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giovedì 17 febbraio 2011

Io veramente credevo...


...che fosse ormai arrivata la primavera. 
Dopo due intere settimane di sole mi sembrava anche lecito immaginare che non saremmo più ripiombati nel grigio umidino assoluto... Ero ormai entrata così tanto nella parte che mi sentivo già proiettata verso i pic nic in montagna e in spiaggia e verso tutta quella serie di cibanze à porter che nei mesi invernali mi mancano così tanto. Tanto che tra una collana e una sciarpa avevo già ripreso la bella abitudine dei cakes salati, quelli che li prepari a orari improbabili per poterli poi mangiare in luoghi e orari ancor più improbabili che tanto son sempre buoni uguali per giorni.
Questo poi la primavera ce l'aveva proprio dentro mannaggia...profumatissimo, buonissimo.
Lascio la ricetta, magari porta un po' di primavera pure a voi ;)

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Cake salato tonno e limone
(ricetta riadattata da Cakes dolci e salati - I. Chovankova - Tommasi Editore)

uova 2
farina 180g
latte 100g
olio 50g
tonno 2 scatolette piccole
scorza di 1 limone e un po' di succo
sale, pepe, prezzemolo fresco
lievito per torte salate 1\2 bustina


Sbattere a mano le uova con l'olio, il latte, sale e pepe. Aggiungere poi la farina stacciata amalgamandola bene, poi il tonno e la scorza del limone più qualche goccia di succo. Per ultimo aggiungere il lievito setacciato. Mettere nello stampo da cake rivestito di carta da forno. Cuocere a 180° per 40-50 minuti. Servire tagliato a fette, tiepido o freddo, cosparso di prezzemolo fresco tritato.
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con questa ricetta partecipo al contest
ricette per un pic-nic di About Food


domenica 11 luglio 2010

Cous cous italian style


Ora che anche le mie giornate sono diventate simili a quelle della maggior parte della gente, 10 ore al giorno fuori casa con conseguente pranzo in giro e stanchezza serale molto accentuata, la domenica è diventata ancora più preziosa. E il poco tempo per cucinare ancora più piacevole. Peccato che le temperature non agevolino preparazioni troppo elaborate, però questo caldo ha anche un suo lato piacevole, perchè si è costretti a stimolare la creatività anche in cucina, per preparare qualcosa che ingolosisca, che faccia venire voglia di mettersi comunque a tavola con gusto, anche se freddo, anche se semplice.
E in questi casi riso, orzo, farro, bulghur, cous cous da sposare a tutte le verdure dell'orto sono secondo me gli alleati migliori. Questa volta siamo andati di cous cous, per ovvie ragioni descritte precedentemente precotto, ma ugualmente valido. La cosetta in più, che ho aggiunto rispetto ai miei soliti cous cous con le verdure grigliate, è stata un'abbondante mescolata di pesto alla genovese, che ha dato al tutto un mood italianissimo.
Per il cous cous precotto, indipendentemente da quanto c'è scritto sulla confezione, io uso sempre lo stesso metodo: verso il cous cous in una quantità di acqua bollente pari al suo peso, insieme ad un cucchiaio di olio e un cucchiaino di sale ogni 250g di acqua. Spengo il fuoco, copro e lascio lì per 5 minuti esatti, poi scopro, sgrano con la forchetta e condisco con altro olio (o burro). Poi è pronto da usare. E inutile dire che le varianti a questo punto possono essere infinite.


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Cous cous al pesto e zucchine grigliate
x 3-4 persone

cous cous precotto 250g
acqua 250g
sale 1 cucchiaino
olio e.v.o.
1 zucchina (o 2 piccole)
prezzemolo
4 cucchiai di pesto alla genovese (possibilmente fatto in casa, gente, quelli comperi sono terribilie soprattutto indigeribili!!!!)
scorza di 1\2 limone e qualche goccia di succo

Tagliare la zucchina a fette sottili, poi grigliarle per 2-3 minuti per lato. Spennellarle con un'emulsione di olio, sale e prezzemolo. In una pentola ampia scaldare l'acqua, unire un cucchiaio di olio, un cucchiaino di sale e quando bolle spegnere. Versare il cous cous e coprire. Dopo 5 minuti scoprire e sgranare, condire con il pesto e se necessario con un altro po' di olio. Aggiungere la scorza di limone e qualche goccia di succo. Tagliare le zucchine a striscioline tenendone da parte qualche fetta, unire al cous cous e mettere a riposare in frigo per qualche ora. Al momento di servire, disporre sul piatto qualche fetta di zucchina e sopra il cous cous.

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mercoledì 28 aprile 2010

Per il pic nic del primo maggio - il cake


Ultimamente mi sono accorta di una cosa. Che quando si trova una ricetta apparentemente perfetta e definitiva per qualcosa...è sempre comunque meglio non fermarsi lì. Perchè magari, nascosta proprio tra le vecchie pagine dei blog che amiamo di più, o nel libraccio vecchio e bistrattato ereditato dalla nonna, o anche solo nella nostra testa, ce n'è un altra che può essere ancora migliore.  
Per i cake salati credevo di aver trovato la formula perfetta quando feci questi qui, poi dopo non so quanto tempo di assoluta dedizione a quella ricetta ho deciso di provare a modificarla un po'. Lo yogurt bianco al posto del latte era ormai già una costante in tutti i miei cake, e la sostituzione di metà del formaggio con uno spalmabile, di solito lo stracchino, introdotta solo ultimamente, mi rende tutto meno asciutto e con quel sapore un po' più acidino e meno dolce che mi piace ancora di più. Poi solo una grossa cucchiaiata di erbette. Così da renderlo solo lievemente aromatizzato e adatto per essere spalmato con di tutto di più.

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Cake salato alle erbe tutto da spalmare

2
00g farina autolievitante
3 uova
100g olio evo
125 ml yogurt
50g di stracchino
50g parmigiano reggiano
due cucchiai di erbe fresche tritate (rosmarino, prezzemolo, erba cipollina...)
un cucchiaino raso di bicarbonato di sodio
un pizzico di zucchero
sale e pepe

Accendere il forno a 180 gradi.
Tritare con la mezzaluna le erbette fini fini.
Sbattere insieme con una frusta l'olio, lo yogurt, le uova,  lo zucchero, il sale e il pepe. Aggiungere lo stracchino e amalgamare bene il tutto. Unire la farina setacciata con il bicarbonato e infine il grana e le erbette.
Versare l'impasto in uno stampo per plumcake rivestito con carta da forno e infornare a 180 gradi per 35-40 minuti.
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lunedì 26 aprile 2010

Per il pic nic del primo maggio - il primo


Ormai le insalate di riso e pasta hanno ripreso piede nella mia cucina quotidiana, ancora di più degli altri anni stavolta, diciamo che ormai non ne posso più fare a meno. Alla sera, quando qualcuno torna tardi dal lavoro o dagli allenamenti, per non dover rimanere in ballo fino a chissà che ora a riscaldare pentolini, e soprattutto a pranzo, quando mentre tutti si avviano verso quella mensa pestilenziale non avendo altra scelta, tu puoi orgogliosamente dire andate pure, io ho le mie penne di farro alla menta e limone.
La ricetta l'ho trovata vagando in rete, in uno di quei siti pieni di pubblicità e con le foto riciclate a cui non daresti una lira, però era troppo invitante, e infatti credo sia stata una delle migliori insalate di pasta mai mangiate, ovviamente tra quelle leggere, perchè se poi si va su peperoni e simili allora diventa tutto un altro discorso.
Leggera appunto, e freschissima. Ottima per il pic nic del primo maggio.
E poi da quando la mia nonnina santa ha ripiantato per me dopo le gelate di quest' inverno rosmarino, basilico, salvia, prezzemolo, erba cipollina e menta mi diverto un sacco con le erbette.

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Insalata di penne di farro al profumo di menta e limone

x 6 persone
400 gr di penne di farro
Succo e buccia grattugiata di un limone
4 cucchiai d’olio extra vergine d’oliva
Una punta di coltello di crema di peperoncino sott’olio (oppure peperoncino fresco tritato, a piacere)
6-8 foglie di menta spezzettate
1 cucchiaio di capperi, tritati
1 spicchio d’aglio schiacciato
300 g ventresca tonno sott’olio (con il suo olio),


Emulsionate il succo di limone e l'olio. Aggiungete tutti gli altri ingredienti cercando di non rompere eccessivamente il tonno.
Cuocete la pasta al dente, scolatela e fatela raffreddare con un getto veloce di acqua fredda. Scolatela nuovamente, asciugatela, versatela nella insalatiera e mescolatela bene con gli altri ingredienti.
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venerdì 16 aprile 2010

Riso (naturalmente) rosso

La fa la sua figura eh!?
Il riso rosso è una delle mie scoperte più recenti, fino a poco tempo fa, cioè fino a prima che il NaturaSi sbarcasse dalle mie parti non ne conoscevo neppure l'esistenza! A quanto ho letto sembra che il suo colore, apparentemente un po' innaturale, sia nato invece da naturalissimi incroci tra diverse varietà. Infatti è'detto anche riso selvaggio, per la sua capacità di svilupparsi e propagarsi autonomamente in mezzo a piante di varietà diverse. Quello che ho usato io è un riso jasmin fino rosso semigreggio, una varietà di riso rosso Thailandese, con chicchi lunghi ed affusolati, che in cottura rilascia pochissimo amido ed è quindi indicato in particolare per le insalate. Dopo la cottura emana il classico profumo speziato dei risi esotici, più tenue però rispetto ad esempio al basmati. Il chicco rimane rosso, ma si screzia di bianco, e resta sodissimo,  anche se lievemente meno del Venere. 

La cottura Non è adattto per cottura a risotto, per cui si consiglia la semplice bollitura in acqua salata per 40-45 minuti, inserendolo in acqua fredda e contando il tempo dall'inizio del bollore.  Deve cuocere a pentola scoperta, poi dev'essere scolato, condito e servito. Si raccomandano quindi di non lasciare il riso cotto nell'acqua. Se utilizzato per insalate, ovviamente, una volta bollito, bisogna fermare la cottura sotto acqua corrente fredda per un minuto. Oltre che per le insalate, il riso rosso è adatto per tutte le ricette orientali , in cui spesso viene semplicemente saltato nel wok insieme al condimento per pochi minuti, ed è ottimo come contorno a umidi di carne e verdure.
A differenza di altri risi integrali, il riso rosso prodotto da agricoltura biologica non va lavato, dicono, per evitare la dispersione di sostanze utili. Può però essere necessaio, per alcune ricette particolari o per accorciare i tempi di cottura, un po' di ammollo.


Il mio condimento è del tutto casuale, olio e.v.o, ceci in barattolo sbollentati per 5 minuti e bricioline di un Asiago d.o.p. non troppo stagionato che è un'altra delle mie manie, poi due filini della new entry del mio giardino ottima erba cipollina tagliati a rondelle, e altri due per decorare. Giusto per metterci qualcosina di sfizioso dentro, e per non farmi prendere in giro dai miei compagni di corso vedendomi mangiare una ciotola di chicchi rossi sconditi, ma se fosse per me, me lo mangerei pure da solo :). 

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Vi ricordo che Cris, del blog Zucchero e Sale, ha organizzato un piccolo giveaway ma con dei premietti davvero interessanti, partecipare è semplicissimo e tali premietti non sono davvero niente male :)

mercoledì 24 marzo 2010

Bulgur con melanzane grigliate, pomodoro e cannellini

Tante volte mi chiedo perché noi italiani siamo così fissati col riso. Con tutti i cereali e legumi che ci sono e che lo potrebbero sostituire per rendere più vario il nostro nutrirci, non lo so. Io penso fino ai 14-15 anni di non aver mai mangiato un'insalata ne' di orzo ne di farro, per dire. E poi se si ferma qualcuno per la strada così a caso secondo voi in quanti saprebbero dirvi che cos'è il bulgur? O il quinoa? A meno che non si tratti di foodblogger o di rare eccezioni di personaggi illuminati attenti a variare la propria alimentazione, direi molto pochi.
Per cui, visto che ogni tanto mi viene ricordato da qualcuno che devo scrivere rivolgendomi a tutti, e non solo alla mia ristretta cerchia di "colleghi" foodblogger e lettori quotidiani, oggi parliamo un po' del bulgur, il mio preferito tra tutti quei chicchi che vanno di moda adesso (come dice mia nonna).


Il bulgur (o boulghoul, boulgour, bulghur, bulghul ecc. ecc.) è sostanzialmente grano spezzato, proprio quello dei campi di grano che ci circonderanno tra un po', tipico della cucina mediorientale.  Questo grano integrale subisce poi particolari processi di lavorazione che comprendono una cottura al vapore, un periodo di riposo in cui vengono fatti seccare e infine una macinatura, in diverse pezzature a seconda dell'uso finale a cui è destinato. Le qualità nutrizionali rimangono quelle del frumento integrale, quindi un buon apporto di fibre, vitamine del gruppo B, fosforo e potassio (da Wiki).

Di particolare a parte il nome non ha niente, se non che è un'altra forma in cui si possono mangiare i cereali, e, fatto non trascurabile, un ottima base per variare le quotidiane insalate da portarsi dietro per pranzare. Il piatto tipico a base di bulgur è sicuramente il tabulè, dove il grano rimane a macerare nel succo di limone per diverso tempo e poi condito con verdure e spezie. Normalmente però gran parte delle ricette adatte per il cous cous sono perfette anche per lui.
Il metodo di cottura è in genere sempre indicato sulla confezione, ma io in di solito lo lavo, poi lo lascio un po' in bagno, circa mezz'oretta, e poi lo cuocio in una quantità d'acqua salata pari al doppio del suo volume per dieci minuti. Poi lo assaggio. A me piace piuttosto durino, quindi solitamente a questo punto è già pronto e se mi avanza dell'acqua la scolo. Se invece fosse ancora molto duro e bagnato basta lasciarlo lì a riposare nell'acqua di cottura, senza coperchio per una decina di minuti.  
Questa più che una ricetta è un metodo che mi sono creata per mettere in tavola alla sera qualcosa di diverso ma caldo e gustoso, ma anche, nello stesso tempo, prepararmi un pranzetto completo per il giorno dopo, da consumare anche freddo. Voilà.

Bulgur con melanzane grigliate, pomodoro e cannellini 

x2
1 bicchiere di bulgur
1\2 melanzana
200 ml passata di pomodoro
1 scalogno
100g di fagioli cannellini già lessati
olio

Grigliare la melanzana tagliata a fettine sottili sulla piastra bollente per 1-2 minuti per lato. Condire con olio, sale e prezzemolo e lasciar marinare un po'.
Cuocere il bulgur secondo le istruzioni riportate sulla confezione.
Far appassire lo scalogno tritato nell'olio. Aggiungere il pomodoro e cuocere 5 minuti, poi aggiungere anche i fagioli e lasciar cuocere altri 5 minuti. poi spegnere il fuoco. Tagliare le melanzane grigliate a striscioline sottili e aggiungerle al resto del condimento. 
- per mangiarlo caldo: quando il bulgur sarà cotto, riaccendere il fuoco sotto il condimento e versarvelo dentro. Rosolare per due minuti, condire con un po' di prezzemolo e serivire subito.
- per mangiarlo freddo: passare il bulgur sotto l'acqua corrente fredda, condirlo con due cucchiai di olio e quando si sarà raffreddato anche il condimento unirli. Spolverizzare di prezzemolo e conservare in frigo in un contenitore ermetico.

Per chi avesse voglia, e soprattutto tempo, soprattutto, il bulgur si può preparare anche in casa, proprio a partire dai chicchi di grano! L'ho trovato su Terra Nuova, una rivista che si occupa di medicina non convenzionale, alimentazione naturale, energie rinnovabili, agricoltura biologica, ambiente ed ecologia, a tratti con un piglio forse un po' troppo "integralista" ma comunque spesso interessante. L'articolo qui

martedì 13 ottobre 2009

Quinoa alle scatolette


Certe volte quando chiedo a mia mamma che c'è per cena, tipo in periodi in cui è super impegnata, mi sento rispondere "oggi scatolette". Scatolette è la soluzione ideale per lei, dove ognuno si tira fuori dal frigo tonno, sgombro, simmenthal, piselli o quello che gli pare, scalda spalma e per una volta non c'è da trafficare.
Oggi per la verità avevo voglia di fare scatolette anch'io. Però poi me lo sono vietata. Quantomeno, ho pensato, per coerenza con quello che scrivo ogni giorno, da queste scatolette devo almeno inventare qualcosa di nuovo, un giusto "mix di scatolette" dai.
Tra le mani avevo anche delle scatolette niente male, vista la gita di ieri al NaturaSi, tra cui questo vasetto di quinoa precotta, che non so neanche perchè avevo messo nel carrello dal momento che in genere queste cose semi pronte anche se bio le snobbo, boh. Comunque da questo, è nato questo.
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Quinoa con legumi verdi, germogli e robiola

(piatto unico x2)

quinoa precotta 250g (trovata al naturaSi)
pisellini precotti in barattolo 90g
fagiolini precotti in barattolo 90g
germogli di soia 90g
salsa di soia
olio d'oliva
robiola due cucchiaiate
erba cipollina

Scaldare un una padella antiaderente un cucchiaio d'olio, versare piselli, fagiolini e germogli e farli rosolare per due minuti. Salare appena, sfumare con un goccio di salsa di soia, lasciar evaporare e aggiungere la quinoa precedentemente sciacquata e scolata. Mescolare, spegnere il fuoco e lasciar raffreddare. Una volta freddo, aggiungere i cubetti di robiola, guarnire con erba cipollina. ed eventualmente con un filo d'olio. Tenere in frigorifero fino a poco prima di servire.
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Ci vogliono 5 minuti d'orologio. E metterci 5 minuti per preparare un piatto credo sia un lusso che ogni tanto ci possiamo concedere, no??