
Di nuovo ricetta artusiana, di nuovo legata ad
una storiella delle sue, con quell'italiano arcaico e ampolloso che oggi ci fa un po' ridere. Lo scopo qui sembra essere quello di giustificare la presenza, in un dolce, di ingredienti così poveri come le patate o la zucca, problema che sembra fosse sentito anche dai suoi altolocati contemporanei, come quel signore
che, giudicando molto delicata una torta, ne mangiò per due giorni; saputo poi ch'ella era composta di zucca gialla non ne mangiò più non solo, ma la guardava bieco come se avesse ricevuto da lei una grave offesa.Fortunatamente noi al giorno d'oggi questi problemi non ce li facciamo, e possiamo quindi gustarci in santa pace torte come questa.
Questa ricetta mi ha attirata subito perchè a differenza delle altre torte di patate che a volte si vedono in giro non contiene neppure un cucchiaio di farina, solo patate: morbidezza esagerata intervallata solo dal croccantino delle mandorle, dolcezza marcata ogni tanto smorzata dall'aspro dell'uva. A me è piaciuta tantissimo.
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Torta di patate di Pellegrino Artusi- Patate grosse e farinacee, grammi 700.
- Zucchero, grammi 150.
- Mandorle dolci con tre amare, grammi 70.
- Uova, n. 5.
- Burro, grammi 30.
- Una presa di sale.
- Odore di scorza di limone (zenzero)
- (uva nera 1 grappolo)
Lessate le patate, meglio cotte a vapore, sbucciatele e passatele dallo staccio quando sono ancora ben calde. Sbucciate e pestate finissime, insieme collo zucchero, le mandorle, versatele nelle patate cogli altri ingredienti, lavorando il tutto con un mestolo per un ora intera e aggiungendo le uova una alla volta e il burro sciolto. Versate il composto in una teglia unta di lardo o burro ed aspersa di pangrattato (decorate con chicchi d'uva nera sparsi e privati dei vinaccioli), cuocetela in forno e servitela diaccia. (a 180° per 30 minuti, poi solo con il grill per altri 5-10 minuti per far colorire la superficie)
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modifiche:
-Ovviamente non ho lavorato il composto per un ora intera, anche se avrei voluto provare per vedere come veniva!, mi sono limitata a 20 minuti con le fruste elettriche a velocità medio-bassa.
-Visto che numerose altre ricette di torte di patate che ho letto prevedevano anche l'uvetta avevo deciso di mettercela, poi complice un filare abbandonato vicino a casa mia, ho pensato di ingolosirla con dell'uva vera, quella piccola e rossissima che c'è qui da noi. Essendo poi l'impasto molto pieno e pesante, l'uva messa sulla superificie prima della cottura non è affondata come tristemente prevedevo, si è solo infossata un po', e ha leggermente colorato la superficie con il suo viola bellissimo.
-Non avendo in frigo che un mezzo limone molliccio, l'ho sostituito con una grattatina di zenzero, che spesso uso proprio in sostituzione della scorza di limone e che mi piacicchia, qui ci stava molto bene.
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Ora mi scaldo un po' di latte e me ne faccio una fetta, tanto qua mi sa che per un po' non si alza nessuno..., poi me ne vado tra galli cedroni, giuggiole e mele nane, al mercato degli animali e frutti dimenticati.