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venerdì 15 gennaio 2010

Muffin carote e pere

grazie a Babs e alla Cavoletta, la mia merenda perfetta


Non so a voi, ma a me ad una settimana abbondante dalla fine ufficiale delle feste sta iniziando a tornare voglia di qualcosina di dolce. Almeno al mattino via...o per merenda... Così mentre mi esaminavo le ricette sane e leggere dei dolci di Pietro Leemann e poi quelle di Stella me n'è venuta in mente un'altra perfetta per l'occasione. Una ricetta originariamente di Babs, giunta poi in poco tempo agli onori della cronaca per essere stata selezionata e poi pubblicata nientepopodimenoche sul nostro amato Libro del Cavolo. Chi bazzica tra le pagine sue e quelle di Sigrid avrà già capito che si tratta degli spettacolari muffin zucchine e mele. Un dolce "non dolce", cioè pochissmo dolce, e soprattutto pieno di un sacco di cose buone e sane che fanno bene. Non osando apportare varianti all'impasto di base, mi sono permessa solo di variare la frutta e la verdura utilizzate, da zucchine e mele sono diventate carote e pere, un'altra accoppiata secondo me abbastanza vincente.
Quindi, grazie a Babs, e grazie alla Cavoletta, io ho trovato la mia merenda perfetta.

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Muffin carote e pere (da quelli zucchine e mele di Babs)

Ingredienti asciutti

farina autolievitante 320 g
zucchero 180g

noci spezzettate 50g

cannella 1 cucchiaino

sale 1 cucchiaino


Ingredienti umidi

olio di semi di soia o girasole 150g
uova 4

pere 150g (peso netto)

carote grattugiate 150g (peso netto)


Miscelare in due ciotole separate gli ingredienti asciutti e quelli umidi, grattugiando la pera e la carota. Unire gli ingredienti umidi a quelli asciutti e mescolare brevemente, mettete il composto negli stampini da muffin e spolverizzate la superficie con dello zucchero. Infornoare per circa 20/25' a 180/200°.
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mercoledì 18 novembre 2009

Mini cakes della consolazione

Tenendo conto che non si può essere sempre in perfetta forma. Tenendo conto che a volte le cose possono andare davvero, davvero per il verso sbagliato. Tenendo conto che a volte sembra tutto così maledettamente difficile. Tenendo conto che molto spesso ci si sente scoppiare le mani di creatività è non si ha il modo, o il tempo, o tutti e due di sfogarla. Tenendo conto che la ricerca di un lavoro serio, e appagante, al giorno d'oggi sembra essere ancor meno di un miraggio....
Certe volte bisogna prendersi un piccolo momento consolatorio.
La mia ricetta è questa.
- Uscire a comprare qualcosa di bello che si desidera da tempo, e che può essere considerato un sovrappiù o un'inutilità, come dei coloratissimi stampini in silicone da mini cakes.
- Scegliere una ricetta semplice e che faccia sporcare pochi pentolini, mescolare e infornare.
- mentre si aspetta il drin del forno preparare un the verde aromatizzato
- Sfornare i mini cake e prenderne due o tre
- Divano e panno, non di pile, ma di lana o ancora meglio di mohair, assestarsi
- Spegnere il cellulare
- Aprire un bel libro, come Tre Vite di Penelope Lively e leggerlo mangiucchiando i cakes tiepidi e sorseggiando piano piano il the bollente.
- Dopo una cinquantina di bellissime pagine addormentarsi, sapendo che tanto fra poco arriverà a casa qualcuno a svegliarci con calma per stare un po' insieme.

E per i cakes fate così (ispirati ad una ricetta de Il libro d'oro dei dolci)
E se poi quando andate a rivedervi la foto vi accorgete che sono venuti così bene, con tanto di crepina sulla sommità, beh è un'altra piccola soddisfazione, no??

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Mini cakes alle carote, zenzero e semi di girasole

olio di semi 125 ml
zucchero di canna 125g
uova 2
farina 180g
lievito per dolci 2 cucchiaini
zenzero secco grattugiato 1\2 cucchiaino
noce moscata 1\2 cucchiaino

carote 180g
nocciole tostate 50g
semi di girasole 1 cucchiaio

In una ciotola amalgamare olio, zucchero e uova con la frusta. Aggiungere la farina setacciata, il lievito e un pizzico di sale, profumare con zenzero e noce moscata. Aggiungere le carote lavate e grattugiate con la grattugia a fori larghi, le nocciole tostate e tritate grossolanamente a mano e i semi. Amalgamare tutto e cuocere in forno preriscaldato a 180° per una ventina di minuti. Per 6-8 mini cakes.
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sabato 26 settembre 2009

Torta di patate e uva al profumo di zenzero


Di nuovo ricetta artusiana, di nuovo legata ad una storiella delle sue, con quell'italiano arcaico e ampolloso che oggi ci fa un po' ridere. Lo scopo qui sembra essere quello di giustificare la presenza, in un dolce, di ingredienti così poveri come le patate o la zucca, problema che sembra fosse sentito anche dai suoi altolocati contemporanei, come quel signore che, giudicando molto delicata una torta, ne mangiò per due giorni; saputo poi ch'ella era composta di zucca gialla non ne mangiò più non solo, ma la guardava bieco come se avesse ricevuto da lei una grave offesa.
Fortunatamente noi al giorno d'oggi questi problemi non ce li facciamo, e possiamo quindi gustarci in santa pace torte come questa.
Questa ricetta mi ha attirata subito perchè a differenza delle altre torte di patate che a volte si vedono in giro non contiene neppure un cucchiaio di farina, solo patate: morbidezza esagerata intervallata solo dal croccantino delle mandorle, dolcezza marcata ogni tanto smorzata dall'aspro dell'uva. A me è piaciuta tantissimo.

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Torta di patate di Pellegrino Artusi

  • Patate grosse e farinacee, grammi 700.
  • Zucchero, grammi 150.
  • Mandorle dolci con tre amare, grammi 70.
  • Uova, n. 5.
  • Burro, grammi 30.
  • Una presa di sale.
  • Odore di scorza di limone (zenzero)
  • (uva nera 1 grappolo)
Lessate le patate, meglio cotte a vapore, sbucciatele e passatele dallo staccio quando sono ancora ben calde. Sbucciate e pestate finissime, insieme collo zucchero, le mandorle, versatele nelle patate cogli altri ingredienti, lavorando il tutto con un mestolo per un ora intera e aggiungendo le uova una alla volta e il burro sciolto. Versate il composto in una teglia unta di lardo o burro ed aspersa di pangrattato (decorate con chicchi d'uva nera sparsi e privati dei vinaccioli), cuocetela in forno e servitela diaccia. (a 180° per 30 minuti, poi solo con il grill per altri 5-10 minuti per far colorire la superficie)
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modifiche:

-Ovviamente non ho lavorato il composto per un ora intera, anche se avrei voluto provare per vedere come veniva!, mi sono limitata a 20 minuti con le fruste elettriche a velocità medio-bassa.

-Visto che numerose altre ricette di torte di patate che ho letto prevedevano anche l'uvetta avevo deciso di mettercela, poi complice un filare abbandonato vicino a casa mia, ho pensato di ingolosirla con dell'uva vera, quella piccola e rossissima che c'è qui da noi. Essendo poi l'impasto molto pieno e pesante, l'uva messa sulla superificie prima della cottura non è affondata come tristemente prevedevo, si è solo infossata un po', e ha leggermente colorato la superficie con il suo viola bellissimo.

-Non avendo in frigo che un mezzo limone molliccio, l'ho sostituito con una grattatina di zenzero, che spesso uso proprio in sostituzione della scorza di limone e che mi piacicchia, qui ci stava molto bene.

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Ora mi scaldo un po' di latte e me ne faccio una fetta, tanto qua mi sa che per un po' non si alza nessuno..., poi me ne vado tra galli cedroni, giuggiole e mele nane, al mercato degli animali e frutti dimenticati.