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lunedì 15 novembre 2010

Tortini di carote "concentrato di bontà"


"Concentrato di bontà" è il titolo che Silvia ha dato a questa sua vecchia ricetta di famiglia, pubblicata poi anche sul calendario di Cookingshop del 2010.
Prima di tutto, io invidio profondamente tutti quelli che le ricette di famiglia ce le hanno in grammi, unità di misura che invece da queste parti deve essere scoperta abbastanza recente, sostituita fino praticamente a ieri da cucèer, bicèr, e scodèli o ancora peggio, da quantità stabilite a sorta espressione dialettale tipica della bassa reggiana che significa più o meno "a sentimento".
E poi, con un titolo così come fa a non venire voglia di sperimentarla? Tanto più che ci vuole veramente un attimo, la parte più difficile e lunga, giuro, è grattugiare le carote. Una ricetta dai mille plusvalori: si riassume in due righe, si prepara in un attimo, si cuoce in forno da sola, fa mangiare le carote anche a chi non le ama particolarmente, anche ai più piccoli, facendole diventare belle profumate e giocose, è originale, fa figura, va bene sia da antipasto che da secondo vegetariano.
Ti da quella piacevole sensazione di aver cucinato qualcosa di genuino pur avendoci messo lo stesso tempo che avresti impiegato a riscaldare qualcosa di pronto.
E questo per me è sempre bellissimo e gratificante.



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 Tortini di carote "concentrato di bontà" (ricetta di Silvia-Basilico e Pinoli)

- carote grattugiate 1\2 kg
- taleggio o gorgonzola a dadini 100g
- uova 2
- panna fresca 40 ml
- parmigiano reggiano (io ne ho messe 4 cuchiaiate)
- sale

Unire tutti gli ingredienti, mescolare bene e col composto riempire 8-10 stampini in alluminio* monoporzione imburrati e infarinati.  Infornare a 180° per circa 25 minuti.

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*Silvia consiglia gli stampini in alluminio, io non avendoli ho usato quelli da muffin in silicone. Vengono bene comunque, ma anche se sono in silicone vanno comunque unti perchè essendo il composto pochissimo grasso rischierebbe di attaccarsi anche al silicone.

lunedì 19 luglio 2010

Crema fredda di piselli al balsamico


Non c'è bisogno che ve lo dica. Anche perchè mi sa una malattia abbastanza diffusa in questo periodo. Voglia di cucinare = 0. Causa scatenante le temperature africane, che poi tanto africane non sono visto che in treno una signora penso ghanese mi ha detto che dalle parti sue al massimo i gradi sono 30°, e soprattutto non ce ne sono 10 di differenza tra quelli ufficiali e quelli percepiti, ma dicevamo, causa 1 il caldo, causa 2 l'inizio di un'esperienza di stage proprio in luglio, dei matti, e causa 3 una piccola piccola piccola bellissima rosina nipotina arrivata tra di noi che fino a questo momento ho visto una volta sola, e per pochi minuti, ma che occupa i miei pensieri molto più di quanto avrei creduto possibile.
Fatto sta che in questi giorni il paziente condivisore della mia esistenza cucina molto più di me. E sto iniziando a sentirmi un po' messa in disparte, per cui un minimo mi sento che devo contribuire.Almeno con le piccolezze, gli antipastini, le cosette fresche.
Una cremina-antipasto, da servire in bicchierini o già comodamente spalmata su crostini di pane tostato. Fonte: un vecchio numero di Bene Insieme, quella rivistina che distribuiscono alle casse del Conad.

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Crema fredda di piselli al balsamico

piselli fini 300g
panna da cucina 3 cucchiai
succo di limone 3 cucchiai
un cuore di lattuga
1\2 dado
1 cipolla piccola
1 limone
burro 25g
aceto balsamico o glassa di aceto balsamico

Sciogliere il dado in 200 ml di acqua calda. Lavare il cuore di lattuga, scolarlo e asciugarlo con cura, poi tagliarlo a listarelle sottili. Pelare la cipolla e tritarla finemente. In una casseruola far sciogliere il burro e far rosolare la cipoll tritata, aggiungere la lattuga, i piselli e far saltare qualche minuto a fuoco moderato. Versare il brodo caldo e continuare la cottura a fuoco dolce per 20 minuti. A cottura ultimata lasciar raffeddare poi frullare. Aggiungere la panna e il limone, mescolare e aggiustare di sale e pepe. Versare in bicchierini di vetro e lasciare in frigorifero al momento di servire, poi decorare con glassa di aceto balsamico se vi piace che tutto sia bello dolce, altrimenti con aceto balsamico denso e di buona qualità, che creerà un bel contrasto.

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mercoledì 13 gennaio 2010

Detox si, occhei, ma gustoso!


Una montagna di insalata gentile, funghetti freschi appena saltati in paedella e un giro di buon olio e.v.o. In mezzo a tutto questo che male farà mai quella bella fettina saporitissima e croccante di prosciutto?? Nessuno, vero? Quindi, visto che concordate con l'anima fondamentalmente sana di questo tris vi lascio la ricetta che poi è più che altro un elenchino e un piccola semplice descrizione.
E poi perdonatemi se per una volta mi presento con una foto sfocatissima e se la mia testolina qui non c'è per niente, e non riesce a trovare nulla di bello o interessante da raccontare, ma in questi giorni sono un po' presa da tutt'altro...(anche se tutto questo altro non mi ha impedito di fare diversi esperimenti con la pasta choux salata che è diventata il mio ultimo grande amore :), ma tutto questo nelle prossime puntate).

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Insalata ai funghi e prosciutto croccante

Funghi champignon 150g
Aglio 1 spicchio
Prezzemolo
Vino bianco secco
Prosciutto di Parma a fettine sottili 120g
Insalata gentilina
Olio, sale e pepe

Pulire accuratamente in funghi con un panno umido e tagliarli a fette spesse. In una casseruola scaldare tre cucchiai di olio e rosolarvi aglio e prezzemolo, aggiungere poi i funghi e cuocerli a fuoco vivace fino a quando la loro acqua di vegetazione sarà evaporata, eliminare l’aglio. Sfumare con un goccio di vino, far evaporare e mettere da parte.
Scaldare una padella antiaderente, senza grassi, e appoggiarvi le fettine di prosciutto private del grasso esterno, in pochi secondi se la temperatura della padella sarà sufficientemente alta, saranno dorate e croccanti. Lavare accuratamente l’insalata e ridurla in striscioline sottili. Nei piattini o ciotoline individuali stendere un letto di insalata, adagiare i funghi e guarnire con prosciutto croccante.
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domenica 29 novembre 2009

Ricette con la zucca: zucca fritta

Io non mangio mai fritto. Perchè io non sono capace di friggere bene. E il più delle volte secondo me nemmeno gli altri, se si escludono le mie due nonne. Perchè poi ci metto tre giorni a digerire e altri tre di profondo rimorso.
Non mangio mai fritto con solo tre eccezioni.
Patatine, totani rubati nel piatto del fritto misto degli altri e zucca. Perchè la zucca fritta è tutta un'altra cosa, è croccantissima fuori e dentro quasi una purea se i pezzettini sono stati tagliati piccoli e tutti uguali. Perchè ben cosparsa di sale, con quell'interno dolce che contrasta è un super aperitivo casereccio che non ha pari.

Da secoli la zucca rientra in tantissime ricette delle mie zone, e non a caso visto che nell'Emilia Romagna, in Lombardia e nel veneto questo ortaggio ha trovato il suo clima ideale, e viene coltivato in maniera intensiva.
Non sono da sottovalutare nemmeno le sue proprietà nutrizionali, è un alimento ipocalorico (circa 18 calorie per 100g) perchè composto da acqua per più del 90%, e contiene vitamina A, calcio, potassio, fosforo e fibre.
Al momento dell'acquisto per riconoscere una zucca matura ma fresca, bisogna controllare che il picciolo sia morbido e ben ancorato alla zucca, inoltre colpendola con la mano deve emettere un suono sordo.
Sui modi per consumarla...beh...si potrebbe scrivere un'enciclopedia, risotti, minestre e, utilizzo non da sottovalutare, come base per ripieni dolci. Oggi partiamo dal modo più semplice, economico e gustoso per prepararla, nei prossimi giorni in cantiere già altri due o tre esperimenti!

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Zucca fritta

Mettere a scaldare tre dita di olio in una larga padella.
Tagliare la polpa di zucca a quadrotti di circa 3 cm e spessi 1 e infarinarli per bene. Una volta che l'olio sarà pronto, buttare i pezzettini di zucca con delicatezza. Saranno pronti in 10-15 minuti a seconda del tipo di zucca e delle dimensioni dei pezzettini. Salare, secondo la nonna, solo verso fine cottura, e se lo dice lei un motivo ci sarà.
Servire come goloso aperitivo in ciotoline infilzandoli con gli stuzzicadenti.
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giovedì 29 ottobre 2009

Crema di piselli al curry e (ancora) yogurt greco

Si diceva l'altro giorno di quanto mi piaccia ogni tanto (anzi ogni spesso), "omaggiare" i blog che seguo riproponendo le loro migliori ricette che ho provato e che per qualche ragione ho fatto "mie". Alcune perchè venute assolutamente perfette al primo colpo, altre perchè mi han fatto fare dei figuroni, altre ancora, semplicemente, perchè mi sono piacute tantissimo.
Come questa, pubblicata un po' di tempo fa da Sweetcook sul suo Deliziando.

I piselli come base per una morbida crema di verdure sono da sempre per me il massimo (facevano parte di quelle cose che mangiavo anche pre-conversione-vegetale) ma sono sempre alla ricerca di qualcosa in grado di portare una piccola variante a questa base.
In questa ricetta, scovata appunto da lei sul sito di una nota marca di yogurt greco ce ne sono ben due, curry e yogurt, per una crema che alla fine diventa pura pura poesia e ne avrei bevuti dei litri, mi è venuta voglia di fare come Nigella che in una puntata si mette la crema di verdure nel thermos e se la porta via per poi mettersi al berla sull'autobus al primo momento di calma.

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Crema di piselli al curry e yogurt greco come l'ho fatta io
per 2 persone:

piselli freschi oppure surgelati circa 400g
patata 1
scalogno 1\2
carota 1
curry in polvere
brodo vegetale 500 ml
alloro, sale e pepe
yogurt greco colato, a temperatura ambiente 150g circa
menta tritata per guarnire

Mondare e affettare la patata, lo scalogno e la carota, far soffiggere in una caseruola alta insieme ad un filo d'olio. Unire i piselli, versare il brodo e portare ad ebollizione. Cuocere a fiamma bassa per circa 45 minuti fino a che i piselli siano ben ammorbiditi. Aggiungere un cucchiaino raso di curry, un pizzico di sale e di pepe e frullare il tutto. Cuocere ancora per 10 minuti mescolando di tanto in tanto, fino a ottenere la consistenza desiderata*. Spegnere il fuoco e versare, sempre mescolando, 4 cucchiaiate di yogurt. Servire unendo ad ogni porzione un altro cucchiaio di yogurt che dovrebbe galleggiare sulla superficie, decorando con un po' di menta tritata e con un' altra piccola spruzzata di curry. Servire con crostini.
*se la crema avrà già raggiunto una notevole densità questi ultimi 10 minuti di cottura si potranno anche omettere per evitare l'eccessiva evaporazione di liquido che potrebbe toglierele fluidità e renderla troppo "solida".
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mercoledì 28 ottobre 2009

Ancora cavoletti?Si! (all'arancia e sesamo)


Ebbene si, si parla ancora di loro qua, per finire quelli comprati per il post del cavolo, e per ringraziare tutte le cavoletto-fans che si sono unite a me nell'augurio a Sigrid per l'uscita del suo libro [che ricordo, si compra qui. A proposito qualcuno ce l'ha già tra le mani??? E che mi dite??? Non che abbia molti dubbi sulla qualità però sono curioooosaa!!].

Per cui, un doveroso link-ringraziamento va al gruppetto affezionato che come me ha deciso di impuzzettarsi la casa per un po' per un augurio speciale, così se per caso vi siete persi qualcosa le ricettine son qui.

Babs con i suoi cavoletti, castagne e pinoli
Izn con la sua zuppa del cavolo (cappuccio)
Fiordilatte con la sua vellutata di cavolo rapa
Marina con il suo cake salato con cavoletti, nocciole, pancetta e curcuma
Genny con i suoi cavoletti, castagne e pancetta
Acquaviva con la sua insalata di cavoletti e formaggi alla melagrana
Vaniglia con il suo pane allo zucchero di Sigrid
Evelyne con la sua zucca arrostita al miele di Sigrid
Sweetcook con il suo cake salato con farina di ceci, ceci, prosciutto e basilico di Sigrid
Toccoetacchi con il suo orto
& me, con i miei cavoletti gratinati allo yogurt

E ora veniamo alla ricetta di oggi.
Io i cavoletti fino a poco più di un anno fa non li mangiavo. E non mangiavo in realtà nemmeno alcun altro tipo di verdura. Non mi faceva gola, mi avvicinavo e qualsiasi cosa fosse mi nauseava, lasciavo perdere e non me ne preoccupavo più di tanto. Poi qualcuno mi ha parlato seriamente dei rischi per la salute dati da un comportamento del genere, e mi ha fatto pensare. Poi mi ha messo davanti un piatto di verza cruda scondita, dicendomi che sicuramente, passato il primo momento traumatico, sarei riuscita a trovare del buono anche lì.
La verza l'ho mangiata tutta, apprezzando ad ogni forchettata la croccantezza e la freschezza e il piacere naturale che dava, e da quel giorno il mio cammino di riappacificazione col mondo vegetale ha fatto passi da gigante. Tanto che a volte qualcuno deve ricordarmi che esiste anche la carne perchè io nei miei secondi ormai la snobbo proprio, e tanto che ho sviluppato un amore scatenato per quelle verdure che sono notoriamente le più ostiche, verza, radicchio, cicoria, asparagi selvatici, e soprattutto cavoli e cavoletti in tutte le loro forme e declinazioni. Più al naturale sono, meglio è.
Un po' come questi che vi descrivo oggi.
Ah, a proposito di vegetali amari e "difficili", qualcuno sa qualcosa dei broccoli selvatici?? Io li ho mangiati una volta a una cena tiepidi e conditi solo con olio e sale e mi sono innamorata del loro sapore esageratamente amaro, ho setacciato tutti i campi in stagione ma qui da me proprio non ne ho visto manco un abbozzo, ho guardato nei posti dove in primavera crescono i ciocabecchi (che sarebbero qua gli asparagi selvatici) ma niente. Voi ce li avete intorno a casa?? C'è qualche posticino, che ne so, vicino ai canali, sui rivoni, boh, in cui si possono trovare più facilmente??
Intanto comunque limitiamoci ai nostri cavoletti, per i quali la gita nei rivoni dei fossi con gli stivaloni di gomma può essere sostituita da una molto più pratica visita al mercato che si può fare anche in ballerine rosa. Però fatemi sapere!
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Cavoletti di Bruxelles al sesamo e arancia (da Cucina Moderna, Novembe 2009)

cavoletti 600g
semi di sesamo 2 cucchiai
1\2 arancia rigorosamente non trattata (perchè ci mangeremo anche la scorza)
burro 30g
sale e pepe

Pulire i cavoletti, eliminare le foglie esterne sciupate, lavarli bene sotto l'acqua corrente e tagliare i più grandi a metà. Sistemarli sull'apposito cestello e cuocerli a vapore per 10-15 minuti a seconda di quanto li desiderate sodi. Tostare leggermente i semi di sesamo in una larga padella con il burro fuso, unire i cavoletti e farli saltare per un paio di minuti. Aggiungere il succo della mezza arancia e filetti di scorza ottenuti con il rigalimoni, lasciare sul fuoco ancora per qualche istante per far asciugare il fondo di cottura. Infine, salare e pepare.
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lunedì 26 ottobre 2009

Un post....del cavolo!!

Oggi...cavoletti!!
Perchè oggi è il 26 Ottobre, perchè oggi esce il Libro del Cavolo, per fare la mia piccola parte in quello che diventerà (speriamo) un grande, corale, in bocca al lupo alla sua autrice Sigrid per questa sua creatura da parte di noi foodblogger.
Per ringraziarla delle cene che ci ha salvato con le sue idee, della sua costanza grazie alla quale ogni giorno ci regala una nuova ricetta e qualche aneddoto buffo.
Per una persona che con abilità e professionalita, si può dire, si è inventata un mestiere.
E poi, diciamocelo, se non ci fosse stata lei a farci venire voglia e a ispirarci, quanti di noi si sarebbero imbarcati nell'aventura di un blog??

Quindi, visto che in questi giorni metto lo yogurt dappertutto, perchè non metterlo pure sui cavoletti?? Cerca in giro e ho trovato pure una ricetta già collaudata, su uno dei tomi del Cucchiaio d'argento, e questa volta non sono stati neppure necessari i soliti aggiustamenti.
Lo yogurt si è solidificato perfettamente come se fosse una sorta di leggerissima besciamella, e alla fine il sapore era fantastico. L'importante è dopo averli bolliti asciugare i cavoletti bene bene benissimo per via di non ritrovarci una zuppa anzichè un gratin alla fine della cottura (eh mi è capitato pure quello!).
E con due fettoni di pane fatto in casa i cavoletti si trasformano in un perfetto pranzo leggero.

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Cavoletti gratinati allo yogurt

cavoletti di Bruxelles 700g
pomodori 100g
yogurt bianco intero 250g
parmigiano reggiano grattugiato 2 cucchiai
erba cipollina, noce moscata
burro, sale e pepe.

In una pentola portare a bollore abbondante acqua salata, immergervi i cavoletti e cuocere per 10-15 minuti. Quando saranno pronti, scolarli molto bene.
Imburrare una pirofila e cospargerla di pan grattato, distribuirvi i cavolini, coprirli con i pomodori spellati e privati dei semi, l'erba cipollina sminuzzata, un pizzico di noce moscata grattugiata, sale e pepe.
Sopra versarvi lo yogurt e spolverizzare con i formaggio grattugiato. Cuocere a 200° nella parte alta del forno per circa 15 minuti, fin quando sopra lo yogurt non si sarà formata la classica crosticina. Lasciar intiepidire 5 minuti prima di servire.
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