la voglia di cucinare quella proprio non credo che nessuno me la potrebbe mai togliere dalle mani, ma solo quando le considererò adatte, e solo quando le necessità fotografiche non mi costringeranno a mangiare tutto freddo o riscaldato, o proprio a non mangiarlo affatto perchè si sa la lunghezza della pausa pranzo è quella che è.

Non so con che modalità, con che tempi.
So solo che lo farò con leggerezza, calma, lentamente.
Sperando che chi passa di qui continui a sentirlo come un posto caldo dove vale la pena di fermarsi un momento, anche se il calore non verrà sempre dal forno, ma magari da una bella sciarpa di lana o da un paio di orecchini rossi fiammanti. Proprio come succede qui, qui, qui....

immagine tratta da Getty Images