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martedì 21 dicembre 2010

Prelibatezze natalizie greatest hits


Immersa nella piacevole operazione di riordino risciacquo e scelta delle formine biscottose natalizie, vi lascio stasera, come ormai ogni anno quando si arriva vicinivicini alle feste, qualche idea, mia e di quelle straordinarie fatine del natale che popolano la foodblogosfera.
Per regalini dolci e senza stress.


le mie...


cookies & cakes
vasi e vasetti

....e quelli degli altri :)

Io a Natale regalo questi raccolta di Paoletta-Anice e cannella
Regalini Golosi di Sigrid
Biscottiamo? raccolta di Micaela - Il criceto goloso
Biscotti di Natale 2007-2009 di Alex - Cuoche dell'altro mondo
Le idee di Fiordifrolla

sabato 18 dicembre 2010

(immancabili) biscotti di vetro



Lo so che ormai si sono già visti e rivisti duemila volte, io stessa due anni fa li avevo già postati con una ricetta leggermente diversa...ma come si fa? Come si fa a resistere, quando si arriva sotto le feste, al mettersi a fare queste meraviglie?! :) E poi questa volta sono riuscita ad ottenere il "vetro" un po "marmorizzato", effettino speciale che già da solo varrebbe una nuova pubblicazione. 
E poi non sembrerebbe, ma sono davvero incredibilmente facili, e veloci, praticamente lo stesso tempo che si impiega a fare i soliti biscottini di frolla.
Per cui...buon divertimento!





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Biscotti di vetro "marmorizzati"

pasta frolla:

  • farina 250g 
  • burro freddo a pezzetti 125g
  • zucchero 125g 
  • uova 1 +1 tuorlo
  • vanillina 1 bustina
  • scorza di 1 limone 
"vetro":

  • 1 sacchetto di caramelle dure alla menta o limone
  • coloranti alimentari liquidi dei colori preferiti
 Preparare la pasta frolla: mettere nel robot farina, zucchero, burro a pezzetti, vanillina e scorza e azionare finchè non ne uscirà un'impasto sabbioso, aggiungere l'uovo e il tuorlo e azionare di nuovo fino ad avere un ammasso compatto. Prelevarlo e riporlo in frigo avvolto in pellicola trasparente. 

Nel frattempo scartare una trentina di caramelle (se sono molto grandi spezzatele a metà) e predisporre due stampini della stessa forma ma di dimensioni diverse, magari in tema natalizio come la stella o l'abete.
Trascorsa mezz'ora, accendere il forno a 180°,  riprendere la frolla dal frigorifero, stenderla su un piano infarinato e iniziare a ritagliare le forme, forandole poi al centro con lo stampino più piccolo.
Sistemarle sulla placca ricoperta di carta da forno, poi inserire in ogni foro una (o mezza se grande) caramella, e sopra di essa una goccina di colorante (attenzione che tocchi solo la caramella e non il biscotto).
Se non trovate i coloranti si possono utilizzare anche caramelle già colorate, ma in questo modo il colore del "vetro" sarà uniforme e non sfumato come si ottiene invece con questo metodo.
Se si desidera appenderli all'albero praticare un piccolo foro con uno stuzzicadente su una delle punte.
Infornare per 10-12 minuti e aspettare il completo raffreddamento prima di staccare dalla carta da forno. 

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PS Per la fetta parmigiana di lettori: trovate questa ricetta anche sulla rivista ULTIMO APPELLO, distribuita gratuitamente in università, locali ecc ecc della vostra ridente cittadina.
Che comunque, come si diceva ieri, vedere le proprie foto e ricette su carta fa sempre il suo bell'effetto :)

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giovedì 9 dicembre 2010

Milleidee (di cui pure una mia)

Mille idee cucinistiche e manuali-lanose per la testa ma pochissimo tempo per realizzarle, e ancora meno per raccontarvele. 
Ma per fortuna che ci sono loro.
Loro chi?
Loro


le superwomen di g2kitchen
la cui magistrale opera in vestitino natalizio potete scaricare qui

...e loro


Leda e Claudia con lo splendido About Food scaricabile qui.
Leda e Claudia che per questo Natale mi hanno fatto anche un bellissimo regalo
lasciandomi riempire, grazie al contest organizzato nelle scorse settimane, ben due pagine della loro splendida rivista con le mie scatoline per biscotti.



In pratica con questi due bei manualetti vi cucinate e vi decorate il Natale, e dopo un'attenta lettura, saprete pure dove comprare straordinari e originalissimi regali. Buona lettura e buoni cucinamenti.
A presto

domenica 5 dicembre 2010

Panna cotta Christmas style

con gelatina all'arancia e scaglie di cioccolato fondente Caffarel



Ci ha chiesto la Caffarel, in cambio della consegna del pacco di cui vi ho parlato, di preparare, fotografare e postare una ricetta dolce della nostra tradizione natalizia famigliare. E qui mi sono trovata in difficoltà, non solo per il tempo che in questo periodo proprio non c'è. Ma soprattutto perchè, mi sono accorta, a casa mia non esiste un vero dolce natalizio. Io credo sia perchè nel corso dei decenni le mie bisnonne e le mie nonne si sono accorte che quando si arrivava al punto del dolce ormai dopo due primi,due o tre secondi infiniti contorni di spazio non ce n'era veramente più, per cui era un po' inutile perdersi in dolci complicati dalle lunghe lievitazioni che poi probabilmente non avrebbe mangiato nessuno. 
Qua se proprio a qualcuno rimane uno spazietto, c'è sempre pronta una bella fetta di panettone tradizionale che puntualmente qualcuno regala, oppure uno dei nostri tortellini, preparati all'inizio del mese e conservati fino a Natale in una scatola di latta.
Niente di elaborato, niente di veramente appartenente alla tradizione famigliare.
Ma da 4 anni a questa parte, cioè più o meno quando a causa mia si è aggiunta un altra persona ai nostri pranzi e cene di Natale verso la quale non avevo alcuna intenzione, soprattutto all'inizio, di sfigurare dal punto di vista culinario, ho iniziato a preparare, per il fine pasto, dei minuscoli dolcetti al cucchiaio. Piccoli, leggeri e rinfrescanti. Una mano santa dopo aver visto sfilare per ore davanti ai propri occhi piatti di portata dalle fogge più svariate "allestiti" più che riempiti con tutta la fauna da cortile possibile ben alloggiata in un lettino di classico bisunto nonnesco.
Quest'anno, se riuscirò a procurarmi 18 pirottini carini tutti uguali,  credo che farò questa. Con la sola aggiunta di un po' di cannella, per fare ancora più Natale.


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Panna cotta con gelatina all'arancia e cioccolato fondente

per la panna cotta:
panna 500 ml (oppure 250 ml di panna e 250 di latte)
zucchero 80g
vanillina 1 bustina o scorza di 1 limone
colla di pesce 7g
per la gelatina:
succo di 3 arance
miele 1 cucchiaino da the
colla di pesce  3g
per decorare:
cioccolato fondente in tavoletta freddo di frigorifero

Panna cotta: Ammollare la gelatina in acqua fredda. Scaldare a fuoco dolce la panna (o la panna e il latte) con la vanillina o la scorza di limone e lo zucchero finchè non inizierà a bollire. Togliere dal fuoco e aggiungere la gelatina ben strizzata. Amalgamare bene e velocemente con una frusta. Versare nei bicchierini lasciando 1,5\2 cm dall'orlo e lasciar raffreddare completamente, poi mettere in frigorifero per 3-4 ore.

Gelatina: Ammollare la gelatina come nel passaggio precedente. Scaldare in un pentolino il succo d'arancia, sciogliervi il miele e quando accenna a bollire spegnere. Aggiungere la gelatina ammollata e strizzata e mescolare velocemente. Lasciar intiepidire un attimo poi versare nei bicchierini e riempiendoli fino all'orlo. Dopo circa 2 ore di frigorifero dovrebbe essere solidificata.

Prima di servire, sformare su un piattino se lo si desidera, poi decorare con sottili scaglie di cioccolato fondente ottenute con una mandolina e infine, se piace, spolverizzare con un po' di cannella.

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sabato 27 novembre 2010

Pacco Caffarel #2


Sempre in tema natalizio (mi sa che ormai è troppo tardi, non ne usciamo più), ve ne voglio raccontare un'altra. Vi ricordate a Pasqua, quando la Caffarel mi aveva mandato quel kit con l'uovo e tutti i ciappettini per colorarlo e decorarlo? Beh, non so se si era capito ma la cosa mi aveva fatto davvero un casino piacere, era la prima volta che ricevevo un "regalo" in quando blogger e, pur consapevole che alla fine in queste cose ci guadagnano sicuramente più loro di noi, andavo comunque nel mio piccolo orogogliosa di quel pensiero, infondo era roba gratis, roba buona, di marca, ricevuta al solo prezzo di provarla per una ricetta e pubblicare ricetta e foto sul blog.
Quindi potete immaginare che il fatto che abbiano deciso di riproporre l'iniziativa anche in veste natalizia non mi sia dispiaciuto affatto...anzi...quando le iniziative sono serie, e le agenzie che se ne occupano  riescono a trattarti in qualche modo come una persona e non come un numero buono solo per analisi di marketing, partecipare a queste cosine diventa un piccolo piacere a cui non vedo la ragione per rinunciare.
Il "pacco", che in realtà e poi una bella e capientissima scatola di latta che sembra veramente di una volta, contiene:
- 1 tavoletta di cioccolato fondente 57%
- 1 tavoletta di cioccolato fondente 70%
- diversi elementi decorativi per l'albero di cioccolato al latte (di quelli pieni, specifico, non quelli vuoti che si spaccano subito e che in bocca danno poi la stessa debole soddisfazione di un kinder sorpresa)
- 1 tubetto di crema di cioccolato fondente per decorazione (o per essere strizzato direttamente in bocca in momenti di sconforto :)
In realtà non ho al momento tempo di realizzare una ricetta appositamente con i prodotti ricevuti, e non so nemmeno se entro Natale avrò effettivamente questo tempo, insomma si lo ammetto le poche ricette che pubblico in questo periodo sono tutte ripescate in archivio ahimè. Per questo ho optato, nel frattempo, per un piccolo revival, andando a rispolverare i link di alcune vecchie ricette al cioccolato, di dolci che potrebbero essere realizzati proprio con queste buonissime tavolette fondenti per Natale.

****Idee al cioccolato****


Nel frattempo cercherò di ingegnarmi per inventare qualcosa, speriamo.
Intanto, per curiosare, tutte le altre idee regalo Caffarel le trovate qui.

(White) Christmas Inspirations

...aspettando il Natale

Non so voi, ma io ogni tanto, quando ho tempo e quando mi voglio rilassare, dopo il cucinare e dopo la lettura ho un terzo passatempo preferito. Fare ricerche immagini in internet. Scegliere un argomento che mi gira in testa in quei giorni, andare su Google, su flickR, su Getty Images e guardarle, e sfogliarle, provando tutte le combinazioni di parole e le chiavi di ricerca possibili, fino a riempirmi gli occhi di cose bellissime. 
Ultimamente, causa pochissimo tempo a disposizione per sperimentare realmente ricette in tema, nelle mie ricerche va alla grande il Natale, in tutte le sue declinazioni. Perchè già ci penso, e tanto, perchè è l'unica festa che la follia collettiva per regali assurdi e costosi non riuscirà mai a rovinare e sminuire, perchè, infondo, è l''unico vero giorno speciale dell'anno, e il giorno in cui ci si può sfogare producendo chili di biscotti e trascorrendo ore nella loro decorazione senza che nessuno ti dica "ma poi chi se la mangia tutta quella roba lì?" e "nooo, ancora dolci?". 
Le ispirazioni che sto cercando quest'anno sono tutte rigorosamente sui toni del bianco, facendo solo qualche piccola eccezione per piccoli tocchi di rosso, azzurro, giallino. 
Questi sono solo alcuni degli spunti trovati su Getty....











...e intanto qui, super attrezzati, aspettiamo la neve.
Buon Week End

lunedì 8 novembre 2010

Cadeaux


Si, lo so, è un po' presto ancora per mettersi a pensare a biscottamenti e impacchettamenti natalizi... Ma, complice l'uscita dello splendido libro di Sigrid, e la richiesta di Leda e Claudia di About Food per il contest di questa settimana, quest'anno ho anticipato ancora l'inizio di questo piacevole tran tran.
"Tutto ciò che si può regalare a Natale di goloso e originale preparandolo con le nostre manine" è' la richiesta di Leda e Claudia per il contest di questa settimana, e io per l'occasione ho deciso di rispolverare la mia scatolina magica, ormai utilizzata in mille modi sotto forma di bomboniera, scatola regalo per piccola bigiotteria e soprattutto per piccoli biscotti.
Si tratta di una scatolina moooolto molto semplice e assolutamente non nuova, ma adatta anche a chi non pasticcia quotidianamente con carta, colla e forbici, e non è ossessionato dai craft blog, ma che realizzata con carte diverse e chiusa con nastri colorati rende davvero bene, e ha quel fascino del semplice e del fatto a mano che a me piace tantissimo.
Io l'ho realizzata in bianco per rendere più chiara la spiegazione, ma si possono usare tutti i tipi di carta sottile, il massimo ovviamente lo dà la carta specifica da origami, sottile, lucida e resistente, ma anche carte grezze e grossolane possono dare un bellissimo effetto.


1. Partendo da un foglio A4 ricavare un quadrato. 
2-5. Su questo quadrato formare un reticolo di pieghe come da figura.
6-7. Prarticare poi 4 tagli in modo da ripiegare  due dei 4 angoli verso l'interno.
8. Riaprirli, ripiegare gli altri angoli sollevando le loro alette in modo da dare la forma di una semplice scatolina.
9. Riprendere gli angoli rimasti all'esterno e ripiegarli all'indentro, irrobustendo anche in questo modo la base della scatola.
Per comporre la scatola completa basta ripetere per due volte questo procedimento con due diversi fogli di carta, l'uno più piccolo dell'altro di circa 1 cm per lato (anche meno).
Le misure finali sono di 7,5 x 7,5 x 4 circa, e va benissimo per piccoli pensierini, minuscoli biscotti da accompagnare ad un bigliettino, ma ovviamente può essere realizzata in tutte le dimensioni.
Se si usa come contenitore alimentare ricordarsi di inserire i dolcetti in un sacchettino trasparente oppure di rivestire l'interno della scatolina con una carta impermeabile all'unto.

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I biscottini nella scatola sono una versione mignon dei Biscotti con limone e polenta, i primi che mi sono rimasti impressi la primissima volta che ancora tra gli scaffali della libreria ho sfogliato Regali Golosi.

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Biscotti con limone e polenta  (Da Regali golosi di Sigrid Verbert, pag. 12)

300 g di farina,
200 g di burro,
150 g di farina di mais,
150 g di zucchero,
4 tuorli,
la buccia grattugiata di 2 limoni,
una presa di sale.
Per circa 50 biscotti.

Montare zucchero, burro e scorza di limone con una frusta finché non si ottiene una crema di colore chiaro. Incorporare i tuorli, uno per volta. Aggiungere alla fine farina e sale. Impastare velocemente e formare una palla, avvolgerla nella pellicola e tenerla al fresco per 30 minuti. Stendiere l’impasto ad uno spessore di 4 mm, ritagliare i biscotti e cuocerli in una taglia a 200°C per una decina di minuti, finché non inizieranno a dorarsi.
 
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lunedì 11 gennaio 2010

Crema di lenticchie con cialde di Parmigiano Reggiano

In uno, anzi diciamo nel più gradito :), dei pacchi ricevuti per natale c'era anche un bel pacco di lenticchie secche Schioppi. Essendo che per l'ultimo dell'anno ho avuto la fortuna di essere invitata e a parte un dolce non ho dovuto cucinare nulla mi sono rimaste lì. Così appena ho avuto quell'attimino di tranquillità per avere il tempo di metterle a bagno 12 ore prima, ho deciso di sfruttarle per una caldissima e densissima zuppa, senza alcuna aggiunta di grassi in cottura, senza panna, ne latte, solo un giro d'olio alla fine come piace a me e come ci consiglia anche Elena Galeazzi in questo interessantissimo post sul Pasto Nudo.
Però, però mentre ero li a guardare questi microlegumi che bollivano allegramente mi è tornata in mente una zuppa postata qualche tempo fa da Arietta, arricchita, o si potrebbe anche quasi dire decorata, con stupende cialde di parmigiano reggiano, grandi e ricurve, da usare magari anche a m' di cucchiaio. Recuperato in un attimo il suo post, le ho fatte subito.
Allora, sarà forse perchè in casa mia entra solo Parmigiano di una certa stagionatura, sarà perchè il sapore della zuppa era molto più delicato e quasi dolce, non so, però il sapore di queste cialdine si rivelato veramente molto molto deciso, insomma adatte per veri amanti del formaggio:) Al primo tentativo ho fatto un disastro, il formaggio mi si è diviso in due parti, una bianca e dura e una composta di solo grasso, liquido e trasparente. Pattume. Al secondo tentativo invece ho scoperto che basta scaldare molto molto bene il padellino prima di versarvi il formaggio, e in un attimo le cialde saranno pronte, profumatissime, croccantose.
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Crema di lenticchie con cialde di parmigiano reggiano
X 4 persone

lenticchie secche 200g
1 cipolla
1 carota
Sale, pepe, maggiorana, peperoncino
Olio e.v.o

Per le cialde:
150g di parmigiano reggiano

Ammollare le lenticchie in acqua per almeno 12 ore.
Farle bollire per 30 minuti in acqua salata, insieme alla carota e alla cipolla tagliate a dadini. Frullare il tutto, eliminando prima una parte di acqua se sembra troppa per ottenere una crema densa. Aggiustare di sale e pepe e aromatizzare con un po’ di peperoncino e maggiorana.
Grattugiare il parmigiano e versarne 1\4 in un padellino antiaderente molto caldo, con una paletta dargli una forma rettangolare e pressare bene. Appena la parte inferiore si sarà dorata, girare la cialda e far dorare anche l’altro lato. Trasferire su un mattarello (per dare la forma curva) e lasciar raffreddare. Ripetere l’operazione per le altre tre cialde. Servire ogni porzione di zuppa con la sua cialda leggermente immersa e un filo d’olio crudo.
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due PS

1. la dolce Anemone ha deciso i tre finalisti della raccolta CUOceRE AL VAPORE. Ecco io adesso teoricamente mi dovrei autopromuovere un po' visto che ci sono in mezzo, ma come faccio? Le altre due ricette finaliste sono di Lenny e Fiordilatte e super super originali e interessanti... Quindi...beh, l'importante è che facciate un giro da quelle parti, lasciando il vostro votino alla ricetta che vi ispira di più!

2. vi ricordo che ci sono ancora 4 giorni di tempo per la nostra raccolta di ricette in rosa, se siete in cerca di ispirazione, sbirciate qui le ricette proposte dai primi partecipanti.

mercoledì 23 dicembre 2009

...e le gelatine.

Queste gelatine le ho sperimentate in anticipo per proporle alla fine della mangiata di Natale, perchè in effetti a quel punto lì io, spesso, di un dolce vero e proprio non ne ho più voglia, troppo beatamente sazia per rovinare tutto con un sovrappiù. Per questo portare in tavola qualcosa di leggero e fresco, ma anche un po' dolcino e sfizioso mi è sembrata una buona idea (per i temerari invece, che comunque ci sono sempre, ho in mente una bella bavarese al torrone con salsa di pandoro e panna che poi vi dirò).
E con queste gelatine vi saluto per qualche giorno (3 o 4 non di più eh!), dove credo che tra il tempo-cucina e il tempo-famiglia non me ne resterà proprio per il blog. E poi se devo essere sincera ho una sana voglia di cucinare e mangiare, senza preoccuparmi di dover fare tutto al mattino per via della luce, o senza dover pregare che rimanga una fetta o un pezzo di ogni cosa per poterlo fotografare il giorno dopo.

Il cappone ha già smesso di razzolare per il pollaio ed è pronto per tuffarsi in pentola....i cappelletti sono già in freezer, belli nella loro perfezione, e tanti, visto che a Natale saremo in 7 a pranzo e in 18 a cena, quindi non mi resta che salutarvi, con questa ricetta semplicissima e veloce ma che porterà parenti e amici a dire, e pure con aria alquanto stupita, "ma le hai fatte tuuuu??? ma davvvvveeeero??"

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Gelatine all'arancia e zenzero

spremuta d’arancia 300 ml

zucchero semolato 200g

gelatina in fogli da 12 a 20g a seconda di quanto le desiderate dure (io ne ho usati solo 12)

zenzero fresco (o anche secco)
altro zucchero per guarnire

Immergere la gelatina in acqua fredda. Mettere in un pentolino il succo d’arancia e lo zucchero, mescolare e portare a bollore su fuoco basso. Lasciar bollire per 2 minuti, eventualmente eliminando la schiuma che potrebbe formarsi in superficie, e spegnere il fuoco. Strizzare bene la gelatina ammorbidita e scioglierla nel succo mescolando bene. Aggiungere un’abbondante grattugiata di zenzero. Versare con l’aiuto di un imbuto in uno stampo in silicone per cioccolatini, oppure in uno più ampio da torta. Lasciar raffreddare in frigorifero per almeno tre ore. Sformare dagli stampini con l’aiuto di un coltello, oppure se si è usato lo stampo grande, dividere tutto in piccoli quadrettini uniformi. Solo appena prima di servire, brinare rotolando nello zucchero semolato.
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e...
!!!!

martedì 22 dicembre 2009

Tortlèin ed Nadél: i nostri tortellini dolci di Natale

3 kg di farina
18 uova
1,2 kg di zucchero
6 buste e mezzo di lievito
sono i numeri del tortellinamento di quest'anno, momento immancabile in cui io, la nonna e sua sorella la mitica Rosi ci sfoghiamo delle noie quotidiane impastando rigorosamente a mano dei mallopponi impressionanti di frolla profumatissima.
Ma come fate poi a cuocere tutta sta roba penserete voi... E infatti non avreste mica tutti i torti, perchè in casa sarebbe piuttosto impossibile, a meno di tenere accesi i due forni che abbiamo più o meno per 24 ore continuative.
Noi noleggiamo il forno del fornaio.
Come si faceva una volta.
Con la sola differenza che al giorno d'oggi non ci si va col carretto (ma con la Panda, che poi non c'è sta gran differenza :) e che invece delle assi di legno si stende tutto su una serie di bellissimi vassoi con ganci agli angoli che si impilano l'uno sull'altro senza toccarsi e lasciando respirare i cibi.
Io, ma mi sa che lo sapete già...., amo tantissimo i dolci speziati e fruttati, impazzisco per le tradizioni natalizie nordiche e la mia cucina profuma di zenzero e cannella ormai da un mese a questa parte. Ma qui, a casa mia, il dolce del periodo di Natale è sempre stato, e spero continuerà ad essere, insieme solo all'immancabile panettone, solo questo.
E quindi non poteva mancare.

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Tortellini di Natale di casa mia

- Pasta:
farina 1 kg
amaretti n.8
zucchero 400g
uova 6
burro morbido 300g
scorza di 1 limone
2 bustine di lievito
un goccino di sassolino
- Ripieno: un bel mix a piacere di marmellate di: amarene, prugne, arance e marroni, qualche biscotto secco sbriciolato e ancora 2 o 3 amaretti.
- Decorazione: 2 albumi, zuccherini o zucchero a velo

Preparare il ripieno: in questo caso non ci sono dosi anche perchè dipende molto dal tipo di marmellate che si usano, quindi si mescola e si mescola fino ad ottenere il sapore desiderato, che deve essere dolce ma mantenere un fondo un po' aspro (che in genere si ottiene con una buona quantità di buona marmellata di prugne).
Mescolare alla farina gli amaretti sbriciolati e disporre a fontana sul tagliere. Aggiungere lo zucchero e le uova appena sbattute e iniziare a impastare dal centro. Aggiungere poi anche il burro ridotto a pomata, la scorza di limone, il lievito e il sassolino. Impastare energicamente finchè tutto non sarà omogeneo.

Dare alla pasta la forma di un panetto. Prelevare delle "fette" di pasta, stenderle in strisce dello spessore di circa 3-4 mm su cui disporre un cucchiaino abbondante di ripieno ogni 4-5 cm. Ripiegare la pasta sopra, come per i normali tortelli, far aderire con le dita e infine tagliare il tortellini utilizzando l’apposito stampino oppure il bordo di un bicchiere tondo.
Prima di infornare, spennellare la superficie con albume e se piacciono cospargere di zuccherini colorati. La cottura deve avvenire in forno già caldo, per un tempo variabile dai 15 ai 20 minuti a seconda delle dimensioni
Si conservano in scatole di latta per molti giorni.
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lunedì 21 dicembre 2009

Vanillekipferl: il top dei biscotti d Natale

Dunque, se ancora qualcuno fosse un po' indeciso su quali biscottini regalare, se il post tutto dedicato a loro dell'altro giorno non vi fosse bastato, se in mezzo al mio elenchino non avete trovato niente di del tutto convincente, sappiate che con questi non potete sbagliare.
Fin'ora, nella mia modesta esperienza, non credo di aver mai preparato niente di più buono, di più profumato, di più friabile. Niente di più adatto per queste giornate.
I Vanillekipferl.
Lunette alla vaniglia e mandorle oppure nocciole, regalateci, anche questa volta, dalla tradizione tedesca e austriaca. Unico neo: ci vuole un pochetto di tempo e di manualità per dare la forma e soprattutto per fare in modo che alla fine risultino tutte il più possibile uguali tra loro, ma ne vale la pena.
La ricetta viene da un libricino splendido, Il quaderno dei biscotti delle feste di Gabriella Pecchia, un volumetto che, come molti altri editi dalla raffinata Kellerman di Vittorio Veneto, è interamente stampato riproducendo una datata scrittura a mano, sembra scritto da una nonna per intenderci, e illustrato in modo altrettanto semplice e d'effetto. Le ricette che ho provato sono tutte riuscite alla perfezione, e questo mi ha spinta ad approfondire, scoprendo che di questi bellissimi
quaderni esiste tutta una collana super interessante tutta dedicata alla memoria, alle vecchie usanze di vari luoghi e comunità, in cui trovano posto anche i 3 libri di Elisabetta Tiveron di Panemiele. Infine, dettaglio non trascurabile di questi tempi, non sono neppure costosi. Io qualcuno da regalare l'ho preso :)
Tornando alla ricetta, mi piacerebbe tantissimo postarvi la scansione della pagina, ma putroppo, e giustamente, non è consentito senza l'autorizzazione dell'editore per nessuno scopo. Un'idea della grafica, a mio parere quasi geniale, potete però farvela qui.

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Vanillekipferl

burro freddo 150g
zucchero 50g
farina 210g
nocciole 75g
estratto di vaniglia1 cucchiaino
zucchero a velo vanigliato per guarnire

Ridurre il burro a piccoli cubetti. Tostare le nocciole in forno caldissimo per pochi minuti ed eliminare la pellicina sfregndole dentro uno straccio, poi tritarle finissime. Impastare velocemente tutti gli ingredienti. Formare con l'impasto delle lunghe biscie, dividerle in cilindretti di circa 5-6 cm, assottigliare le estremità e piegarli leggermente al centro, in modo da dar loro la forma di lunetta. Cuocere a 180 per 15 minutii, poi lasciar raffreddare completamente prima di toccare (importante, se no si disintegrano!). Spolverare con abbondante zucchero a velo vanigliato
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sabato 19 dicembre 2009

Ultimi regali no stress: christmas cookies, cakes & more

Quest'anno mi sono imposta una cosa. Per i regali di Natale niente stress. Niente corse al freddo gli ultimi giorni, niente ma proprio niente controvoglia, bando agli oggetti costosi e a tutto quello che potrebbe finire per essere inutile. E, devo dirlo, a differenza degli anni scorsi che in questo periodo mi vedevano impegnata nello stilare lunghi elenchi e nel correre di qua e di la, questi giorni me li sto proprio godendo. Curando meglio i pacchettini per i pochi che riceveranno qualcosa, scegliendo con cura calze morbide e colorate, creando orecchini e collane super personalizzati, intagliando nel panno lenci fiori e stelle, preparando piccoli quadri con belle frasi e citazioni da appendere in casa.
Ma soprattutto biscottando.
Solo così forse questo periodo può avere un senso secondo me. E se qualcuno ci rimarrà male, si aspetterà di più, o qualcosa di diverso, pazienza. Un pacchettino di biscotti fatti in casa da sostituire per un po' a patatine o merendine industriali non gli faranno certo male.
Così oggi, piacevolmente tappata in casa con fuori 40 cm abbondanti di neve, mi sono messa a fare un piccolo riepilogo mentale di quali fossero tra le ricette più prettamente natalizie già provate, quelle adatte a trasformarsi in regalini. E visto che ci è saltato fuori un elenchino relativamente bello nutrito (relativamente rispetto ai neanche 12 mesi di vita del blog :) mi è venuto in mente di pubblicarlo, si sa mai.
Ovviamente, da qui a Natale, in continuo aggiornamento!

Dolci regalini homemade

cookies & cakes
shortbread fingers al limone
pepparkakor
peanut butter cookies
biscotti al marzapane
biscotti al rosmarino
biscotti di vetro
barrette ai cereali e frutta secca
offelle ripiene
pasticcini al cocco
rose del deserto
tortellini di Natale
vanillekipferl
brownies alle arachidi
mini gugelhupf
pain d'epices
pan speziale o certosino
salame al cioccolato con mandorle e caffè
vasi e vasetti
lemon curd
miele alla liquirizia
marmellata di pere e cannella

....e quelli degli altri :)
Io a Natale regalo questi raccolta di Paoletta-Anice e cannella
Regalini Golosi di Sigrid
Biscottiamo? raccolta di Micaela - Il criceto goloso
Biscotti di Natale 2007-2009 di Alex - Cuoche dell'altro mondo
Le idee di Camomilla - Fiordifrolla

.................in aggiornamento!

venerdì 18 dicembre 2009

Pan speziale o certosino

Ma voi lo sapevate che pure noi emiliani nella nostra tradizione abbiamo una sorta di nostro pain d'épices?? Più precisamente, originario di Bologna. Bologna "la dotta", Bologna "la grassa", dice la tradizione, ma la sua cucina, soprattutto se si scava un po' nel passato, ritrova le stesse radici semplici e rustiche, genuine di molte altre zone europee, e questo pane dolce ne è una bella prova.
Questo dolce, tipico del periodo natalizio, deve il suo nome ad un papa, Benedetto XV, il quale, ghiotto di questa prelibatezza, se la faceva preparare e spedire dai fraticelli della certosa bologonese. Secondo un'altra teoria invece, è da preferire la denominazione "pan speziale", derivata dal fatto che erano gli speziali, cioè i farmacisti, a preparare questo dolce sotto le feste, ma questa boh mi convince un po' meno.
Comunque. Per chi non ama la consistenza spugnosa e piena del Pain d'épices allora è meglio lasciar perdere, anche se comunque questo è molto più dolce e meno particolare come sapore, per tutti gli altri, beh, provate, ci vuole un attimo!
Teoricamente, è uno di quei dolci da preparare in anticipo, tanto che, si dice, con il passare dei giorni il sapore e la consistenza migliorano. Avvolto in carta di alluminio dovrebbe consevarsi persino per alcuni mesi. Ovviamente non mi è dato sapere se tutto ciò è vero, a casa mia, e vabè che siamo in 7, ma è finito il giorno stesso :)
Questa è la versione semplificata-istantanea, ma credo che esista anche un'altra ricetta, molto più complessa, con una lunga lievitazione e l'aggiunta di purea di frutta, cacao amaro, altre spezie, canditi e chi più ne ha più ne metta. Per i miei gusti qui dentro c'è già abbastanza roba!

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Pan speziale o certosino

farina bianca 00 250 g

miele 150 g
zucchero semolato 125 g

uva passa 100 g
mandorle sgusciate 100 g

pinoli 100 g
scorza grattugiata di 1 arancia

cioccolato in grosse scaglie 70 g
un cucchiaino di bicarbonato di sodio

una cucchiaiata di semi di finocchio pestati
1 cucchiaino di cannella in polvere
poco burro

Scottare le mandorle in acqua bollente e poi pelarle. Mettere in un recipiente il miele, lo zucchero, il bicarbonato ed i semi di finocchio. Versare si questi ingredienti due decilitri di acqua bollente, mescolare, poi fare cadere lentamente nell’impasto la farina setacciata insieme alla cannella e lavorare bene il composto. Aggiungere quindi l’uvetta, le mandorle, la scorza d'arancia, i pinoli e il cioccolato. Imburrare uno stampo per ciambella, mettervi il composto, decorarlo, volendo, con qualche frutto candito e porlo in forno già caldo a 180° lasciandovelo fino a perfetta cottura, per circa 35-40 minuti.


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lunedì 14 dicembre 2009

Il pain d'épices che piace a me

Per amor di completezza. Perchè credo che in qualsiasi spazio sulla rete che provi a definirsi foodblog almeno una ricetta di pain d'épices non debba mancare, anche se ormai non è nulla di particolarmente originale e compare un po' dappertutto.
A dir la verità io mi trovo sempre un po' a disagio con queste preparazioni tipiche di zone in cui non sono mai stata, di cui non conosco la cucina e non sono in contatto diretto e frequente con autoctoni in grado di darmi indicazioni precise e affidabili. Per questo non ho mai la certezza che i risultati delle mie ricerche siano corretti ed esaustivi, che nervi, però alla fine dai, la cucina è così, si prende un po' di qua un po' di la e quel che importa è il buon risultato, che piaccia agli amici, alle sorelle golose e soprattutto a noi, no??
Per noi italiani, abituati al pan di spagna e alle torte dolcissime e soffici della nonna Tina, al primo morso di certo la consistenza può risultare strana, piena e asciutta. E il sapore...beh...probabilmente inclassificabile come dolce, tantomeno come salato.
Subito è stato così anche per me, poi in poco tempo il p.d.e. è diventato praticamente un'abitudine. Una buona abitudine. E il bello è che avvolto in carta di alluminio si conserva per un sacco di giorni, non vi so dire bene quanti perchè qua è finito in molto pochi, però tanti, anzi le ultime fette secondo me sono molto più buone delle prime.
La ricetta originale del pain d'epices prevede farina integrale o di farro, responsabili del colore scuro del pane, una bella dose di miele e niente zucchero nè uova.
Il mix di spezie per realizzarlo, che in nei paesi francofoni è venduto anche già pronto e dosato, dovrebbe essere composto da pepe nero, chiodi di garofano, zenzero e noce moscata, e io a questo mi sono attenuta, anche se poi girovagando ho visto che nemmeno il povero mix quatre èpices è univoco, ci sono diverse versioni in giro.
Io che ho preso un po' dalla ricetta di Sigrid e un po' da quella di Sabrine ci ho messo un ovetto, uno yogurt e i semi di finocchio pestati in aggiunta alle altre spezie, che gli danno quel tocco che mancava.

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Pain d'épices

farina di farro 200 g
farina bianca 100 g
miele liquido 250 g
yogurt 1 vasetto (125g)
latte 2 cucchiai

uova 1

pepe nero, chiodi di garofano, zenzero e noce moscata grattugiata 2 cucchiai in tutto
semi di finocchio pestati 1 cucchiaino

scorza grattugiata di 1 arancia bio
sale un pizzico
lievito per dolci 1 bustina

Accendere il forno a 160-170° e foderare con carta forno uno stampo da cake.
Setacciare le farine con il lievito, il sale, le spezie, la scorza di arancia grattugiata e i semi di finocchio pestati. Versare tutto nel mixer. Scaldare il latte e lo yogurt, sciogliervi il miele e mescolate finchè non si saranno dissolti, poi versare questo composto nel mixer e lavorare brevemente. Versare il composto nello stampo precedentemente preparato e infornare per 40-45 minuti.

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lunedì 7 dicembre 2009

Shortbread & alberi

Mi hanno attirata per il loro nome strano (short-bread, ma chevvuoldire? cioè che senso ha?) e già da un po' li bramavo, poi ieri li ho visti comparire su Fiordifrolla, in una splendida fotografia, e non ho potuto resistere.
Si tratta di biscotti tipici della Scozia, il cui nome (grazie come sempre a Wikipedia!) si riferisce alla loro particolare friabilità, infatti short sembra essere un termine ormai in disuso per friabile.
Possono essere realizzati in tre forme principali, io ho scelto quella più nota, allungata (shortbread fingers), ma si trovano anche tondi (shortbread rounds, come quelli di Fiordifrolla) e anche in un unico grande biscotto che si serve tagliato a fette (petticoat tails).
Immaginandone il gusto, temevo la preponderanza del burro, quindi ho optato per un leggero aroma al limone che me li ha resi profumati e ne ha alleggerito un po' il gusto, che altrimenti sarebbe stato davvero "troppo".
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Shortbread fingers al limone

farina 00 270g

burro 180g
zucchero 100g

scorza di 1 limone e 1 cucchiaino di succo

latte q.b.

Amalgamare lo zucchero e il burro ammorbidito. Aggiungere poco per volta la farina e infine la scorza di limone. Aggiungere il cucchiaino di succo di limone e latte quanto basta per rendere l'impasto lavorabile e uniforme, impastare brevemente e far riposare in frigorifero per 30 minuti.
Stendere l'impasto all'altezza di 1 cm circa sull'asse infarinata e ricavarne dei rettangoli di 2x7 cm, forare con i rebbi della forchetta e infornare a 160° per 16 minuti.
Potrebbero sembrarvi ancora crudi, perchè ancora molli e chiari, ma non lo sono! Si devono colorire solo nei bordi inferiori, e diventeranno solidi solo quando raffreddati.
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E visto che tra poche ore sarà già l'8 dicembre, giorno tradizionalmente deputato alla preparazione di albero&presepe&cc a casa mia, un "assaggio" del mio albero personale, quello piccolo e un po'anticonvenzionale (quello ufficiale è molto più politically correct, un perfetto pino sintetico verde con palline, stelle e cuori a patchwork sui toni del bianco-blu, di cui vado comunque abbastanza orgogliosa!).


....scegliere, ritagliare, e forare le decorazioni....
...poi abbellirle con qualche bottone recuperato e ricami che ricordino vecchi rammendi casalinghi......posizionare tutto sull'albero e scegliere l'angolo di casa più bello dove collocarlo.
Buon giorno di festa, buon alberello, buone infornate, io intanto me ne vado ai mercatini trentini, quest'anno sperimentiamo Arco e Rovereto.

Cheesecake for Christmas?


In questi ultimi due-tre giorni non ho cucinato. Se si esclude una frittata al radicchio e la cottura di 4 canederli acquistati già pronti arrivati direttamente dal Trentino. Perchè c'era di mezzo un grosso pranzo parentale, e soprattutto perchè c'era da andare qui, prendere il materiale e poi far l'albero, anzi gli alberi (trovandomi ancora in situazione simil-nomade tra due case). Partendo dal presupposto che per far l'albero io intendo salvare qualcuna delle decorazioni dell'anno precedente che si abbina per colore al nuovo progetto e poi le altre rifarle tutte da capo, potete immaginare che il fatto che per 3 giorni abbia cucinato lui sia stato praticamente automatico.
Ma ora si riparte, con, come succede dopo ogni piccola forzata pausa, le mani che quasi tremano dalla voglia.

Dunque, li avete fatti i pepparkakor?? No perchè a me sarebbe venuta un'idea...
Ormai lo sapete, l'ho detto in tutte le salse, la cheesecake è davvero quanto di più buono, godurioso, goloso e invitante il mio stomaco e la mia testolina possano immaginare. Di solito però viene associata all'estate, forse per la possibilità di decorarla con frutta fresca, forse perchè alcune versioni non richiedono cottura e possono essere cucinate anche nei giorni afosi, non lo so. Però a me iniziava a mancare, e tanto. E allora, vista l'ovvia mania periodica per cannella e agrumi, ho cercato di trasferire questi sapori e spero anche questi profumi invernali, natalizi, in una cheesecake.

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Cheesecake ai pepparkakor e mandarino

biscotti pepparkakor (o gingerbread o comuni biscotti alla cannella) 200 g
burro fuso 100g

formaggio spalmabile (io ho usato quello allo yogurt, ideale per cheesecake) 400g

panna fresca 200 ml

zucchero
150g
uova 3
1 mandarino, succo e scorza


qualche gheriglio di noce
marmellata di mandarini di Sicilia


Foderare con carta da forno uno stampo a cerniera di circa 24 cm di diametro*. Ridurre in polvere i biscotti con il robot e mescolarli al burro fuso. Pressare questo composto sul fondo dello stampo, cercando di ottenere uno spessore uniforme. Far solidificare in frigorifero.
Accendere il forno a 160. In una ciotola capiente mescolare le uova leggermente sbattute con lo zucchero, aggiungere poi il formaggio ridotto a crema e la panna. Profumare con la scorza e il succo di mezzo mandarino. Versare sul fondo di biscotti e infornare per circa 1 ora o finchè la superficie non inizierà a dorarsi leggerissimamente e ad apparire asciutta e soda. Lasciar raffreddare dapprima a temperatura ambiente, poi per qualche ora in frigorifero. Prima di servire*, decorare con gherigli di noce e marmellata di mandarini in cui avrete stemperato qualche goccia di succo.

*in questo caso la carta da forno è necessaria, anche se forse la forma finale potrebbe risultare meno regolare. Infatti la crema al formaggio in uno stampo a cerniera semplicemente imburrato e infarinato, essendo molto liquida, all'inizio della cottura potrebbe colare fuori da qualche fessura.


*se volete aggiungere anche voi le noci, vanno messe proprio all'ultimo. Diversamente, diventerebbero molli molli, più simili a uvetta che a quello che sono in realtà. (Ecco. Io l'ho fatto. Ecco. Bleah!)
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Le altre cheesecake di Meringhe
(scusandomi anticipatamente per le foto orripilanti, che sono stata tentata mille volte di cambiare e che però lascio lì,un po' per ricordo, un po' per piccola dimostrazione dei miei piccoli miglioramenti :) )

- ai fichi
- alle pesche e fiori d'arancio
- senza forno (di Allan Bay) ai frutti di bosco
- al limone
- alla crescenza

martedì 24 novembre 2009

Primi biscottamenti pre-natalizi: i pepparkakor

E adesso che i giochi sono fatti (=quello che potevo fare per prendermi un certo lavoro che mi interessava particolarmente l'ho fatto, non resta che aspettare accanto al telefono) possiamo un attimo fermarci, rilassarci, e dedicarci a una delle attività che preferisco: buttarci a capofitto nel clima pre-natalizio, progettando bigliettini e piccoli regali home made, ma soprattutto andando a caccia di ricette e biscottando senza sosta e senza tregua. Primo esperimento: i mitici pepparkakor, i biscotti speziati svedesi, scoperti all'Ikea e parenti molto stretti degli anglosassoni gingerbread e anche un po' dei belgi speculoos.
Il loro sapore è proprio quello "del Natale", fortemente speziati, in più in questa versione trovata su cookaround ho visto comparire anche un pizzico di scorza d'arancia che ci sta non bene ma benissimo nell'insieme. I classici biscotti da appendere all'albero insomma.
La forma originale del pepparkakor è quella di fiorellino a sei petali tondi, ma visto che io avevo questo stampino qui, e che quelli dell'Ikea vendono anche una tipologia che ha proprio questa forma, ho deciso che andava bene, se non lo sanno loro chi lo deve sape'?
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Pepparkakor - biscotti speziati svedesi

farina 420g

sale un pizzico

bicarbonato una punta di cucchiaino*
zenzero macinato 2 cucchiaini

cannella macinata 1 cucchiaino

noce moscata grattugiata una punta di cucchiaino

chiodi di garofano macinati una punta di cucchiaino

burro ammorbidito 110g

zucchero 100g
1 uovo grande

melassa 160g (in alternativa: miele scuro)*

scorza d'arancia grattugiata 1 cucchiaino

Mescolare farina, sale, bicarbonato e spezie.
A parte mischiare in una ciotola capiente il burro ammorbidito e lo zucchero fino a creare una crema spumosa, a cui aggiungere poi l'uovo, la melassa (o miele) e la scorza d'arancia. Incorporare gradualmente il composto di farina e spezie. Impastare rapidamente poi avvolgere l'impasto nella pellicola e fa riposare per una notte in frigorifero.
Il giorno dopo, accendere il forno a 180°. Stendere l'impasto ad uno spessore di 2 mm e ricavare i biscotti (eh lo so non è facile, ma per ottenerli sottili e croccanti è l'unico modo). Appoggiarli sulla placca del forno rivestita di carta e infornare. Dovrebbero essere sufficienti 8 minuti per ottenere biscotti croccanti e friabili di un colore dorato scuro uniforme.

*di bicarbonato proprio pochissimo, se no si creerà un'antiestetica pancia al centro del biscotto che proprio non c'entra niente niente con come deve venire, sottile e uniforme.
* io ho utilizzato il miele e sono rimasta molto soddisfatta.
* ho preparato l'impasto seguendo le quantità riportate, poi mi sono accorta che era davvero tanto e che il tempo per 3 infornate minimo non ce l'avevo proprio. Fatto sta che metà l'ho congelato e utilizzato la settimana dopo, confermo che si può fare quindi, l'unico problema è che l'aroma delle spezie, dopo lo scongelamento, risulta leggermente affievolito.
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Buone infornate!