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domenica 5 dicembre 2010

Panna cotta Christmas style

con gelatina all'arancia e scaglie di cioccolato fondente Caffarel



Ci ha chiesto la Caffarel, in cambio della consegna del pacco di cui vi ho parlato, di preparare, fotografare e postare una ricetta dolce della nostra tradizione natalizia famigliare. E qui mi sono trovata in difficoltà, non solo per il tempo che in questo periodo proprio non c'è. Ma soprattutto perchè, mi sono accorta, a casa mia non esiste un vero dolce natalizio. Io credo sia perchè nel corso dei decenni le mie bisnonne e le mie nonne si sono accorte che quando si arrivava al punto del dolce ormai dopo due primi,due o tre secondi infiniti contorni di spazio non ce n'era veramente più, per cui era un po' inutile perdersi in dolci complicati dalle lunghe lievitazioni che poi probabilmente non avrebbe mangiato nessuno. 
Qua se proprio a qualcuno rimane uno spazietto, c'è sempre pronta una bella fetta di panettone tradizionale che puntualmente qualcuno regala, oppure uno dei nostri tortellini, preparati all'inizio del mese e conservati fino a Natale in una scatola di latta.
Niente di elaborato, niente di veramente appartenente alla tradizione famigliare.
Ma da 4 anni a questa parte, cioè più o meno quando a causa mia si è aggiunta un altra persona ai nostri pranzi e cene di Natale verso la quale non avevo alcuna intenzione, soprattutto all'inizio, di sfigurare dal punto di vista culinario, ho iniziato a preparare, per il fine pasto, dei minuscoli dolcetti al cucchiaio. Piccoli, leggeri e rinfrescanti. Una mano santa dopo aver visto sfilare per ore davanti ai propri occhi piatti di portata dalle fogge più svariate "allestiti" più che riempiti con tutta la fauna da cortile possibile ben alloggiata in un lettino di classico bisunto nonnesco.
Quest'anno, se riuscirò a procurarmi 18 pirottini carini tutti uguali,  credo che farò questa. Con la sola aggiunta di un po' di cannella, per fare ancora più Natale.


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Panna cotta con gelatina all'arancia e cioccolato fondente

per la panna cotta:
panna 500 ml (oppure 250 ml di panna e 250 di latte)
zucchero 80g
vanillina 1 bustina o scorza di 1 limone
colla di pesce 7g
per la gelatina:
succo di 3 arance
miele 1 cucchiaino da the
colla di pesce  3g
per decorare:
cioccolato fondente in tavoletta freddo di frigorifero

Panna cotta: Ammollare la gelatina in acqua fredda. Scaldare a fuoco dolce la panna (o la panna e il latte) con la vanillina o la scorza di limone e lo zucchero finchè non inizierà a bollire. Togliere dal fuoco e aggiungere la gelatina ben strizzata. Amalgamare bene e velocemente con una frusta. Versare nei bicchierini lasciando 1,5\2 cm dall'orlo e lasciar raffreddare completamente, poi mettere in frigorifero per 3-4 ore.

Gelatina: Ammollare la gelatina come nel passaggio precedente. Scaldare in un pentolino il succo d'arancia, sciogliervi il miele e quando accenna a bollire spegnere. Aggiungere la gelatina ammollata e strizzata e mescolare velocemente. Lasciar intiepidire un attimo poi versare nei bicchierini e riempiendoli fino all'orlo. Dopo circa 2 ore di frigorifero dovrebbe essere solidificata.

Prima di servire, sformare su un piattino se lo si desidera, poi decorare con sottili scaglie di cioccolato fondente ottenute con una mandolina e infine, se piace, spolverizzare con un po' di cannella.

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lunedì 6 settembre 2010

Panna cotta digestiva alla liquirizia


Primo esperimento dalla super monografia sulle panne cotte. 
E primo esperimento utilizzando il consiglio dell'autrice: sostituire alla gelatina in fogli una piccola quantità di preparato per budino alla vaniglia. Questo accorgimento a me è sembrato subito molto comodo, visto che a causa delle abitudini alimentari della mia famiglia è molto molto più facile avere in casa del preparato per budino (=cosa rapida e industriale) piuttosto che della gelatina in fogli (=cosa che richiama alla mente ammolli, strizzamenti e preparazioni molto più complicate). 
Il risultato è stato soddisfacente, il dolce era solido, ma non abbastanza da poter essere sformato, per cui l'ho dovuto servire nei bicchierini. Forse sarebbe sufficiente aumentare un po' la quantità di preparato, invece che un cucchiaio e mezzo per 1\2 l di panna magari due, due e 1\2. Ma a questo punto tanto varrebbe preparare direttamente la panna cotta in busta forse...per cui mi sa che dalla prossima volta tornerò ai cari vecchi fogli noti come colla di pesce, o all'ancor più datata tecnica della maizena stemperata, o magari mi metterò a sperimentare l'agar agar, chissà.
Comunque, in qualsiasi modo si decida di addensarla, questa panna cotta alla liquirizia è un super digestivo perfetto dopo pasti abbondanti, diciamo che è riuscita a farmi uscire quasi indenne di stomaco da una grigliata, cosa che non succede proprio sempre...soprattutto quando ne capitano 3 alla settimana come in certi periodi... :)


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Panna cotta alla liquirizia (da Panna cotta, di Laura Zavan, Bibliotheca culinaria, 2008)
per 4 -6 persone

  • panna fresca intera 500 ml (oppure 250 ml di panna e 250 di latte intero)
  • liquirizia pura 8g (io ho usato la famosa"spezzatina Amarelli")
  • zucchero grezzo di canna 30g
  • essenza di menta 2 gocce
  • preparato in polvere per budino alla vaniglia 2 cucchiai pienissimi

Polverizzare la liquirizia nel mortaio poi metterla in una casseruola insieme alla panna e allo zucchero. Far scaldare a fuoco dolce, mescolando fin quando la polvere di liquirizia si sarà completamente sciolta.  Incorporare con l'aiuto di una frusta il preparato in polvere per budino. Mescolare fino al primo accenno di ebolizione poi ritirare la casseruola dal fuoco. 
Aggiungere l'essenza di menta e lasciar intiepidire per 5minuti, mescolando di tanto in tanto per evitare che in superficie si formi una pellicola. 
Trasferire nei bicchierini o negli stampi e portare a temperatura ambiente. Coprire poi con pellicola e lasciare in firgorifero per almeno 2 ore.
__l'autrice consiglia di servirla con crema inglese profumata alla menta.

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giovedì 6 maggio 2010

Il perché di una panna cotta alle fragole



In questo ultimo periodo, blogghisticamente parlando, mi sono trovata in un momento critico. Nel senso che mi è venuto a mancare il tempo, ma soprattutto ho iniziato a sentire l'ansia di dover preparare sempre qualcosa di nuovo, per stare al passo, per scoprire ingredienti particolari, anche quando non ne avevo voglia, o quando il mio unico desiderio era solo quello di mangiare qualcosa di semplice, veloce, buono e confortante. Che fosse adatto per tutti, che piacesse a tutti, nonni bambini e puerpere compresi.  La questione credetemi stava diventando piuttosto seria, non postavo buona parte delle cose che preparavo perchè le consideravo troppo semplici, banali, inadatte a meritarsi un post tutto per loro. 
Poi, dopo diverse settimane di indecisione sul da farsi (mollare tutto? fare una pausa? ecc. ecc.) l'altro giorno ho capito. 
Mentre versavo pezzettoni di fragole rossissime dentro alla panna fresca, densa e profumata, per una cena speciale, ho capito. Che meglio della panna cotta non c'è nulla. Che meglio dell'abbinamento panna e fragole non c'è nulla. Che poi significa che meglio di quello che ci va e che ci fa star bene in quel momento non c'è nulla. 
Poi non so, sarà per lo spirito con cui l'ho fatta, sarà che Diletta da cui l'ho presa e brava forte, non lo so. Però era fantastica, uno dei migliori dolci che abbia mai mangiato.



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Panna cotta alla fragola ispirata a quella di Diletta - Lo Scief scientifico

Per 6 bicchierini
panna fresca 250 ml
latte 150 ml
fragole 250g
zucchero 80g
gelatina in fogli 8g
fragole e mirtilli per decorare ( o altra frutta a piacere)

Mondare le fragole e tagliarle a pezzettini. Ammollare la gelatina in acqua fredda. In una casseruola far scaldare a fuoco dolce la panna, lo zucchero e le fragole a pezzettini. Al primo cenno di bollore, spegnere e frullare le fragole con il frullatore ad immersione. Dividere la panna in 6 bicchierini e lasciare intiepidire a temperatura ambiente. Quando la panna è quasi fredda, mettere tutto in frigorifero per qualche ora.
Decorare a piacere con fragole macerate in zucchero e limone, oppure frutti di bosco, panna montata, biscotti sbriciolati, croccante, granelle....


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Non c'entra niente ma c'entra sempre, ma avete visto questa maglietta?!? Io la voglio a tutti i costi! Per cui se conoscete la marca o sapete come si può fare ad acquistarla fatemi sapere!

venerdì 26 marzo 2010

(ancora) panna cotta & latte di cocco

In questi giorni rispettare il proposito dei 3 post alla settimana sta diventando davvero difficile, presa da mille cose e mille stimoli, sempre di corsa, e mi dispiace. Anche adesso sono di fretta e tra poco devo scappare a lezione per finire un progetto pubblicitario che potrebbe anche uscire dalle 4 mura dell'aula per diventare qualcosa di reale, chissà, comqunque ce la sto mettendo tuuutta tutta.  Fortunatamente nei lunghi mesi di nullafacenza a cui mi ha sottoposto il 2009 ho avuto il tempo per crearmi una sorta di archivietto d'emergenza da cui qualcosa può sempre saltar fuori. E magari anche a base di uno dei miei (e non credo solo miei) ingredienti preferiti: il latte di cocco. Oltretutto mi sono accorta di non aver mai postato nulla per cui urge rimediare, immediatamente. 
A dir la verità io da queste parti non lo trovo molto facilmente, però almeno son sicura che nei Todis si trova praticamente sempre, insieme ad altre due o tre cosine etnicheggianti e interessanti che ne fanno uno dei miei discount preferiti. Adoro il profumo che si sente non appena si apre la lattina, che spettacolo, basterebbe solo quello a far venire voglia di infilarlo in qualsiasi ricetta! Nella fattispecie, l'ho sostituito al latte intero che uso per fare la panna cotta e me l'ha aromatizzata lievemente rendendola anche più densa del solito. 
Io avevo pensato ad una salsina al lime, invece qualcuno con poca pazienza quando si tratta di queste cose mi ci ha sparso sopra il cacao dolce in polvere, spegnendo del tutto anche quel poco di esotico che rimaneva a sto dolcino, ma alla fine era buona anche così. Quando la rifarò, di certo un abbinamento con qualcosa al lime lo tenterò, e poi proverò a potenziare il sapore aggiungendovi qualche cucchiaio di cocco in scaglie e poi... ci sarebbero le solite altre mille possibilità :)

 Panna cotta al latte di cocco

panna fresca 250 ml
latte di cocco 250 ml
zucchero 80g
scorza di 1 limone
colla di pesce 3 fogli 

Ammollare la gelatina in acqua fredda. Prima di aprire il latte di cocco agitare bene il barattolo. Scaldare a fuoco dolce la panna e il latte di cocco con la scorza di limone e lo zucchero finchè non inizierà a bollire. Togliere dal fuoco e aggiungere la gelatina ben strizzata. Amalgamare bene e velocemente con una frusta e versare nelle coppette. Lasciar intiepidire poi raffreddare in frigorifero per almeno 4 ore. Guarnire a piacere.


:::::::e visto che siamo in tema vi saluterei con una piccola meringhe's panna cotta parade per chi maldestro se ne fosse persa qualcuna

lunedì 15 febbraio 2010

Il budino Valentino


In questi giorni sembrava che tutti si sentissero quasi obbligati a rendere noto a chiunque incontrassero il proprio pensiero riguardo alla questione festa degli innamorati, con tanta più veemenza quanto scarso era l'interesse dell'interlocutore. Per cui dopo una bella imborsata di teorie dal romantico al menefreghista al controcorrente a tutti i costi non mi sembra proprio il caso di star qui a esporvi le mie, secondo me ne avete già abbastanza pure voi, no?

Io quest'anno, che è pure caduto di domenica, l'ho preso come un occasione buona per starmene in cucina tutto il giorno, dalla mattina alla sera, indisturbata, a cucinare solo per una certa persona. Cosa che si, è vero, faccio spesso, ma mai con i tacchi e il trucco, e mai con una tavola piena di nastri avorio, candele galleggianti e curata nei minimi particolari. Ho lavorato ore (anzi posso tranquillamente dire giorni) e fotografato pochissimo, perchè non mi andava proprio di pensarci e di organizzare tutte le preparazioni in base alla luminosità esterna, però almeno il dolcino l'ho salvato. In realtà questo più che il dolce era un intermezzo, che poi è stato seguito dopo una mezzoretta di pausa dalla fonduta al cioccolato con banane e frutta secca, quindi doveva essere fresco, leggero, umido, adatto insomma per parare un po' giù le lasagne al radicchio, i cavolini e il tris di arrosti.

La ricetta l'ho liberamente tratta dal Cucchiaio d'argento - vol. Dolci, ed è davvero di una semplicità disarmante. In più si può fare praticamente in ogni momento, in quanto viene chiamata budino ma non è poi un budino vero e proprio, visto che non serve altro che spremuta d'arancia, zucchero e fecola o maizena. Per un risultato che va molto al dilà di quello che ci si aspetterebbe da tre così poveri ingredienti.

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Budino all'arancia

spremuta d'arancia rossa filtrata 350 ml
fecola di patate o maizena 25g
scorza di 1 arancia
zucchero 25g
amaretti piccoli per decorare
(cannella)

Grattugiare la scorza di 1 arancia non trattata e mescolarla allo zucchero. Mettere da parte.
Versare il succo in un pentolino, aggiungere la fecola, mescolare e far scaldare a fiamma bassa girando continuamente fino a quando il liquido si sarà addensato. Fare attenzione perchè l'operazione è molto rapida, rimane liquido anche per 5 minuti, ma quando inizia a rapprendersi lo fa in un attimo e il fuoco deve essere spento immediatamente. Versare nella salsa lo zucchero mescolato alla scorza e mescolare con energia. Versare nelle coppette, far intiepidire e far rassodare qualche ora in frigorifero. Sformare e servire decorato con amaretti interi o sbriciolati. Nella versione di ieri sera ho aggiunto anche un pizzichino di cannella insieme allo zucchero e alla scorza.
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venerdì 5 febbraio 2010

Panna cotta alla crema di pistacchi

A volte capita che un prodotto, mai utilizzato prima, inizi a farsi largo nella tua testa e a infilarsi in ogni progetto di preparazione. A volte capita anche che questo non succede solo a te, ma anche, contemporaneamente, ad altre persone,vedi, lei e lei. Se poi alla fine capita pure che te lo regalano, allora è fatta.
Crema spalmabile di pistacchi, in questa confezione. E' unta eh, però io vi giuro, non credo di aver mai mangiato niente di più appagante.
Primo immediato utilizzo, come spesso mi succede per "testare" nuovi sapori per i dolci, con (un'altra!!!!!) classicissima panna cotta. Pensando, ovviamente, che mi sarebbe uscita tutta verdina, cosi com'era nel blog da cui ho preso spunto.
E invece....
sorpresa!!!! Nel raffreddarsi, per qualche fenomeno fisico su cui avrei diverse difficoltà di base ad indagare, la parte pistacchiosa si è tutta unita in superficie, creando un meraviglioso strato più compatto, che se uno avesse voluto farlo apposta così non veniva neanche ma neanche. Bellina, vero? Chissà se si può ottenere lo stesso effetto anche con la Nutella o altre creme spalmabili...proveremo...
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Panna cotta alla crema di pistacchi

gelatina in fogli 10g
panna fresca 250 ml
latte intero 250 ml
crema spalmabile di pistacchi
zucchero semolato 100g
una manciata di pistacchi per guarnire

Ammollare la gelatina in acqua fredda. In un pentolino mescolare latte, panna e zucchero e mettere sul fuoco. Portare a bollore. Appena accenna a bollire spegnere il fuoco e aggiungere 4-5 cucchiaini da the di crema di pistacchi, mescolando energicamente con la frusta per amalgamarla. Aggiungere la gelatina ben scolata e strizzata e mescolare per bene. Versare in 6 stampini o bicchierini di vetro e lasciare in frigorifero per almeno 4 ore. Servire cosparsa di pistacchi tritati grossolanamente.
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Buon WE a tutti, il mio dipendera molto dal responso di Meteo.it....

venerdì 8 gennaio 2010

Caffelatte al cucchiaio (per una buona causa)

Un po' di tempo fa sono stata contattata da Elly, l'autrice del blog Dolce mania per la pasticceria, per partecipare ad un contest legato ad un'iniziativa di beneficenza. Ecco, io quando sento che le nostre piccole vocine e le nostre brave manine possono fare qualcosa di buono per gli altri mi sento come una cosa bella dentro.
In questo caso specifico una giuria (composta tra gli altri dalla stessa Elly e da Elga) selezionerà le migliori 50 ricette a base di caffè inviate, che entreranno a far parte di un libro. Il ricavato verrà devoluto a Chefs Sans Frontieres, associazione senza fini di lucro che si occupa di insegnare il mestiere della ristorazione a ragazzi in difficoltà, condudendoli per mano fino alla completa autonomia nella gestione di un'attività.
Inoltre per le migliori ricette sono previsti anche alcuni premi (abbatanza notevoli) messi in palio da Neronero.

Per partecipare è necessario inviare una o più ricette a base di caffè all’indirizzo ricetta@neronero.it entro e non oltre il 30 Aprile 2010. La mail deve presentare come oggetto “Premio miglior ricetta” e le ricette proposte devono essere complete di ingredienti e delle modalità di preparazione, oltre ovviamente a prevedere l'uso del caffè.

I premi di cui vi accennavo saranno:
• 1° premio: macchina caffè EP 800 / LB 800 (a scelta) + 500 cialde Lavazza
• 2° premio: buono sconto del 90% sulla macchina caffè LB 800 + 300 cialde Lavazza Blue
• 3° premio: 300 cialde Espresso Point

Per le prime 3 ricette: inserimento nei menu dei ristoranti Chefs Sans Frontieres.

Per le prime 50 ricette: pubblicazione della ricetta su libro, con ricavato donato in beneficenza.

Quindi alla fine, anche se il caffè non è tra i miei ingredienti preferiti al momento, nè posso dire, non bevendone, di essere un'esperta, ho sentito la partecipazione a questa cosa quasi come un dovere morale e ho fatto un tentativo. Con questo dessert che alla fine non è altro che una specie di panna cotta, nato come un fine pasto, ma che poi per il suo preponderante gusto proprio di caffèlatte si è trasformato, accompagnato da qualche biscottino, in una bella merenda.
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Caffelatte al cucchiaio

gelatina in fogli 10g

panna fresca 250 ml
latte 250 ml
caffè ristretto 100 ml

zucchero semolato 100g

chicchi di caffè per guarnire

Ammollare la gelatina in acqua fredda.
Preparare il caffè. In un pentolino mescolare latte, panna e zucchero e mettere sul fuoco. Aggiungere il caffè e portare a bollore. Appena accenna a bollire aggiungere la gelatina ben scolata e strizzata e mescolare per bene. Versare in 6 stampini o bicchierini di vetro e lasciare in frigorifero per almeno 4 ore. Servire cosparso di caffè macinato e decorato con chicchi di caffè interi, eventualmente accompagnare con qualche biscottino.
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Visto che c'è ancora molto tempo per partecipare invito tutti a diffondere l'invito, attraverso twitter, facebook e tutti i canali di cui normalmente vi servite. Ciao!

venerdì 9 ottobre 2009

Sug d'òva arzàn (Sugo d'uva reggiano)

Stretta tra Po, Appennino e le terre - anche privilegiate - di Modena e Parma, Reggio nell'Emilia eccelle, nei secoli, per i prodotti, immediati e no, della sua agricoltura. Logico sia pure eccellente - proprio per il supporto al meglio di frumento, semi e aromi, di carni e salumi, di latte e formaggi, di verdure, frutta e vino - la sua cucina. [...]
Ancora una volta mi confermo essere la nuova cucina -con la sua esigenza d'esser pulita, semplice, "bella", e tuttavia rispettosa delle radici e, anche più, della storia - non altro che la riproposta, liberata dalle necessità e dall'indigenza, delle secolari esperienze contadine migliori.
Luigi Veronelli, dalla prefazione di Breve Manuale del Mangiar Reggiano

Ed è così davvero da queste parti, quello che le nonne, e ancora alcune mamme preparano, non viene da altro che dall'esperienza contadina, che oggi può essere migliorata, adattata ai tempi, proprio perchè sono migliorate le condizioni di vita generali.Prendere in mano questo libro mi ha fatto venire voglia di parlare un po' più spesso di qualcosa di reggiano. E in questo periodo non potevo di certo tralasciare il sugo d'uva.
Per chi non lo conoscesse, si tratta di una specie di budino di uva nera (ma in altre zone anche bianca) molto molto semplificato, che si ottiene a partire dal mosto che viene poi addensato con farina bianca o fecola di patate. Si consuma in genere a cucchiaiate, come fine pasto in piccole quantità oppure come merenda. (e non so gli altri ma quando mia nonna lo fa c'è la gara ad accaparrarselo e c'è addirittura qualcuno, adulto, padre di 3 figli e uomo fatto, che nasconde non si sa dove la sua parte per paura che gli altri glielo secchino!).

E' vero, oggi il mosto in casa non c'è più, ed è evdente che una piccolissima percentuale di noi avrebbe il tempo di prepararlo dall'uva, però basta partire per una spedizione alla più vicina cantina locale carichi di bottiglie di plastica vuote e andare a farsele riempire per modica cifra.
Ne vale la pena e poi il mosto, nelle bottiglie di plastica, (o anche nelle taniche da benzina per chi va su quantità più sostenute...) si conserva in freezer inalterato per mesi, un bel modo per portarci dietro la parte dolce del sapore dell'uva anche in pieno inverno.

Come per tutte le specialità locali, le ricette che circolano sono infinte, solo in un breve giro in biblioteca nello scaffale dei libri di cucina locale ne ho trovate 6 versioni in un quarto d'ora. E in effetti a casa mia una ricetta non c'è neppure. Prima di decidere ogni cosa il mosto va guardato e assaggiato. Poi bisogna provare a farlo e...insomma è una di quelle cose che la seconda volta vengono buone di sicuro, ma la prima non è detto.

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Sugo d'uva

mosto d'uva nera 2l

farina 200-250g

[zucchero]*
[vino bianco fermo e leggero]*

Stemperare a freddo la farina con metà del mosto e l'eventuale zucchero in una casseruola, facendo attenzione ad eliminare tutti gli eventuali grumi. Aggiungere l'altra parte di mosto e mettere sul fuoco, sempre mescolando. Portare a bollore e far bollire un minuto. A questo punto dovrebbe aver raggiunto una bella densità. Versare in un grande stampo o in stampini singoli leggermente inumiditi e far raffreddare completamente in frigorifero.

*l'eventuale aggiunta di zucchero, a volte assolutamente necessaria, va comunque collegata al fatto che questo di per se non deve diventare un dolce-dolce, deve prevalere l'aspretto del mosto.
*l'aggiunta di un goccino di vino bianco è invece per il caso opposto, cioè quando il mosto è troppo dolce. Si aggiunge all'inizio, a freddo, e va bene anche in caso di un mosto molto scuro se si desidera migliorare la presentazione rendendolo un po' più viola e meno nero.
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Ah, dal mosto d'uva qua in giro si ricavano anche la saba, in breve un semplice mosto cotto fino a farlo ridurre di una certa percentuale e il savùrett, una specie di marmellata di mosto, mele, pere, zucca e scorza d'arancia che prima o poi dovrò sperimentare!
Oggi il sugo me lo uso da colazione energetica, poi vado a dare un veloce ultimo salutino al mare per il 2009.

venerdì 18 settembre 2009

Panna cotta (decisamente anticonvenzionale) al miele d'arancio e cardamomo


Che sto facendo??? Oggi in teoria non avrei proprio tempo di mettermi qui ed occuparmi delle nostre piacevoli chiacchiere ma questa ve la voglio raccontare per bene e subito perchè l'ho appena assaggiata, così, un angolino per vedere se andava bene, e mi sono sciolta. Io. Non lei. Lei al dilà di ogni aspettativa ha retto la prova rovesciamento e pure quella di immobilità sul cucchiaino come ben esemplificato qui sopra.
Perchè avevo tante perplessità iniziali?? Beh perchè secondo il mio prospettino mentale doveva venire una panna cotta, si, ma doveva essere:

-senza zucchero
-con latte e panna in uguali proporzioni
-senza gelatina e...
-cotta al microonde (!!).

L'ispirazione è nata da una ricetta pubblicata tempo fa da Elena-Comidademama che descriveva appunto una panna cotta addensata solo con la maizena e cotta nel nostro fidato e rapido piccolo amico. Io in realtà un fogliettino di gelatina, uno solo da 2g, ce l'ho aggiunto per sicurezza, ma probabilmente sarebbe venuta comunque! Ecco la mia ricetta, quella di Elena da cui sono partita la trovate invece qui.
Miele di arancio, così, per provare com'è, e cardamomo perchè boh, non ho ancora capito se mi piace tantissimo o se il suo sapore in un dolce mi infastidisce!

la ricetta
:
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Panna cotta anticonvenzionale al miele d'arancio e cardamomo
(per 3 porzioni o 4 piccoline)

panna fresca 250 ml
latte intero 250 ml
fecola di patate 50g
miele di arancio 80g
vanillina 1 bustina
gelatina in fogli 1foglietto
semi di cardamomo 2

Ammollare la gelatina in acqua fredda. In una ciotola capiente adatta per il microonde mescolare il miele, la fecola e la vanillina. Versare a filo la panna e poi il latte anch'essi a temperatura ambiente mescolando in continuazione fino ad ottenere un composto fluido e omogeneo. Cuocere nel microonde alla massima potenza (che nel mio è 850w) per 2 minuti. Tirare fuori, mescolare per bene con la frusta o il cucchiaio di legno. Rimettere nel micro e ripetere l'operazione. A questo punto probabilmente avrete già ottenuto un composto molto denso. Se così non fosse ripetete i due minuti di cottura e la mescolata per una terza volta. Nel frattempo spellare e pestare nel mortaio le due capsule di cardamomo riducendole a polvere. Aggiungere la gelatina strizzata e mescolare rapidamente, infine prima dell'ultima mescolata, aggiungere anche la polverina di cardamomo. Versare in uno stampo da 1\2 litro o in 3 o 4 stampini monoporzione e riporre in frigorifero per almeno 4 ore. (io ho aspettato 24 ore sempre per le perplessità iniziali).
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e la risoluzione dell'annoso problema: E oggi ho anche risolto hi hi hi una volta per tutte l'annoso problema del rovesciamento delle mie pannine cotte, bavaresi, budinetti che sono in questo periodo il mio passatempo preferito.
Prima andavo con gli stampini di metallo unti con l'olio di mandorle e passati sotto l'acqua cald aprima di sformare. Non male ma a volte c'erano delle sgradevoli sorprese dell'ultimo minuto.
Poi boom del silicone, passato però in fretta per questo tipo di dolci.
Infatti, avendo appurato che se hai uno stampo in silicone da 12 (=grande, molle e flessibile) rovesciarli uno alla volta ciascuno su un diverso piatto diventa abbastanza problematico, mi sono messa a utilizzare.... gli scodellini in plastica dura della yogurteria. Mi mangiavo lo yogurt, li lavavo per bene poi ci facevo solidificare dentro il budino e al momento di servire cappottavo e foravo il fondo con la punta delle forbici. L'aria entrava e il budino si sformava perfettamente. Ma poi lo stampino restava inutilizzabile e doveva finire nel pattume, e soprattuto mi ero stufata di mangiare sempre dello yogurt soft.
Oggi sono arrivata alla soluzione. Stampini singoli, in plastica ma dura, estremamente lisci all'interno e con tappo da entrambe le parti. Uno sotto per conservare ermeticamente in frigo, e uno sopra per lasciar passare l'aria e sformare perfettamente. (Mica per niente si chiama Dino il salvabudino!) Cercatelo qui! Le istruzioni all'interno consigliano sempre l'olio di mandorle, ma io ho provato e si riesce anche senza, ricordandosi solo, prima di versare la crema, di inumidire bene le pareti.

Ed ecco un altro dessert facile e veloce da aggiungere alla nostra collezione.
Con l'augurio a tutti di un buon fine settimana pieno di cose belle (e buone).

venerdì 11 settembre 2009

Panna cotta con gelatina di mango

Ogni volta che non ho tanto tempo e devo fare un dolcetto al cucchiaio, da fine pasto o simili, penso sempre: panna cotta con gelatina di...[qualcosa]. E in effetti non c'è niente di più rapido, d'effetto e che accontenta tutti. E poi teoricamente, come insegnano diverse foodblogger sia autoctone che non ci si potrebbe sbizzarrire con strati e multistrati multicolor se si avesse la pazienza e il tempo di far raffreddare ogni livello per bene. Nella semplicità, infinite varianti: il massimo.

La panna cotta. Allora, a me piace soda. Ho trascorso almeno 15 anni della mia vita senza mangiarla perchè, sarà stata sfortuna, ma mi presentavano sempre cupolette ballonzolanti e condite sempre, solo ed esclusivamente con del caramello pronto. E pure acquose. Di conseguenza per reazione ora la bramo solida e asciutta, molto "piena".E poi mi piace mangiarla nel bicchierino o coppetta trasparente, meglio se di vetro (ma su questo non sono fiscale dal momento che questi piccoli contenitori sono in plastica e sono bellissimi).

La copertura. In conseguenza del discorso di prima: bandito il caramello. Non c'entra proprio niente secondo me. Dolce con dolce e ti si impasta solo la bocca. Come mezzo mondo che beve il vino dolce col dessert e io ancora non lo capisco. La panna cotta va con la frutta. Stop. Frutta in pezzi, piccolissimi ribes, purea di frutti esotici, o il massimo per me gelatine coloratissime. La panna ti scalda, ti avvolge, la copertura deve risvegliarti, rinfrescarti e prepararti ad una seconda e poi terza cucchiaiata.

Qui ho fatto una semplicissima gelatina di mango. L'ho fatta per ferragosto (eh si in ferie ho prodotto troppo e sto ancora postando gi arretrati!), dopo cappelletti in brodo e faraone ripiene, quindi una bella fogliolina di menta fresca per decorare mi è sembrata più che sufficiente.
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Panna cotta con geleé di mango

(per 6 coppette piccole)
per la panna cotta:
panna 500 ml (oppure 400 di panna e 100 di latte)
zucchero 80g
vanillina 1 bustina o scorza di 1 limone
colla di pesce 3 fogli
per la geleé:
1 mango maturo (sui 400g)
zucchero 2 cucchiai da tavola
acqua 1\2 bicchiere
colla di pesce 2 fogli
Panna cotta: Ammollare la gelatina in acqua fredda. Scaldare a fuoco dolce la panna (o la panna e il latte) con la vanillina o la scorza di limone e lo zucchero finchè non inizierà a bollire. Togliere dal fuoco e aggiungere la gelatina ben strizzata. Amalgamare bene e velocemente con una frusta. Versare nei bicchierini lasciando 1,5\2 cm dall'orlo e lasciar raffreddare completamente, poi mettere in frigorifero per 3-4 ore.
Gelatina di mango: Mondare il mango e tagliarlo a cubetti grossolani. Schiacciarlo con una forchetta o col minipimer e poi passare questa purea al setaccio per eliminare i filamenti tipici del frutto. Versare in un pentolino adatto per il fuoco, aggiungere l'acqua e lo zucchero e portare ad ebollizione. Spegnere il fuoco e aggiungere i fogli di colla di pesce precedentemente ammollati in acqua fredda per 10 minuti. Prendere dal frigo i bicchierini di panna cotta, versare uno strato di 1\1,5 cm di gelatina in ciascuno, lasciar raffreddare un po' e mettere di nuovo in frigorifero fino ad un momento prima di servire. Decorare con foglioline di menta fresca.
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Il solito augurio di un buon week end questa volta ancora più valido visto la notevole quantità di eventi interessanti in giro per il nord Italia, dal Sana di Bologna al Festival della Letteratura di Mantova, un concentrato di sagre e fiere di paese e chi più ne ha più ne metta. A proposito...so che qualcuno ieri è stato proprio a Mantova a incontrare le mitiche Sorelle Simili e Clara Sereni, incontro che ho dovuto perdere per noiosi impegni (non miei) sopraggiunti all'ultimo momento, quindi... raccontatemi tutto!!

lunedì 3 agosto 2009

Verrine yogurt e gelatina di mirtillo


Attimo di pausa dalla preparazione valigia (per fortuna che abbiamo una punto e sono costretta a pormi un limite) e barattolini salse-sughi per il mare (fatti ragù di soia e sugo alle vongole, profumino...).
Scovate in frigorifero due bottigliette di succo di mirtillo, probabilmente derivato da uno degli esperimenti drena-dieto-detox di mia sorella: accalappiato all'istante.
L'ho aperto e ho sentito il profumo delle scorpacciate di mirtilli di quando ero piccola ai Mille Pini, di Baselga, mi sono rivista con la lingua blu e i vestiti tutti macchiati tornare baldanzosa con il bottino avvolto nel davanti della maglietta e mezzo spiaccicato. Poi il suo colore intenso mi ha fatto venire immediatamente voglia di usarlo, in modo però da poterlo esaltare al massimo così com'è. Semplicemente, ne ho fatto una gelatina, l'ho sdraiata nelle verrine e ricoperta con yogurt. Dessert ma anche, perchè no, leggerissima colazione.

Verrine yogurt e gelatina di mirtilli
x3

succo di mirtillo selvatico bio 250 ml
fruttosio 3 cucchiaini
qualche goccia di succo di limone
yogurt bianco magro dolcificato con 2 cucchiaini di miele 250ml
colla di pesce 5g

Ammollare la colla di pesce in acqua fredda per 10 minuti. Scaldare il succo con lo zucchero e il succo di limone, sciogliervi dentro la colla di pesce mescolando bene. Versare un dito di questo composto sul fondo di 3 verrine trasparenti, poi versare il rimanente in una fondina da minestra bassa e larga. Mettere in frigorifero tutto per un' oretta. Togliere dal frigo i bicchierini e riempirli con lo yogurt dolcificato. Prendere la fondina nella quale si sarà formato uno strato di gelatina alto circa 1 cm e ritagliare da questo strato dei cubetti, da porre sulla superficie come decorazione.

Con lo stesso succo ho fatto anche una salsina da usare per decorare torte o crepes, semplicemente mescolandone sul fuoco una bottiglietta (125ml) con un cucchiaino raso di fecola, un po' di zucchero, succo e scorza di limone fino a ottenere una consistenza densa, due o tre minuti circa.
Torno alle dolci incombenze vacanziere, felice che il mio massimo problema sia se portare il top fuxia anche se non sta bene con le Birkenstock rosse. A domani per un salutino.

giovedì 30 luglio 2009

Aspic di pesche e una misteriosa scatolina

Avete presente quella categoria di donne che per anni si professano alla ricerca di un partner biondo con gli occhi azzurri oppure che ne so particolarmente intellettuale o artistico o con un certo stile di vita e poi finiscono per portarsi all’altare qualcuno che è in tutto e per tutto il contrario, e magari ci trascorrono felicemente tutto il resto dell’esistenza?? Ecco, a me con questo dolce è successo così.
Nei dolci ho sempre ricercato l’effetto, la stratificazione, la complessità di sapori per questo motivo mai e poi mai avrei creduto di farmi prendere da un dolce formato per la maggior parte da…acqua.
Vino, sciroppo, succo di frutta potrebbero renderlo più pieno, a me però è piaciuto così.


Aspic di pesche (liberamente tratto da una ricettaritagliata tempo fa da Grazia)

Pesche già pelate e pulite 150g

Acqua 200 ml

Scorza intera di 1 limone non trattato

zucchero semolato 2 cucchiai da tavola
gelatina in fogli 4-6 g
zucchero in granella
una goccia di colorante alimentare rosso

Mettere a bagno la gelatina in un bicchiere d’acqua fredda. Portare a ebollizione lo zucchero insieme alla scorza di limone e all’acqua. Spegnere e far raffreddare immergendo il pentolino in acqua fredda, eliminare la scorza di limone. Frullare le pesche in purea e aggiungerle allo sciroppo di acqua e zucchero. Strizzare la colla di pesce e scioglierla in 2 cucchiai di acqua calda mescolando. Unirla al resto e mescolare velocemente. Versare il composto in 4 stampini della forma preferita (queste quantità sono per 4 stampini tondi del diametro di 10 cm). Trasferirli in frigorifero e lasciar solidificare per 2-3 ore almeno. Per sformare, immergere gli stampini in acqua calda per qualche secondo poi capovolgere nei piattini individuali. Guarnire con panna montata, frutta fresca o zucchero in granella, magari colorato agitando un contenitore in cui avrete messo lo zucchero insieme ad una goccia di colorante alimentare.

Ma…ma.. che cosa ci sarà mai dentro questa scatolina???

così piccola piccola??

Ieri sono arrivati da Londra in meno di una settimana…i primi bigliettini da visita di Meringhe!!
(E io che credevo di aver dato al blog un nome facile! La gente se lo fa ripetere tre volte poi mi arrivano e fanno “guarda che non l’ho trovato vè!”)
Con un grazie grande grande alle Cuoche dell’altro mondo che mi hanno fatto conoscere Moo, vi rimando al loro post che indica tutti i dettagli.

lunedì 27 luglio 2009

Soufflé glacé alle pesche


Oggi, pomeriggio tranquillo a casa da sola con ferie in avvicinamento (più o meno...), ho deciso di cimentarmi con una cosa che da tempo mi tentava, che un po' mi spaventava e che alla fine, insomma, è venuta buona. Ho trovato diverse ricette in giro, e sulla base di queste ho tentato di costruirmi il MIO soufflè glacè, estivo ma dal gusto pieno, veloce e il più facile possibile, con la mia frutta preferita. Mi piace perchè sembra finto, kitch, giocattoloso. Mi piace il modo in cui il cucchiaio vi scivola all'interno sempre fermato da un leggero attrito.
Io ho usato le pesche sciroppate per vedere come veniva (in previsione di poterlo poi fare anche in inverno), probabilmente con la frutta fresca sarebbe tutta un'altra cosa, ma anche così non è male.


Soufflé glacé alla pesca

Pesche sciroppate 250g + 200 ml del loro sciroppo
uova 2
zucchero 40g
panna da montare già zuccherata 250 ml

Sbattere i tuorli con lo zucchero, unire lo sciroppo e far addensare su fuoco bassissimo per qualche minuto mescolando. Lasciar raffreddare completamente, nel frattempo preparare i bicchierini rivestendoli con strisce di carta da forno o di alluminio e superando di 1,5-2 cm il loro bordo superiore. Più il taglio sarà preciso più sarà facile ottenere soufflé uniformi in altezza. Fermare bene le strisce di carta con un elastico o una corda. Quando la cremina si sarà raffreddata, aggiungere gli albumi montati a neve, le pesche frullate e infine la panna montata, mescolando attentamente rigorosamente dal basso verso l'alto. Versare nei bicchierini sbattendoli man mano sul piano per eliminare i vuoti e riempiendoli fino all'orlo della carta.
Prima di tuffarci il cucchiaino sarà necessario attendere almeno 4 ore. Al momento di servire, eliminare la carta di contorno e regolare eventualmente il profilo del bordo con un coltello bagnato. Decorare a piacere (io cannella e cioccolato perchè sono golosa!).

Adesso però siamo alle solite. L'ho invitato a cena, tra un ora e mezzo arriva e ho pensato solo al dolce... Devo correre a inventarmi qualcosa che sia almeno degno del dessert! Buona settimana!

mercoledì 22 luglio 2009

Una scoperta fruttosa, fresca, veloce: Kisel di mele

Questa ricetta, arrivatami come altre dalla mia spero-presto-cognata a sua volta presa da un ventennale volume di Suor Germana, mi è piaciuta a prima vista. Nient'altro che una purea di mele, lievemente zuccherata e appena addensata con un po' di fecola di patate, da gustare solo una volta fatta raffreddare completamente in frigorifero. Il nome però mi ha incuriosita Kisel...cos'è tedesco? Boh... Russo, ho scoperto dopo una piccola ricerca, il kisel è un dolce tipico russo che consiste appunto in una purea di frutta, non necessariamente mela, l'importante è che sia aspra e non troppo matura. Alcune ricette definiscono sempre Kisel anche la purea gelatinata, quindi mi resta un po' il dubbio...
Comunque dicono frutta aspra, quindi io, per farlo a regola d'arte, ho tralasciato l'indicazione della pur molto ammirevole reverenda che consigliava mele rosse, e ho usato le Granny Smith. E poi a dirla tutta ho tolto anche gran parte dello zucchero, visto che la prova della spero-presto-cognata era venuta troppo dolce per il fino palato del mio assaggiatore. Ho fatto così

Kisel di mele

per 2 persone
4 mele granny smith + qualche fettina per decorare
1 cucchiaio colmo di fruttosio
1\2 cucchiaio di fecola di patate

Lavare, sbucciare e tagliare a fettine le mele, metterle in un pentolino che le contenga abbondantemente (che non lo riempano per più di 2\3). Versarvi sopra acqua necessaria a coprire completamente la frutta e mettere sul fuoco. Quando inizierà a bollire abbassare la fiamma e lasciar cuocere ancora per 15 minuti circa: la frutta deve risultare tenera. Passare le mele al setaccio, quindi unire il dolcificante e la fecola di patate fatta sciogliere in un dito di acqua tiepida. Rimettere il composto sul fuoco e far cuocere fin quando non risulterà denso (io l'ho fatto andare per non più di 5 minuti), quindi versarlo in due verrine. Lasciarlo raffreddare, poi riporlo in frigorifero per almeno due ore prima di servire. Decorare con fettine delle stesse mele, oppure con altra frutta dal sapore aspro (io ho usato delle prugne).

In tema di mele, la Granny Smith è una delle mie preferite proprio per l'acidità e la scarsità di zuccheri e se volete sapere perchè si chiama così date un occhiata qui, un bel sito tutto dedicato alle mele con tanto di storie, aneddoti e ovviamente...ricette!!

venerdì 10 luglio 2009

Cremina di albicocche e ricotta con mandorle caramellate



Mi sono presa un giorno di ferie. Non devo andare a un matrimonio, ne ad una laurea, ne al mare ne ai monti, ne a fare una gita, ne a vendere le collane. Non devo fare le pulizie, ridipingere, lavare i vetri. Niente di tutto ciò. Mi sono presa un giorno di ferie per stare A CASA. Tutto il giorno, dalla mattina alla sera. Per riordinare le idee, per staccare, per fare le cose lentamente, per mettermi un po'avanti con il rinfresco che ho organizzato in giardino per il compleanno di lui domani sera. Anche se, a causa del mio maledetto senso del dovere, non è stato facile ammettere di averne bisogno, di potermelo permettere.
Ora, dopo essermi svegliata alle 10 passate ed essermi accorta di avere un sacco di tempo da impiegare in piacevolissime attività dentro e fuori la cucina, sono davvero contenta di averlo fatto. E vi voglio far vedere un altra versione dei miei bicchierini sani a base di ricotta e frutta perchè ormai qua si fa colazione e merenda solo con quelli e non si potrebbe più fare senza.

Crema di ricotta e albicocche con mandorle caramellate

x4 bicchierini

4 albicocche molto mature
100 g ricotta
scorza di 1 limone
miele millefiori 1 cucchiaino da the
latte 4 cucchiai
gelatina in fogli 4g
mandorle dolci pelate 20 ca.
fruttosio 1 cucchiaino da the

Ammollare la gelatina in acqua fredda.
Lavare le albicocche, eliminare la pelle, porle in una ciotola e con una forchetta ridurre in purea (se non solo abbastanza mature e l'operazione non è agevole utilizzare il minipimer). Ridurre a crema la ricotta e aggiungerla alle abicocche. Dolcificare con il miele, profumare con la scorza di limone. Scaldare il latte per una ventina di secondi al microonde, e sciogliervi la gelatina precedentemente strizzata. Aggiungere al composto e mescolare rapidamente.
Versare nei bicchierini e riporre in frigorifero. Scaldare sul fuoco sostenuto un padellino antiaderente, versarvi le mandorle e farle tostare per 1-2 minuti muovendole continuamente. Aggiungere un cucchiaino di fruttosio, mescolare ancora bene perchè le mandorle tenderanno ad attaccarsi.
In meno di un minuto il fruttosio scurirà donando alle nostre mandorle un bellissimo aspetto caramellato. Lasciarle raffreddare ben separate tra loro, poi utilizzarle per decorare la cremina, disponendole a fiore e mettendo al centro una goccia di cioccolato o un ciuffetto di panna montata.

venerdì 3 luglio 2009

Bicchierini pesche e cereali


Solitamente verso quest'ora del venerdì preparo borsa vestiario e cassetta cibo ed emigro a casetta sua per due o tre giorni. Oggi no, questa volta verrà lui e non solo per due o tre giorni ma per più di una settimana, approfittando del fatto che il resto del gruppo famiglia se n'è andato per un po' di mare, e a causa del fatto che qui al piano di sotto ci sono due amabili ormai vecchietti che vanno un po' tenuti d'occhio.
L'unico rimpianto è, proprio per quest'ultimo motivo, il non potermi allontanare più di tanto cioè il dover rinunciare a questo e a tutto ciò che avrebbe comportato, tra cui il possibile incontro con alcune personcine davvero interessanti...
Intanto dolcetto dell'accoglienza, per quando chi so io arriverà dal lavoro stanco e accaldato e come sempre in carenza di zuccheri. E che di certo tornerà buono anche per la colazione di domattina.

Bicchierini pesche e cereali

fette biscottate ai cereali 3
burro 20g
zucchero 2 cucchiaini
limone 1
ricotta 250g
miele 2 cucchiai
riso soffiato o corn flakes
pesche 2

Polverizzare le fette biscottate, mescolarvi la scorza di mezzo limone e lo zucchero. Fondere il burro facendo molta attenzione a non bruciarlo visto che è poco e unirlo allo sbriciolato amalgamando bene. Pressare sul fondo di 4 biccherini trasparenti e riporre in frigo. Mescolare la ricotta con il miele, aggiungere l'altra metà della scorza di limone, qualche goccia di succo. Sbucciare una pesca e tagliarla a dadini, unirli alla crema di ricotta. Versare nei bicchierini e battere sul piano per pareggiare e riempire i vuoti. Sbucciare l'altra pesca, tagliarla in quarti e poi a fettine sottilissime. Con le fette ricavate da ogni quarto guarnire ciascuno dei bicchierini.
Infine, e solo appena prima di servire, in modo che non perda croccantezza, decorare con una manciatina di riso soffiato.

Mi piacerebbe proprio che il prossimo fosse un post a 4 mani, vedremo. Buon WE a chi va al mare ma soprattutto a chi non vede l'ora che arrivi per mettersi a sfornare!

giovedì 25 giugno 2009

Bicchierini di banana gelatinosa con mandorle e gocce di cioccolato

Buongiorno! Oggi in velocità uno dei miei soliti ricicli (la gelatina di banane e yogurt dell'altro giorno) ma solo per varvi vedere 2 cose:
1) un dolce carino, estivo e fresco ma molto nutriente perfetto a metà pomeriggio e che se realizzato in una coppa invece che in un bicchierino può servire anche da mini pasto (o sono solo io che sostituisco dosi raddopiate di dolce a un pasto completo?)
2) i miei bicchierini super super bellissimi che ogni volta che li guardo mi piacciono ancora di più presi all'ikea in due diverse gradazioni di colori. Si tratta sempre di porta candele, come tutti quelli che in genere utilizzo per questa forma di dolci al cucchiaio ma questi mi hanno davvero rapita, presi in serie rosa e nera, tutti uno diverso dall'altro ma in splendido accordo tra loro. [ikea Granum].
Bicchierini di banana con mandorle e gocce di cioccolato

gelatina di banana:
1 banana grande ben matura
gelatina in fogli 4g
yogurt magro naturale 125g
miele 1 cucchiaino
succo di 1\2 limone
latte o acqua 4 cucchiai
montaggio e decorazione:
6 dischetti di pan di spagna della misura del fondo del bicchierino + latte per bagnarli
mandorle tostate una ventina
gocce o scaglie di cioccolato
Far ammollare la gelatina in acqua fredda. Schiacciare con una forchetta la banana, mescolarla con lo yogurt, dolcificare col miele, aggiungere il succo di limone. Scaldare l'acqua o il latte, sciogliervi la gelatina e unire al composto, mescolando rapidamente.
Bagnare nel latte i dischetti di pan di spagna, posizionarli sul fondo del bicchierino e coprire con la gelatina di banana. Mettere in frigorifero a rassodare. Prima di servire guarnire con le mandorle e le gocce di cioccolato.
Aspettando i vostri dolci verdurini e di curiosare nelle vostre liberie, buona giornata!

martedì 2 giugno 2009

Ricottine dolci con fragole, arancia candita e salsa ai frutti di bosco


La fissa per la ricotta permane, ma finchè continua a farmi fare delle belle figure lasciamo che prosegua e prosegua...domenica sera per i cognatini abbiamo preparato queste piccoline, che forse non possono nemmeno essere considerate un dolce, diciamo più una coccola và. A noi sono piaciute tanto.

Ricottine dolci con fragole, arancia candita e salsa ai frutti di bosco


ricotta 250g

zucchero a velo 70g

scorzette d'arancia candite sminuzzate 50g
fragole 250g circa
4 cucchiai di marmellata ai frutti di bosco
succo di limone

In una ciotola mescolare la ricotta con lo zucchero a velo e i canditi. Aggiungere poi 4 fragole tagliate a dadini piccoli e mescolare ancora un po' ma molto delicatamente. Rivestire degli stampini con pellicola trasparente, poi porre sul fondo di ognuno una fettina di fragola. Riempirli con il composto di ricotta, premere bene e mettere in frigorifero a rassodare per qualche ora. Nel frattempo passare al colino la marmellata con qualche goccia di succo di limone. Al momento di servire sformare con attenzione su piattini individuali e decorarli con la marmellata filtrata, fragole o frutti di bosco.


Ah, la mia raccolta piace, cavoli, non credevo! Però già in diverse mi hanno manifestato la loro difficoltà a partecipare visto anche che in questo periodo ci sono molte raccolte invitanti. Per questo ho deciso di prorogare il termine di un po di giorni sperando di dar modo ad Ago, Manuela, Carla, Marina ecc. di farmi l'onore di partecipare. Quindi

rimandiamo di un mese la scadenza, al 20 LUGLIO


vi aspetto!

martedì 26 maggio 2009

Stracciatella di ricotta

E vai con i bicchierini, questa volta ancora più rapidi del solito perchè non serve ne forno ne fuoco, è tutto già li pronto dentro il frigo, non resta che amalgamare e accostare. Dedicato a chi credeva di rimanere senza cena e soprattutto senza dolce causa ripasso intensivo per un concorso e invece si è dovuto ricredere.

Stracciatella di ricotta

per 4 porzioncine
ricotta 250g
zucchero a velo 70g
cioccolato fondente 1 tavoletta (100g)
liquore a piacere 1 cucchiaio (io ho usato la sambuca)
caffè 1 tazzina
acqua 1 cucchiaio
savoiardi 2
latte 4 cucchiai

Amalgamare la ricotta con lo zucchero a velo poi aggiungere metà del cioccolato ridotto in scaglie. Ritagliare dai savoiardi 4 dischi. In una ciotolina versare il caffè, il liquore e il cucchiaio di acqua, emulsionare poi immergervi i 4 dischetti di savoiardo. Sistemare ogni dischetto sul fondo di un bicchierino o coppetta di vetro poi versarvi sopra il composto di ricotta. In un pentolino mettere il restante cioccolato insieme al latte, porre su fiamma bassa per qualche minuto mescolando continuamente fino ad ottenere un composto fluido. Lasciarlo raffreddare qualche minuto (non troppo perchè inizierebbe a solidificarsi) e poi versarne una cucchiaiata su ciascuno dei bicchierini spargendo bene in modo da coprire tutta la superficie. Riporre in frigo per qualche ora prima di servire.

Io ho usato dei bicchierini molto piccoli perchè risulta sostanzioso e mi sono venute 4 piccole porzioncine giuste giuste, per riempire delle coppe o dei bicchieri veri e propri sarà necessario aumentare le dosi di mezza volta.

lunedì 18 maggio 2009

Croissant con pasta pronta e crema al cioccolato senza uova


Alla notte sogno lievitati che riposano beatamente sotto il mio strofinaccio a quadrettini rossi, torte che lentamente crescono nel forno, quella piacevole agitazione e intensa concentrazione di quando si hanno 5 fuochi accesi contemporaneamente e ancora qualche ora prima che arrivino tutti per una cena di quelle vere, con la casa piena di gente. Sogno di essere con la nonna nella sua cucina piccola antica e con la stufa a legna perennemente accesa mentre mi insegna a mescolare la crema sempre nello stesso verso con il cucchiaio di legno e non con la frusta e in un pentolino sproporzionatamente alto. Sogno di avere il tempo di sperimentare due volte la stessa cosa se non mi convince, sogno di mandare E. al lavoro con due brioches calde calde in un sacchettino e di accoglierlo al ritorno con un nuovo sapore ogni giorno.
Nella realtà la colazione la salto, arrivo a casa dalla biblioteca un’ora dopo di lui oppure alla sera lui arriva che io praticamente dormo, non accendo il forno da due settimane e ieri per cena abbiamo mangiato i pizzzoccheri alla valtellinese liofilizzati del Todis.
Ma non voglio mollarci, piuttosto che niente mi specializzerò in cose rapide, sacrificando forse un po’ di soddisfazione ma senza far mai mancare a nessuno un piccolo dolce pensiero. Per mettere subito in pratica i propositi, merenda di oggi:
Le dosi per la crema le ho rubate da questo blog Ricette di cucina italiana ho solo cambiato un po il procedimento se no mi venivano i grumi, l'ho trovata perfetta come farcitura per questo genere di cose. Ed è buona anche da sola, e un pochino più leggera di quella che faccio di solito, anzi queste sono le dosi giuste giuste per riempire i croissant ma visto che sono così piccoline conviene raddoppiare tutto direttamente e farne qualche bel bicchierino (o -one come i miei) da mangiare così.
La infilerò nella pasta sfoglia già bella e pronta, che però almeno un piccolo accorgimento lo richiede: meglio evitare quelle non di marca che si colorano poco, lievitano ancora meno e tendono poi a trasudare tutto il burro che hanno dentro, Brava brava sono tanto brava brava va bene, ma meglio ancora quella nuova del gentile signore con i capelli bianchi un di Un giorno si e un giorno si.


Finti croissant con crema al cioccolato senza uova

Croissant:
una confezione di pasta sfoglia a disco
1 tuorlo
zucchero semolato

Crema:
latte 200ml
vanillina 1 bustina

farina
20g
zucchero 50 g
cioccolato fondente 50g


Scaldare il latte con la vanillina e lo zucchero. Aggiungere il cioccolato a pezzi e lasciarlo fondere, mescolando bene poi togliere dal fuoco. Aggiungere al composto la farina, poca per volta passandola a setaccio e mescolando sempre. Mettere sul fuoco mescolando bene finchè la crema si sarà addensata. Non sarà necessario lasciarla raffreddare del tutto prima di procedere, basta che sia abbastanza solida da essere presa a cucchiaiate senza colare tutta giù. Srotolare la pasta sfoglia. Tagliare il cerchio in sei (o quattro o otto a seconda della dimensione che si vuole ottenere) spicchi con un coltello. Deporre sopra ogni spicchio un cucchiaino da the della crema precedentemente preparata e arrotolarlo partendo dalla parte più larga. Piegare verso l'interno i due cornetti di pasta che si formeranno negli angoli per dargli la classica forma del croissant. Spennellare con il tuorlo sbattuto e spolverizzare con un po' di zucchero (perchè se no secondo me con queste paste pronte tendono ad essere un po' troppo salati). Infornare a 180° per 15-20 min.