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martedì 2 novembre 2010

Di quel pane nero che da piccola odiavo (e che oggi faccio in un attimo)


Questo è stato per me, per anni, solo quel pane poco invitante di cui i bambini tedeschi al mare a Rimini facevano inspiegabili scorpacciate.
Avete presente? Lo ricoprivano con dosi massicce di burro, marmellata e/o salumi e formaggi poco prima di buttarsi, in piena digestione come sempre, nell'acqua ancora fredda del mattino....
Mentre io, nonostante me lo trovassi tutte le mattine in bella vista nel buffet dell'albergo, non provavo nemmeno ad assaggiarlo, dal momento che oltretutto secondo me aveva anche un cattivo odore.
Poi non lo so quando e cosa è scattato, ma quel pane nero, rettangolare e umido all'interno è diventato uno dei miei preferiti, a colazione e soprattutto a tavola.
Non so dalle parti vostre, ma qua in giro si trova a malapena confezionato (credo della Cereal), solo nei supermercati più forniti e ad un prezzo così esagerato che subito non ci credi e hai la certezza di un errore del super,  poi scopri che quel panetto minuscolo costa davvero 4 euro e finisci irrimediabilmente per lasciarlo lì.
Così insomma mi sono messa alla caccia di una maniera un po' meno dispendiosa per risentire ancora una volta quel sapore. 
E l'ho trovata, come previsto, tra le farine/preparati per pane della Lidl marca Rivercote.


Quindi in pratica più che un post con ricetta questa è una "marchetta gratuita", per dirla alla Sigrid, ma vabè, quando le cose vengono, in fretta e bene, secondo me non c'è motivo per non segnalarle.
Se qualcuno ancora non li conoscesse...si tratta di preparati già contenenti sale, lievito, e in alcuni casi anche semini di zucca, girasole ecc. Pratiche, soprattutto se utilizzate con la MdP, buone e molto, molto economiche, (intorno all'euro per 1 kg) aggettivo di certo non adatto a tutte le altre farine integrali o di altri cereali. 
In pratica, richiedono l'aggiunta di sola acqua, e tutto è scritto nelle istruzioni sul sacchetto, sia con Mdp che senza. 
E garantiscono un figurone. 

 

Unico accorgimento, come ci spiega benissimo Alessia di Muffins Cookies e altri pasticci in questo post, il preparato va usato subito, appena acquistato, e soprattutto non deve rimanere aperto per più di due settimane, pena la disattivazione del lievito e tutto ciò che ne consegue.

giovedì 7 gennaio 2010

Direttamente dalla mia infanzia, i panini al latte

Dopo le inevitabili accozzaglie di sapori di queste ultime due settimane, terminate con il pranzo di ieri in cui alle lasagne, per non offendere nessuno, ho dovuto far seguire enorme cotoletta - cavoli - insalata- frutta - panna cotta, bramo i sapori semplici. Mi viene addirittura voglia di quelle cose che in genere si mangiano solo quando si ha l'influenza, tipo riso in bianco, passato di vedura, prosciutto cotto con un po' di pane morbido.
Così, pensandoci, mi è tornato in mente quando da piccola, periodo elementari per intenderci, andavo ai compleanni delle mie compagnette di classe, eventi per altro non di poco conto visto che le mamme partivano con l'organizzazione almeno un mese prima. Beh, in questi rumorosi, allegri e sudati pomeriggi non mancavano mai i paninetti al latte farciti. In classe eravamo in 32 e c'era la tacita regola che per non far sentire escluso nessuno bisognasse invitare sempre tutti, quindi ce n'era sempre una spropositata quantità, friempiti un po' col prosciutto e un po' con la nutella per accontentare tutti, e sempre con piantato il classico stuzzicadente a bandierina o a pupazzetto.
Beh mi è bastato il pensiero per farmi venire l'acquolina, per quel sapore salato ma anche un po' dolciastro, quella crosta che c'è solo perchè la vedi ma in realtà non la senti, quella pasta elastica, che masticandola rilascia pian piano sapore prima di forno poi di latte.
Un finger food ormai un po' fuori moda, ma poi nenanche tanto, visto che in qualche bar di quelli seri con un buffet serio all'ora dell'aperitivo, li ho visti ritornare prepotentemente in auge.
E poi io avevo voglia di questa formina qui, ma niente poi impedisce, semplicemente lasciandoli in forno un o' di più, di farne dei bei panoni, o ancora meglio delle splendide trecce, da mangiare a pasto o, a primavera arrivata, a un pic nic sull'erba.
Io per l'impasto e la prima lievitazione ho usato la MdP, e per chi ce l'ha consiglio di usarla visto che la ricetta è nata proprio per lei, ma sono realizzabili anche senza, sarà solo necessario prestare un po' di attenzione alla lievitazione.

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Panini al latte
per 16-18 panini


latte intero 200 ml
burro 40g

farina bianca 350g

lievito di birra secco attivo (Mastro Fornaio) 1\2 bustina
sale 2 cucchiaini
zucchero 3 cucchiaini

succo di limone 1 cucchiaino


--> Procedimento senza Mdp Disporre sulla spianatoia la farina mescolata al lievito, al centro versare il latte tiepido mescolato al burro fuso, poi il sale, lo zucchero e il limone. Impastare, poi lavorare energicamente per 10 minuti, sbattendo l’impasto sul tavolo e allargandolo più volte con i pugni chiusi. Far lievitare per 1h in luogo caldo oppure in forno portato a 50° e poi spento, sempre comunque coperto con un canovaccio pulito e umido.

--> Procedimento con MdP Versare nella ciotola il latte intiepidito e il burro fuso, poi zucchero, sale e limone. Sopra versare la farina e infine il levito. Azionare il programma SOLO IMPASTO, della durata di circa 1h e 30’.

-->
comune A questo punto, sia che abbiate proceduto a mano sia che abbiate usato la macchina il procedimento diventa comune. Prendere l’impasto e dargli un’ultima rapida impastata (non dovrebbe essere necessaria altra farina). Suddividerlo in pezzettini da 30-35g l’uno, appallottolarli e poi premendoli con il pollice rivoltarli in modo che la parte interna diventi l’esterno e viceversa. Nascondere i lembi, unendoli per bene, nella parte inferiore della pagnottina. Far lievitare per ancora 1\2 ora. Nel frattempo portare il forno a 200°. Una volta terminata la lievitazione, spennellare con un altro po’ di latte e infornare per 20 minuti, avendo cura di inserire nel forno, nella parte più bassa, una piccola pirofila piena d’acqua.
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martedì 15 dicembre 2009

La baguette (per non arrendersi)

Tenendo conto che non si può vivere di soli biscotti e torte speziate (anche se io ci riuscirei pure, credo) e che sulla tavola di Natale nel minimo spazio lasciato libero dalle produzioni ziesche e nonnesche ci sarà quello per il pane, mi sono messa a fare un po' di prove.
In realtà, dopo una fallimentare esperienza con un maledetto panettone che mi ha tenuta impegnata mezzo giovedì e tutto venerdì scorso, avevo quasi giurato di non dedicarmi mai più a niente che richiedesse medio-lunghe lievitazioni, convertendomi per sempre all'istantaneo se non addirittura al comprato, per non provare mai più quella fastidiosissima frustrazione.
Poi però mi è passata più in fretta di quel che credevo, ho deciso che, almeno per quest'anno, con il panettone non ci riproverò, ma che ci sono tantissime altre cosine magari un filino più semplici o comunque più adatte a me ancora da sperimentare.
Prima fra tutte: una fragrantissima baguette, magari resa ancora più rustica dall'uso di farine diverse.
Per sentirmi meno in colpa in caso di insuccesso, per la parte di impasto e lievitazione mi sono affidata alla macchina del pane, quindi si tratta di un procedimento "misto", prima parte in MdP, poi forma a mano, seconda lievitazione e infine cottura normale in forno.
La ricetta viene dal solito Fare il pane con la macchina del pane di Cathy Ytak, che per il momento rimane, almeno per quanto riguarda la MdP, la mia personale bibbia di panificazione veloce, oltre che rappresentare un bellissimo ricordo di un momento normale che grazie a questo libro, arrivato inaspettatamente in regalo, è diventato super speciale...ma queste sono altre storie.. :).
E venuta buona, ma devo dirvelo, un aspetto è perfezionabile. Nel senso che l'alveolatura all'interno non era secondo me come doveva essere, forse bisognerebbe fare una prova aumentando i tempi di lievitazione oppure lavorando maggiormente l'impasto a mano. Per il resto assolutamente ok.
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Baguette semi integrale

acqua 360 ml
farina di tipo 00 420g
farina integrale 90g
farina di farro 90g
lievito di birra secco attivo (mastro fornaio) 1\2 bustina
sale 2 cucchiaini
zucchero 2 cucchiaini
olio d'oliva 1 cucchiaio e 1\2
succo di limone 1 cucchiaino
(tenendo come unità di mistura di cucchiaio e cucchiaino quelli forniti insieme alla macchina)

Iinserire in quest'ordine gli ingredienti nel cestello della macchina, facendo attenzione che lievito e zucchero non entrino subito in contatto. Azionarla con il programma "solo impasto (dough)" o "pasta per pizza".
Una volta terminato il programma (ci metterà circa 1 oretta e 1\2) tirare fuori l'impasto dal contenitore e suddividerlo in 4 parti.
Per modellare le baguette, con ognuna delle parti formare un rettangolo della lunghezza di cui dovrà essere la vostra baguette. Porre verso di voi uno dei due lati lunghi e ripiegare il rettangolo su se stesso, saldare il bordo, ristendere con il mattarello. Ripetere questa operazione 2-3-volte, poi dare la forma di un salsicciotto e fare in modo che le giunture delle pieghe rimangano nella parte inferiore. Dopo aver formato tutti e 4 i panini, stenderli sulla teglia del forno rivestita di carta da forno e porli a lievitare per altri 40 minuti in luogo caldo, sempre coperti da un telo umido. Nel frattempo portare il forno a 220. Riprendere le baguette ben lievitate, pennellare la superficie con qualche cucchiaio di albume emulsionato con altrettanta acqua, incidere la superficie con 4-5 tagli obliqui e infornare per 20-25 minuti.
Consiglio di consumarla ancora tiepida, perchè secondo me a star li peggiora, e soprattutto diventa sempre meno evidente il contrasto tra la crosta croccante e l'interno soffice.
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mercoledì 14 ottobre 2009

Io sforno in anticipo (Pane francese alle erbe con Mdp)


Oggi...pane.
Per partecipare alla ormai nota iniziativa di Zorra, che prende le basi dal World bread day orginale, un evento creato dall'UIB (International Union of Bakers and Bakers-confectioners), nato per dare, almeno una volta all'anno, l'opportunità di "parlare di pane", e di chi lo fa, di scoprire qualcosa sulla sua e sulla loro storia.
So che il giorno indicato sarebbe il 16, ma devo fare una valigetta e poi partire per andarmi a mangiare un'amatriciana in terra d'origine e fare due passi romantici nella città eterna, quindi ho sfornato con un po' d'anticipo. Anche perchè ho deciso per 3 giorni di astinenza dal pc. E che sarà mai diranno alcuni voi. Beh...non è che proprio sia semplice per me...l'ultima volta che ci ho provato è stato per 5 giorni e non è che sia andata proprio bene...anzi.. è stata un po' duretta. Ormai il blog e i suoi annessi e connessi sono una troppo piacevole abitudine, un mio piccolo momento relax quotidiano che mi fa bene. Comunque:

ho usato la MdP, questa volta pienamente soddisfatta del risultato. Perchè mi sono impuntata per risolvere alcuni problemini che mi tormentavano da quando ce l'ho, primo fra tutti quel saporaccio di lievito che restava nel pane.
Ah era incredibile quanto mi dava fastidio mi faceva venir voglia di buttare via tutto, poi lo mangiavo, vabè, ma con poco, pochissimo gusto.
E' stato grazie a questo libro di cui vi ho già parlato che ho potuto scoprire un piccolo segreto:
per neutralizzare il sapore di lievito basta un cucchiaino di succo di limone nell'acqua dell'impasto!! Eh, magari voi lo sapevate ma io no, e quanti bei potenziali buoni panoni ho consumato...mah... Comunque questa volta quel saporaccio non si sentiva neanche lontanamente, giuro. Per questo, anche se è un pane semplice e senza uso di particolari ingredienti ve lo voglio raccontare, perchè era buono, davvero, penso il pane da MdP più simile al normale pane.

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Pane francese alle erbe con Macchina del Pane (Per un pane da 750g)

acqua tiepida 270ml
sale 1 cucchiaino e 1\2
zucchero 1 cucchiaino

olio d'oliva o burro 1 cucchiaio

succo di limone 1 cucchiaino
farina 00 450g
lievito di birra secco adatto per MdP 1 cucchiaino abbondante
noce moscata un pizzico
erba cipollina, prezzemolo, salvia, rosmarino in tutto 2 cucchiai


Inserire nel cestello della macchina tutti gli ingredienti tranne le erbe nell'ordine in cui sono indicati, facendo attenzione che il lievito non entri subito in contatto con lo zucchero. Azionare la macchina con il programma "pane francese" o "pane bianco"(durata di circa 3h30'). Aggiungere le erbe aromatiche al "bip" che indica la fine della fase di impasto (più o meno dopo una mezz'oretta dall'avvio, a seconda dei modelli, la mia è questa).
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*le dosi sono in cucchiai e cucchiaini anche nel libro, probabilmente perchè ogni macchina del pane è dotata almeno dei due misurini necessari, giusto?? Comunque se per caso i micro pesi in grammi servissero a qualcuno non avrò problemi a ricavarli.

Il libro contiene un'infinita serie di consigli e segreti per l'uso ottimale di questo apparecchietto ingegnoso, vorrei raccontarveli tutti ma non c'è tempo, quindi visto che ho in previsione ancora moooolti molti altri bei panoni con la macchina facciamo che ve li racconterò man mano, magari un bel post apposta con calma.
Ah, e se qualcuno si volesse aggregare all'ultimo per partecipare al W.B.D, tutte le regole per partecipare sono qui, qui invece le trovate tradotte in italiano.

lunedì 14 settembre 2009

Fette biscottate homemade

Come ho accennato, qualche giorno fa un'anima buonissima e dolce mi ha regalato, così all'improvviso, senza occasione particolare, questo bellissimo libro sul pane, in particolare sulle possibilità offerte dalle macchine del pane, di cui possediamo un affidabilissimo esemplare.
Le spiegazioni dettagliatissime delle prime pagine mi hanno dato subito l'idea di un volume molto curato, di quelli insomma che alla fine della lettura l'argomento trattato non avrà più segreti.
Le ricette si dividono in sei sezioni: pani base, pani rustici, per la colazione, pani per cambiare, per pic nic e per la merenda. A loro volta poi ogni categoria prevede ricette realizzate interamente con la MdP (cioè compresa la cottura) o solo con il suo ausilio, per l'impasto e la lievitazione.

Sono pagine davvero da sogno, che consiglio a tutti oltre che per la ormai nota cura grafica dei volumi di Tommasi, anche per la precisione e per la varietà delle ricette, un vademecum indispensabile per gli appassionati di panificazione senza troppo tempo a disposizione.

Tanto per portare un esempio, illustra come ricavare, da un pane particolare fatto con la Mdp , delle bellissime croccantissime fette biscottate.
Devo premettere che ci vuole un po' di tempo più che altro per le lunghe attese di asciugatura, nel senso: se le vogliamo mangiare poniamo alla domenica pomeriggio per merenda dovremo attivarci al sabato mattina intorno alle 9 per riempire e attivare la macchina. Poi fino al mezzogiorno del giorno dopo il panone riposerà tranquillo, e solo a quest'ora dovremo riprenderlo in mano per tagliarlo e far asciugare le fette.
Questo per organizzarsi. Adesso tutti i dettagli:

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Fette biscottate homemade con MdP
per 600g di fette biscottate

latte a t ambiente 190 ml

acqua tiepida 80 ml

zucchero 15g
sale 1,5 cuchiaini (=6g)
farina 450g
lievito di birra disidratato 1 cucchiaino colmo
burro 40g

1° giorno: (operazione che richiede 10 minuti circa) .Mettere nel cestello della macchina l'acqua e il latte, poi il sale e lo zucchero. Versare la farina, formare un buchino al centro e inserirvi il lievito e il burro ammorbidito. Azionare con il programma "pane bianco" o "base" (durata intorno alle 3h e 20'.), con doratura "media" e peso 600g o quello che più gli si avvicina. Al termine, togliere dalla macchina e lasciar asciugare all'aria per 24 ore.

2° giorno: Trascorse le 24 ore affettarlo a fette di 1 cm di spessore, stenderle su una teglia larga e lasciarle asciugare ancora per 1h. Scaldare il forno a 210° e infornare le fette per 15 minuti girandole a metà cottura. Fare molta attenzione alla cottura che è molto veloce e tirarle fuori quando saranno ben dorate da entrambi i lati. Spegnere il forno e lasciare che la temperatura scenda sotto i 100°. Rimettere le fette in forno e lasciarle asciugare ancora per qualche ora.

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Guardate come sono uguali a quelle comprate! Non avrei mai creduto! (picco di soddisfazione personale), mi verrebbe voglia di ricominciare subito con un altra ricetta da questo libro ma oggi proprio non c' tempo.
Abbandono pc e fornelli e me ne vado qui, dove tutte le idee che saltellano instancabili per la mia testolina riguardo a brico vari e decorazione della maison possono con poca spesa e un po' di orette di lavoro diventare realtà.

lunedì 20 aprile 2009

Pane alle olive, capperi e pomodori secchi


E questo cosa c'entra?? Eh, lo so, ma non ho resistito, ho da poco la macchina per il pane e sono ancora in una fase in cui la farei andare 24 ore su 24 senza smettere mai di guardare cosa succede dentro quella magica finestrina. In più, ed è per questo che alla fine ho deciso di pubblicarla, mi sono accorta che è in corso una raccolta (di Micaela-Il criceto goloso) proprio di preparazioni con la macchina del pane e visto che adoro le raccolte e potendo parteciperei a tutte alla fine ho optato per questo "strappo alla regola". Questo pane è buonissimo mangiato così com'è, perfetto per pic nic e merende all'aperto ( se smettesse di scrosciare) ma per me, sarà forse per il contrasto che si crea essendo molto saporito, dà il massimo spalmato con un bello strato di ricotta fresca.

Acqua tiepida 240 ml
sale 1 cucchiaino

zucchero 1 cucchiaio
olio extravergine di oliva 3 cucchiai
farina tipo 0 440g
lievito di birra secco 1 bustina

origano 1 cucchiaio
olive verdi denocciolate 100g

capperi 50g
pomodori secchi 100g

Un cucchiaio = 15 ml
Un cucchiaino = 5 ml

Tagliare i pomodori a pezzetti grossolani e le olive a fettine, sciacquare i capperi . Inserire nel cestello della macchina nell'ordine acqua, sale, zucchero, olio, farina, lievito e origano. Avviare il programma e al momento del segnale acustico che richiama gli ingredienti aggiuntivi inserire i pomodori, i capperi e le olive. Una volta pronto, lasciare fermo qualche minuto poi tagliare il pane a metà per far fuoriuscire l'umidità.


La macchina è Ariete Pane Express, ho usato il programma base (3h e 18 min) che avverte con un segnale acustico quando è i momento di inserire gli ingredienti aggiuntivi. (Credo che tutte le macchine ce l'abbiano un programma così, ignoranza da neofita, comunque è prima dell'ultimissima impastata).

con questa ricetta voglio partecipare alla raccolta MdP, bauletti & Co de "Il criceto goloso"