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giovedì 4 novembre 2010

Zuppetta depurativa di prevenzione


Che cosa ne dite se prima di tuffarci a pesce nei burrosi pasticci natalizi ci concediamo una zuppetta leggerissima e depurativa? Prevenire dicono da sempre è meglio che curare, e poi se la prevenzione ha anche un minimo di gusto ancora meglio.  Poi in questi giorni umidi, scuri, con la fatica che sto facendo a prendere l'odiato ritmo del nuovo orario...
Per non parlare dei giorni che trascorro a fare promozione di prodotti di una nota catena di supermercati, giorni interminabili in cui mi hanno piazzato il mio bel banchetto esattamente tra due frigo, per la precisione carne avicola dietro le spalle e panna, latte fresco e mascarpone davanti al naso, proprio in modo che il freddo mi possa penetrare ben bene dentro tutte le ossa senza lasciare niente al caso.
Insomma urge roba calda, leggera e saporita, confortante senza sensi di colpa.
Non avevo mai pensato ad una vellutata di sedano.
Al massimo avrei potuto immaginare una roba liquida e bianco-verdastra senza alcun gusto particolare. Invece con l'aggiunta di una grossa patata, e la spinta di un buon olio aromatizzato (che doveva essere al tartufo ma che io avevo solo al peperoncino), ho trovato un modo di mangiare sedano a volontà, anche per chi non va matto per la sua consistenza o per quegli antipatici filamenti.
L'idea l'ho trovata appunto su uno dei miei giornali etichettati nella scatola "Natale", che da qualche giorno ho ripreso in mano e ricominciato a sfogliare: il numero di dicembre 2009 de "La cucina del corriere della Sera". Qui tra arrosti farciti di mille delizie, biscotti burrosissimi e dolci multistratificati hanno deciso di inserire, forse per dare un attimo di respiro, un capitolo sulle ricette leggere e veloci, davvero interessante.
E poi detto così tra noi è anche piuttosto utile per fare tanta plin-plin.

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Crema di sedano con olio aromatizzato (ricetta base tratta da La Cucina del Corriere della Sera, dicembre 2009)
  • sedano bianco 1 pianta piccola
  • patata 1 grande
  • cipolla 1
  • panna 100 ml (per la versone completamente light ho provato anche senza e viene comunque molto buona)
  • olio aromatizzato (tartufo, peperoncino...) 2 cucchiai
  • olio e.v.o.
  • sale e pepe
Mondare la patata e le cose del sedano e tagliarle a pezzetti. Sbucciare la cipolla, affettarla e farla appassire in una casseruola con 1 cucchiaio di olio e.v.o. per 6-7 minuti a fiamma bassa, mescolando spesso. Unire sedano e patata, dopo 3-4 minuti salare, bagnare con 1l abbondante di acqua e portare a ebollizione. Schiumare, regolare la fiamma al minimo e far cuocere per 30 minuti.
Frullare la preparazione o passarla al passaverdura, se fosse molto fluida farla restringere sul fuoco poi incorporarvi la panna. Distribuirla nei piatti fondi e completare con l'olio versato a filo.

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Bene, ora, dopo aver svolto i doveri salutistici, passo a segnalarvi un contest mooolto interessante.
Leda e Claudia, ideatrici e autrici della rivista on-line About Food, hanno indetto una serie di contest, con un ritmo abbastanza serrato, relativi all'inverno, alle feste e soprattutto al Natale. L'idea è quella di regalare ai vincitori l'opportunità di comparire con le loro ricette e foto proprio sulla rivista, che è sempre comunque una cosa carina e un bell'esempio di quelli che piacciono a noi di collaborazione proficua e serena tra foodblogger.
Questa settimana di parla di Pensierini e addobbi, e lo so che anche voi avete già in mano i nastrini e la colla a caldo, lo so che state facendo acquisti compulsivi di stampini, carta e stoffine, quindi dai, proviamo!





giovedì 18 febbraio 2010

Crema di freschezza


Certe volte preparo delle cosine apparentemente semplici che poi si rivelano molto buone, o particolarmente insolite come sapore, o comunque degne di nota e mi mangio le mani per non averle fotografate, per averle considerate troppo basic per meritarsi un post. Questa volta invece per fortuna ci ho pensato un attimo prima e ho fotografato questo concentrato di colore - semplicità - bontà - salute appena in tempo.
Non è altro che una delle mie solite creme di verdura, senza soffritto, senza panna, senza aggiunte varie, e questa volta pure senza spezie. Ma ha finito per meritarsi un post, soprattutto per il modo in cui i sapori si succedono in bocca.Prima la dolcezza pura della carota, mentre poi in bocca rimane solo ed esclusivamente il fresco e pulito del finocchio, tutto avvolto dalla morbidezza della ricotta di mucca, aggiunta alla fine, in modo che rimangano dei piccoli grumetti bianchi a movimentarne anche l'aspetto.
Insomma il finocchio, che non ho mangiato fino ai 22 anni e che invece ora mi ha creato praticamente una dipendenza, è quello che per me rende speciale questa crema. In più non dobbiamo mai dimenticare le sue praticamente infinite proprietà benefiche, che vanno dallo stimolare la diuresi al favorire la digestione, all'alleviare i dolori mestruali e della menopausa per via dell'effetto riequilibrante che alla lunga può avere verso gli ormoni femminili. Insomma un ortaggio da non dimenticare ne trascurare mai, da consumare in grandi quantità, che come dice sempre mia nonna fa solo che bene.

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Crema di carote, finocchi e ricotta

(per 4)
5 carote
1 finocchio bello grande
acqua
sale
olio
ricotta 100g
barbe del finocchio per guarnire

Pulire le carote e tagliarle a pezzettoni, pulire il finocchio conservando un po' di barbetta e tagliare anch'esso a pezzettoni. Mettere le verdure in una pentola capiente e coprire con acqua quanto basta perchè siano completamente immerse. Aggiungere una manciatina di sale grosso. Portare a bollore, abbassare la fiamma e lasciar sobbollire per 20 minuti abbondanti coperto. Quando le verdure saranno cotte, frullare con il minipimer molto accuratamente. Se risulta troppo densa aggiungere un bicchiere di acqua o brodo, se invece è troppo liquida rimettere sul fuoco e far bollire scoperto per 5 minuti. Aggiungere la ricotta e stemperarla nella zuppa con un cucchiaio di legno, senza preoccuparsi di farla amalgamare completamente, anzi lasciando proprio qualche grumetto bianco. Servire con un filo di olio extravergine e decorare con le barbette di finocchio tenute da parte.
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PS per foodbloggers: Avete già fatto il giro dei blog stamattina? Andate a curiosare cos'ha organizzato quel vulcanico gruppetto twitteriano Fiordilatte - Juls - Fiordifrolla - ElisaKitty!

lunedì 1 febbraio 2010

La vellutata di Sabrine (rape rosse e mela verde)

Buongiorno buongiorno...che ho fatto in questi giorni?? Beh, data la spanna di neve fuori e quel freddo pinguino con tanto di arietta sferzante non ho trovato di meglio che cucinare. Pochissime foto di quello che ho fatto, un po' perchè preparato di sera, un po' perchè ho sguazzato nella più pura tradizione senza preoccuparmi di innovare a tutti i costi per scriverci dei post. Ho fatto le lasagne, sostituendo la ricotta a metà della besciamella e rendendo il tutto estremamente più leggero e meno unto, ho fatto uno spettacolare coniglio rubato a Tania di Dulcis In Furno, del gran pane, un'altra panna cotta ancora diversa che posterò nei prossimi giorni.
E poi, soprattutto, come promesso, mi sono cimentata nel riprodurre le prime fra le ricette chiamiamole "finaliste" della raccolta in rosa.
Un po' spaventata dalla complessità di alcune fra quelle che ho scelto, sono partita piano, con la più semplice, questa vellutata di rape rosse e mela verde di Sabrine di Fragole a Merenda, che potete trovare qui.
La mia cavia-giudice ha apprezzato parecchio, e poi ho trovato fantastico il modo in cui la rapa sia riuscita a dare un sapore fresco e "verduroso" all'interno di una zuppa che io ho deciso di servire calda.
In più l'aggiunta della mela e del miele ne fanno un piatto tutto particolare, dai mille retrogusti, molto molto interessante. Come potrete notare, i pois di latte e ricotta sono venuti molto meglio a lei che a me perchè io li ho fatti in fretta senza un briciolo di pazienza come sempre, ma li trovo davvero un'idea geniale per presentare zuppe e vellutate dai colori scuri, un vero e proprio tocco di stile :).

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Vellutata di rape rosse e mela verde di Sabrine

rape rosse precotte: 500 gr
patate: 2 di media grandezza
cipollotti: 2
mela verde: 1
ricotta: 150 gr
latte: 1 bicchiere
miele: 2 cucchiaini rasi
granulare vegetale: ½ cucchiaino
sale

Pulite patate e cipollotti (tenete un po’ di parte verde), sbucciate la mela e fate tutto a fettine. Mettete in una pentola con le rape a pezzi e il granulare e coprite appena d’acqua (cioè non affogatele, se c’è bisogno di un rabbocco fatelo in cottura…).
Fate bollire e spegnete appena le verdure sono tenere (una cottura prolungata farebbe virare il colore verso un’inquietante nuance viola prugna-marcia).
Aggiungete il latte, la ricotta e il miele, aggiustate di sale e frullate tutto a lungo con il minipimer: non ci devono essere grumi (sennò non sarebbe ... una vellutata!).
Mettete in frigo qualche ora (meglio tutta la notte) e servitela tiepida o fredda, accompagnata da una fetta di pane integrale tostato con ricotta, sale, pepe, e noce moscata (o con del burro salato, se non siete a dieta...).
Se volete anche fare un po' gli spiritosi, decorate con pois di ricotta lavorata con un po' di latte.
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domenica 24 gennaio 2010

Pea & Pesto soup by Nigella


Non ho sky per scelta. Perchè sono convinta che se ce l'avessi perderei, anzi sprecherei, un sacco di tempo davanti alla tv in vece di occuparlo in modo più produttivo. Peccato che ogni tanto, di fronte a certi programmi, capita anche che la mia coerenza vada a farsi benedire. In pratica il più delle volte faccio in modo di capitare a casa della gente che ce l'ha guarda caso proprio all'orario delle ricette etniche di Laura Ravaioli, oppure guarda caso proprio quando inizia Nigella Express. Faccio finta di scorrere i canali e poi toh, guarda, c'è proprio quel programma che piace a me e tra una chiacchiera e l'altra e grazie anche ai sottotitoli mi rubo qualche idea veloce dalla bella Nigella.
In realtà a volte ci propone delle cose davvero orribili. Quella volta che ha preparato una bella insalatina per il pic nic dei figli e poi l'ha condita con yogurt, senape, aceto di mele, sciroppo d'acero panna e non so più cos'altro davvero ho dovuto cambiare canale.
Però nella maggior parte dei casi io la trovo geniale. Ed estremamente piacevole da seguire. Ti trasporta un po' in un mondo da favola insomma, dove le mamme passano il tempo a preparare ciotoline di glasse dai mille colori per giocare con bambini bellisimi a decorare i biscotti, dove c'è quasi sempre il sole, dove tutto è facile, familiare, e riesce sempre alla perfezione. Artificioso forse, ma pur sempre piacevole per staccare un po'.
Geniale dicevo, come nel giorno in cui ha preparato questa zuppa fantastica e poi se l'è messa in un thermos per bersela in autobus mentre andava a trovare un'amica. Geniale è l'idea di aggiungere una puntina di pesto alla genovese in una crema di verdure, per darle quel tocco in più. L'ho preparata immediatamente dopo aver visto la puntata. E poi ancora tante e tante altre volte.

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Pea & Pesto soup

acqua 750ml
piselli surgelati 375g

2 cipollotti interi
1\2 cucchiaino da the di sale
1\2 cucchiaino da the di succo di lime
4 cucchiaini di pesto alla genovese fresco

Portare a bollore l'acqua. Versarvi in piselli surgelati, aggiungere i cipollotti, il sale e il succo di lime e far bollire per 7 minuti. Eliminare i cipollotti, aggiungere il pesto e frullare insieme tutto. Già fatto!

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Per la ricetta originale, qui.

Con questa ricetta colgo l'occasione per partecipare anche ad un contest, in cui si raccolgono proprio le ricette Nigelliane, e che alla fine se ne verrà fuori un bel malloppo di certo sarà pure una bella comodità il trovarsele lì tutte belle pronte scritte e tradotte.
Trovate tutto qui: Le ricette di Nigella, il primo contest del blog In Cucina con Masterchef.

lunedì 11 gennaio 2010

Crema di lenticchie con cialde di Parmigiano Reggiano

In uno, anzi diciamo nel più gradito :), dei pacchi ricevuti per natale c'era anche un bel pacco di lenticchie secche Schioppi. Essendo che per l'ultimo dell'anno ho avuto la fortuna di essere invitata e a parte un dolce non ho dovuto cucinare nulla mi sono rimaste lì. Così appena ho avuto quell'attimino di tranquillità per avere il tempo di metterle a bagno 12 ore prima, ho deciso di sfruttarle per una caldissima e densissima zuppa, senza alcuna aggiunta di grassi in cottura, senza panna, ne latte, solo un giro d'olio alla fine come piace a me e come ci consiglia anche Elena Galeazzi in questo interessantissimo post sul Pasto Nudo.
Però, però mentre ero li a guardare questi microlegumi che bollivano allegramente mi è tornata in mente una zuppa postata qualche tempo fa da Arietta, arricchita, o si potrebbe anche quasi dire decorata, con stupende cialde di parmigiano reggiano, grandi e ricurve, da usare magari anche a m' di cucchiaio. Recuperato in un attimo il suo post, le ho fatte subito.
Allora, sarà forse perchè in casa mia entra solo Parmigiano di una certa stagionatura, sarà perchè il sapore della zuppa era molto più delicato e quasi dolce, non so, però il sapore di queste cialdine si rivelato veramente molto molto deciso, insomma adatte per veri amanti del formaggio:) Al primo tentativo ho fatto un disastro, il formaggio mi si è diviso in due parti, una bianca e dura e una composta di solo grasso, liquido e trasparente. Pattume. Al secondo tentativo invece ho scoperto che basta scaldare molto molto bene il padellino prima di versarvi il formaggio, e in un attimo le cialde saranno pronte, profumatissime, croccantose.
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Crema di lenticchie con cialde di parmigiano reggiano
X 4 persone

lenticchie secche 200g
1 cipolla
1 carota
Sale, pepe, maggiorana, peperoncino
Olio e.v.o

Per le cialde:
150g di parmigiano reggiano

Ammollare le lenticchie in acqua per almeno 12 ore.
Farle bollire per 30 minuti in acqua salata, insieme alla carota e alla cipolla tagliate a dadini. Frullare il tutto, eliminando prima una parte di acqua se sembra troppa per ottenere una crema densa. Aggiustare di sale e pepe e aromatizzare con un po’ di peperoncino e maggiorana.
Grattugiare il parmigiano e versarne 1\4 in un padellino antiaderente molto caldo, con una paletta dargli una forma rettangolare e pressare bene. Appena la parte inferiore si sarà dorata, girare la cialda e far dorare anche l’altro lato. Trasferire su un mattarello (per dare la forma curva) e lasciar raffreddare. Ripetere l’operazione per le altre tre cialde. Servire ogni porzione di zuppa con la sua cialda leggermente immersa e un filo d’olio crudo.
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due PS

1. la dolce Anemone ha deciso i tre finalisti della raccolta CUOceRE AL VAPORE. Ecco io adesso teoricamente mi dovrei autopromuovere un po' visto che ci sono in mezzo, ma come faccio? Le altre due ricette finaliste sono di Lenny e Fiordilatte e super super originali e interessanti... Quindi...beh, l'importante è che facciate un giro da quelle parti, lasciando il vostro votino alla ricetta che vi ispira di più!

2. vi ricordo che ci sono ancora 4 giorni di tempo per la nostra raccolta di ricette in rosa, se siete in cerca di ispirazione, sbirciate qui le ricette proposte dai primi partecipanti.

giovedì 17 dicembre 2009

Parmentier di patate viola

ovvero quando le cose smetti di cercarle è la volta buona che le trovi.
L'altro giorno nel mio girovagare tra i mercatini del Trentino, un banchetto mi ha attirata più degli altri, quello di un'azienda agricola specializzata nella produzione di confetture e creme di frutta e verdura. Un quarto d'ora in due ad esaminare barattolini, confrontare prezzi, scegliere se era meglio quella di pomodori verdi o cicoria o mille altre, poi scelto, pago, borsina e via. Mentre me ne andavo però, li tutte interrate in un cesto in un angolino, le vedo.
Loro, le patate viola.
Mi avevano incuriosita da tempo, poi le ho viste farsi il giro dei mei blog preferiti, e più recentemente anche da Virgina e Enza. Ma niente da fare, io non le trovavo. Così dopo un po'ci ho rinunciato.
E invece poi ho scoperto che da quelle parti, anche se le chiamano più che altro patate blu, si trovano facilmente perchè sono coltivate proprio in loco.
E a casa, appena avuto un attimo, le ho volute utilizzare. Per arginare lo chock familiare che un alimento del genere avrebbe potuto creare, ho deciso di utilizzarle per una preparazione a loro già conosciuta, così anche se sconvolti dal colore almeno il sapore li avrebbe rassicurati :)
La crema parmentier, il cui nome ho appena scoperto, deriva da un agronomo francese che studiò la famiglia delle solanacee che comprendono le patate, io la faccio in genere il più possibile povera di grassi, omettendo la panna e utilizzando solo l'olio iniziale per stufare i porri. Più che una ricetta questa è un consiglio, sano, super nutriente, che adoro.


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Crema parmentier di patate viola

patate viola 400g al netto delle bucce
1- 2 porri in base alle dimensioni

brodo vegetale
sale, pepe, noce moscata

Tagliare i porri a rondelle e stufarli in una pentola alta e capiente con qualche cuchiaio di olio d'oliva. Nel frattempo pulire e sbucciare le patate, poi tagliarle a tocchetti. Alzare il fuoco e unire ai porri le patate, rosolare per qualche minuto poi versare il brodo, portare a ebollizione e abbassare la fiamma. Per la quantità di brodo io in questo caso mi regolo mettendone solo il necessario perchè tutte le patate siano ben affogate e non ne sporga neanche un angolino. Lasciar sobbollire per 15 minuti, spegnere la fiamma e frullare tutto col minipimer. Regolare di sale e pepe. Guarnire con un po' di porro stufato tenuto da parte, oppure anche crudo come faccio io, e spolverare di noce moscata. Per 2-3 persone.

Consiglio: se volete preparare una crema davvero lilla, violetta chiara, senza nessuna tendenza al grigio o al marroncino come ha la mia, invece del brodo utilizzate solo acqua salata e scegliete solo ed esclusivamente le parti completamente bianche del porro.

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martedì 1 dicembre 2009

Ricette con la zucca: zuppa zucca & zenzero (prima di partire)


Oggi mi sento un po' strana, ho un po' un fondo di agitazione misto a eccitazione che fino a che non mi sono messa li a pensarci per bene non mi sono riuscita a spiegare. Poi ho capito, probabilmente l'idea di incontrare, tra poche ore, Sigrid del Cavoletto, e molto probabilmente diversi altri foodblogger emiliani e non solo, mi mette un po' in ansia...sono certa che sarà bellissimo, ma anche alquanto STRANO conoscere persone che in un modo o nell'altro si "frequentano" quotidianamente sul web ma che non si sono mai incontrate....boh...ho quasi paura di spezzare quella magia creata in mesi di visite e commenti, foto meravigliose, email, messaggi su facebook.
Ma tralasciando le mie elucubrazioni, sono anche impazientissima di visitare Eataly Bologna, filiale del più grande mercato enogastronomico del mondo, un posto del genere non riesco neppure ad immaginarmelo vendita di prodotti di qualità, ristorazione, libreria, didattica....sembra un sogno!
Ma visto che a questo momento mancano ancora un certo numero di orette e nel frattempo ci sono ancora tante cose da fare mi sono messa avanti il pranzo, una delle mie solite coccole autunno-invernali.
Per rimanere in tema di zucca, tempo fa una mia amica mi disse che aveva provato una zuppa di zucca aromatizzata allo zenzero, che poi è rimasta li a poltrire nella mia memoria per più di un anno, come spesso succede, fin quando non mi si è riaccesa la lampadina. Una zuppa zucca e zenzero, addolcita ancora di più dalle carote, non troppo densa, bollente e con dei bei crostini dorati. I crostini...mmm... vado matta per quelli che ti servono nei ristoranti, unti e croccanti, oppure anche per quelli confezionati che vendono al supermercato, sono una di quelle cose a rischio... per ciò quando sono a casa li faccio un po' più light, senza condimenti, e se il pane di base è buono vengono comunque ottimi.
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Zuppa di zucca e carote allo zenzero

1 scalogno
zucca a dadini 300g circa
carote a dadini 300g circa
1 patata a dadini
brodo vegetale 1l
sale, pepe
zenzero secco da grattugiare
pane a cassetta 4 fette

Far rosolare lo scalogno in poco olio d'oliva per qualche minuto. Aggiungere le carote a dadini piccoli e anche la zucca e la patata, rosolare leggermente e coprire col brodo. Far bollire per una quindicina di minuti, poi frullare per bene con il frullatore a immersione. Regolare di sale e pepe e grattugiare sulla zuppa zenzero in base ai vostri gusti.
Per i crostini: far scaldare il forno a 200°. Nel frattempo tagliare le fette di pan carrè a dadini uniformi. Quando il forno sarà a temperatura, stenderli sulla placca e infornare per 10 massimo 15 minuti. Eventualmente spolverizzare di sale.
Servire la zuppa accompagnandola con i crostini.
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venerdì 13 novembre 2009

Crema di carote, patate e mela verde, e un piccolo traguardo


Se avessi saputo così per oggi avrei preparato una torta.
Era un po' di giorni che non guardavo i numerini in fondo alla pagina, ci ho buttato l'occhio e così, boom, all'improvviso, l'ho visto: 50.000, 50 mila, cinquantamila pagine visitate. Che poi in realtà sarebbero pure un po' di più visto che il contatore l'ho inserito quando il blog esisteva già da qualche mese. Che dire...numerini per molti blog famosi, ma io non credevo neppure che ci sarei mai arrivata, tantomeno prima ancora del primo compleanno del blog.
Sono partita così, come nascono tante altre cose, e mentre Meringhe diventava sempre più una parte importante di me e delle mie giornate voi vi siete avvicinati, coi primi timidi commenti, poi iscritti ai feed, e poi pure tra i lettori fissi.
Per questo, ve lo devo, un grande grazie.
Perchè alla sera, quando dopo una bella doccia e quando tutti dormono mi metto alla scrivania con una tazza di tisana calda a preparare il post per il giorno dopo, non mi sento più da sola, ma in varia e ottima compagnia.
Perchè con le vostre visite, i vostri commenti qui, su facebook, e pure quelli per strada o in biblioteca o mentre mi spinate la birra a una festa, avete dato un senso più ampio e concreto a quello che mi piace fare.
E quindi mi sa che se in passato ho avuto qualche dubbio, momenti alterni, divagazioni varie e incertezze sul continuare questa cosa...mi sa che ora non mi fermerò proprio più!

Ma torniamo allo scopo basilare ragione di esistenza di queste pagine. Preparare, e poi regalarvi una ricettina almeno ogni due o tre giorni. Oggi visto che il sole di ieri era solo uno scherzo e che siamo già tornati al bel cielo novembrino grigio tendente al marroncino orrido ho trovato questa, archiviata tempo fa, e che per oggi trovo perfetta.
L'idea mi era venuta preparando e amando una zuppa di Sigrid di molto tempo fa, la Zuppa di zucchine e pere. Io le pere, beh, ecco, è un po' un amore-odio, quindi ne ho pensata una con le mele, ovviamente Granny Smith, le mie preferite in assoluto.

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Crema di patate, carote e mela verde al timo

1 grossa patata
2 carote
1\2 mela verde acidula
1 scalogno
acqua 1\2 l
dado vegetale 1\2
sale, pepe, 1 spicchio d'aglio
timo tritato finemente

Far appassire lo scalogno tritato in mezzo bicchiere d'acqua con un filo d'olio e uno spicchio d'aglio sbucciato e privato della parte interna verde. Aggiungere le patate tagliate a piccoli cubetti, e dopo 2-3 minuti anche le carote e la mela, sempre a pezzettini. Soffriggere per 5 minuti. Eliminare l'aglio, aggiungere il brodo ottenuto con l'acqua e il dado e far bollire 10 minuti coperto e 5 minuti scoperto. Spegnere, lasciar raffreddare qualche istante e poi ridurre il tutto a crema con il minipimer.
Se la crema risulterà troppo liquida, rimetterla nella pentola e farla bollire fino ad ottenere la densità desiderata. Aggiustare di sale e pepe e servire profumando con foglioline di timo tritate. Per 2.
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martedì 20 ottobre 2009

Non la solita polenta


Premetto che la polenta la adoro. Soprattutto in questo periodo di "transizione" climatica quando il freschino diventa freddo e pure parecchio fastidioso.
Però se faccio il conto di tutte le volte in cui l'ho mangiata nella mia vita tra quella "8 minuti" di mia mamma, a quella vera e buona della nonna e poi quella più professional della "suocera" con il cinghiale in umido mi sembra davvero di non aver mangiato altro, e sempre sempre negli stessi tre modi, con parmigiano e burro, col ragù, col cinghiale.
Poi l'altro giorno in treno tornando da Roma ho trovato questa idea su Cucina Moderna, che di solito non compro perchè più di una volta è stato colpevole di alto tradimento (=certe ricette sembravano scritte coi piedi) ma che stavolta era allegato a Casa Facile e me lo sono trovato lì.
Bilanciando un po' le dosi e i tempi ci ho trovato dentro più di un'idea interessante, compresa questa su una zuppa di polenta, e altre due un po' più particolari che ho cucinato oggi all'omino e che nei prossimi giorni poi con calma vi racconto.
In pratica questa era una polenta fluida, aromatica, ricca, rosata da un po' di passata di pomodoro, che è diventata poi piatto unico con una manciata di borlotti e qualche dadino di pancetta croccante.
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Zuppa - polenta con borlotti e pancetta croccante

Olio d’oliva
cipolla bianca 1\2
carota 1
brodo 700ml
passata di pomodoro 200ml
farina di mais 100g
fagioli borlotti lessati 200g
pancetta 2 fette spesse 1\2 cm
rosmarino

Tagliare a dadini la pancetta e farla rosolare bene in una padellino antiaderente insieme a qualche ago di rosmarino. Mescolare continuamente per far sciogliere il grasso e per rendere croccante la parte magra. Mettere da parte.
Far appassire cipolla e carota tritate in un filo d’olio. Bagnare con il brodo e aggiungere la passata di pomodoro, far bollire per 10 minuti. Versare a pioggia la farina di mais mescolando bene con la frusta, aggiungere i fagioli e continuare a mescolare su fuoco basso per 5 minuti*. Servire guarnendo con i cubetti di pancetta croccante e qualche ciuffetto di rosmarino.

*A me piace molto sentire sotto i denti il croccantino della farina di mais quindi ho fatto cuocere la zuppa pochissimo. Se invece non volete sentirla così nettamente basterà aumentare il tempo di cottura aggiungendo man mano qualche mestolo di brodo per far rimanere il tutto ad una consistenza fluida, di zuppa.
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