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mercoledì 9 febbraio 2011

Io per San Valentino....

regalerò biscotti a cuore.


Dopo anni di atteggiamento piuttosto combattuto tendente al rifiuto verso questa ricorrenza, quest'anno mi è tornata, inaspettatamente, una gran voglia di ricominciare a festeggiarla. 
Vai a sapere perchè...
(cioè io veramente qualche idea ce l'ho del perchè mi sento così romantica in questo periodo ma...insomma... è tutto ancora così vago...e sicuramente un po' presto per parlarne... ...)
Comunque....
La celebrerò cucinando, sicuramente, ma soprattutto preparando, non solo per lui ma per tutti, piccoli biscotti a cuore dai colori pastello. 
Non so ancora se andrò sulla glassa reale, sulla pasta di zucchero (tipo questa, più rapida senza glucosio) o sul marzapane che adoro, ma ogni idea e consiglio sono ben accetti.
Intanto mi rifaccio gli occhi in questo incredibile album di flickr tutto biscottoso.

Valentine's cookies by Whipped Bakeshop


altre idee per S. Valentino (biscottose e non)

la busta per San Valentino di Vannalisa
Valentine's goodies visti da Federica
le scatoline di inchmark
pommes d'amour di Sigrid
la cena di san valentino di Le Frufrù
e (per chi si sente veramente in forma) la rose cake di I am baker
:)



sabato 18 dicembre 2010

(immancabili) biscotti di vetro



Lo so che ormai si sono già visti e rivisti duemila volte, io stessa due anni fa li avevo già postati con una ricetta leggermente diversa...ma come si fa? Come si fa a resistere, quando si arriva sotto le feste, al mettersi a fare queste meraviglie?! :) E poi questa volta sono riuscita ad ottenere il "vetro" un po "marmorizzato", effettino speciale che già da solo varrebbe una nuova pubblicazione. 
E poi non sembrerebbe, ma sono davvero incredibilmente facili, e veloci, praticamente lo stesso tempo che si impiega a fare i soliti biscottini di frolla.
Per cui...buon divertimento!





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Biscotti di vetro "marmorizzati"

pasta frolla:

  • farina 250g 
  • burro freddo a pezzetti 125g
  • zucchero 125g 
  • uova 1 +1 tuorlo
  • vanillina 1 bustina
  • scorza di 1 limone 
"vetro":

  • 1 sacchetto di caramelle dure alla menta o limone
  • coloranti alimentari liquidi dei colori preferiti
 Preparare la pasta frolla: mettere nel robot farina, zucchero, burro a pezzetti, vanillina e scorza e azionare finchè non ne uscirà un'impasto sabbioso, aggiungere l'uovo e il tuorlo e azionare di nuovo fino ad avere un ammasso compatto. Prelevarlo e riporlo in frigo avvolto in pellicola trasparente. 

Nel frattempo scartare una trentina di caramelle (se sono molto grandi spezzatele a metà) e predisporre due stampini della stessa forma ma di dimensioni diverse, magari in tema natalizio come la stella o l'abete.
Trascorsa mezz'ora, accendere il forno a 180°,  riprendere la frolla dal frigorifero, stenderla su un piano infarinato e iniziare a ritagliare le forme, forandole poi al centro con lo stampino più piccolo.
Sistemarle sulla placca ricoperta di carta da forno, poi inserire in ogni foro una (o mezza se grande) caramella, e sopra di essa una goccina di colorante (attenzione che tocchi solo la caramella e non il biscotto).
Se non trovate i coloranti si possono utilizzare anche caramelle già colorate, ma in questo modo il colore del "vetro" sarà uniforme e non sfumato come si ottiene invece con questo metodo.
Se si desidera appenderli all'albero praticare un piccolo foro con uno stuzzicadente su una delle punte.
Infornare per 10-12 minuti e aspettare il completo raffreddamento prima di staccare dalla carta da forno. 

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PS Per la fetta parmigiana di lettori: trovate questa ricetta anche sulla rivista ULTIMO APPELLO, distribuita gratuitamente in università, locali ecc ecc della vostra ridente cittadina.
Che comunque, come si diceva ieri, vedere le proprie foto e ricette su carta fa sempre il suo bell'effetto :)

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lunedì 8 novembre 2010

Cadeaux


Si, lo so, è un po' presto ancora per mettersi a pensare a biscottamenti e impacchettamenti natalizi... Ma, complice l'uscita dello splendido libro di Sigrid, e la richiesta di Leda e Claudia di About Food per il contest di questa settimana, quest'anno ho anticipato ancora l'inizio di questo piacevole tran tran.
"Tutto ciò che si può regalare a Natale di goloso e originale preparandolo con le nostre manine" è' la richiesta di Leda e Claudia per il contest di questa settimana, e io per l'occasione ho deciso di rispolverare la mia scatolina magica, ormai utilizzata in mille modi sotto forma di bomboniera, scatola regalo per piccola bigiotteria e soprattutto per piccoli biscotti.
Si tratta di una scatolina moooolto molto semplice e assolutamente non nuova, ma adatta anche a chi non pasticcia quotidianamente con carta, colla e forbici, e non è ossessionato dai craft blog, ma che realizzata con carte diverse e chiusa con nastri colorati rende davvero bene, e ha quel fascino del semplice e del fatto a mano che a me piace tantissimo.
Io l'ho realizzata in bianco per rendere più chiara la spiegazione, ma si possono usare tutti i tipi di carta sottile, il massimo ovviamente lo dà la carta specifica da origami, sottile, lucida e resistente, ma anche carte grezze e grossolane possono dare un bellissimo effetto.


1. Partendo da un foglio A4 ricavare un quadrato. 
2-5. Su questo quadrato formare un reticolo di pieghe come da figura.
6-7. Prarticare poi 4 tagli in modo da ripiegare  due dei 4 angoli verso l'interno.
8. Riaprirli, ripiegare gli altri angoli sollevando le loro alette in modo da dare la forma di una semplice scatolina.
9. Riprendere gli angoli rimasti all'esterno e ripiegarli all'indentro, irrobustendo anche in questo modo la base della scatola.
Per comporre la scatola completa basta ripetere per due volte questo procedimento con due diversi fogli di carta, l'uno più piccolo dell'altro di circa 1 cm per lato (anche meno).
Le misure finali sono di 7,5 x 7,5 x 4 circa, e va benissimo per piccoli pensierini, minuscoli biscotti da accompagnare ad un bigliettino, ma ovviamente può essere realizzata in tutte le dimensioni.
Se si usa come contenitore alimentare ricordarsi di inserire i dolcetti in un sacchettino trasparente oppure di rivestire l'interno della scatolina con una carta impermeabile all'unto.

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I biscottini nella scatola sono una versione mignon dei Biscotti con limone e polenta, i primi che mi sono rimasti impressi la primissima volta che ancora tra gli scaffali della libreria ho sfogliato Regali Golosi.

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Biscotti con limone e polenta  (Da Regali golosi di Sigrid Verbert, pag. 12)

300 g di farina,
200 g di burro,
150 g di farina di mais,
150 g di zucchero,
4 tuorli,
la buccia grattugiata di 2 limoni,
una presa di sale.
Per circa 50 biscotti.

Montare zucchero, burro e scorza di limone con una frusta finché non si ottiene una crema di colore chiaro. Incorporare i tuorli, uno per volta. Aggiungere alla fine farina e sale. Impastare velocemente e formare una palla, avvolgerla nella pellicola e tenerla al fresco per 30 minuti. Stendiere l’impasto ad uno spessore di 4 mm, ritagliare i biscotti e cuocerli in una taglia a 200°C per una decina di minuti, finché non inizieranno a dorarsi.
 
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lunedì 26 luglio 2010

Ziitudine


Fare la zia, la zia adorante. La zia quella che fa i regali, che organizza le feste e prepara le torte e i dolcetti a tema, però senza fare cose troppo elaborate, per non rubare tempo al gioco, all'insegnare cose nuove, o anche, come nel caso di una bimba di due settimane, alla pura e semplice contemplazione.  Non ci ho messo molto ad immedesimarmi in questo personaggio! 
Ecco alcuni scatti della festina di sabato per l'arrivo a casa della piccola.

Torta 
Allo yogurt o cheesecake, va bene pure quella Cameo come ho fatto io stavolta, con mirtilli, fragole e lamponi. Bordo di savoiardi affettati a metà e poi regolati dell giusta altezza, pochi millimetri più della torta. Attaccati con una goccina di marmellata di fragole e fermati da un nastro spesso, ben stirato e che termina in un grosso fiocco. Decorazione di frutta fresca, in questo caso l'abbiamo mangiata subito, ma se si prepara in anticipo serve una spennellata di Tortagel o di gelatina di albicocche. L'alzatina di vetro, per torte del genere, secondo me è un must.

Biscotti
 Semplice pasta frolla (io uso sempre quella descritta qui), letterine incise con il mitico Brigitte Keks (così almeno ogni tanto lo uso). Splendide decorazioni in zucchero very girly di Rebecchi.

(c'erano anche) Bignè
rimpinzati di crema pasticcera e con la puntina intinta in glassa bianca (zucchero a velo e gocce di limone q.b.fino a ottenere la consistenza desiderata)


lunedì 1 marzo 2010

Ci sono. Con le ciambelline al vino.


Ci sono, ci sono. E' che in questi giorni me ne sono successe un po' di tutti i tipi, belle tipo festeggiamenti vari post compleanno e brutte tipo rovinose cadute di qualcuno sul campo da calcio che l'hanno reso momentaneamente un po' invalido, ma ci sono. E poi questo corso che ho iniziato mi porta via davvero un sacco di tempo...per questo mi viene anche da farmi qualche domanda sulla sorte di queste pagine nei prossimi mesi...
Comunque, non fasciamoci la testa e proviamo a mantenere un po' di continuità con una ricetta di quelle semplici e veloci che vanno bene sempre perchè di solito in casa c'è sempre già tutto l'occorrente.
Si tratta delle ciambelline al vino, nella versione al prosecco dei "Calycanti" postata qualche giorno fa e passata tutt'altro che inosservata tra le loro frequentissime e particolarissime ricette. Molto semplici e veloci, mettono pure allegria, e si possono preparare anche con altri vini, bianchi o rossi, frizzanti oppure anche fermi (secondo quanto consigliato qui nei commenti).
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Ciambelline al prosecco de La Cucina di Calycanthus
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1 bicchiere di zucchero
1 bicchiere di prosecco (oppure altro vino)
1 bicchiere d’olio d’oliva
farina quanto basta (alla fine sono circa 3 bicchieri)
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Amalgamare i liquidi poi aggiungere la farina fino a ottenere un impasto morbido ma lavorabile. Formare le ciambelline, spolverizzarle di zucchero semolato e cuocerle a 180 per circa 20 minuti.
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lunedì 22 febbraio 2010

Variazioni di speculoos

Li ho assaggiati la prima volta ad un corso, in cui una ragazza li portò direttamente dal Belgio, marca Lotus e assolutamente indimenticabili. Al primo momento buono ho cercato di riprodurli, ovviamente rivolgendomi all'esperta che più esperta non si può sulle ricette proprie di quelle zone. E così gli speculoos, in pochissimo tempo sono diventati una piacevole abitudine invernale. Per il profumo che ti riempie la casa, perchè se chiusi bene in una scatola di latta si conservano per un sacco di giorni perchè sono assolutamente, completamente, immensamente buoni.
Poi è successo che un giorno così per caso qualche esemplare è finito nel sacchettino della merenda di qualcuno che si professava poco amante dei biscotti. Sta di fatto che da quel momento li per accontentarlo dovrei sfornare una dose di speculoos ogni due giorni, anche perchè qualcuno, nella sua officina, ha sentito quel profumino di cannella fantastico e ora, in pratica, li vogliono tutti. Sempre. Non bastano mai.
E del resto li capisco...
Ierimattina c'era il sole, ero a casa da sola con un po' di ore a disposizione per cui mi sono divertita con qualche variazione, accostando a questo impasto spettacolare prima la pasta frolla alla vaniglia nelle girelle, poi la marmellata di arance con le scorzette dentro, che mi è sembrata la migliore per farcire dei piccoli "paninetti" di speculoos.

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Speculoos

farina 550g
zucchero di canna 400g

burro 225g

cannella 3 cucchiai
latte 70g
bicarbonato di sodio 15g

Versare sul ripiano la farina, lo zucchero, la cannella e il bicarbonato. Aggiungere, in mezzo, il burro morbido e il latte, mescolare e impastare velocemente fino a ottenere un impasto omogeneo che non sia colloso (semmai aggiungere un altro goccio di latte o un po’ di farina), dividere l’impasto in due, e avvolgerlo con della pelicola. Tenere al fresco per circa un’ora. Poi, su un ripiano spolverato con della farina, stendere un pezzo d’impasto per volta col matarello alto 3-4mm. Ritagliare dei biscotti e disporli su una teglia da forno rivestita con della carta da forno, lasciando un pochino di spazio fra i biscotti che si allargheranno un po’. Cuocere a 150° finché i biscotti non siano diventati duri (circa 20 minuti). Lasciar raffreddare su una griglia e conservare in una scatola di latta.



-->Variazione 1: le girelle di frolla e speculoos
stendere una parte dell'impasto di speculoos freddo su un ampio tagliere, prendere della pasta frolla sempre fredda e stenderla in un rettagolo della stessa misura. Entrambi dovranno avere uno spessore di 3-4 mmm. Sovrapporli aiutandosi con un foglio di carta da forno e arrotolare tutto a salame. Rimettere in frigo per mezz'oretta poi tagliare tutto a fettine di circa 1\2 cm di spessore, appiattendole ogni volta con il mattarello, in questo modo la spirale interna diventa più visibile. Cuocere a 150° per circa 18 minuti.


-->Variazione 2: gli speculoos da farcire

Stendere l'impasto di speculoos freddo sull'asse leggermente infarinata ad uno spessore di 3 mm al massimo, coppare con uno stampino rotondo e su metà di essi praticare al centro un foro con uno stampino più piccolo, di circa 1 cm di diametro. Recuperare lo scarto e reimpastare, formando biscotti fino a esaurimeto. Cuocere sempre per 18 minuti a 150 facendo attenzione perchè sono molto sottili. Sfornare, lasciar raffreddare e poi disporre su tutti i biscotti senza foro un cucchiaino da caffè di marmellata di arance. Coprire con i rispettivi biscotti forati, premendo un po' ma non troppo, devono incollarsi ma non deve fuoriuscire marmellata dai bordi.
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giovedì 11 febbraio 2010

I frollini, per quando fuori nevica

Da sempre nota come la più golosa del gruppo (delle amiche, dei cugini, delle sorelle, della classe ecc.), non ho però mai amato troppo i biscotti al cacao o al cioccolato. Non lo so perchè, ma in queste cose la presenza del cacao mi è sempre sembrata un sovrappiù, qualcosa che poteva rendere solo più amaro e più asciutto il dolce, peggiorandolo e basta.
E così è stato finchè non mi sono trovata in mezzo all'ultimo dei miei momenti (che possiamo tranquillamente chiamare quasi deliri) in cui mi sembra di essere "indietro", di aver sperimentato troppe poche cose, di essere ancora molto incapace, persino sulle basi. Perchè questa volta il mio pensiero fisso era proprio la frolla al cacao.
E visto che dicono che questo signore in materia ne sa davvero una più del diavolo ho provato la sua. E ora la frolla al cacao la so fare, mi sono impressa in testa queste dosi come un mantra. La so fare, e la mangio, e la godo, e la decoro, e ci gioco.
Come con questi biscottini, semplicemente forati e farciti con marmellata di arance aromatizzata alla cannella. Per avere, in un solo colpo, tutti i profumi più dolci dell'inverno sparsi per la casa.

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Frollini al cacao e marmellata di arance (frolla di C. Felder)

225 gr di farina tipo 00
150 gr di burro a temperatura ambiente
95 gr di zucchero a velo
1 uovo
30 gr di farina di mandorle
15 gr di cacao in polvere*
1 cucchiaino di vaniglia liquida
1 pizzico di sale

Impastare il burro con lo zucchero a velo, la farina di mandorle e il sale. Aggiungere l'uovo, la vaniglia liquida e per ultimi la farina e il cacao, setacciati. Avvolgere l'impasto nella pellicola e mettere in frigorifero per un paio d'ore. Trascorso il tempo stendere l'impasto sull'asse leggermente infarinata ad uno spessore di 3 mm al massimo, coppare con uno stampino rotondo e su metà di essi praticare al centro un foro con uno stampino più piccolo, di circa 1 cm di diametro. Recuperare lo scarto e reimpastare, formando biscotti fino a esaurimento. Cuocere a 180 per 10 minuti, comunque controllando sempre da vicino (perchè i biscotti al cioccolato se bruciano non si vede, si sente solo l'odore quando ormai è troppo tardi!). Sfornare, lasciar raffreddare e poi disporre su tutti i biscotti senza foro un cucchiaino da caffè di marmellata di arance aromatizzata con un po' di cannella. Coprire con i rispettivi biscotti forati, premendo un po' ma non troppo, devono incollarsi ma non deve fuoriuscire marmellata dai bordi. Alla fine solo un tocco di zucchero a velo.

*a occhio esperto non sfuggirà che i frollini della foto sono troppo scuri per essere fatti con soli 15 g di cacao, infatti questi sono la versione extra dark, realizzata su golosa richiesta del solito, pazientissimo, condivisore della mia esistenza. Per questi ho usato 30g di cacao.
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martedì 2 febbraio 2010

Tea time :)

Uno dei miei problemi è che a volte prendo delle manie per degli oggettini e non me ne stacco più finche non li ho usati diecimila volte e fatti vedere a tutti. E questi qui mi piacciono così tanto che li voglio far vedere a tutti i costi anche a voi!
Che ne dite??
Io li adoro!
Ma avete visto la zuccheriera che amore?? Ah io in queste cose mi ci perdo davvero!
Quasi quasi mi dimenticavo pure di lasciarvi la ricetta dei biscotti, fatti con una nuova frolla sperimentata ieri, al cui nome non sono riuscita ad applicare la mia fantasia e che rimarrà quindi nota semplicemente come "frolla alleggerita".
Data la passione di qualcuno qui per le crostate, mi sono trovata a dover elaborare una specie di frolla meno burrosa, più leggera, adatta per essere mangiata volendo anche ogni giorno, con meno sensi di colpa.
Ovvio, non aspettatevi friabilità e croccantezza paragonabili alla frolla con le proporzioni lassiche, metà del burro viene sostituito da latte per cui su questo perde molto, ma ripeto io la trovo un buon surrogato. Che forse, ho pensato, potrebbe essere ulteriormente migliorato usando la ricotta al posto del latte...chissà.
Nata per la crostata, questa frolla non sfigura nemmeno per i biscotti, a patto che prima di gustarli si spennellino con un po' di burro e zucchero, o con un bello strato di glassa o di marmellata.
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Frolla alleggerita

burro 70g
zucchero a velo 60g
scorza di 1 limone
farina 250g
lievito per dolci 4g
uova 1
latte q.b.

Ridurre a crema il burro insieme allo zucchero a velo e alla scorza di limone grattugiata. Aggiungere la farina setacciata insieme al lievito e poi l'uovo appena sbattuto. Mescolare energicamente con il cucchiaio di legno. Iniziare ad aggiungere latte fino a che tutto l'impasto non sarà ben compatto, impastare rapidamente e far riposare 1\2 ora in frigorifero prima di utilizzare.
Io ci ho fatto una crostata e una decina di biscotti mignon.
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martedì 22 dicembre 2009

Tortlèin ed Nadél: i nostri tortellini dolci di Natale

3 kg di farina
18 uova
1,2 kg di zucchero
6 buste e mezzo di lievito
sono i numeri del tortellinamento di quest'anno, momento immancabile in cui io, la nonna e sua sorella la mitica Rosi ci sfoghiamo delle noie quotidiane impastando rigorosamente a mano dei mallopponi impressionanti di frolla profumatissima.
Ma come fate poi a cuocere tutta sta roba penserete voi... E infatti non avreste mica tutti i torti, perchè in casa sarebbe piuttosto impossibile, a meno di tenere accesi i due forni che abbiamo più o meno per 24 ore continuative.
Noi noleggiamo il forno del fornaio.
Come si faceva una volta.
Con la sola differenza che al giorno d'oggi non ci si va col carretto (ma con la Panda, che poi non c'è sta gran differenza :) e che invece delle assi di legno si stende tutto su una serie di bellissimi vassoi con ganci agli angoli che si impilano l'uno sull'altro senza toccarsi e lasciando respirare i cibi.
Io, ma mi sa che lo sapete già...., amo tantissimo i dolci speziati e fruttati, impazzisco per le tradizioni natalizie nordiche e la mia cucina profuma di zenzero e cannella ormai da un mese a questa parte. Ma qui, a casa mia, il dolce del periodo di Natale è sempre stato, e spero continuerà ad essere, insieme solo all'immancabile panettone, solo questo.
E quindi non poteva mancare.

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Tortellini di Natale di casa mia

- Pasta:
farina 1 kg
amaretti n.8
zucchero 400g
uova 6
burro morbido 300g
scorza di 1 limone
2 bustine di lievito
un goccino di sassolino
- Ripieno: un bel mix a piacere di marmellate di: amarene, prugne, arance e marroni, qualche biscotto secco sbriciolato e ancora 2 o 3 amaretti.
- Decorazione: 2 albumi, zuccherini o zucchero a velo

Preparare il ripieno: in questo caso non ci sono dosi anche perchè dipende molto dal tipo di marmellate che si usano, quindi si mescola e si mescola fino ad ottenere il sapore desiderato, che deve essere dolce ma mantenere un fondo un po' aspro (che in genere si ottiene con una buona quantità di buona marmellata di prugne).
Mescolare alla farina gli amaretti sbriciolati e disporre a fontana sul tagliere. Aggiungere lo zucchero e le uova appena sbattute e iniziare a impastare dal centro. Aggiungere poi anche il burro ridotto a pomata, la scorza di limone, il lievito e il sassolino. Impastare energicamente finchè tutto non sarà omogeneo.

Dare alla pasta la forma di un panetto. Prelevare delle "fette" di pasta, stenderle in strisce dello spessore di circa 3-4 mm su cui disporre un cucchiaino abbondante di ripieno ogni 4-5 cm. Ripiegare la pasta sopra, come per i normali tortelli, far aderire con le dita e infine tagliare il tortellini utilizzando l’apposito stampino oppure il bordo di un bicchiere tondo.
Prima di infornare, spennellare la superficie con albume e se piacciono cospargere di zuccherini colorati. La cottura deve avvenire in forno già caldo, per un tempo variabile dai 15 ai 20 minuti a seconda delle dimensioni
Si conservano in scatole di latta per molti giorni.
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lunedì 21 dicembre 2009

Vanillekipferl: il top dei biscotti d Natale

Dunque, se ancora qualcuno fosse un po' indeciso su quali biscottini regalare, se il post tutto dedicato a loro dell'altro giorno non vi fosse bastato, se in mezzo al mio elenchino non avete trovato niente di del tutto convincente, sappiate che con questi non potete sbagliare.
Fin'ora, nella mia modesta esperienza, non credo di aver mai preparato niente di più buono, di più profumato, di più friabile. Niente di più adatto per queste giornate.
I Vanillekipferl.
Lunette alla vaniglia e mandorle oppure nocciole, regalateci, anche questa volta, dalla tradizione tedesca e austriaca. Unico neo: ci vuole un pochetto di tempo e di manualità per dare la forma e soprattutto per fare in modo che alla fine risultino tutte il più possibile uguali tra loro, ma ne vale la pena.
La ricetta viene da un libricino splendido, Il quaderno dei biscotti delle feste di Gabriella Pecchia, un volumetto che, come molti altri editi dalla raffinata Kellerman di Vittorio Veneto, è interamente stampato riproducendo una datata scrittura a mano, sembra scritto da una nonna per intenderci, e illustrato in modo altrettanto semplice e d'effetto. Le ricette che ho provato sono tutte riuscite alla perfezione, e questo mi ha spinta ad approfondire, scoprendo che di questi bellissimi
quaderni esiste tutta una collana super interessante tutta dedicata alla memoria, alle vecchie usanze di vari luoghi e comunità, in cui trovano posto anche i 3 libri di Elisabetta Tiveron di Panemiele. Infine, dettaglio non trascurabile di questi tempi, non sono neppure costosi. Io qualcuno da regalare l'ho preso :)
Tornando alla ricetta, mi piacerebbe tantissimo postarvi la scansione della pagina, ma putroppo, e giustamente, non è consentito senza l'autorizzazione dell'editore per nessuno scopo. Un'idea della grafica, a mio parere quasi geniale, potete però farvela qui.

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Vanillekipferl

burro freddo 150g
zucchero 50g
farina 210g
nocciole 75g
estratto di vaniglia1 cucchiaino
zucchero a velo vanigliato per guarnire

Ridurre il burro a piccoli cubetti. Tostare le nocciole in forno caldissimo per pochi minuti ed eliminare la pellicina sfregndole dentro uno straccio, poi tritarle finissime. Impastare velocemente tutti gli ingredienti. Formare con l'impasto delle lunghe biscie, dividerle in cilindretti di circa 5-6 cm, assottigliare le estremità e piegarli leggermente al centro, in modo da dar loro la forma di lunetta. Cuocere a 180 per 15 minutii, poi lasciar raffreddare completamente prima di toccare (importante, se no si disintegrano!). Spolverare con abbondante zucchero a velo vanigliato
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lunedì 7 dicembre 2009

Shortbread & alberi

Mi hanno attirata per il loro nome strano (short-bread, ma chevvuoldire? cioè che senso ha?) e già da un po' li bramavo, poi ieri li ho visti comparire su Fiordifrolla, in una splendida fotografia, e non ho potuto resistere.
Si tratta di biscotti tipici della Scozia, il cui nome (grazie come sempre a Wikipedia!) si riferisce alla loro particolare friabilità, infatti short sembra essere un termine ormai in disuso per friabile.
Possono essere realizzati in tre forme principali, io ho scelto quella più nota, allungata (shortbread fingers), ma si trovano anche tondi (shortbread rounds, come quelli di Fiordifrolla) e anche in un unico grande biscotto che si serve tagliato a fette (petticoat tails).
Immaginandone il gusto, temevo la preponderanza del burro, quindi ho optato per un leggero aroma al limone che me li ha resi profumati e ne ha alleggerito un po' il gusto, che altrimenti sarebbe stato davvero "troppo".
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Shortbread fingers al limone

farina 00 270g

burro 180g
zucchero 100g

scorza di 1 limone e 1 cucchiaino di succo

latte q.b.

Amalgamare lo zucchero e il burro ammorbidito. Aggiungere poco per volta la farina e infine la scorza di limone. Aggiungere il cucchiaino di succo di limone e latte quanto basta per rendere l'impasto lavorabile e uniforme, impastare brevemente e far riposare in frigorifero per 30 minuti.
Stendere l'impasto all'altezza di 1 cm circa sull'asse infarinata e ricavarne dei rettangoli di 2x7 cm, forare con i rebbi della forchetta e infornare a 160° per 16 minuti.
Potrebbero sembrarvi ancora crudi, perchè ancora molli e chiari, ma non lo sono! Si devono colorire solo nei bordi inferiori, e diventeranno solidi solo quando raffreddati.
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E visto che tra poche ore sarà già l'8 dicembre, giorno tradizionalmente deputato alla preparazione di albero&presepe&cc a casa mia, un "assaggio" del mio albero personale, quello piccolo e un po'anticonvenzionale (quello ufficiale è molto più politically correct, un perfetto pino sintetico verde con palline, stelle e cuori a patchwork sui toni del bianco-blu, di cui vado comunque abbastanza orgogliosa!).


....scegliere, ritagliare, e forare le decorazioni....
...poi abbellirle con qualche bottone recuperato e ricami che ricordino vecchi rammendi casalinghi......posizionare tutto sull'albero e scegliere l'angolo di casa più bello dove collocarlo.
Buon giorno di festa, buon alberello, buone infornate, io intanto me ne vado ai mercatini trentini, quest'anno sperimentiamo Arco e Rovereto.

martedì 24 novembre 2009

Primi biscottamenti pre-natalizi: i pepparkakor

E adesso che i giochi sono fatti (=quello che potevo fare per prendermi un certo lavoro che mi interessava particolarmente l'ho fatto, non resta che aspettare accanto al telefono) possiamo un attimo fermarci, rilassarci, e dedicarci a una delle attività che preferisco: buttarci a capofitto nel clima pre-natalizio, progettando bigliettini e piccoli regali home made, ma soprattutto andando a caccia di ricette e biscottando senza sosta e senza tregua. Primo esperimento: i mitici pepparkakor, i biscotti speziati svedesi, scoperti all'Ikea e parenti molto stretti degli anglosassoni gingerbread e anche un po' dei belgi speculoos.
Il loro sapore è proprio quello "del Natale", fortemente speziati, in più in questa versione trovata su cookaround ho visto comparire anche un pizzico di scorza d'arancia che ci sta non bene ma benissimo nell'insieme. I classici biscotti da appendere all'albero insomma.
La forma originale del pepparkakor è quella di fiorellino a sei petali tondi, ma visto che io avevo questo stampino qui, e che quelli dell'Ikea vendono anche una tipologia che ha proprio questa forma, ho deciso che andava bene, se non lo sanno loro chi lo deve sape'?
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Pepparkakor - biscotti speziati svedesi

farina 420g

sale un pizzico

bicarbonato una punta di cucchiaino*
zenzero macinato 2 cucchiaini

cannella macinata 1 cucchiaino

noce moscata grattugiata una punta di cucchiaino

chiodi di garofano macinati una punta di cucchiaino

burro ammorbidito 110g

zucchero 100g
1 uovo grande

melassa 160g (in alternativa: miele scuro)*

scorza d'arancia grattugiata 1 cucchiaino

Mescolare farina, sale, bicarbonato e spezie.
A parte mischiare in una ciotola capiente il burro ammorbidito e lo zucchero fino a creare una crema spumosa, a cui aggiungere poi l'uovo, la melassa (o miele) e la scorza d'arancia. Incorporare gradualmente il composto di farina e spezie. Impastare rapidamente poi avvolgere l'impasto nella pellicola e fa riposare per una notte in frigorifero.
Il giorno dopo, accendere il forno a 180°. Stendere l'impasto ad uno spessore di 2 mm e ricavare i biscotti (eh lo so non è facile, ma per ottenerli sottili e croccanti è l'unico modo). Appoggiarli sulla placca del forno rivestita di carta e infornare. Dovrebbero essere sufficienti 8 minuti per ottenere biscotti croccanti e friabili di un colore dorato scuro uniforme.

*di bicarbonato proprio pochissimo, se no si creerà un'antiestetica pancia al centro del biscotto che proprio non c'entra niente niente con come deve venire, sottile e uniforme.
* io ho utilizzato il miele e sono rimasta molto soddisfatta.
* ho preparato l'impasto seguendo le quantità riportate, poi mi sono accorta che era davvero tanto e che il tempo per 3 infornate minimo non ce l'avevo proprio. Fatto sta che metà l'ho congelato e utilizzato la settimana dopo, confermo che si può fare quindi, l'unico problema è che l'aroma delle spezie, dopo lo scongelamento, risulta leggermente affievolito.
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Buone infornate!

lunedì 16 novembre 2009

La prima ricetta dal Libro del Cavolo: scones all'uvetta

Da giorni ormai (anche se avrei cose ben più urgenti e importanti da fare, tipo domani ho un concorso, vabè...) mi rigiro per le mani il bel libro di Sigrid, indecisa su da dove partire, che cosa provare per primo, sfoglia, sfoglia, non mi decidevo mai.
Poi come si fa tante volte ho scelto proprio "a sentimento", perchè ricordavo i toni entusiastici con cui aveva presentato questi dolcetti sul Cavoletto ormai un sacco di tempo fa, e soprattutto perchè avevo qualche suggerimento in più sulla realizzazione, visto che questa è una delle poche (forse l'unica?) ricetta quasi filmata di Sigrid che il nostro fido Youtube ci possa offrire -->(guardate qui!).
E poi ha ricavato la sua ricetta da Breakfas Lunch Tea di Rose Bakery, altra garanzia.
E poi questi dolcetti britannici, tipici del tea-time mi hanno sempre incuriosita, come fanno, mi chiedevo leggendo gli ingredienti, a non diventare dei mattoncini asciutti e farinosi? E come possono essere buoni con così poco zucchero nell'impasto? Non per niente mia nonna leggendo la ricetta ha pensato che che si chiamassero veramente scùns (che qua da noi significa scondito, insipido) proprio perchè così neutri e poco saporiti.
E invece loro si sono risposti da soli.
Provare per credere, gustandoli tiepidi con un velo di burro e un po' di più di marmellata, oppure panna densa e zuccherata.
Il consiglio servire tiepidi questa volta non è un consiglio, è più diciamo un must. Consistenza, e anche sapore, cambiano notevolmente con il raffreddamento completo, e credetemi qualcosa si perde. E' evidente che non avendo nessuna di noi superpoteri particolari può diventare necessario doverli preparare in anticipo, in questo caso basterà ripassarli per 10 secondi al microonde avvolti in un foglio di carta assorbente da cucina, proprio come si fa per far rinvenire i croissant. Con queste dosi ne vengono molti, io dimezzo tutto proprio perchè mi piacciono appena fatti, al massimo se la richiesta non si esaurisce li rifaccio, tanto ci vuole mezz'oretta scarsa cottura compresa.
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Scones all'uvetta di Rose Bakery via Sigrid

farina 500g
latte 300ml
uvetta 160g
burro 110g
lievito per dolci (baking powder) 2 cucchiai abbondanti
zucchero 2 cucchiai
sale un cucchiaino

uovo 1


Setacciare la farina, aggiungerci il lievito, lo zucchero e il sale e mescolare. Aggiungere il burro morbido a fiocchetti e, con la punta delle dita, sbriciolarla nella farina finché sia completamente assorbita. Aggiungere l’uvetta e mescolare bene. Versare il latte al centro e, con una forchetta, mescolare. Lavorare poi rapidamente l’impasto con le mani.
Su una spianatoia leggermente infarinata, stendere l’impasto a 3cm di spessore e, con un tagliapasta di 5cm, ritagliare gli scones (e ripetere l’operazione con gli avanzi di impasto). Disporre gli scones su una teglia da forno rivestita con carta da forno, lasciando 1 o 2 mm di spazio fra ognuno ma senza che si tocchino. Sbattere l’uovo e spenellare la superficie degli scones. Infornare a 200°C per 15-20 minuti finché saranno leggermente dorati. Sfornare (a questo punto gli scones, che si sono gonfiati, si toccano), staccarli delicatamente e lasciarli intiepidire su una griglia.
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venerdì 25 settembre 2009

Offelle ripiene d'autunno


La parola offella, in questo significato, è del dialetto romagnolo e, se non isbaglio, anche del lombardo, e dovrebbe derivare dall'antichissima offa, focaccia, schiacciata composta di farro e anche di varie altre cose.
Dar l'offa al cerbero è una frase che ha il merito dell'opportunità parlandosi di coloro, e non son pochi oggigiorno, che danno la pubblico a quattro ganascie. Ma torniamo alle offelle, che sarà meglio.
Come di certo qualcuno di voi avrà capito ieri Paoletta mi ha fatto venire voglia di riprendere in mano la mia super economica versione de l'Artusi, che Giunti pubblica democraticissimamente a 4,60, e che così ci introduce questi stupendi biscotti ripieni.

Piccola ricerca e ho scoperto che lo stesso nome offelle indica principalmente la versione lombarda, biscotti di frolla molto burrosa a forma allungata (v. le offelle di Parona) per cui serve appunto lo stampino apposta. L'Artusi invece ce li presenta come sottili frolle ripiene di composta di mele, canditi, zucchero e cannella, di origine bolognese delle quali ci riporta persino la forma corretta che deve essere rotonda e smerlata. Anche di questa ricetta ho trovato qualche riscontro, con il ripieno accompagnato, a seconda dei luoghi, anche da farina o chiara d'uovo o altri profumi come lo zenzero.

Io che da giorni necessitavo di una colazione che non facesse storcere il naso alla parte tradizionalista radicale della mia famiglia, che mal reagisce a "novità" come il cardamomo e il rosmarino nei dolci, le ho prese al volo, mantenendo forma e procedimento artusiani, ma variando un po' il ripieno in base a quel che c'era in casa, sempre però autunnale e profumato.


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Offelle ripiene d'autunno

pasta frolla preparata con:
Farina 250g
Burro 120g
Zucchero 110g
Uova 1
Lievito istantaneo in polvere 1 cucchiaino
ripieno:

1 vasetto di marmellata di fichi
1 mela gialla
nocciole sgusciate ma non private della pellicina 100g
cannella in polvere 1\2 cucchiaino da caffè
zucchero a velo per guarnire

Preparare la pasta frolla e lasciarla riposare per mezz'oretta in frigorifero. Nel frattempo tritare le nocciole grossolanamente (meglio con la mezzaluna che col robot per evitare che si polverizzino troppo), sbucciare e tagliare a tocchetti piccolissimi la mela e mescolare tutto immediatamente con la marmellata, poi profumare con la cannella. Stendere la frolla con uno spessore di 3 mm (insomma il più sottile possibile) sul piano ben infarinato e con l'apposito stampino tagliare i cerchietti. Sulla metà di questi, depositare una piccola quantità di ripieno, inumidire i bordi con acqua o albume e sovrappore l'altro strato. Saldare bene i bordi di ciascuna offella pizzicanco con le dita. Infornare a 180° per 12-15 minuti, il tempo dipenderà dallo spessore della frolla.
Una volta raffreddati, cospargere semplicemente di zucchero a velo.

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e per chi (male!) non l'avesse ancora nel proprio cookbook shelf...
-----> Qui Artusi, la Scienza in cucina e l'Arte di mangiar bene - online

lunedì 14 settembre 2009

Fette biscottate homemade

Come ho accennato, qualche giorno fa un'anima buonissima e dolce mi ha regalato, così all'improvviso, senza occasione particolare, questo bellissimo libro sul pane, in particolare sulle possibilità offerte dalle macchine del pane, di cui possediamo un affidabilissimo esemplare.
Le spiegazioni dettagliatissime delle prime pagine mi hanno dato subito l'idea di un volume molto curato, di quelli insomma che alla fine della lettura l'argomento trattato non avrà più segreti.
Le ricette si dividono in sei sezioni: pani base, pani rustici, per la colazione, pani per cambiare, per pic nic e per la merenda. A loro volta poi ogni categoria prevede ricette realizzate interamente con la MdP (cioè compresa la cottura) o solo con il suo ausilio, per l'impasto e la lievitazione.

Sono pagine davvero da sogno, che consiglio a tutti oltre che per la ormai nota cura grafica dei volumi di Tommasi, anche per la precisione e per la varietà delle ricette, un vademecum indispensabile per gli appassionati di panificazione senza troppo tempo a disposizione.

Tanto per portare un esempio, illustra come ricavare, da un pane particolare fatto con la Mdp , delle bellissime croccantissime fette biscottate.
Devo premettere che ci vuole un po' di tempo più che altro per le lunghe attese di asciugatura, nel senso: se le vogliamo mangiare poniamo alla domenica pomeriggio per merenda dovremo attivarci al sabato mattina intorno alle 9 per riempire e attivare la macchina. Poi fino al mezzogiorno del giorno dopo il panone riposerà tranquillo, e solo a quest'ora dovremo riprenderlo in mano per tagliarlo e far asciugare le fette.
Questo per organizzarsi. Adesso tutti i dettagli:

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Fette biscottate homemade con MdP
per 600g di fette biscottate

latte a t ambiente 190 ml

acqua tiepida 80 ml

zucchero 15g
sale 1,5 cuchiaini (=6g)
farina 450g
lievito di birra disidratato 1 cucchiaino colmo
burro 40g

1° giorno: (operazione che richiede 10 minuti circa) .Mettere nel cestello della macchina l'acqua e il latte, poi il sale e lo zucchero. Versare la farina, formare un buchino al centro e inserirvi il lievito e il burro ammorbidito. Azionare con il programma "pane bianco" o "base" (durata intorno alle 3h e 20'.), con doratura "media" e peso 600g o quello che più gli si avvicina. Al termine, togliere dalla macchina e lasciar asciugare all'aria per 24 ore.

2° giorno: Trascorse le 24 ore affettarlo a fette di 1 cm di spessore, stenderle su una teglia larga e lasciarle asciugare ancora per 1h. Scaldare il forno a 210° e infornare le fette per 15 minuti girandole a metà cottura. Fare molta attenzione alla cottura che è molto veloce e tirarle fuori quando saranno ben dorate da entrambi i lati. Spegnere il forno e lasciare che la temperatura scenda sotto i 100°. Rimettere le fette in forno e lasciarle asciugare ancora per qualche ora.

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Guardate come sono uguali a quelle comprate! Non avrei mai creduto! (picco di soddisfazione personale), mi verrebbe voglia di ricominciare subito con un altra ricetta da questo libro ma oggi proprio non c' tempo.
Abbandono pc e fornelli e me ne vado qui, dove tutte le idee che saltellano instancabili per la mia testolina riguardo a brico vari e decorazione della maison possono con poca spesa e un po' di orette di lavoro diventare realtà.

mercoledì 9 settembre 2009

Rose del deserto

Nulla di nuovo. Restano sempre tra i migliori biscotti del mondo. Ma non potevano non comparire nel mio indice ricette.
Fin'ora ne avevo sempre provata una e una sola ricetta, quella infallibile della zia Anna, che le faceva venire croccantissime fuori e morbide all'interno. Poi un giorno per cambiare ho provato quelle di Arietta ed era tutta un'altra cosa, e non sono più stata in grado di capire quali fossero le mie preferite.
Cuore morbido o croccanti anche all'interno? Uvetta, altra frutta o gocce di cioccolato? Io ve le lascio tutte e due, fate voi! Tenendo conto che con ciascuna ricetta ne vengono un bel po', 40-5o rose.

Rose del deserto di Arietta (croccanti)

150 gr di zucchero
2 uova
quasi 2 etti di burro (circa 180 gr)
200 gr di farina
60 g fecola di patate
1 dose di lievito per dolci
1 confezione di cornflakes
uvetta q.b.
gocce di cioccolato q.b.
Zucchero a velo q.b.

Amalgamare con le fruste elettriche zucchero, uova, burro ammorbidito, farina, fecola e lievito, fino a ottenere una pastella molto densa, spumosa e appiccicosa.Dividere l'impasto in due terrine. Unire a metà del composto l'uvetta asciutta e all'altra metà le gocce di cioccolato. Aiutandosi con due cucchiaini da thè, prendere una noce di pastella e formare delle quenelle tondeggianti, deporle in una terrina colma di cornflakes e farvele saltare. Disporre ben distanziate (al massimo 4 per riga, su 4 file) su placche coperte di carta forno e cuocere in forno preriscaldato a 180 gradi per 15 minuti. Una volta raffreddate, cospargere di zucchero a velo.

Rose del deserto della zia Anna (integrali e col cuore più morbido)

farina integrale 200g
uova 2
burro 125g
zucchero 120g
uvetta 150g
lievito 1 bustina
vanillina1 bustina
1 confezione di corn flakes
zucchero a velo

Mescolare le uova con lo zucchero, aggiungere la farina con il lievito, 1 pizzico di sale, la vanillina e il burro fuso. Amalgamare bene e aggiungere l'uvetta. Formare delle palline per quanto possibile perchè l'impasto sarà molto molle, farle passare nei corn flakes prima di adagiarle sulla placca ricoperta di carta da forno. Cuocere a 180° per 15 minuti.
Nella mia versione al posto dell'uvetta ho inserito dei frutti rossi disistratati, lamponi fragole e ciliegie, che si trovano facilmente alle fiere e alle sagre in quegli enormi golosi tendoni specializzati in frutta secca. Mi sarebbe piaciuto metterli anche sulla superfcie, per dare un po' di colore, ci ho provato e in cottura bruciano dando come unico colore...il nero. Quindi nella seconda infornata li ho amalgamati all'impasto ed erano ok.

Un piccolo P.S: In questi giorni mi sto accorgendo di quanto sia sterminata la foodblogosfera, insomma ogni giorno per un motivo o per l'altro scopro nuovi blog interessantissimi di cui non conscevo ancora l'esistenza. In più spesso facendo qualche ricerca ne trovo alcuni che hanno Meringhe nell'elenco dei preferiti ma che io non avevo mai visto! Io trovo che per imparare e migliorare sia fondamentale conoscere i propri lettori e di conseguenza comunicare e condividere con loro. Quindi mi farebbe molto ma molto piacere se chi passa di qui mi lasciasse un segno, in modo da poter ricambiare la visita! Tra poco avrò qualche giorno di ferie e non me ne voglio perdere uno!
PASSI DI QUI E HAI UN BLOG CHE IO NON FREQUENTO ABITUALMENTE O NON HO MAI COMMENTATO??
LASCIAMI IL LINK, SARO' FELICE DI RICAMBIARE LA VISITA!!

domenica 23 agosto 2009

Passion for cookies

L'aria si è rinfrescata..ah.. e posso finalmente parlare un po' di biscottini e farne qualcuno senza sentirmi in colpa verso il resto dei frequentanti la mia cucina.
I biscotti sono stati il mio primo tentativo in cucina, la prima cosa commestibile che ho preparato da me, la mia prima soddisfazione. Verso i 13-14 anni preparavo enormi quantità di frollini a stella e cuore, poi ho passato la fase dell'abuso dei coloranti alimentari, e infine quella strumentale con sparabiscotti e formine sagomate a, nell'ordine di acquisto: animali selvatici, stoviglie per il te, lettere, mani e piedi, soggetti natalizi, mezzi di trasporto. Si insomma se vi serve la formina a sidecar io ce l'ho.Dei biscotti mi piace il fatto che possono anche comunicare qualcosa, essere sagomati e decorati a tema, colorati, adeguati.
Adesso ogni tanto mi piace ricascarci, e l'altro giorno con la frolla rimasta dalla crostata, ricordandomi bene quelli così bellini fatti da lei per pasqua, mi sono concessa una piccola regressione. Ho sfornato questi biscottini da principessa, perfetti per la festa di una bimba o da regalare ad un'amica dai gusti un po' così. Non so voi ma io ce le ho.

Biscotti da principessa al marzapane

Frolla lievitata (quantità rimasta dalla crostata)

marmellata di agrumi 1-2 cucchiai

marzapane 200g
colorante alimentare rosso 3-4 gocce

zucchero a velo per le mani

Accendere il forno a 180°. Stendere la frolla con uno spessore di 3 mm, dare le forme e infornare per 8-9 minuti. sfornare e lasciar raffreddare completamente. Spalmare sui biscotti uno strato sottilissimo di marmellata. Con le mani sempre sporcate con zucchero a velo, impastare il marzapane insieme al colorante finchè il colore non sarà omogeneo. Stenderlo in una sfoglia sottile e sagomarlo con gli stessi stampini usati per i biscotti. Sovrapporre le formine di marzapane ai biscotti, che staranno ben incollate grazie alla marmellata. Adattare bene al biscotto lo strato di marzapane nel caso in cui non coincidano perfettamente. Decorare a piacere con zuccherini, cocco...

In base ai propri gusti poi è possibile variare lo spessore di uno o dell'altro strato, io ho fatto in modo che fossero circa uguali ma per chi non va matto per il marzapane come me consiglio di fare un po' più alto il biscotto in modo da rendere predominante il sapore della frolla. Questa è solo un'idea semplice semplice, ma se volete sbizzarrirvi con forme e colori essere sempre a tema e non sbagliare mai un colpo armatevi di qualche strumentino, marzapane, coloranti e pasta di zucchero e andate a rifarvi gli occhi qui, biscotti per ogni occasione, assolutamente da copiare (o anche da ordinare già fatti!!) Un esempio??? La mia donnina di gingerbread preferita Sunnie Suzie della Gingerbread Gang...la adoro!
Buona domenica biscottosa allora, a prestissimo!

martedì 16 giugno 2009

Biscotti al rosmarino


In questi giorni sto attraversando insieme a lui un momento particolare dal puunto di vista del cibo, visto che per una cura gli hanno tolto latte, burro, pane se non con lievito madre, carne, alcuni ortaggi e frutti, insomma un disastro, persino lo zucchero. Per ciò credo che per qualche settimana dovrò dedicare il mio tempo-fornelli a inventare cose per sostentarlo che siano un po' più che commestibili, non dico buone o gustose, sarebbe troppa pretesa, ma almeno in grado di stimolargli un po' l'appetito. Io ho deciso di prenderla come una sfida, e sono certa che anche grazie ai tanti blog che leggo avrò preziosissimi suggerimenti, unica cosa però che forse i dolci, per un po' dovranno restare in secondo piano, spero di cavarmela con quelli tenuti da parte per le emergenze-post, se no pazienza, lascerò le meringhe a riposo per un po'.

Visto che pian piano stanno iniziando ad arrivare tanti contributi alla mia raccolta, vorrei ringraziare chi ha partecipato fin'ora, e invitare ovviamente tutti i "passanti" a lasciarmi il loro piccolo-grande contributo...intanto oggi voglio mettercene uno io, dei biscottini speciali che ho inventato usando uno tra i miei ingredienti preferiti e che, sono convinta, ha molte potenzialità (al pari del basilico per esempio) anche nella pasticceria, in particolare questo nei dolci da forno. Non so dirvi se li rifarò, però di certo hanno stupito, sono stati un gradito regalo e hanno appassionato chi è sempre in cerca di nuovi sapori. Due cucchiaini da caffè colmi di rosmarino mi sono sembrati sufficienti, anche se sono stata tentata di osare un po' di più..


Biscotti al limone e rosmarino
Burro morbido 50g
zucchero 80g
scorza di 1 limone

succo di 1\2 limone
rosmarino fresco tritato 2 cucchiaini
uova 1
latte 4 cucchiai
farina di mais 100g
farina bianca 00 100g

Fondere il burro a bagnomaria o nel microonde, lasciarlo raffreddare un po' poi unirvi lo zucchero e mescolare. Aggiungere la scorza e il succo di limone, il tuorlo precedentemente sbattuto, il rosmarino e il latte sempre mescolando. Aggiungere ora le farine a pioggia, impastare e riporre in frigo per 1\2 ora.
L'impasto risulterà piuttosto duro. Accendere il forno a 180°. Trascorso il tempo, stendere l'impasto con uno spessore di 4-5 mm, ricavarvi i biscotti con le formine preferite (io non riesco a dissociarmi dall'adolescenziale cuoricino...), spennellare con l'albume, infornare e cuocere per 13-15 minuti.