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martedì 2 novembre 2010

Di quel pane nero che da piccola odiavo (e che oggi faccio in un attimo)


Questo è stato per me, per anni, solo quel pane poco invitante di cui i bambini tedeschi al mare a Rimini facevano inspiegabili scorpacciate.
Avete presente? Lo ricoprivano con dosi massicce di burro, marmellata e/o salumi e formaggi poco prima di buttarsi, in piena digestione come sempre, nell'acqua ancora fredda del mattino....
Mentre io, nonostante me lo trovassi tutte le mattine in bella vista nel buffet dell'albergo, non provavo nemmeno ad assaggiarlo, dal momento che oltretutto secondo me aveva anche un cattivo odore.
Poi non lo so quando e cosa è scattato, ma quel pane nero, rettangolare e umido all'interno è diventato uno dei miei preferiti, a colazione e soprattutto a tavola.
Non so dalle parti vostre, ma qua in giro si trova a malapena confezionato (credo della Cereal), solo nei supermercati più forniti e ad un prezzo così esagerato che subito non ci credi e hai la certezza di un errore del super,  poi scopri che quel panetto minuscolo costa davvero 4 euro e finisci irrimediabilmente per lasciarlo lì.
Così insomma mi sono messa alla caccia di una maniera un po' meno dispendiosa per risentire ancora una volta quel sapore. 
E l'ho trovata, come previsto, tra le farine/preparati per pane della Lidl marca Rivercote.


Quindi in pratica più che un post con ricetta questa è una "marchetta gratuita", per dirla alla Sigrid, ma vabè, quando le cose vengono, in fretta e bene, secondo me non c'è motivo per non segnalarle.
Se qualcuno ancora non li conoscesse...si tratta di preparati già contenenti sale, lievito, e in alcuni casi anche semini di zucca, girasole ecc. Pratiche, soprattutto se utilizzate con la MdP, buone e molto, molto economiche, (intorno all'euro per 1 kg) aggettivo di certo non adatto a tutte le altre farine integrali o di altri cereali. 
In pratica, richiedono l'aggiunta di sola acqua, e tutto è scritto nelle istruzioni sul sacchetto, sia con Mdp che senza. 
E garantiscono un figurone. 

 

Unico accorgimento, come ci spiega benissimo Alessia di Muffins Cookies e altri pasticci in questo post, il preparato va usato subito, appena acquistato, e soprattutto non deve rimanere aperto per più di due settimane, pena la disattivazione del lievito e tutto ciò che ne consegue.

sabato 16 ottobre 2010

WBD 2010: treccia morbidissima


Oggi eccezionalmente si posta anche se è sabato.
Oggi pane....
Un pane per il World bread day di Zorra.
L'iniziativa, ispirata al World bread day orginale istituito dall'UIB (International Union of Bakers and Bakers-confectioners), prevede che tutti i blogger si attivino per pubblicare in un determinato giorno una ricetta di pane, oppure anche solo una foto, o una storia, anche un pane comprato va bene, insomma il dettame è un post panoso, poi tutto il resto sta alla fantasia dei partecipanti. Per dare almeno una volta all'anno l'opportunità di parlare e far parlare di pane, di chi lo fa, della sua storia. 

Ho iniziato a pensarci da diverse settimane, ma il tempo per sperimentare non c'era. Si sa, il pane richiede tempo e pazienza, soprattutto quando si vogliono provare nuove farine il cui comportamento in lievitazione è ancora un mistero,  e io fino a ieri non ho avuto ne l'uno ne l'altra. Dovevo sceglierne una, una sola, e postare quella comunque venisse.
Per cui, tra ipotetici pani dalle mille farine, dalle forme così complicate che senza come minimo un tutorial video non c'era verso di riuscirci, ho scelto di semplificare. Di postare un pane di quelli un po' "universali", aperto a tutte le personalizzazioni, farciture, sperimentazioni, sia dolci che salate. Ovviamente nella sua forma più classica, tradizionale e bella, la treccia.
Un pane "vero", esattamente quello di cui ho voglia quando ho voglia di Pane.
Pronto in meno di due ore totali tutto compreso.

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Treccia morbidissima (dal calendario 2010 di Paneangeli)

1 bustina di lievito secco attivo (tipo Mastro fornaio)
acqua tiepida 225-250 ml (37-40°C)
farina bianca 400g
zucchero 10g (=2 cucchiaini)
sale 1 cucchiaino raso
olio d'oliva 4 cucchiai

Setacciare la farina in una ciotola ampia e mescolarvi il lievito, il sale e lo zucchero. Al centro praticare una buca, versarvi l'olio e amalgamare il tutto con una forchetta, aggiungendo un po' per volta l'acqua tiepida. Lavorare l'impasto sul piano del tavolo leggermente infarinato per almeno 10 minuti, allargandolo con i pugni chiusi, riavvolgendolo e sbattendolo sul tavolo fino al completo assorbimento del liquido. Rimettere l'impasto nella terrina infarinata, coprirlo con un canovaccio umido e porlo a lievitare in luogo tiepido (io solitamente lo metto nel forno portato a 50° e poi spento), fino a quando il suo volume sarà raddoppiato, ci vorrà circa 1h. Sul piano infarinato dividere l'impasto in tre parti, formare con ognuna un rotolo lungo 30 cm e intrecciare i rotoli tra loro. Trasferire la treccia sulla placca foderata di carta da forno. Porre a lievitare nuovamente in luogo tiepido per 20 minuti. Cuocere per 35-40 minuti nella parte media del forno preriscaldato a 200°.
Durante la cottura porre nel forno una ciotolina piena d'acqua.

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World Bread Day 2010 (submission date October 16)
 yes, I baked!

....ancora in cerca di idee??
- il mio pane per il WBD 2009
pane francese con MDP
- tutti i pani del 2009
roundup 2009

lunedì 14 giugno 2010

Pane consolatorio


Pubblico proprio oggi questa ricetta perchè già il nome in sè, "pane di patate", ha un che di consolatorio. E io che non sono mai stata troppo brava ad affrontare addii, fine anni scolastici o accademici, fine anni di lavoro con gente che mi piace, niente di tutto ciò, ne ho proprio bisogno in questi giorni.
Fare il pane, con sto caldo, posso capire, non è proprio tra le prime voglie, me ne rendo conto, ma, per dire, fare dei panini per organizzare un pic nic è già meglio come idea, per cui mi auto-autorizzo a pubblicarla.
Il sapore vero e proprio delle patate non si sente, però servono a dare quella leggera umidità interna che lo rende un pane diverso, più "goloso".
La ricetta l'ho copiata da qualche parte, credo da un libro piuttosto voluminoso e recente in biblioteca, ma non riesco a ricordare quale, se qualcuno potesse aiutarmi a risalire alla fonte mi aiuterebbe nel mio sempre doveroso tributo di citazione.

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Pane di patate

patate sbucciate e tagliate a dadini 150g
lievito di birra fresco 25g (oppure 7g di quello secco attivo)
zucchero 1 cucchiaino
farina bianca 500g
olio e.v.o. 2 cucchiai
sale 2 cucchiaini

Lessare i dadini di patate in acqua bollente salata per 10 minuti (ma se avete più tempo lessate le patate intere e con la pelle, così non disperderanno i loro nutrienti).Toglierle poi dall'acqua e schiacciarle con la forchetta o lo schiacciapatate.
Mettere il lievito in una ciotola con 90 ml di acqua e lo zucchero e lasciar riposare per 10 minuti.
In una terrina capiente mescolare la farina e il sale, incorporare gradatamente il levito sciolto, le patate e l'olio con un cucchiaio di legno. Aggiungere poi acqua tiepida a sufficienza per formare un impasto morbido (circa 100ml).
Trasferire l'impasto su una superficie infarinata e lavorarlo con le mani per 10 minuti, o con un'impastatrice elettrica con gancio per 5 minuti.
Dare la forma di una palla e mettere in una terrina unta, coprire con un canovaccio umido e lasciar lievitare in luogo tiepido per un ora. Lavorare di nuovo per 3 minuti, dividere in 8-10 palline e trasferirle ben distanziate su una placca capiente unta. Lasciar lievitare per altri 50 minuti. Nel frattempo preriscaldare il forno a 200, poi infornare per circa 30 minuti. Dovranno suonare vuoti se picchiettati sul fondo.
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p.s. oggi si raccolgono le more del gelso, idee marmellatose e non ?!?

domenica 11 aprile 2010

Grissini torinesi stirati delle Simili


Sentendomi un po' indietro rispetto alla nutrita schiera delle foodbloggers da tempo ormai tutte impegnate nella riproduzione delle ricette perfettissime delle mitiche sorelle Simili, ho deciso che era ora di adeguarsi, e mi sono comprata Pane e roba dolce.
Mi sono accorta così che questo libro, nonostante le scelte estetiche discutibili e che non rendono per niente giustizia alla qualità del contenuto, è un piccolo gioiello.
Infatti non è affatto facile secondo me trovare in giro ricette di lievitati così sicure e perfette, spiegate così bene, così affidabili insomma. Mentre qui sembra che ci sia proprio tutto, tutti i più famosi lievitati tipici di ogni zona d'italia, salati e dolci, le spiegazioni dettagliate per realizzare i più complessi formati di pane ecc, anche con il lievito madre.
Ma facciamo un passo indietro. In questi giorni, parlando di questo libro con la gente, mi sono accorta che ancora in molti non le conoscono. Per cui mi sembrano d'obbligo due righe di introduzione.


Margherita e Valeria Simili, gemelle bolognesi, dopo anni di lavoro come fornaie nel negozio di famiglia in via San Felice a Bologna, hanno gestito dal 1986 al 2001 un' eccezionale scuola di cucina. Ormai famose in tutto il mondo, hanno poi tenuto corsi in tutta Europa e persino in America e Giappone.
Oltre a Pane e roba dolce, altri due libri importanti, Sfida al mattarello del 2005 e La buona cucina di casa, presentato allo scorso festival della letteratura di Mantova. Se volete vederle all'opera, youtube come sempre ci da una mano, guardatevele per esempio qui mentre insegnano a preparare la pasta fresca :)

Venendo alla ricetta, sono partita (o meglio siamo partiti, visto che è stata una di quelle fondamentali decisioni di coppia che a volte si è costretti a dover prendere :) dai grissini. Perchè avevamo una cena un po' baracca quella sera, a cui volevamo contribuire con qualcosa di diverso dal solito, leggero e che si potesse spiluccare anche da in piedi. Sono venuti assolutamente perfetti, e in più non ho mai visto un uomo divertirsi così tanto con una manciata di farina e un po' d'acqua :)
Si tratta di grisini tipici, tirati rigorosamente a mano e lunghi quanto le dimensioni del forno, le Simili ci raccontano infatti che i fornai, non avendo problemi di spazio in forno, li facevano lunghi quanto l'apertura delle loro braccia! Questo procedimento fa si che si ottengano dei grissini molto irregolari, con parti sottili croccantissime e altre più spesse e quindi leggermente più morbide. 
Inoltre, qui mi ha incuriosita anche l'uso del malto d'orzo al posto dello zucchero per spingere la lievitazione, tanto che poi l'ho applicato anche nella mia solita pizza ed è venuta forse meglio del solito...voi avete esperienza in questo campo? Dite dite!

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Grissini torinesi stirati delle Sorelle Simili

farina 00 500g
acqua 250-280 ml
lievito di birra 15g (io ho usato una bustina di Mastro Fornaio)
sale 8g (un cucchiaino colmo)
olio d'oliva 50g
malto d'orzo un cucchiaino raso
farina di semola di grano duro (o di mais per polenta)
altro olio per pennellare
(semi di sesamo o papavero da aggiungere all'impasto)

Fare la fontana, amalgamare al centro tutti gli ingredienti e impastare battendo per 8-10 minuti. L'impasto deve essere non troppo morbido. Fare un filone e stenderlo in un rettangolo di circa 30 x 10 cm, mantenendo la forma il più regolare possibile, appoggiarlo su uno strato di farina di semola di grano duro, pennellare abbondantemente con olio d'oliva la superficie e anche i lati e cospargere il tutto con altra semola. Coprire a campana e far lievitare 50 - 60 minuti. Con un coltello a lama alta o con una grande spatola tagliare dal lato corto dei bastoncini larghi circa un dito. Senza smuovere troppo la pasta afferrarli al centro con le dita e assottigliarli tirandoli delicatamente e spostando le dita verso l'esterno man mano che la pasta di assottiglia. [a questo punto, secondo il mio fornaio provetto personale, è necessario afferrare le punte terminali del grissino e tirare facendo roteare, tranquilli, non si rompe].
Disporli sulla teglia poco distanziati. Se il grissino risulta troppo lungo per la teglia, andrà tagliato della misura giusta e il pezzettino rimasto andrà cotto così com'è poichè non è possibile reimpastarlo. Mettere subito in forno a 00° per 18-20 minuti. Nel normale forno di casa occorreranno 4-5 infornate.
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Aggiornamento: Come spesso accade, c'è stata una piacevolissima coincidenza di post con Alessia, di Muffins, cookies e altri pasticci, proprio nel senso che abbiamo pubblicato non solo lo stesso cibo, ma addirittura con la stessa ricetta! Però però... lei essendo un po' più bravina di me in certe cose, e anche più paziente e precisa, li ha fatti con il lievito madre. Per cui una linkata mi sembra doverosa, se volete provarli con il LM, non dovete far altro che cliccare QUI!

il bellissimo ritratto delle Simili è tratto da http://www.meaculpa.it

venerdì 9 aprile 2010

...ai 7 cereali


Questo più che un post è una marchetta gratuita, nel senso ho trovato assolutamente fantastica una certa farina e l'ho utilizzata basandomi sulle ricette riportate proprio sulla confezione stessa. Probabilmente con farine simili di altre marche si possono ottenere risultati  affini, ma io ho provato questa e la prenderei tutti i giorni, se non fosse che, come tutte le farine "strane" costa un pochetto.

Focaccia rustica ai 7 cereali

Mix di farina per pane nero ai 7 cereali 500g
lievito di birra secco 1 bustina
olio e.v.o. 4 cucchiai
acqua tiepida 280 ml
sale grosso
rosmarino

In una ciotola o ner robot versare la farina, il lievito, l'olio, un pizzico di sale e un cucchiaino di zucchero. Versare poi l'acqua tiepida mescolando con una forchetta.
Se si usa il robot impastare per pochi minuti usando l'accessorio a spirale o a gancio, in alternativa utilizzare la pala di plastica azionando a intermittenza e con la presa d'aria aperta.  L'impasto dovrà risultare elastico, liscio ed omogeneo ma senza surriscaldarsi.
Se si impasta a mano lavorarlo su un piano infarinato per almeno 10 minuti, ripiegandolo anche su se stesso molte volte.
Coprire con un panno umido e far lievitare per 1h in luogo tiepido. (Io l'ho messa nel forno portato a 50° e poi spento)
Dividere l'impasto in due parti, stenderlo con le mani molto unte su 2 teglie da pizza oliate, coprire col panno e far lievitare in luogo tiepido per altre 2 ore.
Spargervi sopra sale grosso e rosmarino, un filo d'olio e infornare a 220° per 15 minuti circa.
Far raffreddare su una griglia e farcire.


Ah, non l'ho fotografato perchè non ho fatto in tempo, ma ci ho fatto anche il pane:) Il procedimento è molto simile a quello della focaccia, cambia solo la quantità di olio e naturalmente, vista la diversa forma, la cottura. Mi dicono che sia perfetta anche per la MdP, per cui proverò al più presto.

Pane nero ai 7 cereali

Mix di farina per pane nero ai 7 cereali 500g
lievito di birra secco 1 bustina
olio e.v.o. 2 cucchiai
acqua tiepida 280 ml

In una ciotola o ner robot versare la farina, il lievito, l'olio, un pizzico di sale e un cucchiaino di zucchero. Versare poi l'acqua tiepida mescolando con una forchetta.
Se si usa il robot impastare per pochi minuti usando l'accessorio a spirale o a gancio, in alternativa utilizzare la pala di plastica azionando a intermittenza e con la presa d'aria aperta.  L'impasto dovrà risultare elastico, liscio ed omogeneo ma senza surriscaldarsi.
Se si impasta a mano lavorarlo su un piano infarinato per almeno 10 minuti, ripiegandolo anche su se stesso molte volte.
Coprire con un panno umido e far lievitare per 15 minuti in luogo tiepido.
Su un piano infarinato allungare delicatamente l'impasto dandogli una forma cilindrica, tagliarlo con un coltello in 2 o 3 parti uguali e adagiarle dentro 2-3 stampi da pane lunghi tipo plum cake, ben oliati. Per la dimensione degli stampi, regolarsi in modo che vengano riempiti di impasto per non più della metà della loro capienza.
Coprire con un panno e far lievitare, dovranno triplicare di volume e ci vorranno almeno 3 ore.
Infornare in forno rigorosamente già caldo, sul ripiano inferiore, per 25 minuti circa. Spegnere, sfornare i panini, toglierli dagli stampi e infornare ancora per 10 minuti. Farli raffreddare prima di tagliarli.

lunedì 8 marzo 2010

Pizza girellata


Non mi sono stancata di fare la pizza, no di quella non mi stancherò mai, mi metterei a impastarla anche se non dormissi da due giorni. Però stavolta ho voluto provare a cambiargli forma. Scartate per banalità e ovvietà le pizzettine stile party e calzoni e calzoncini perché fanno rimanere sempre il ripieno mezzo crudo e umidoso mi è venuta l’idea delle girelle. Semplicissima pasta per pizza (questa volta ho provato quella di Allan Bay in Cuochi si diventa) tagliata a strisce e farcita con mozzarella dura, pomodoro e basilico.
Quando sono uscite dal forno le avrei baciate, erano troppo belline. E poi a volte è davvero un piacere lavorare con ingredienti e abbinamenti così normali, banali forse, ma così nostri, così sentiti.
Il numero delle girelle che verranno fuori dipenderà ovviamente dalla dimensione delle strisce che taglierete, comunque più o meno saranno una decina.

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Girelle alla pizza

pasta per pizza:
farina 0 500g
lievito di birra 25g
zucchero 1 cucchiaino
acqua tiepida 300 ml
sale 1 cucchiaino
olio 2 cucchiai

ripieno e guarnizione:
passata di pomodoro 400 ml circa
mozzarella dura
sale
guarnizione
origano
semi di sesamo

Stemperare il lievito in metà acqua tiepida, unire lo zucchero e lasciar riposare per 10 min. Disporre la farina sul piano di lavoro, cospargere con il sale, fare un incavo al centro e versare il lievito, l’acqua rimasta e l’olio. Impastare energicamente fino a ottenere una pasta morbida, liscia ed elastica ma non appiccicosa. Unire, se necessario, un po’ di farina. Raccoglierla a palla in una ciotola infarinata, praticare in superficie un taglio a croce, coprirla con un telo e lasciarla lievitare in luogo tiepido e lontano da correnti d’aria per circa 1h e 30’.
In un pentolino far bollire la passata per un quarto d’ora a fuoco bassissimo per renderla un po’ più densa. Salarla, peparla e macinarvi se piace un pizzico di peperoncino.
Preriscaldare il forno a 200°.
Riprendere in mano la pasta e lavorarla ancora per qualche minuto sul piano infarinato.
Stendere poi la pasta in un grande rettangolo con lo spessore di circa 1\2 cm e tagliarlo a strisce lunghe come il lato corto e larghe circa 3 cm. Spalmare ogni striscia con la salsa di pomodoro, spargervi sopra una manciatina di mozzarella, spolverare con l’origano e arrotolare. Di pomodoro ne basta poco, anche perché tutto quello in eccesso durante la cottura colerebbe fuori. Posizionare le girelle ben distanziate l’una dall’altra sulla placca del forno, spennellarle con un goccio di acqua emulsionata a un cucchiaio d’olio e cospargerle di semini di sesamo. Infornare e cuocere 15-20 minuti, vanno tolte non appena iniziano a dorarsi.
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giovedì 7 gennaio 2010

Direttamente dalla mia infanzia, i panini al latte

Dopo le inevitabili accozzaglie di sapori di queste ultime due settimane, terminate con il pranzo di ieri in cui alle lasagne, per non offendere nessuno, ho dovuto far seguire enorme cotoletta - cavoli - insalata- frutta - panna cotta, bramo i sapori semplici. Mi viene addirittura voglia di quelle cose che in genere si mangiano solo quando si ha l'influenza, tipo riso in bianco, passato di vedura, prosciutto cotto con un po' di pane morbido.
Così, pensandoci, mi è tornato in mente quando da piccola, periodo elementari per intenderci, andavo ai compleanni delle mie compagnette di classe, eventi per altro non di poco conto visto che le mamme partivano con l'organizzazione almeno un mese prima. Beh, in questi rumorosi, allegri e sudati pomeriggi non mancavano mai i paninetti al latte farciti. In classe eravamo in 32 e c'era la tacita regola che per non far sentire escluso nessuno bisognasse invitare sempre tutti, quindi ce n'era sempre una spropositata quantità, friempiti un po' col prosciutto e un po' con la nutella per accontentare tutti, e sempre con piantato il classico stuzzicadente a bandierina o a pupazzetto.
Beh mi è bastato il pensiero per farmi venire l'acquolina, per quel sapore salato ma anche un po' dolciastro, quella crosta che c'è solo perchè la vedi ma in realtà non la senti, quella pasta elastica, che masticandola rilascia pian piano sapore prima di forno poi di latte.
Un finger food ormai un po' fuori moda, ma poi nenanche tanto, visto che in qualche bar di quelli seri con un buffet serio all'ora dell'aperitivo, li ho visti ritornare prepotentemente in auge.
E poi io avevo voglia di questa formina qui, ma niente poi impedisce, semplicemente lasciandoli in forno un o' di più, di farne dei bei panoni, o ancora meglio delle splendide trecce, da mangiare a pasto o, a primavera arrivata, a un pic nic sull'erba.
Io per l'impasto e la prima lievitazione ho usato la MdP, e per chi ce l'ha consiglio di usarla visto che la ricetta è nata proprio per lei, ma sono realizzabili anche senza, sarà solo necessario prestare un po' di attenzione alla lievitazione.

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Panini al latte
per 16-18 panini


latte intero 200 ml
burro 40g

farina bianca 350g

lievito di birra secco attivo (Mastro Fornaio) 1\2 bustina
sale 2 cucchiaini
zucchero 3 cucchiaini

succo di limone 1 cucchiaino


--> Procedimento senza Mdp Disporre sulla spianatoia la farina mescolata al lievito, al centro versare il latte tiepido mescolato al burro fuso, poi il sale, lo zucchero e il limone. Impastare, poi lavorare energicamente per 10 minuti, sbattendo l’impasto sul tavolo e allargandolo più volte con i pugni chiusi. Far lievitare per 1h in luogo caldo oppure in forno portato a 50° e poi spento, sempre comunque coperto con un canovaccio pulito e umido.

--> Procedimento con MdP Versare nella ciotola il latte intiepidito e il burro fuso, poi zucchero, sale e limone. Sopra versare la farina e infine il levito. Azionare il programma SOLO IMPASTO, della durata di circa 1h e 30’.

-->
comune A questo punto, sia che abbiate proceduto a mano sia che abbiate usato la macchina il procedimento diventa comune. Prendere l’impasto e dargli un’ultima rapida impastata (non dovrebbe essere necessaria altra farina). Suddividerlo in pezzettini da 30-35g l’uno, appallottolarli e poi premendoli con il pollice rivoltarli in modo che la parte interna diventi l’esterno e viceversa. Nascondere i lembi, unendoli per bene, nella parte inferiore della pagnottina. Far lievitare per ancora 1\2 ora. Nel frattempo portare il forno a 200°. Una volta terminata la lievitazione, spennellare con un altro po’ di latte e infornare per 20 minuti, avendo cura di inserire nel forno, nella parte più bassa, una piccola pirofila piena d’acqua.
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lunedì 28 dicembre 2009

Qualcosa di sano: crackers all'olio e semini

Ce l'abbiamo fatta. E' stato un Natale stancante, chiassoso e affollato, ma caldo di stufa, forno e camino, condito da uno spropositato numero di regali culinari e non (ma soprattutto si*) e da compagnia continua. Alla fine, ripensandoci, bellissimo.
Però dopo queste giornate un po' così, in cui ad ogni ora del giorno e della notte c'era sempre qualcuno intorno che ti offriva cappelletti, arrosto, biscotti, una fettina di panettone, un tortellino ecc., dopo record di 4-5 ore continuative trascorse a tavola, mi è venuta voglia di una di quelle cenette da divano e tv che mi facevo una volta, crackers, crecenza e prosciutto cotto, fatti su a panino. Per lasciare un po' a riposo forni e fornelli prima del capodanno almeno, no?
A dir la verità, da quotidiana consumatrice per tutto il periodo scuola-università, da un po' di tempo ho smesso di mangiare i crackers. Più che altro perchè mi hanno detto che l'olio di palma che spesso c'è dentro non è proprio il massimo per la salute, e anche perchè ultimamente ci mettevo tre giorni per digerirne un pacchetto.
Così ho cercato di capire se la loro croccantezza seguita dal loro sciogliersi in bocca lasciando solo quel saporino di forno fosse riproducibile in casa.
Come primo tentativo mi sono affidata ad una ricetta che ha fatto un po' il giro dei blog, partita da Adina poi pubblicata da Francesca, che l'ha riutilizzata tempo dopo per partecipare alla bella raccolta a tema olio d'oliva di cui già vi ho parlato. Insomma ho pensato che se li aveva fatti tutta sta gente dovevano venire per forza!

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Crackers all'olio e semi

farina 0 250g

olio e.v.o. 8 cucchiai

sale fino 1 cucchiaino

acqua q.b.

semi di sesamo, zucca e girasole

fior di sale

In una ciotola impastare la farina con il sale, l’olio e aggiungere a filo acqua fino a formare un impasto morbido ma molto aciutto ed elastico. Coprire con un telo di cotone e far riposare in un luogo asciutto per 30 minuti. Riprendere l’impasto e reimpatarlo inieme ai semini scelti, poi stenderlo con il mattarello su una spianatoia di legno spolverizzata con poca farina. Stendere una sfoglia il più posibile fine. Tagliarla a rettangoli con una rotellina o della forma preferita poi sforacchiare per bene i crackers con i rebbi di una forchetta. Spolverizzarli con pizzico di fior di sale. Disporre i crackers su una leccarda rivestita di carta forno e mettete in forno già scaldato a 180° per circa 12 minuti. Al posto di farina + semini si può scegliere anche una farina che li contenga già, come ad esempio questa con cui ho fatto un pane super.
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martedì 15 dicembre 2009

La baguette (per non arrendersi)

Tenendo conto che non si può vivere di soli biscotti e torte speziate (anche se io ci riuscirei pure, credo) e che sulla tavola di Natale nel minimo spazio lasciato libero dalle produzioni ziesche e nonnesche ci sarà quello per il pane, mi sono messa a fare un po' di prove.
In realtà, dopo una fallimentare esperienza con un maledetto panettone che mi ha tenuta impegnata mezzo giovedì e tutto venerdì scorso, avevo quasi giurato di non dedicarmi mai più a niente che richiedesse medio-lunghe lievitazioni, convertendomi per sempre all'istantaneo se non addirittura al comprato, per non provare mai più quella fastidiosissima frustrazione.
Poi però mi è passata più in fretta di quel che credevo, ho deciso che, almeno per quest'anno, con il panettone non ci riproverò, ma che ci sono tantissime altre cosine magari un filino più semplici o comunque più adatte a me ancora da sperimentare.
Prima fra tutte: una fragrantissima baguette, magari resa ancora più rustica dall'uso di farine diverse.
Per sentirmi meno in colpa in caso di insuccesso, per la parte di impasto e lievitazione mi sono affidata alla macchina del pane, quindi si tratta di un procedimento "misto", prima parte in MdP, poi forma a mano, seconda lievitazione e infine cottura normale in forno.
La ricetta viene dal solito Fare il pane con la macchina del pane di Cathy Ytak, che per il momento rimane, almeno per quanto riguarda la MdP, la mia personale bibbia di panificazione veloce, oltre che rappresentare un bellissimo ricordo di un momento normale che grazie a questo libro, arrivato inaspettatamente in regalo, è diventato super speciale...ma queste sono altre storie.. :).
E venuta buona, ma devo dirvelo, un aspetto è perfezionabile. Nel senso che l'alveolatura all'interno non era secondo me come doveva essere, forse bisognerebbe fare una prova aumentando i tempi di lievitazione oppure lavorando maggiormente l'impasto a mano. Per il resto assolutamente ok.
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Baguette semi integrale

acqua 360 ml
farina di tipo 00 420g
farina integrale 90g
farina di farro 90g
lievito di birra secco attivo (mastro fornaio) 1\2 bustina
sale 2 cucchiaini
zucchero 2 cucchiaini
olio d'oliva 1 cucchiaio e 1\2
succo di limone 1 cucchiaino
(tenendo come unità di mistura di cucchiaio e cucchiaino quelli forniti insieme alla macchina)

Iinserire in quest'ordine gli ingredienti nel cestello della macchina, facendo attenzione che lievito e zucchero non entrino subito in contatto. Azionarla con il programma "solo impasto (dough)" o "pasta per pizza".
Una volta terminato il programma (ci metterà circa 1 oretta e 1\2) tirare fuori l'impasto dal contenitore e suddividerlo in 4 parti.
Per modellare le baguette, con ognuna delle parti formare un rettangolo della lunghezza di cui dovrà essere la vostra baguette. Porre verso di voi uno dei due lati lunghi e ripiegare il rettangolo su se stesso, saldare il bordo, ristendere con il mattarello. Ripetere questa operazione 2-3-volte, poi dare la forma di un salsicciotto e fare in modo che le giunture delle pieghe rimangano nella parte inferiore. Dopo aver formato tutti e 4 i panini, stenderli sulla teglia del forno rivestita di carta da forno e porli a lievitare per altri 40 minuti in luogo caldo, sempre coperti da un telo umido. Nel frattempo portare il forno a 220. Riprendere le baguette ben lievitate, pennellare la superficie con qualche cucchiaio di albume emulsionato con altrettanta acqua, incidere la superficie con 4-5 tagli obliqui e infornare per 20-25 minuti.
Consiglio di consumarla ancora tiepida, perchè secondo me a star li peggiora, e soprattutto diventa sempre meno evidente il contrasto tra la crosta croccante e l'interno soffice.
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mercoledì 11 novembre 2009

La pagnotta perfetta

Comoda quando qualcuno cerca, prova e sperimenta le ricette e poi te le passa già tutte belle perfezionate, no???
Io, devo ammetterlo, spesso questa fortuna ce l'ho.
Personificata in una speriamo futura cognata che ai fornelli è una sperimentatrice costante, di quelle che riprovano le cose finchè non vengono proprio come pare a lei, di quelle che non si capisce proprio dove trovino il tempo di impastare tornando a casa dal lavoro alle 7 di sera passate, di quelle che non hanno paura del giudizio di nessuno, nemmeno di chi ha anni e anni di esperienza, perchè sanno che può solo servire per migliorare.
Di quelle che amano così tanto cucinare che la loro passione riesce a contagiare amici parenti e persino mariti.
Di quelle che non pensano che a 30 anni passare un intera giornata a fare il pesto per il cappelletti per il pranzo di Natale sia tempo sprecato.
Insomma, una di quelle lì, ci siamo capiti.
L'altra sera mi ha passato la ricetta di queste pagnotte qui, soffici e che sanno quasi di focaccia, era venerdì sera e già un certo orario, ma al sabato mattina alle 8.30 non ci resistevo più a letto, dovevo alzarmi e provarle subito. Così ho fatto, e sabato a pranzo abbiamo avuto il pane dal miglior rapporto tempo-qualità che possiate immaginare.

E per chi non ama fare il pane, o non si sente pratico, o non ha tempo...beh sappia che queste qua si fanno in 1 ora e 1\2 tutto compreso e che sono f-a-c-i-l-i-s-s-i-m-e!! Provare per credere.

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Pagnotte veloci

farina 400g

olio extravergine 3 cucchiai

1 bustina lievito di birra liofilizzato (quello che non necessita di essere sciolto, tipo Mastro Fornaio)
zucchero 2 cucchiaini

sale 1 cucchiaino

acqua tiepida (37-40°C) 225-250 ml

Setacciare la farina in una terrina larga e mescolarvi il lievito, al centro del mucchio praticare una buca dove versare zucchero, sale e olio.
Amalgamare il tutto con l'aiuto di una forchetta, aggiungendo gradatamente l'acqua. Versare l'impasto sulla spianatoia infarinata e lavorarlo per 10 minuti, allargandolo con i pugni chiusi, riavvolgendolo e sbattendolo sul piano da lavoro fino al completo assorbimento del liquido. Rimettere l'impasto in una terrina infarinata, coprire con un canovaccio umido e mettere a lievitare in luogo tiepido* per circa 40 minuti o fino al raddoppio del suo volume. Dividere l'impasto ben lievitato in due parti, e con ciascuna formare una palla da mettere sulla placca del forno ricoperta di carta da forno. Mettere a lievitare di nuovo in luogo tiepido per 20 minuti. Spennellare la superficie di acqua e cospargere con sale fino e con un coltello affilato incidere la superficie, creando una grata. cuocere 20-25 minuti nella parte media del forno preriscaldato (elettrico/gas: 210-220°C, ventilato: 200-210°C) avendo l'accortezza di porre sul fondo del forno una ciotolina piena d'acqua.

*io in inverno ultimamente faccio sempre lievitare dentro il forno appena tiepido, lo accendo a 50° mentre impasto, poi lo spengo, lo lascio aperto un minutino, ci metto l'impasto e lo lascio li al calduccio per il tempo necessario. I risultati migliorano visibilmente.
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mercoledì 14 ottobre 2009

Io sforno in anticipo (Pane francese alle erbe con Mdp)


Oggi...pane.
Per partecipare alla ormai nota iniziativa di Zorra, che prende le basi dal World bread day orginale, un evento creato dall'UIB (International Union of Bakers and Bakers-confectioners), nato per dare, almeno una volta all'anno, l'opportunità di "parlare di pane", e di chi lo fa, di scoprire qualcosa sulla sua e sulla loro storia.
So che il giorno indicato sarebbe il 16, ma devo fare una valigetta e poi partire per andarmi a mangiare un'amatriciana in terra d'origine e fare due passi romantici nella città eterna, quindi ho sfornato con un po' d'anticipo. Anche perchè ho deciso per 3 giorni di astinenza dal pc. E che sarà mai diranno alcuni voi. Beh...non è che proprio sia semplice per me...l'ultima volta che ci ho provato è stato per 5 giorni e non è che sia andata proprio bene...anzi.. è stata un po' duretta. Ormai il blog e i suoi annessi e connessi sono una troppo piacevole abitudine, un mio piccolo momento relax quotidiano che mi fa bene. Comunque:

ho usato la MdP, questa volta pienamente soddisfatta del risultato. Perchè mi sono impuntata per risolvere alcuni problemini che mi tormentavano da quando ce l'ho, primo fra tutti quel saporaccio di lievito che restava nel pane.
Ah era incredibile quanto mi dava fastidio mi faceva venir voglia di buttare via tutto, poi lo mangiavo, vabè, ma con poco, pochissimo gusto.
E' stato grazie a questo libro di cui vi ho già parlato che ho potuto scoprire un piccolo segreto:
per neutralizzare il sapore di lievito basta un cucchiaino di succo di limone nell'acqua dell'impasto!! Eh, magari voi lo sapevate ma io no, e quanti bei potenziali buoni panoni ho consumato...mah... Comunque questa volta quel saporaccio non si sentiva neanche lontanamente, giuro. Per questo, anche se è un pane semplice e senza uso di particolari ingredienti ve lo voglio raccontare, perchè era buono, davvero, penso il pane da MdP più simile al normale pane.

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Pane francese alle erbe con Macchina del Pane (Per un pane da 750g)

acqua tiepida 270ml
sale 1 cucchiaino e 1\2
zucchero 1 cucchiaino

olio d'oliva o burro 1 cucchiaio

succo di limone 1 cucchiaino
farina 00 450g
lievito di birra secco adatto per MdP 1 cucchiaino abbondante
noce moscata un pizzico
erba cipollina, prezzemolo, salvia, rosmarino in tutto 2 cucchiai


Inserire nel cestello della macchina tutti gli ingredienti tranne le erbe nell'ordine in cui sono indicati, facendo attenzione che il lievito non entri subito in contatto con lo zucchero. Azionare la macchina con il programma "pane francese" o "pane bianco"(durata di circa 3h30'). Aggiungere le erbe aromatiche al "bip" che indica la fine della fase di impasto (più o meno dopo una mezz'oretta dall'avvio, a seconda dei modelli, la mia è questa).
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*le dosi sono in cucchiai e cucchiaini anche nel libro, probabilmente perchè ogni macchina del pane è dotata almeno dei due misurini necessari, giusto?? Comunque se per caso i micro pesi in grammi servissero a qualcuno non avrò problemi a ricavarli.

Il libro contiene un'infinita serie di consigli e segreti per l'uso ottimale di questo apparecchietto ingegnoso, vorrei raccontarveli tutti ma non c'è tempo, quindi visto che ho in previsione ancora moooolti molti altri bei panoni con la macchina facciamo che ve li racconterò man mano, magari un bel post apposta con calma.
Ah, e se qualcuno si volesse aggregare all'ultimo per partecipare al W.B.D, tutte le regole per partecipare sono qui, qui invece le trovate tradotte in italiano.

lunedì 31 agosto 2009

Ho rubato la merenda

Il mio periodo iperattivo continua, e a poco più di 24 ore dall'ultimo post sono di nuovo qua..cos'ho fatto?? dunque...beh..avevo un po' fame... e ho rubato la merenda.
A chi? Eh l'ho rubata un po' a Lenny un po' a Sabrine perchè la loro mi sembrava molto molto buona! Poi le ho messe insieme e mi sono coccolata nella dolcezza. Vi riporto velocemente le loro ricette pari pari perchè mi ci sono attenuta scrupolosamente, (a parte l'uso del muesli al posto dei soli fiocchi d'avena nel pane) ma se passate da loro troverete tutti i dettagli e i consigli, la storia e anche suggerimenti sulle possibili varianti di queste due preparazioni
Miele alla liquirizia di Lenny

300 g miele d’acacia o millefiori artigianale
2 cucchiai di polvere di liquirizia Amarelli
(in mancanza, polverizzare 2 cucchiai scarsi di spezzatina Amarelli)

Sciogliere a bagnomaria 3 cucchiai di miele con la polvere di liquirizia, rimestando con un cucchiaio. Unire il composto al restante miele ed amalgamare bene con il minipimer. Attendere qualche ora prima di consumare. (Gli inevitabili residui di liquirizia che certificano la lavorazione home made e che affiorano in superficie, necessitano di una mescolata al miele prima del consumo)

Irish soda bread di Sabrine

farina bianca 00: 200 gr
farina integrale: 200 gr
fiocchi d’avena: 100 gr
yogurt magro naturale: 250 gr
latte: 250 ml
zucchero di canna: due cucchiai
bicarbonato: 2 cucchiaini
sale fino: 1 cucchiaino raso

Accendete il forno a 180° e foderate con carta forno uno stampo rettangolare da cake (il mio è quello classico da 25 x 10 cm).
Mettete in una ciotola le farine (meglio se setacciate la bianca), i fiocchi d’avena, lo zucchero, il sale e il bicarbonato setacciato e mescolate benissimo, cercando di incorporare più aria possibile con movimenti ampi.
Diluite lo yogurt con il latte e versatelo nella ciotola con gli ingredienti “asciutti”.
Mescolate con un cucchiaio, con movimenti dal basso verso l’alto che serviranno ad incamerare più aria possibile; è bene non lavorare troppo a lungo (perché il bicarbonato inizia ad agire appena entra in contatto con lo yogurt), basta che la farina sia bene incorporata nell’impasto, che dev’essere appiccicoso ma non troppo molle (tanto per intenderci: più sodo di quello di una torta, più molle di quello del pane).
Rovesciate l’impasto nello stampo e livellatelo senza troppa precisione; con un coltello fate un’incisione nel senso della lunghezza e infornate.
Cuocete per 30 minuti con lo stampo e 10 minuti senza (traduzione per figli adolescenti in casa senza genitori: estraete il pane dal forno e, aiutandovi con guanto e presine, toglietelo dallo stampo e rimettetelo in forno per altri 10 minuti).
Sfornatelo, lasciatelo intiepidire 5 minuti e servitelo ancora caldo. E’ buono anche il giorno dopo (migliore se passato un minutino a fette in forno).

buonamerenda!

lunedì 20 aprile 2009

Pane alle olive, capperi e pomodori secchi


E questo cosa c'entra?? Eh, lo so, ma non ho resistito, ho da poco la macchina per il pane e sono ancora in una fase in cui la farei andare 24 ore su 24 senza smettere mai di guardare cosa succede dentro quella magica finestrina. In più, ed è per questo che alla fine ho deciso di pubblicarla, mi sono accorta che è in corso una raccolta (di Micaela-Il criceto goloso) proprio di preparazioni con la macchina del pane e visto che adoro le raccolte e potendo parteciperei a tutte alla fine ho optato per questo "strappo alla regola". Questo pane è buonissimo mangiato così com'è, perfetto per pic nic e merende all'aperto ( se smettesse di scrosciare) ma per me, sarà forse per il contrasto che si crea essendo molto saporito, dà il massimo spalmato con un bello strato di ricotta fresca.

Acqua tiepida 240 ml
sale 1 cucchiaino

zucchero 1 cucchiaio
olio extravergine di oliva 3 cucchiai
farina tipo 0 440g
lievito di birra secco 1 bustina

origano 1 cucchiaio
olive verdi denocciolate 100g

capperi 50g
pomodori secchi 100g

Un cucchiaio = 15 ml
Un cucchiaino = 5 ml

Tagliare i pomodori a pezzetti grossolani e le olive a fettine, sciacquare i capperi . Inserire nel cestello della macchina nell'ordine acqua, sale, zucchero, olio, farina, lievito e origano. Avviare il programma e al momento del segnale acustico che richiama gli ingredienti aggiuntivi inserire i pomodori, i capperi e le olive. Una volta pronto, lasciare fermo qualche minuto poi tagliare il pane a metà per far fuoriuscire l'umidità.


La macchina è Ariete Pane Express, ho usato il programma base (3h e 18 min) che avverte con un segnale acustico quando è i momento di inserire gli ingredienti aggiuntivi. (Credo che tutte le macchine ce l'abbiano un programma così, ignoranza da neofita, comunque è prima dell'ultimissima impastata).

con questa ricetta voglio partecipare alla raccolta MdP, bauletti & Co de "Il criceto goloso"


mercoledì 15 aprile 2009

Pane express

Da ieri ho una nuova amica, ereditata dai miei cognatini che sono tanto bravi che il pane e gli impasti se li fanno proprio da soli da zero.

Ariete Pane express: Macchina per pane automatica. Potenza 450 Watt - Colore silver - 12 programmi. Capacità: fino a 900 gr di pane. 3 possibilità di doratura. Timer programmabile fino a 13 ore. Display digitale con timer. Funzione mantenimento al caldo (1 ora).

L'ho presa in mano, pulita per bene e poi...non sapevo da dove cominciare. Avevo paura di fare un poccio e ho aspettato di trovare in giro qualche consiglio, le ricette che c'erano sul librino, che per comprenderlo nelle sue linee essenziali è necessario leggere tre pagine in contemporanea, non mi convincevano perchè richiedevano molti ingredienti che avevo paura di consumare, oltre al fatto che ero terrorizzata che mi uscissero fuori dal secchiello e mi invadessero tutti gli ingranaggi...

E' sperimentato che il risparmio c'è (anche se non sembra visto che per fare la minima cosa sta accesa almeno 1 ora e mezzo..) e senz'altro anche la comodità, sia per il pane in se ma anche e soprattutto per la preparazione degli impasti, per ciò non vedo l'ora di iniziare ad usarla, qualcuno sa darmi un'idea su come iniziare? Una ricetta semplice semplice semplice per usarla per la prima volta per preparare qualcosa di dolce? E poi la marmellata è veramente fattibile? E in generale è un buon prodotto?

martedì 17 marzo 2009

Pane dolce al miele di castagno


L'esperimento di domenica alla fine non è andato poi così male, è venuta una cosa un po' spugnosa e dal sapore amarognolo lasciato dal miele di castagno che probabilmente non aveva nulla a che fare con il "pane svedese" di Allan Bay da cui sono partita, ma è piciuto. Poi mi sono accorta che dura un sacco, ho mangiato l'ultima fetta stamattina ed era come appena sfornato!

Però oggi il problema è un altro. Sabato è prevista la prima grigliata all'aperto di quest'anno. E mi sono presa la responsabilità del dolce ovviamente. Peccato che tra i commensali spiccheranno LA MAMMA di LUI (cuoca professionista che gestisce un ristorante) e i sui TRE FRATELLI MASCHI (inutile dirlo veramente di bocca buona.) Ho bisogno di consigli seri e mirati, vi prego!Una torta? Un tosto dolce al cucchiaio? Una mousse leggera agli agrumi? La classica torta di frutta? Boh non ho la minima idea, se avete qualcosa di super sperimentato e di sicuro effetto fatemelo sapere, grazie grazie!
Intanto ecco il mio panone

yogurt naturale 3 vasetti
bicarbonato 1 cucchiaino
sale 1\2 cucchiaino

farina 150g
miele di castagno 3 cucchiai
muesli di cereali e frutta 3 grosse manciate

con le fruste mescolare gli yogurt con il bicarbonato e il sale, aggiungere il miele e poi, sempre sbattendo a bassa velocità, addensare con la farina e il muesli, deve essere solido ma facilmente stendibile nella teglia. Versare in uno stampo da plum cake e infornare a 180 per 45 minuti.