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lunedì 27 dicembre 2010

Colazione, ferie, giorni di intermezzo



....quantità spropositate di cappelletti e tortelli
Regali così belli e azzeccati da far commuovere anche il più indifferente
Pranzi terminati con la gola secca e il tempo che è volato in un attimo dalle troppe chiacchiere con sorelle e cugini
Serate finite tardissimo con assortitissima compagnia dai 10 agli 85 anni
Bambini coccolati fino a consumarli di baci....
....

questo è stato il mio Natale.

E oggi, che dovrebbe essere il giorno dei primi buoni propositi, tipo almeno unapasseggiataemezz'oradicyclette, voglio prima fermarmi un attimo, fermarmi a pensare al lusso puro di questi giorni di intermezzo, liberi da feste comandate, e magari come oggi con un bel sole fuori.
Giorni in cui ci si può prendere il tempo per cucinare anche la colazione. 
Pasticciando con la pasta frolla e una di quelle meravigliose confetture fatte in casa ricevute in regalo. Che diventano ancor più meravigliose quando riesci ad ottenere anche la ricetta. :)



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Confettura di mele cotogne (super cognata Lara)

Cosa serve:
pentola capiente
cucchiaio di legno
4 barattoli sterilizzati da 500g
forchetta
passaverdure o minipimer

Ingredienti:
mele cotogne mature 1kg
zucchero 500g
succo di limone filtrato 1\2 bicchiere
acqua 1 bicchiere
aroma vaniglia

Lavare le mele eliminando la parte pelosa che potrebbero avere. Metterle nella pentola di cottura piena d'acqua e farle bollire per 30 minuti. Farle raffreddare poi sbucciarle e tagliarle a pezzetti di circa 4 cm di larghezza. Si potrebbero anche sbucciare all'inizio ma sarebbe meno pratico perché sono davvero molto molto dure.

Aggiungere ai pezzetti di mela il succo di limone e ridurre a purea con il passaverdura o il minipimer, fino a ridurle ad una crema compatta e non grumosa. Sciacquare la pentola e versarvi il passato insieme allo zucchero, un bicchiere d'acqua e l'aroma di vaniglia. 
Portare ad ebollizione, mescolando continuamente con il cucchiaio di legno.
Dopo 30 minuti di ebollizione dovrebbe essere abbastanza densa.

Riporre la marmellata nei barattoli, chiudere il tappo e far bollire a bagno maria per pochi minuti. Far riposare a testa in giù fino a completo raffreddamento e riporre in luogo buio e asciutto.

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Con una confettura così, per una colazione speciale, basterà un po' di frolla non aromatizzata, senza vaniglia ne' limone, qualche stampino per crostatine e circa 20 minuti in forno a 180°.

Magari coprendole, invece che con la solita gratella, con una formina ricavata da uno stampino natalizio, come ho imparato da lei.
Tutto qui.

Intanto vi auguro buon proseguimento di feste, comandate e non, e vi aspetto tra qualche giorno per festeggiare insieme una certa ricorrenza blogghistica (piuttosto facile da intuire anche guardando  l'archivio qui a fianco... :)))....

mercoledì 27 ottobre 2010

Golosa confettura di castagne alla vaniglia


Questa per me è davvero una chicca.  Una di quelle cose per cui vale la pena impegnare un'intera mattinata per ottenere poche e preziose cucchiaiate.
Pur consapevole di coloranti, conservanti e additivi a go-go l'ho sempre comprata confezionata e superconservata perchè mi dava già così una certa dipendenza, poi quest'anno, complice uno zio che conosce un posto suo tutto segreto dove raccogliere castagne a chilate mi sono decisa.
E si, ci vuole tempo e pazienza, fate conto gli stessi tempo e pazienza che ci vogliono per una normale confettura più un' ora minimo di minuzioso lavoro di attenta sbucciatura che termina più o meno quando ormai ti sono venuti gli occhi storti e la cervicale.
Ma io personalmente se tornassi indietro ne farei di più, ormai che si è in ballo, e poi lo so che non appena avrò finito quei due miseri vasetti mi pentirò amaramente di essere stata così pigra.
Per cui io vi lascio le dosi per 4 vasetti circa, cioè un chilo di castagne, che è il minimo per non rimpiangere di averne fatta troppo poca. Ma se avete a disposizione più castagne, e qualche amica o sorella o mamma o zia che tra una chiacchiera e l'altra è disposta ad aiutarvi a pelarle, esagerate pure. Dovrà solo bollire per un po' più tempo alla fine, ma almeno avrete fatto una provvista accettabile, non come la mia che sta per dissolversi miseramente.

La ricetta viene da un libro che ora non ho più sottomano, un volumetto interessante, venduto anni fa con Famiglia Cristiana che io ho rintracciato su una bancarella al mare a qualcosa come 1 euro. Idee carine e non scontate per conserve dolci e salate, ma visto il tipo di reperimento mi ispirava pochissima fiducia. Alla fine invece non so, sarà un caso, sarà a fortuna del principiante, ma questa a me è venuta perfetta.

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Confettura di castagne alla vaniglia
  • castagne o marroni 1 kg
  • sale grosso
  • alloro 1 foglia
  • zucchero 750g
  • esstratto di vaniglia 2 cucchiaini o vanillina 2 bustine
  • sassolino 1 bicchierino

Riempire di acqua una pentola capiente, salarla con una manciata di sale grosso, inserirvi una foglia di alloro e portare ad ebollizione. Nel frattempo lavare e incidere le castagne.
Quando l'acqua avrà raggiunto il bollore versarvi le castagne e lasciarle cuocere per circa un ora. Scolarle, sbucciarle con un coltellino affilato e privarle con attenzione della pellicina.
Versare in una pentola mezzo litro di acqua, unirvi lo zucchero e portare a ebollizione a fuoco basso, mescolando per farlo sciogliere. Abbassare poi la fiamma e proseguire la cottura finchè lo sciroppo si sarà addensato e formerà delle grosse bolle. Togliere dal fuoco e far intiepidire.
Nel frattempo passare le castagne al passaverdura o allo sciacciapatate e aggiungervi la vaniglia. Versare la purea in pentola e mescolando aggiungervi lo sciroppo. Rimettere sul fuoco a fiamma bassa e cuocere per un ora circa. Quando la preparazione avrà raggiunto la giusta consistenza, spegnere, lasciare intiepidire e  profumare col liquore. Invasare, chiudere ermeticamente e sterilizzare.
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idee per gustarla:
- spalmata sul pane come una nutella più sana e più buona
- qualche cucchiaiata in una tazzina o pirottino con sopra una spruzzata di panna montata e una spolverata di cacao: il dessert più rapido del mondo
- mescolata allo yogurt bianco magro per una colazione o merenda nutriente e appagante
- per farcire un'ipercalorica e consolatoria crostata
- per arricchire il ripieno dei tortellini di Natale
- per inventare ravioli dal ripieno fantasioso, per esempio abbinandola al pesto di zucca
- .....altre?!

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Infine, da totale estimatrice di castagne, marroni e affini non posso non approfittare di questa ricettina per contribuire ad una raccolta completamente castagnosa, Sapori d'autunno: Le castagne di Farina, lievito e fantasia.

venerdì 2 luglio 2010

Marmellata metodo classico


La soddisfazione per una marmellata praticamente perfetta non può non essere condivisa.
Questa è di albicocche, arrivate in alto chilaggio da un ramo del parentado. E per una volta ho deciso di attenermi scrupolosamente alle vecchie regole. Senza cercare scorciatoie, senza voler velocizzare il procedimento a tutti i costi con aiutini tecnici o chimici.

  • 500g di zucchero per 1,5 kg di albicocche pulite. Prima la frutta e poi lo zucchero versato sopra a montagnetta. Tutto sul fuoco a pentola coperta senza mescolare fino all'ebollizione, poi via il coperchio, spargifiamma e fiamma bassa per 2 ore e 15', mescolando solo se accenna ad attaccarsi.
  • vasetti sterilizzati al microonde. Due dita d'acqua dentro e azionare per 4 minuti alla massima potenza, svuotarli e lasciar asciugare su un panno pulitissimo
  • coperchi (anche se sarebbe meglio comprarli sempre nuovi...) sterilizzati in acqua bollente per 10 minuti. Asciugare come i vasetti.
  • invasare ancora bollente e se non è troppo liquida capovolgere. Il sottovuoto sarà perfetto.
Tutto qua. Naturalmente aumentando le dosi aumenterà anche un po' il tempo richiesto, ma è una soddisfazione speciale invasare, etichettare e magari mettere anche la stoffina, e soprattutto regalare una cosina così. Buon week end.

martedì 29 giugno 2010

Choco+cherry light cake


Di ritorno da tre perfetti giorni di mare, all'insegna della tavola e del riposo, voglio mettercela tutta per prenderla con calma. Per rendere questo contatto con la casa, gli impegni e muratori sul tetto il meno traumatico possibile. Per non pensare che il giorno del mio contatto con la vita reale dei grandi, col mondo del lavoro, di un nuovo lavoro, è ormai paurosamente vicino. Dolce, dolcissima la devo prendere, utilizzando questi ultimi 6 giorni a casa occupandomi solo ed esclusivamente di cose belle e piacevoli. Da concretizzarsi principalmente in torte, disegni e collane per la precisione. 
Anche la ricetta di oggi rientra pienamente in questo mood, nessuna sperimentazione, nessuna ansia neda risultato all'uscita dal forno ne da foto, solo una torta fatta mille volte, rapidissima e leggera, perchè comunqunque spero viviamente che la prova costume per quest'anno non sia finita qua. Spero.


La ricetta la ritrovate qui, ho solo aspettato che si raffreddasse completamente per farcirla con una buona marmellata di ciliegie, di quelle in cui i frutti rimangono un po' interi e caramellati, che si sentono insommma. Buona colazione, buona settimana.

giovedì 19 novembre 2009

Al contadino non far sapere....


...non far sapere...si proprio quellolì il detto famoso, quanto è buono il formaggio con le pere.
O meglio quanto è buono il Parmigiano Reggiano dop con una bella marmellata di Pera dell'Emilia Romagna IGP.
Appena in tempo sulle scadenze, come mio solito del resto, voglio partecipare anch'io al bel contest di Genny del blog Al cibo commestibile.
Genny, in collaborazione con La Compagnia del Cavatappi ci ha chiesto di inventare, sperimentare e inviare a lei ricette che comprendano prodotti DOP e IGP delle nostre zone di residenza o di origine, per creare una sorta di mappa gastronomica virtuale delle specialità locali certificate. Magari accompagnate da un bel racconto, e da una bella descrizione dei prodotti utilizzati.

la storia

Fino a poco tempo fa, anche se quando si parla di queste cose i giorni, i mesi e gli anni sembrano confondersi tra loro, ad ogni pasto il nonno, dopo il secondo, si alzava dal tavolo e con i suoi movimenti sempre lenti e misurati, come per sprecare sempre il meno possibile delle poche energie rimaste dopo una vita di lavoro nei campi, apriva il frigorifero, tirava fuori un grosso cartoccio di carta oleata e lo appoggiava sul tavolo, proprio davanti a noi piccole.
E sempre ne usciva una grossa profumata punta del nostro Fùrmai. Poi con quel coltellino tozzo e appuntito, con la vernice del manico consumata nei punti in cui lo si impugnava, sempre decorato dal logo del casello di fiducia, ce ne tagliava delle grosse scaglie. Nel frattempo, con la solita calma, sbucciava attentamente una pera, da distribuire in perfette parti uguali a noi piccole.
Noi che puntualmente la lasciavamo lì nel piatto, o la allungavamo all'onnipresente gatto sotto il tavolo per giocarci un po', l'abbiamo sempre snobbata. Perchè piccole come eravamo, quei due sapori insieme non ce la facevamo proprio nemmeno a immaginarli, era al fùrmai la nostra vera passione.
Un piccolo rito del fine pasto, fino a poco tempo fa ancora segno di un certo guadagnato benessere economico, che mi è entrato dentro così tanto che difficilmente trascorro un'intera giornata senza rubarmene almeno una scaglietta.
E oggi, che ho imparato che niente nel grande mare variegato della saggezza contadina è nato per caso, la pera insieme ce la mangio, eccome. E visto che sono un'estimatrice del connubio formaggi - mieli, marmellatine, salse dolci, mi sono creata una mia versione di questo storico abbinamento.

i prodotti

Il Parmigiano-Reggiano ha un legame imprescindibile con la sua zona di origine. E'DOP delle province di Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna alla sinistra del fiume Reno e Mantova alla destra del fiume Po, dove deve avvenire sia la produzione del latte sia la trasformazione in formaggio.

In questa zona, dai foraggi naturali e dall’uso di latte crudo, senza l’aggiunta di alcun additivo, ha origine il segreto di tanta bontà. Infatti, durante la lunga stagionatura, i fermenti naturali del latte, donano al formaggio le caratteristiche di gusto e struttura, in altri termini di tipicità. Prodotto da otto secoli, nasce da ingredienti poveri, genuini: il latte della zona tipica, il fuoco e il caglio. Non ha bisogno di altro che della maestria dei casari e…del tempo. Mentre trascorrono i mesi (che devono essere minimo 12) e gli anni, capiamo che la sua nascita, la sua perfetta riuscita sono da imputare soprattutto ai ritmi lenti della natura. Come per l’aceto balsamico, anche per il Parmigiano Reggiano oggi è stato riconosciuto un sistema di bollini, aragosta, argento e oro che identificano la stagionatura. E per chi proprio all'aspetto venale non riesce a non pensarci....per la produzione del 2007, commercializzata nel 2008, è stato stimato un giro d'affari di 840 milioni di euro. Mica male per al nòster fùrmai prodotto in una zona di pochi chilometri quadrati!

Le pere dell’Emilia Romagna hanno ottenuto il riconoscimento di IGP - indicazione geografica protetta nel 1998.
L’Emilia Romagna è la culla europea di produzione delle pere . Le varietà riconosciute con l’IGP sono: Abate Fetel di cui il 100% dell’offerta europea proviene da questa regione, Kaiser, Decana, Conference, Max Red Bartlett e William.
Per le sue caratteristiche nutrizionali la pera dell'Emilia Romagna è considerata una vera e propria miniera di potassio, fibre e vitamina C e si presta ad un uso molto vario in cucina, tanto nei dolci quanto nelle preparazioni salate.

la ricetta
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Marmellata di Pere William alla cannella con Parmigiano Reggiano

pere William dell'Emilia Romagna IGP sbucciate e preparate, ben mature 1kg
zucchero 500g
succo di 1\2 limone
pectina in polvere 1 bustina (dose per 1 kg di frutta, io ho usato Fruttapec 2:1)
cannella in polvere
scaglie di Parmigiano Reggiano

Grattugiare le pere con una grattugia a fori larghi, mescolarvi il succo del limone. Mettere in una casseruola dal fondo spesso e dalle pareti alte. Mescolare la pectina con lo zucchero e aggiungerlio ancora a freddo, alla frutta. Portare a ebollizione e far bollire per 3 minuti a fiamma sostenuta, facendo in modo che l'ebollizione sia sempre forte. Togliere la pentola dal fuoco e mescolare per un minuto, facendo dissolvere la schiuma.
A questo punto sarà necessario valutare la consistenza, facendo raffreddare velocemente una cucchiaiata di marmellata in un piattino. Se risulterà ancora troppo liquida, rimettere sul fuoco e riportare a ebollizione per un minuto, avendo cura di aggiungere il succo di mezzo limone.
Profumare con cannella in polvere a piacere, poi versare la marmellata ancora calda in vasetti di vetro sterilizzati*, riempiendoli fino all'orlo. Chiudere ermeticamente e capovolgere fino a raffreddamento. Attendere almeno 24 ore.
Presentare come aperitivo in accompagnamento a scaglie di Parmigiano Reggiano.

*i vasetti possono essere sterilizzati rapidamente nel microonde, riempiendoli con tre dita d'acqua e azionando alla massima potenza per 4 minuti. Per i coperchi, se li riutilizzate e quindi non sono nuovi e sigillati, è invece necessaria la normale sterilizzazione in acqua bollente per 10 minuti.

*per quanto riguarda la conservazione, essendo la prima volta (per ragioni di imminente scadenza del contest!) che utlizzo la pectina per una marmellata, non so dirvi la durata. In ogni caso se non si riduce la quantità di zucchero prevista dalla ricetta e se i vasetti vengono correttamente sterilizzati, dovrebbe essere equivalente a quella di una marmellata ottenuta con i metodi tradizionali. Conservare comunque in frigorifero dopo l'apertura.
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per maggiori informazioni
sul Parmigiano Reggiano : il sito ufficiale
sulla Pera: ce l'ha anche lei!

con questa ricetta partecipo quindi al contest Segni particolari: DOP indetto dal blog Al Cibo Commestibile

lunedì 31 agosto 2009

Ho rubato la merenda

Il mio periodo iperattivo continua, e a poco più di 24 ore dall'ultimo post sono di nuovo qua..cos'ho fatto?? dunque...beh..avevo un po' fame... e ho rubato la merenda.
A chi? Eh l'ho rubata un po' a Lenny un po' a Sabrine perchè la loro mi sembrava molto molto buona! Poi le ho messe insieme e mi sono coccolata nella dolcezza. Vi riporto velocemente le loro ricette pari pari perchè mi ci sono attenuta scrupolosamente, (a parte l'uso del muesli al posto dei soli fiocchi d'avena nel pane) ma se passate da loro troverete tutti i dettagli e i consigli, la storia e anche suggerimenti sulle possibili varianti di queste due preparazioni
Miele alla liquirizia di Lenny

300 g miele d’acacia o millefiori artigianale
2 cucchiai di polvere di liquirizia Amarelli
(in mancanza, polverizzare 2 cucchiai scarsi di spezzatina Amarelli)

Sciogliere a bagnomaria 3 cucchiai di miele con la polvere di liquirizia, rimestando con un cucchiaio. Unire il composto al restante miele ed amalgamare bene con il minipimer. Attendere qualche ora prima di consumare. (Gli inevitabili residui di liquirizia che certificano la lavorazione home made e che affiorano in superficie, necessitano di una mescolata al miele prima del consumo)

Irish soda bread di Sabrine

farina bianca 00: 200 gr
farina integrale: 200 gr
fiocchi d’avena: 100 gr
yogurt magro naturale: 250 gr
latte: 250 ml
zucchero di canna: due cucchiai
bicarbonato: 2 cucchiaini
sale fino: 1 cucchiaino raso

Accendete il forno a 180° e foderate con carta forno uno stampo rettangolare da cake (il mio è quello classico da 25 x 10 cm).
Mettete in una ciotola le farine (meglio se setacciate la bianca), i fiocchi d’avena, lo zucchero, il sale e il bicarbonato setacciato e mescolate benissimo, cercando di incorporare più aria possibile con movimenti ampi.
Diluite lo yogurt con il latte e versatelo nella ciotola con gli ingredienti “asciutti”.
Mescolate con un cucchiaio, con movimenti dal basso verso l’alto che serviranno ad incamerare più aria possibile; è bene non lavorare troppo a lungo (perché il bicarbonato inizia ad agire appena entra in contatto con lo yogurt), basta che la farina sia bene incorporata nell’impasto, che dev’essere appiccicoso ma non troppo molle (tanto per intenderci: più sodo di quello di una torta, più molle di quello del pane).
Rovesciate l’impasto nello stampo e livellatelo senza troppa precisione; con un coltello fate un’incisione nel senso della lunghezza e infornate.
Cuocete per 30 minuti con lo stampo e 10 minuti senza (traduzione per figli adolescenti in casa senza genitori: estraete il pane dal forno e, aiutandovi con guanto e presine, toglietelo dallo stampo e rimettetelo in forno per altri 10 minuti).
Sfornatelo, lasciatelo intiepidire 5 minuti e servitelo ancora caldo. E’ buono anche il giorno dopo (migliore se passato un minutino a fette in forno).

buonamerenda!

domenica 30 agosto 2009

Ultimi profumi d'estate: ho fatto il lemon curd!

Questa crema di limoni burrosa, tipica della pasticceria inglese, è ormai un'istituzione tra i foodblog e ancora io non l'avevo sperimentata. L'occasione ghiotta mi è stata offerta dall'arrivo inaspettato di un bel cesto di limoni giganteschi da Mondragone (Caserta), nati in un cortile dalla terra sabbiosa, vicino al mare. Più di 1 cm di spessore la scorza, e grossi come una mia mano, erano davvero bellissimi.Il bello di questa crema è l'assoluta versatilità. Ci si può divertire a riempire tutti i tipi di gusci di pasta cotti in bianco, è perfetta per farcire torte soffici bagnandole appena con succo di frutta o liquore, i bignè, i muffin, i cake, come copertura di una cheesecake.

Ho usato la ricetta del Cavoletto, ma ho voluto fare un tentativo azzardato cioè quello di dimezzare le uova per renderlo più leggero e "limonoso". Sono stata in apprensione fino all'ultimo istante di cottura per paura che non si addensasse, invece tutto in un momento è diventato cremosissimo e la consistenza assolutamente perfetta. Guardate qui dentro!

Lemon curd

succo di limone 1dl
buccia di 2 limoni (non trattati)
zucchero 150g
uova 4 (io ne ho utilizzate 2)
burro 100g
fecola di mais 1 cucchiaio abbondante (io ho utilizzato fecola di patate)

Lavare i limoni, grattugiare la loro buccia (va benissimo una grattugia tipo da formaggio)e estrarne il succo. Diluire la fecola nel succo. In una ciotola resistente al calore, mescolare il succo, la buccia, lo zucchero, le uova e il burro tagliato a pezzetti, poi collocare la ciotola sopra un pentolino con 3-4 cm di acqua a fuoco medio-basso (deve bollire ma non troppo forte). Mescolare di continuo per una decina di minuti fino a quando la crema si sarà addensata. Versare il lemon curd caldo in uno o due barattoli di vetro, chiudere, lasciar rafreddare e conservare al frigo. Infine io, per avere una consistenza più fluida e omogenea, ho passato la crema in un colino a maglie strette, aiutandomi spingendo con un cucchiaio di legno. Questa operazione si può omettere ma io la consiglio, il risultato migliora di molto.

In frigorifero si conserva una settimana.
Nel caso in cui ce ne fosse bisogno, anche se dubito fortemente, si può aumentare notevolmente la sua durata sterilizzando il vasetto. Io utilizzo il microonde. Per i vasetti facendoli andare riempiti con 3 dita di acqua, per 5 minuti alla massima potenza, per i coperchi 10 minuti in acqua bollente. Li asciugo per bene con lo strofinaccio pulito, ci verso la crema bollente, tappo e metto a testa in giù come con la marmellata.
E buona domenica golosa.

lunedì 6 aprile 2009

Dulce de leche ma...

Ma perchè così scuro?? La consistenza è esattamente quella che speravo di ottenere, quando ho deciso di sperimentare anche io questa golosissima crema, il sapore idem (praticamente quello dell'alpenliebe quando ce l'hai in bocca da un po) ma è di un colorino cioccolato fondente 70% e l'ha preso già da subito, da poco dopo che ho versato lo zucchero... Chiedendo un po' in giro la ricetta che ho deciso di sperimentare è stata questa
latte 1l
zucchero 250g
vanillina 1 bustina
bicarbonato 1 cucchiaino da caffè

In una pentola molto alta far bollire il latte con la vanillina poi aggiungere lo zucchero e il bicarbonato (in questo momento si gonfierà a dismisura, attenzione). Far sobbollire fin quando non inizierà ad addensarsi (un oretta circa) mescolando di tanto in tanto, poi mescolare continuamente lasciando bollire fin quando nel mescolare non si riusicrà a vedere per un attimo il fondo della pentola. Togliere dal fuoco, mescolare per altri 5 minuti e lasciar raffreddare.

Non avendolo mai assaggiato prima se non confezionato non ho idea di come dovrebbe essere, a me sembra che il sapore ci sia tutto e non tarderò molto ad utilizzarlo, pensavo a muffin e plum cake ripieni, senz'altro, ma anche a trasformarlo in ripieno per cioccolatini, o usarlo per farcire una torta oppure per incollare i baci di dama al posto del cioccolato..
Ma questo colorino mi impensierisce, qualcuno può ipotizzare un motivo??

lunedì 16 febbraio 2009

Marmellata di arance



L'ultima frontiera del relax: fare la marmellata.
Fino a poco tempo fa non avevo idea della soddisfazione che poteva dare prendersi una domenica pomeriggio in casa e mettersi li a sbucciare, tagliare e mescolare e poi fare le etichettine e impacchettare e avere tutto pronto li nel mobiletto per una bella merenda o per improvvisare una crostatona come si deve o ancora meglio per fare un regalo... credo che da qui in avanti la farò molto più spesso! Dato che la mania mi è venuta in inverno sono partita dalle arance e ho trovato una ricetta semplice e veloce senza riposo e cose varie che però ha reso bene, eccola qua. (per 2 vasetti da 500g)

arance 1kg
zucchero 3\4 del peso delle arance sbucciate

Asportare la sola parte arancione della scorza con un pelapatate, tenerne la metà, tagliarla a filetti e sbollentarla per 10'. Sbucciare a vivo le arance raccogliendo in una ciotola il sugo che cola. Pesare la polpa delle arance, tagliarla a pezzi, eliminare con grande attenzione i semini e metterla con 3\4 del peso di zucchero, il succo e le scorzette sgocciolate in una casseruola d'acciaio con il fondo spesso. Cuocere a fuoco basso per 2 o più ore finchè la marmellata sarà densa, traslucida e aderirà al cucchiaio. Lavare i vasetti con acqua bollente, asciugarli bene e tenerli in forno a 150° per 4'. Riempirli subito con la marmellata caldissima, chiuderli subito ermeticamente, capovolgerli e lasciarli raffreddare prima di riporli in dispensa. Questa ricetta può andare bene per tutti gli agrumi.