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mercoledì 16 marzo 2011

Ricetta dell'ogni tanto: torta di noci


Ogni tanto, tra stoffe e bottoni, la voglia di condividere una ricetta torna fuori di botto e non la posso fermare. Sono le ricette come questa che fanno tornare la voglia di pasticciare in cucina. Sono le torte quelle che l'impasto viene esattamente come ti avevano descritto, sono le torte che si sformano alla perfezione senza attaccarsi, che non ti fanno perdere tempo, che solo a guardarle ti danno l'impressione che gli ingredienti siano ben bilanciati.
Torta di noci quindi, ma proprio DI NOCI, nel senso solo noci e giusto quello che serve per tenerle insieme, no farina, no lievito chimico, no aromi e dopo le mie modifiche anche no burro.
Rubata su questo blog, ho appunto eliminato solo il burro, sostituendolo con pari peso di olio di semi, anzi probabilmente ne basterebbe anche un pochino meno.



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Torta di noci
  • noci sgusciate 200g
  • uova medie intere 3
  • zucchero semolato 130g
  • fecola di patate o maizena 2 cucchiai
  • olio di semi di mais 140g

Preriscaldare il forno a 180°. Montare le uova intere e lo zucchero con le fruste elettriche  fino ad ottenere un composto bianco molto gonfio e spumoso. Nel frattempo tritare molto finemente le noci con la fecola in modo che assorba l'eventuale olio che possono rilasciare e tenerle da parte. Pesare l'olio, aggiungerlo al composto di uova e continuare a sbattere leggermente. Aggiungere anche le noci tritate e mescolare delicatamente. Imburrare e infarinare uno stampo da 22-24 cm di diametro e versarvi il composto. Infornare in forno già caldo e cuocere per 40-45 minuti. Una volta raffreddata spolverizzare con zucchero a velo.
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venerdì 25 febbraio 2011

la "mia" cheesecake


Sono le 9 del mattino del giorno del mio compleanno e non ho ancora deciso che torta farmi 
(non è da me, di solito ci penso sempre almeno 1 mese prima :)
...mi date una mano? 
So solo di volere una cheesecake, poco cioccolatosa e molto fruttosa, al massimo fruttaseccosa forse.
Al momento la gara è tra queste, ma ho tempo fino a questa sera per pensarci quindi ogni suggerimento è ben accetto anzi gradito.

2: Cheesecake ai mirtilli di Rossella - Vaniglia
3: Cheesecake alle mandorle di Sara - Fiordifrolla
4: Cheesecake alle more di Chiara - Il Pranzo di Babette
5: Cheesecake caprino e fichi di Alex - Foto e Fornelli (questa non è in gara, non la posso ovviamente fare in questa stagione ma era tanto bella che non potevo non metterla :)
6: Cheesecake alle castagne di Chiara - Il pranzo di Babette
7: New York Style Cheesecake di Tuki - La ciliegina sulla torta
8: Cheesecake al pistacchio di Babs - Chez Babs
9: Cheesecake giapponese alle more di Alex - quando era Cuoche dell'altro mondo

Buona giornata
...io oggi da brava festeggiata me la godo proprio....

mercoledì 29 dicembre 2010

Due anni di blog...

 ...un calendario, e la mia torta preferita


E' abbastanza strano pensare che sono già 2 anni che, praticamente a giorni alterni, ci ritroviamo qui a parlare di spadellamenti vari con tutti i loro annessi e connessi. E mi sembra ancora più incredibile ripensare a tutti i contatti che in questo modo si sono creati, pensare che se fino a due anni fa le persone che mi facevano gli auguri per Natale erano si e no una ventina, ora, grazie a tutto questo, sono centinaia.
Come forse i più attenti avranno notato, da circa un mesetto a questa parte i post si sono  diradati, il tempo dedicato al blog è calato drasticamente per cause di forza maggiore, così come le mie visite e i commenti sugli altri blog amati.
In tutta sincerità non ho idea di come andrà a finire questa storia, e se e per quanto tempo avrò ancora la costanza di portare avanti questa "impresa".
Ma quello che mi interessa ora è solo il fatto che per 2 anni ci sono riuscita, tra alzataccie e cotture notturne, ed è questo che oggi voglio festeggiare con voi.
Con un regalino, un calendario ricettoso per ricordarvi di Meringhe anche nell'eventualità in cui finirà, e una fettina di torta di rose, una delle mie preferite.
Grazie delle visite, dei commenti, delle puntuali richieste di precisazione che mi hanno resa meno approssimativa in cucina e non solo. Grazie dei messaggi su twitter e facebook, grazie alle aziende che mi hanno riempita di regali e pacchi promozionali, grazie dei consigli, dei complimenti, delle belle parole. Insomma per farla breve grazie davvero, a tutti, di tutto.

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Torta delle rose all’uva passa

ripieno:
burro a T ambiente 75g
zucchero a velo 75g
uvetta

impasto:
farina 250g
zucchero 40g
uova 2
lievito di birra secco 1 bustina
latte 1\2 bicchiere
vanillina 1 bustina
sale 1 pizzico

Preparare il ripieno mescolando insieme burro e zucchero e mettere da parte.
Impastare farina, zucchero, uova, sale e lievito.
Stendere la sfoglia ottenuta in un rettangolo dello spessore di 1\2 cm. Spalmare tutta la superficie con la crema di burro e zucchero a velo e distribuire sopra l’uvetta. Tagliare partendo dal lato corto del rettangolo delle strisce larghe circa 3 cm e arrotolarle a spirale. Disporle nella teglia ben distanziate tra loro e porle a lievitare per almeno 2 ore in un luogo caldo e senza correnti d’aria sotto uno strofinaccio umido.
Cuocere in forno a 180° per 30 minuti. Nel frattempo scaldare il latte e sciogliervi la vanillina. Togliere la torta dal forno e spennellarla per bene con latte e vaniglia, poi rimettere nel forno per 5 minuti.
Queste dosi sono per uno stampo piccolo, 20 cm circa.

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...e il calendario 2011...
lo potete scaricare qui.

domenica 21 novembre 2010

Solita torta, ma in versione autunnale


Dolci dolci dolci, farei solo dolci in questo periodo, mandando bellamente all'aria tutti i buoni propositi di un novembre depurativo in previsione di un dicembre senza noiose restrizioni. Niente da fare. Cucino solo dolci e mangerei solo dolci (si, sono proprio di quelle che se sono a pranzo da sole una enorme fetta di crostata a pasto è proprio il massimo) e non ho voglia di cucinare altro. Non lo so, sarà che c'è un po' d'ansia nell'aria perchè da domani comincia un percorso nuovo e speriamo il più lungo possibile, sarà che per me la supermassima soddisfazione in cucina può essere data solo da un dolce veramente ben riuscito, ma è così.
E poi un'altra cosa che adoro fare è, una volta trovata una ricetta buona e interessante, sperimentarne millemila varianti.
Infatti questa è forse l'ennesima ripresa di questa, particolare perchè sta su tutta da sola senza burro nè uova, arrichita stavolta da un po' di farina di castagne, per ambientarla alla stagione, per renderla più calda e avvolgente.

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Dolce di castagne, cacao e pinoli

cacao amaro 45g
zucchero 180g
farina 50g
farina di castagne 150g
latte 250 ml
pinoli 20g
gocce di cioccolato una manciata
lievito per dolci 1 bustina


Settaciare le farine in una ciotola. Aggiungere lo zucchero, il cacao amaro, il lievito e le gocce di cioccolato. Mescolare e aggiungere il latte poco alla volta fino ad avere una consistenza cremosa. Mescolare per bene. Versare in una tortiera imburrata e infarinata e distribuire sulla superficie i pinoli. Cuocere in forno caldo a 180 gradi per circa 20 minuti.
Sfornare la torta, farla raffreddare completamente prima di sformare e tagliare.

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giovedì 11 novembre 2010

Torta sospiro di sollievo

Allora... fino ad un secondo fa ero convinta che fino a nuovo ordine non avrei pubblicato altri post, che non avrei scritto per un po'.
Il fatto è che mi viene un po' difficile in questi giorni scrivere di torte e dolcetti, difficile più che altro perchè tutti i miei pensieri sono rivolti in questi giorni da tutt'altra parte, a mille altre parti, alle mille cose che mi stanno succedendo, lavorativamente parlando, dopo mesi (a questo punto potrei dire forse anni) trascorsi senza niente di concreto all'orizzonte.
Anni "persi" tra agenzie e corsi dal costo esorbitante, colloqui e false promesse, intere giornate in piedi a far assaggiare marmellate ripetendo a menadito la storiella imparata a memoria, esperienze in gran parte negative e che mi hanno arricchita ben poco, arrivando persino a farmi dubitare se quello che volevo fare era quello che volevo VERAMENTE.
Però poi ho deciso di scrivere, perchè ora, ora che qualcosa sembra iniziare a girare, voglio condividere questa sensazione con voi.
Una possibilità un po' più concreta delle precedenti, un luogo di lavoro un po' più "umano", un po' più femminile, un po' più vicino a casa, un po' più attiente ai miei studi.
Da festeggiare con una torta leggerissima, come un tanto atteso sospiro di sollievo.
La ricetta l'ho scovata da Izn, che a sua volta l'ha presa da Marzia che a sua volta l'ha trovata sul bellissimo Cakes in the city.
Direi che dopo queste tre garanzie di dubbi sulla riuscita potevano essercene ben pochi, no?
Il bello è il colore bianchissimo dell'interno che ti stupisce non appena la tagli, il bello è che ricicli in modo rapido e utile gli albumi avanzati dall'ultima volta che hai fatto una quintalata di crema pasticcera, il bello è che la puoi farcire o glassare come vuoi, il bello è che è bella, buona, semplice, leggera ma appagante.
Come un sospiro di sollievo

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Torta di albumi e latticello

- 450 grammi di farina 00
- 350 grammi di zucchero grezzo
- 250 grammi di latticello fermentato
- 125 grammi di burro a temperatura ambiente
- 4 albumi d’uovo
- 1/2 bustina di polvere lievitante
- la buccia di un limone bio
- sale

Preriscaldare il forno in modalità statica a 150°C.
Imburrare e infarinare una tortiera apribile del diametro di 24 centimetri.
Lavorare insieme lo zucchero e il burro fino a che non diventeranno una crema molto chiara. Unire gli albumi uno a uno, aspettare che ognuno sia ben assorbito prima di unire il successivo. Aggiungere la farina setacciata con il lievito, poi il latticello e alla fine la buccia grattugiata del limone.
Versare nella tortiera e livellare il composto.
Infornare per un’ora circa, fare la prova stecchino oppure toccare con le dita la cima della torta per vedere se è ancora liquida dentro.
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venerdì 29 ottobre 2010

Pumpkin pie!


E' inutile, a me questa follia collettiva per mostri e schifezze non mi prende. Non la sento, quando ero piccola (e non era mica un secolo fa) non sapevo neanche cosa fosse. Io in giro a fare dolcetto o scherzetto, (per un pelo, perchè già le mie sorelle ci sono rientrate in pieno) non ci sono mai andata, e ancora oggi faccio fatica a ricordarmi (per fortuna che ci pensa Studio Aperto) che per quella sera devo preparare due cosine per i bimbi del vicinato che passeranno di sicuro, tutti sudati ed agitati sotto quei plasticoni di maschere orribili.
Quindi: non aspettatevi su queste pagine (almeno per qualche annetto...) biscotti a dito di mostro con la mandorla che fa l'unghia, muffin con topping di fragola che sembra sangue, ragnacci neri in pasta di zucchero e cose del genere.
Però colgo volentieri l'occasione per un post zuccoso, questo si.
Per regalarvi una bellissima crostata che volevo provare da un tot di tempo. Mix di ricette da Martina (che, per inciso, vi ricordo, ha 15 anni!!) e Sigrid, e splendida decorazione ripresa da quest'ultima.


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Pumpkin pie - Crostata di zucca

Frolla:
  • farina 250g
  • burro freddo a pezzetti 125g
  • zucchero 125g
  • uova 1 (+1 tuorlo se l'uovo è piccolo)

Ripieno:
  • zucca cruda a dadini 500g
  • zucchero di canna 700g
  • uova 2
  • panna liquida 80 ml
  • cannella in polvere ½ cucchiaino
  • noce moscata grattugiata ¼ di cucchiaino
  • zenzero in polvere ¼ di cucchiaino
  • sale 1 pizzico
Frolla: mettere nel robot farina, zucchero, burro a pezzetti e azionare finchè non ne uscirà un impasto sabbioso, aggiungere l'uovo (ed eventualmente il tuorlo) e azionare di nuovo fino ad avere un ammasso compatto. Prelevarlo e riporlo in frigo avvolto in pellicola trasparente.
Purea di zucca: Tagliare a pezzetti 500 gr di zucca e cuocerla coperta in un pentolino con 4 cucchiai di acqua. Lasciare raffreddare completamente e ridurla a purea con una forchetta o nel mixer.
Mescolare bene in una ciotola la purea di zucca, lo zucchero, le uova, la panna, le spezie e il sale. Stendere la frolla e foderarvi uno stampo da crostata, tenendone da parte circa 1\4 per la decorazione. Bucherellare il fondo con una forchetta e versarvi il ripieno arrivando quasi al bordo.
Infornare in forno preriscaldato a 180°. Nel frattempo dalla pasta rimanente ricavare delle foglioline con la rotellina e degli spaghetti.
Dopo 20 minuti di cottura sfornare la torta, disporre la decorazione in modo da imitare rami e foglie e rinfornarla. Questo perchè se avessimo disposto la decorazione prima, vista la consistenza molto liquida dell'impasto, sarebbe affondata.
In tutto dovrà cuocere circa 50 minuti.
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giovedì 14 ottobre 2010

Torta di uva bianca con farina di mais, e da qualche parte si parla di me


"Una torta con farina di mais fioretto, olio di oliva, frutta asprigna e che si assembla nel tempo necessario a portare il forno a temperatura. Una torta ideale, per me.
Così, semplicemente, questa tortina era introdotta nel blog in cui l'ho scovata. Quelle due righe mi sembravano proprio come se le avessi scritte io. L'ho fatta immediatamente, attenendomi un po' di più questa volta alla stagionalità e sostituendo solo grossi acini di uva bianca, che tra l'altro è ben poco sfruttata nei dolci,  alle più estive albicocche.
Le dosi sono per 6 massimo 8 porzioni, insomma in meno di tre colazioni va via, in uno stampo piccolino imburrato e infarinato.


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Tortina di uva bianca con farina di mais e olio (ricetta base tratta da qb)
  • 1 grappolo di uva bianca ad acini grossi
  • 120 g farina 00
  • 50 g farina di mais fioretto (io ho usato quella da polenta, più grossolana)
  • 80g zucchero non raffinato fine
  • Un pizzico di sale
  • Mezzo cucchiaino di lievito per dolci
  • La buccia grattugiata di un limone
  • 1 uovo + 1 tuorlo
  • 60 ml di latte
  • 50 ml olio di semi + 50 ml olio EVO leggero
  • 1 cucchiaino di essenza naturale di vaniglia o una punta di coltello di semi di vaniglia
Portare il forno a 180° Mischiate le farine, lo zucchero, il lievito, il sale e il limone.
Mescolare le uova, il latte, l’olio, il latte e la vaniglia. Aggiungere il liquido alla farina e mescolare velocemente e brevemente. Versare il composto nella teglia e stenderlo o usando una spatola/coltello oppure o le mani infarinate: molto più semplice. Collocare gli acini d'uva tagliati a metà e privati dei semi a faccia insù, evitando che tocchino i bordi. Spolverizzarli con dello zucchero.
Cuocere per circa 45 minuti (prova stecchino).
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Note:
- ottima tiepida con gelato alla vaniglia, il giorno dopo diventa un po' più asciutta ma è perfetta per colazione
- dice l'autore che al posto dell'olio è possibile usare anche il burro, sciolto e freddo, da spennellare anche sulla frutta prima di infornare.


E poi...uhm...non so se qualcuno per caso ieri se n'è accorto girovagando, insomma ieri per la prima volta da qualche parte qualcuno ha parlato (anche piuttosto bene) di me, di queste pagine, delle mie amatorialissime e raffazzonate foto, e della mia "passione". E' stato bello, bello come, come, come...come non lo so!
R2M è un'enoteca online specializzata nella vendita di vino, champagne, whisky, rum, grappa, birra e altri distillati provenienti da più parti del mondo, con particolare attenzione per i prodotti Italiani. 
Da qualche tempo al sito internet aziendale è associato anche un piccolo blog che al ritmo sostenuto di 1-2 post al giorno tiene aggiornati sulle novità in vendita ma soprattutto ricerca ricette e consigli, in cucina e per gli acquisti, e, ancor più soprattutto, una volta alla settimana presenta un foodblog :) e stavolta è toccato a me.

Per saperne di più:

venerdì 8 ottobre 2010

Clafoutis (definitivo) aux pommes


L'altro clafoutis dolce mi aveva soddisfatta si e no. Il buono era merito più che altro delle mie amarene, piccole, chiare e bruschissime. 
Questo invece mi ha presa al 100%. E in effetti non avrei dovuto dubitarne neppure per un attimo visto che lei si rivela sempre una garanzia. Estetica prima di tutto, ma altrettanto come qualità.
Lo stampo usato era troppo largo perchè in una certa casetta ancora tutta maschile per ora solo quello c'è,  e l'effetto immersione nel morbido è stato per questo un po' smorzato, ma poco importa. 
E' una ricetta fantastica. Ci vuole un attimo, provatela.

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Clafouts aux pommes (ricetta base tratta da La Ciliegina)
  • 3 mele granny smith (più la frutta usata è aspra più l'accostamento rende bene)
  • una manciata di uvetta ammollata nel vostro liquore preferito
  • 3 uova grandi
  • 100g di zucchero di canna
  • 40g di farina
  • 40g di maizena
  • 40g di farina di mandorle (facoltativo)
  • 300ml latte intero
  • 2 cucchiai di panna fresca
  • estratto di vaniglia a piacere
  • 1 pizzico di sale burro per imburrare la teglia

Preriscaldare il forno a 180C°.
Sbucciare le mele e tagliarle a dadoni, disporle poi sul fondo di una tortiera precedentemente imburrata. insieme all'uvetta. Montare le uova con lo zucchero, aggiungervi la vaniglia, il sale, le farine e, per ultimi, il latte e la panna; lavorare il tutto fino ad ottenere un composto perfettamente omogeneo. Versare la pastella ottenuta nella tortiera e infornare il clafoutis per 40-45 minuti circa: quando è bello gonfio e dorato, è pronto. Cospargere il clafoutis con dello zucchero di canna e portare in tavola tiepido.
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Una segnalazione per blogger e non e aspiranti tali se ce ne sono: SMILLA è un nuovo magazine on line che offre una rassegna stampa quotidiana degli articoli pubblicati su siti di informazione e blog dedicati al mondo della cucina. Come buona parte degli altri aggregatori, estrapola per ogni articolo uno snippet (breve riassunto) fornendo così a chi legge una notizia incompleta, che può essere letta nella sua versione integrale solo seguendo il link apposto alla fine, quindi approdando sul nostro blog. 
Non so sinceramente che livello di copertura ed espansione potrà arrivare ad avere questo (ennesimo?) aggregatore, ma mi sembra chiaro e fatto bene, per cui io intanto mi ci sono iscritta :)
Per aggiungere anche il vostro blog, cliccate qui.

Un'altra segnalazione: si è concluso il 21 settembre il bel contest de Il Gatto Goloso sui cereali integrali in collaborazione con Prometeo Urbino. Da oggi è possibile votare la vostra preferita, io l'ho già fatto, e voi?

martedì 28 settembre 2010

Moka chic


Ritrovandomi improvvisamente lo scorso venerdì con un prezioso mucchietto di ore libere che non avrei mai nemmeno osato sperare, mi sono decisa a provare per bene uno dei miei oggettini che attendono da tempo di essere messi a frutto: questo.
Si tratta di uno dei più begli stampi secondo me mai prodotti dalla Silikomart, in grado di dare alla torta o al dolce un che di chic grazie al meraviglioso ricamo in rilievo che crea sulla superficie. Nel mio caso però ha richiesto anche un certo numero di tentativi per dare il massimo di se stesso. Le prime volte infatti era un continuo sbruciacchiare, grattare, buttar tutto all'aria, probabilmente anche perchè lo stampo era nuovo e si sa che all'inizio i nostri gommosi amici non danno proprio il meglio di sè.
Comqunque, mi ci sono messa, e dopo un po' di prove, posso concludere che:
- è perfetto per impasti molto soffici e che lievitano molto, in questo modo le scanalature vengono riempite alla perfezione e il ricamo risulta bello nitido;
- devono essere impasti ricchi di burro, primo perchè altrimenti si attaccherebbe tutto e non si riuscirebbe neppure a sformare la torta senza romperla e secondo perchè devono fare, una volta cotti a puntino, una crostina abbastanza dura. Insomma è perfetto per  impreziosire quelle torte che normalmente sarebbero considerate le classiche torte da colazione, senza particolari doti estetiche, anzi in genere piuttosto bruttine;
- prima di versare l'impasto bisogna comunque imburrare e infarinare un po' le scanalature, senza esagerare, con uno strato sottilissimo e soprattutto senza accumuli negli angoli, perchè si brucerebbero (come un po' è successo anche a me...)
-infine, non appoggare lo stampo sulla placca del forno ma solo su una griglia il più sottile possibile e lontano dal fondo, diciamo da metà forno in su, anche questo serve a evitare di bruciare il decoro. Lo stampo rimarrà comunque rigido e in forma grazie al cerchio in dotazione.
La ricetta che ho provato io viene da una delle mie solite bustine del lievito Paneangeli, che sono incredibili, mai un errore, mai una volta che un dolce venga meno che perfetto.
Per la copertura, volevo fare inizialmente una ghiaccia reale, ma essendo una torta che in teoria doveva durare qualche giorno per la colazione l'idea dell'uovo crudo non mi convinceva del tutto, per cuii ho fatto un semplice acqua e zucchero, una bella "pomata" piuttosto fluida, in modo che si allargasse per bene da sola in tutte le fessure ma che non colasse dai bordi.
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Torta moka glassata 

  • burro 175g
  • zucchero 250g
  • uova 4
  • sale un pizzico
  • latte 1 bicchierino da liquore (circa 75 ml)
  • caffè molto ristretto un bicchierino da liquore (circa 75 ml)
  • farina bianca 250g
  • fecola 100g
  • lievito 1 bustina
  • cioccolato fondente 100g

  •  zucchero a velo per la glassa
In una terrina lavorare a lungo il burro ammorbidito con 2\3 dello zucchero fino ad ottenere un composto spumoso. Aggiungere un tuorlo alla volta mettendo da parte le chiare, il sale, il latte e il caffè. Montare le chiare a neve durissima con lo zucchero rimasto. Mettere la neve sopra il composto precedente, setacciarvi sopra la farina mescolata con la fecola e il lievito. Incorporare delicatamente il tutto mescolando dal basso verso l'alto. Versare il tutto nello stampo e cuocere a 180° per 40-45 minuti. Sformare con attenzione e far raffreddare completamente.
Per la glassa riempire una ciotolina di zucchero a velo poi aggiungere sempre mescolando e gradatamente qualche goccina di acqua. Una volta ottenuta una densità media, diciamo che se versata su un pezzettino di carta da forno si allarga solo di qualche mm poi si ferma, metterla in una siringa o sac a poche con il foro piatto orizzontale e riempire pian piano tutte le fessure del decoro. In pochi minuti si solidificherà. Per torte dall'aroma meno deciso, senza caffè e senza cioccolato, al posto dell'acqua  ovviamente meglio utilizzare succo di limone.
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martedì 21 settembre 2010

La Belle Helene

Belle Helene, da quel che ho visto in rete, è un po' tutto ciò che è a base di pere e cioccolato, o meglio, che contempla pere letteralmente affogate nel cioccolato. Torte, charlotte, crepes o semplici pere cotte, servite come dessert ricoperte da una scura e lucida salsa calda. 
Il 16 è stato il compleanno di una delle due sorellastre, e come ogni anno intorno a questa data mi sono dovuta ingegnare in qualcosa di nuovo che comprendesse però assolutamente questo amato abbinamento, possibilmente con anche un po' di mandorline.
La scelta, non facile, è caduta su una ricetta di uno dei più amati tra i libri della mia collezione Al mercato con Joanne Harris, l'autrice i cui libri per anni mi hanno fatto sognare, e che insieme a Fran Warde ha pubblicato questi due piacevolissimi volumi (il primo era Il libro di cucina di Joanne Harris) pieni di foto dei mercati francesi, pieni di calma, di riflessione, di passione.
La ricetta, non velocissima ma decisamente terapeutica è questa qui:
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Torta Belle-Helene (da Al mercato con Joanne Harris, J. Harris - F. Warde) 

per la pasta
  • burro 60g più quello per ungere
  • farina 140g
  • zucchero a velo 50g
  • 1-2 tuorli

per il ripieno
  • pere mature 3
  • burro 75g
  • zucchero75g
  • uova 1
  • mandorle tritate 20g
  • farina autolievitante 75g
  • lievito per dolci 1 cucchiaino
  • cacao amaro 25g
  • latte 50 ml

Preparare la pasta: setacciare la farina in una grande ciotola, aggiungere il burro e lavorarli con la punta delle dita finchè l'impasto formerà delle briciole. Aggiungere lo zucchero a velo e lavorare fino ad amalgamarlo. Battere il tuorlo d'uovo e aggiungerlo all'impasto, lavorare di taglio usando un coltello dalla punta arrotondata fino ad ottenere una palla di pasta. Avvolgere nella pellicola e far raffreddare in frigorifero per 30 minuti. Nel frattempo ungere e infarinare una tortiera da 24 cm. Trascorsi i 30 minuti, spolverizzare un po' di zucchero a velo su una superficie liscia e fredda, stendere la pasta in modo che misuri quanto la tortiera, poi avvolgere con cura la pasta intorno al mattarello e svolgerla nello stampo. Ripassare in frigorifero per 30 minuti.
Accendere il forno a 180°.
Per il ripieno: pelare, privare del torsolo e tagliare a metà le pere, poi porle nel guscio di pasta con il lato arrotondato verso l'alto. Sbattere insieme il burro e lo zucchero, unire l'uovo e poi le mandorle tritate. Setacciare sopra la farina insieme al lievito e al cacao, infine incorporare il latte. Versare a cucchiaiate nel guscio, facendo in modo che l'impasto circondi le pere senza coprirle e lisciare la superficie. 
Infornare per 30 minuti, poi coprire con un foglio di alluminio e cuocere per altri 10 minuti. Spolverizzare con un po' di zucchero a velo prima di servire.
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E la pere-cioccolato-mandorle dell'anno scorso, postata, ora che ci faccio caso, esattamente 365 giorni fa,  è invece ancora qui, non dimenticata, pronta per essere ancora ripresa e perfezionata.

lunedì 30 agosto 2010

Anticipodautunno


E' incredibile. Fino a pochi giorni fa casa mia era piena di zucchine,  pesche e pomodori. Un po' nostri, un po' regalati da parenti e vicini. 
Poi così, da un giorno all'altro, mi sono trovata il grosso cesto al centro del tavolo di cucina pieno solo di mele, pere e nocciole. Quelle noccioline piccole piccole e allungate, che non so come si chiamino, meno dolci delle tonde ma buonissime.
E ho capito tra le altre cose che era ora di riporre costumi e salviettoni e di rimettersi all'opera, di riprendere in mano le cose, i progetti, e pure il blog.
Così ho fatto una torta, rielaborando un po' una ricetta de La cucina del Corriere della Sera, a base di pere, nocciole, cacao. Perfetta per rendere i risvegli di fine agosto-primi settembre, i più traumatici dell'anno, un po' più vivibili (tipo io stamattina sapendo che avrei potuto mangiarla mi sono svegliata con un po' di spintarella in più :)


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Torta di pere nocciole e cacao

farina 380g
zucchero 100g
cacao amaro 20g
lievito 1 bustina
cioccolato fondente o gocce 50g
nocciole tostate 100g
uova 2
latte 200ml
burro 110g
4-6 pere
sale

Tritare grossolanamente le nocciole* e il cioccolato. Sbucciare le pere, tagliarle a fettine di massimo 1\2 cm e bagnarle con qualche goccia di succo di limone perchè non anneriscano. Accendere il forno a 180°. Mettere in una ciotola la farina con il cacao, lo zucchero e un pizzico di sale. Aggiungere le uova leggermente sbattute, poi il lievito, la granella di nocciole e il cioccolato tritato. Ammorbidire col latte sempre mescolando, e infine aggiungere il burro fuso pian piano, man mano che viene assorbito. Mescolare con delicatezza le pere all'impasto, poi versare il tutto in uno stampo ampio (io ho usato 30 cm) imburrato e infarinato. Cuocere per circa mezz'ora.

*Se come me avete la fortuna di avere gli alberi, io per pelarle e tostarle faccio così: sgusciare le nocciole, porle in forno caldo a 180-200° per 3-5 minuti finchè la pellicina non inizierà a creparsi. Toglierle dal forno e lasciarle raffreddare completamente. Una volta fredde chiuderle in un panno e sfregarle tra loro, si peleranno perfettamente e saranno belle dorate e profumate.

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giovedì 29 luglio 2010

4/4 più leggeri


Bene...visto che per quanto mi riguarda al momento di ferie neppure l'ombra in lontananza, procediamo come se niente fosse, e postiamo una bella torta classica. 
Andare attorno alle dosi delle ricette "storiche" non mi è mai piaciuto, e soprattutto non ne ho mai avuto la presunzione. Ma visto che questa volta l'aveva già fatto qualcun'altro per me (la solita Ilona Chovancova di Cakes dolci e salati) mi sono permessa di mettere in pratica. Avendo già provato diverse volte il 4\4 in versione tradizionale, ed essendo già rimasta impressionata dalla quantità esorbitante di burro che richiedeva, appena ho visto una versione alleggerita l'ho provata subito. "Estivizzandola" solo con una manciata di albicocche fresche tenute indietro dalla marmellata perchè troppo belle.


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Quattro quarti alleggerito alle albicocche (da Cakes dolci e salati di Ilona Chovancova)

farina 180g
uova 3
zucchero 170g
burro 150g
lievito per dolci 1\2 bustina
pizzico di sale
6 o 7 albicocche mature

Sbattere le uova con lo zucchero fino a quando il composto diventerà spumoso. Aggiungere il burro fuso poi la farina setacciata col lievito. Lavare le albicocche, aprirle a metà, togliere il nocciolo e adagiarle sulla torta, sprofonderanno un po' pian piano in cottura. Cuocere per 40 minuti a 180°.
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lunedì 26 luglio 2010

Ziitudine


Fare la zia, la zia adorante. La zia quella che fa i regali, che organizza le feste e prepara le torte e i dolcetti a tema, però senza fare cose troppo elaborate, per non rubare tempo al gioco, all'insegnare cose nuove, o anche, come nel caso di una bimba di due settimane, alla pura e semplice contemplazione.  Non ci ho messo molto ad immedesimarmi in questo personaggio! 
Ecco alcuni scatti della festina di sabato per l'arrivo a casa della piccola.

Torta 
Allo yogurt o cheesecake, va bene pure quella Cameo come ho fatto io stavolta, con mirtilli, fragole e lamponi. Bordo di savoiardi affettati a metà e poi regolati dell giusta altezza, pochi millimetri più della torta. Attaccati con una goccina di marmellata di fragole e fermati da un nastro spesso, ben stirato e che termina in un grosso fiocco. Decorazione di frutta fresca, in questo caso l'abbiamo mangiata subito, ma se si prepara in anticipo serve una spennellata di Tortagel o di gelatina di albicocche. L'alzatina di vetro, per torte del genere, secondo me è un must.

Biscotti
 Semplice pasta frolla (io uso sempre quella descritta qui), letterine incise con il mitico Brigitte Keks (così almeno ogni tanto lo uso). Splendide decorazioni in zucchero very girly di Rebecchi.

(c'erano anche) Bignè
rimpinzati di crema pasticcera e con la puntina intinta in glassa bianca (zucchero a velo e gocce di limone q.b.fino a ottenere la consistenza desiderata)


martedì 29 giugno 2010

Choco+cherry light cake


Di ritorno da tre perfetti giorni di mare, all'insegna della tavola e del riposo, voglio mettercela tutta per prenderla con calma. Per rendere questo contatto con la casa, gli impegni e muratori sul tetto il meno traumatico possibile. Per non pensare che il giorno del mio contatto con la vita reale dei grandi, col mondo del lavoro, di un nuovo lavoro, è ormai paurosamente vicino. Dolce, dolcissima la devo prendere, utilizzando questi ultimi 6 giorni a casa occupandomi solo ed esclusivamente di cose belle e piacevoli. Da concretizzarsi principalmente in torte, disegni e collane per la precisione. 
Anche la ricetta di oggi rientra pienamente in questo mood, nessuna sperimentazione, nessuna ansia neda risultato all'uscita dal forno ne da foto, solo una torta fatta mille volte, rapidissima e leggera, perchè comunqunque spero viviamente che la prova costume per quest'anno non sia finita qua. Spero.


La ricetta la ritrovate qui, ho solo aspettato che si raffreddasse completamente per farcirla con una buona marmellata di ciliegie, di quelle in cui i frutti rimangono un po' interi e caramellati, che si sentono insommma. Buona colazione, buona settimana.

mercoledì 16 giugno 2010

Clafoutis alle amarene

Le ho osservate per giorni stile cane da caccia che fa la punta alle sue prede, aspettando con super ansia la loro perfetta maturazione. Incredibilmente è arrivata proprio in corrispondenza di una settimana per me completamente libera da impegni, uno di quei periodi in cui perdere ore a denocciolare non ti fa sentire in colpa per aver sottratto tempo ad altro, in cui ogni cosa può essere fatta con estrema calma e all'orario che più aggrada, e con, di conseguenza, possibilità enormemente maggiori di buona riuscita.
Ma prima di buttarmi sulle marmellate, mi sono voluta concedere anche una tortina, un clafoutis per la precisione, anche se al momento questa parola significa poco per me, visto che sotto questo nome ho trovato infinite ricette, con ingredienti e procedimenti dei più disparati, con uova montate e non, con lievito e senza, insommma una babele.
Così sono tornata per l'ennesima volta a fidarmi del più elegante tra i libri della mia collezione, del più chic, di quello senz'altro più ispirante, Garden Party.  Ho rubato l'impasto di base, ma ho utilizzato le amarene invece di uvetta e mele, e la frutta l'ho posizionata sopra e non sul fondo dello stampo, in modo da creare quelle deliziose fossette.
Con le mie amarene, piccole, chiare e molto molto brusche, è uscito un sorprendente contrasto di sapori.

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Clafoutis alle amarene (ricetta base tratta da Garden Party)

per 8 persone
preparazione: 20 min.
cottura: 40 min.

latte 150 ml
burro 125 ml
amarene fresche denocciolate 200g
5 uova
zucchero 125g
farina 125g
Accendere il forno a 200° e imburrare una teglia ampia. Portare il latte ad ebollizione, poi toglierlo dal fuoco e farvi fondere dentro il burro. Mescolare le uova e lo zucchero, unire la farina setacciandola e infine il latte col burro sciolto dentro. Mescolare bene in modo che l'impasto sia ben omogeneo poi versarlo nello stampo. Distribuire sulla superficie le amarene e infornare per 40 minuti circa. Verificare la cottura inserendo la lama di un coltello, che deve uscire perfettamente pulita. 
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lunedì 31 maggio 2010

Sbrisolona al sesamo


Dopo il maldestro e improvvisato tentativo di incursione nella cucina etnica, torniamo oggi a territori a noi ben più noti, a sapori di casa e di nonna.
In questi giorni, in cui per l'agitazione e la frenesia di mille cose che mi stanno succedendo  (e non succedendo) chiudo occhio si e no 4 ore per notte, è solo di questo che ho bisogno. 
In realtà io mi trovo al confine della zona di origine di questa storica preparazione, tanto che l'ho sempre sentita nominare, la trovo abitualmente in alcuni bar e alcuni forni, ma in altri non sanno neppure cosa sia. Idem in casa mia, la conosciamo, tutti l'abbiamo mangiata almeno una volta, ma nessuno si era mai messo li a provare a farla.
Erano anni che avevo voglia di provare a riprodurre quella consistenza asciutta e piena, croccante ma burrosa, incredibilmente dolce e appagante. E con questa ricetta, scovata su cookaround tra le mille versioni proposte da blog e forum, ho convinto anche gli scettici. Ho solo aggiunto una manciata di semi di sesamo, ma non per far l'originale a tutti i costi come mi hanno detto qua in giro (...), ma solo per mitigare un pochino la dolcezza di quel quintale di zucchero che a me, a volte, rimane un po' stucchevole. 
L'idea del sesamo l'ho rubata ad una di quelle ricettine indicate sommariamente nei servizi di arredamento di una delle mie riviste preferite tra quelle abbordabili come prezzo, ricette assolutamente da non riprodurre MAI, (e per capire questo basta anche solo una rapida lettura) ma che a volte offrono spunti davvero particolari sulla presentazione, sull'uso di qualche ingrediente diverso, su accorgimenti estetici o accostamenti a cui non si penserebbe mai.
Ricettina, e buona settimana.

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Sbrisolona al sesamo

farina di mais 150g
farina 00 250g
burro 250g
zucchero 200g
mandorle con la pelle 250g
1 uovo
1 bustina di vanillina
scorza di 1 limone
semi di sesamo una manciata

Tritare le mandorle grossolanamente con la mezzaluna. In una ciotola mettere le farine, lo zucchero, la vanillina. Mettere al centro l'uovo, il burro a temperatura ambiente e la scorza del limone. Iniziare a impastare formando delle briciole grossolane e unire il sesamo. Rivestire con la carta da forno una teglia grande e bassa (almeno 30 cm) e riempirla man mano con le briciole, pressandole leggermente ma facendo comunque in modo che rimanga un po' di aria in mezzo. In questo modo una volta cotta la torta non sarà un pattone unico ma si sbriciolerà gradevolissimamente in bricioloni grossolani. Infornare a 180° per circa 40 minuti.
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lunedì 17 maggio 2010

Torta all'olio



Premessa: non ho tempo. 
E a dirla proprio tutta non ho avuto nemmeno tanta voglia di cucinare lo scorso week end. 
Sarà che la mia recente scelta di mettermi a studiare grafica seriamente impegna il mio spazio mentale a 99%, sarà che stando 8 ore al giorno davanti ad un monitor 22 pollici l'unica voglia che ho è quella di uscire e stare con la gente, non lo so. Sta di fatto che ormai  l'archivio post-pronti-da-postare è quasi esaurito, e che forse,  almeno per ancora un mesetto quando avrò un piccolo intervallo tra  la fine dei corsi e l'inizio dello stage, chi passa di qua dovrà un po' accontentarsi. 
Ma intanto qualcosina per oggi ce l'ho.
Adoro (e in questo periodo in modo particolare) le torte veloci, quelle "metti tutti gli ingredienti nel robot" per intenderci. E adoro ancora di più le torte con l'olio.
Questa rappresenta per me il top della gamma, e viene oltretutto da una fonte inaspettata. L'ho scovata in un ricettario "artigianale" che le amiche di mia madre hanno messo insieme in occasione del matrimonio di una ragazza del paese, che giunta ormai al momento fatidico, era rimasta un po' indietro, diciamo, sul fronte basi della cucina :). Alla fine lei l'ha tutto ricopiato a computer e ne ha regalata una copia a tutte quelle che hanno contribuito, un'idea davvero carina.




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Torta all'olio e mele


uova 3
fecola 150g
farina 50g
zucchero 225g
olio d'oliva 5 cucchiai
scorza di 1 limone
lievito per dolci 1\2 bustina
3 mele golden o renette


Sbucciare le mele, tagliarle a fettine di 1\2 cm e cospargerle col succo di limone.
Mettere nel robot tutti gli ingredienti tranne il lievito e le mele e azionare finchè non si saranno ben amalgamati e non sarà aumentato un po' il volume. Togliere dal robot, aggiungere il lievito per dolci e le mele tagliate a fettine. Versare in uno stampo imburrato e infarinato e cuocere a 180° per 40-45 minuti.
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lunedì 10 maggio 2010

Cake mirtilli, limone e caprino


Da quando è entrato in mio possesso il libro sui cake dolci e salati non mi riesco più a fermare. Il bello poi è provare ad ad applicare delle piccole variazioni, piccole piccole però, perchè queste ricette sono già di per se piuttosto perfette. Questa volta al posto del fromage blanc, che di solito sostituisco con una normale ricotta, ho usato del caprino morbido, che mi ha reso il tutto se possibile ancor più profumato e soffice. Una perfetta colazione.

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Cake ai mirtilli, limone e caprino 

farina 250g
uova 3
zucchero 170g
burro fuso 125g
caprino 200g
mirtilli freschi 150g
1 limone (scorza e succo)
lievito per dolci 1 bustina
sale

Accendere il forno a 180°.
Sbattere le uova con lo zucchero con le fruste elettriche fino a farle raddoppiare di volume. 
Aggiungere poi gradatamente la farina setacciata col lievito, il burro fuso, il succo e la scorza del limone, il formaggio sempre setacciato e un pizzico di sale.
Aggiungere infine i mirtilli, mescolando molto delicatamente. Versare in uno stampo imburrato e infarinato e cuocere per 50 minuti.
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venerdì 23 aprile 2010

Torta di mele e yogurt al malto


Il malto. Dunque. E' entrato in casa mia per la prima volta poche settimane fa per realizzare i grissini delle Simili. Per questa ricetta però ne serviva a malapena un cucchiaino. Per cui mi sono trovata con un enorme barattolone della Ecor da smaltire. O almeno così la vedevo all'inizio. Fino a quado non ho  provato ad utilizzarlo in sostituzione di tutto lo zucchero in una torta. Ovvio che il sapore deve piacere, in particolare nel caso di quello d'orzo che è secondo me molto amaro, ma quel colore ambrato, e quel sapore di zucchero lievemente bruciato vi giuro che mi hanno fatta innamorare.
Ho preso una ricetta normalissima di una vecchia torta di mele, poi mi sono messa a vagare in rete alla ricerca della giusta proporzione per sostituire lo zucchero con il malto d'orzo. Non è stato per niente facile, visto che nel giro di una decina di pagine visitate ho letto almeno altrettante risposte diverse. Alla fine quella che mi ha convinto di più e che mi sembrava la più gettonata è stata quella che il malto dolcifica leggermente di meno rispetto allo zucchero semolato, per cui se lo si vuole sotituire ad esso bisogna utilizzarne il 20 % in più.
Alla fine pensare che tutto il dolce della tua torta è tutto naturale, è piuttosto piacevole :)
Naturalmente, lo stesso procedimento del 20% può essere utilizzato anche per "convertire" altre ricette, limitandosi però a quelle in cui lo zucchero non ha una funzione strutturale. La sostituzione non può essere  quindi fatta ad esempio nel pan di spagna, letteralmente "sostenuto" dallo zucchero, mentre la si può fare tranquillamente in tutte quelle torte in cui il procedimento prevede frasi del tipo "mischiare tutti gli ingredienti insieme". O almeno questo è quello che ho letto io e che a me sembra assolutamente logico, ma se qualcuno mi riuscisse a smentire ne sarei solo felice :)

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Torta di mele e yogurt al malto

farina 250g
yogurt 250g
malto d'orzo 240g (oppure se non volete che il sapore sia troppo deciso 120 g di malto e 100 di zucchero di canna)
3 uova
4 mele
burro 100g
vanillina 1 bustina
lievito per dolci 1 bustina
olio d'oliva 1 cucchiaio
zucchero a velo

Accendere il forno a 150°. Sbucciare le mele, tagliarle a fettine di circa 1\2 cm e spruzzarvi sopra un po' di succo di limone per non farle annerire. In una ciotola sbattere bene le uova con il malto a temperatura ambiente e il burro ammorbidito fino a ottenere un impasto omogeneo e spumoso. Incorporare lo yogurt. Aggiungere poi la farina setacciata insieme al lievito e mescolare con delicatezza, aggiungere alla fine l'olio e la vanillina. Disporre l'impasto in un' ampia tortiera e sopra le mele. Cuocere per circa un ora.

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martedì 16 marzo 2010

Cake all'arancio e tre farine


Tra le ricette sperimentate così, senza troppo pensare o modificare, e archiviate in attesa di giorni senza particolari ispirazioni culinarie, ho trovato questa. E' a base di arance, che ormai stanno andando a grandi passi fuori stagione per cui se non si vuole lasciarla li fino all'anno prossimo forse è ora di postarla. Anche perchè nonostante la semplicità estrema un post questo cake se lo merita tutto davvero. 
Presa sempre da Cucina Naturale*, è un semplice cake all'arancia, di quelli proprio adatti per la colazione, con la sola particolarità di essere realizzato con tre diverse farine, tra le quali quella di mais la fa da padrone, per la meravigliosa consistenza granulosa che dona al dolce una volta sfornato.Tassativo è trovare arance bio, preferibilmente Navel, e una buona farina di mais, bella grossolana, magari macinata a pietra come quella che ho usato io.

 Cake all'arancio e tre farine 

farina 140g
farina di mais 100g
farina integrale 70g
1 arancia
zucchero di canna 200g
uova 3
yogurt bianco 110 ml
olio di semi 80 ml
lievito 1 bustina
zenzero in polvere 1\2 cucchiaino
cannella, noce moscata

Grattugiare la scorza di un'arancia, poi spremerla. In una ciotola mescolare le farine con lo zenzero e le spezie. Montare le uova e lo zucchero con la frusta elettrica, incorporare le farine speziate sempre montando con la frusta. Ammorbidire l'impasto con lo yogurt e 4 cucchiai di succo d'arancia. Unire alla fine il lievito, l'olio e la scorza grattugiata. Foderare con carta da forno uno stampo da plum cake (26x10 cm), versare l'impasto e infornare a 180° per 35-40 minuti. 

*per chi mi ha chiesto ragguagli su questa rivista. Appena ho iniziato a comprarla sono rimasta entusiasta, mi sembrava che mi rispecchiasse un sacco, proprio sembrava che riprendesse pari pari il mio modo di cucinare. Leggero, semplice, preferibilmente con prodotti di stagione, senza troppe accozzaglie e sovrapposizioni di sapori; fotografie di livello sufficiente, ottimi collaboratori ( tra i quali una mi sa che molti di voi la conoscono già), e un prezzo accettabile, se si considera la quantità di ricette presenti e soprattutto il rapporto con i prezzi medi delle altre riviste di cucina.
L'ultimo numero, però, se devo essere sincera, mi ha un po' delusa...e poi c'è un'altra cosa. Ogni volta ci sono due o tre pagine con l'intervento di un personaggio famoso, teatrale, della tv, cose del genere. Ecco, in questo numero c'è un'intervista a Vittorio Sgarbi. Ecco. Ponendo che proprio a me di che cosa mangia e cucina il maleducato e volgare critico dal ciuffo non me ne potrebbe interessare di meno, penso che potrebbero piuttosto consultare esperti, che ne so, nutrizionisti, per approfondire un po' l'aspetto scientifico, che tra l'altro è trattato in modo abbastanza superficiale. Per cui prima di comprarne un altro numero penso che prima metterò alla prova un altro po' di ricette da quelli che ho già... oh insomma siamo esigenti noi!

Un'ultima cosa: da ieri sono aperte le votazioni per blog dell'anno 2010, l'iniziativa legata a Squisito, progetto della comunità di San Patrignano. I blog i nomination sono tantissimi per 5 categorie: ricette, chef, giornalista, fotografia e vino. Se per caso ma proprio per caso vi venisse in mente di cercarmi, così, perchè non sapete che fà, io sono ovviamente nella categoria ricette ;). Per votare è necessario registrarsi, ma ci vogliono due minuti.