lunedì 27 dicembre 2010
Colazione, ferie, giorni di intermezzo
mercoledì 27 ottobre 2010
Golosa confettura di castagne alla vaniglia
- castagne o marroni 1 kg
- sale grosso
- alloro 1 foglia
- zucchero 750g
- esstratto di vaniglia 2 cucchiaini o vanillina 2 bustine
- sassolino 1 bicchierino
Versare in una pentola mezzo litro di acqua, unirvi lo zucchero e portare a ebollizione a fuoco basso, mescolando per farlo sciogliere. Abbassare poi la fiamma e proseguire la cottura finchè lo sciroppo si sarà addensato e formerà delle grosse bolle. Togliere dal fuoco e far intiepidire.
Nel frattempo passare le castagne al passaverdura o allo sciacciapatate e aggiungervi la vaniglia. Versare la purea in pentola e mescolando aggiungervi lo sciroppo. Rimettere sul fuoco a fiamma bassa e cuocere per un ora circa. Quando la preparazione avrà raggiunto la giusta consistenza, spegnere, lasciare intiepidire e profumare col liquore. Invasare, chiudere ermeticamente e sterilizzare.
venerdì 2 luglio 2010
Marmellata metodo classico
- 500g di zucchero per 1,5 kg di albicocche pulite. Prima la frutta e poi lo zucchero versato sopra a montagnetta. Tutto sul fuoco a pentola coperta senza mescolare fino all'ebollizione, poi via il coperchio, spargifiamma e fiamma bassa per 2 ore e 15', mescolando solo se accenna ad attaccarsi.
- vasetti sterilizzati al microonde. Due dita d'acqua dentro e azionare per 4 minuti alla massima potenza, svuotarli e lasciar asciugare su un panno pulitissimo
- coperchi (anche se sarebbe meglio comprarli sempre nuovi...) sterilizzati in acqua bollente per 10 minuti. Asciugare come i vasetti.
- invasare ancora bollente e se non è troppo liquida capovolgere. Il sottovuoto sarà perfetto.
martedì 29 giugno 2010
Choco+cherry light cake
Di ritorno da tre perfetti giorni di mare, all'insegna della tavola e del riposo, voglio mettercela tutta per prenderla con calma. Per rendere questo contatto con la casa, gli impegni e muratori sul tetto il meno traumatico possibile. Per non pensare che il giorno del mio contatto con la vita reale dei grandi, col mondo del lavoro, di un nuovo lavoro, è ormai paurosamente vicino. Dolce, dolcissima la devo prendere, utilizzando questi ultimi 6 giorni a casa occupandomi solo ed esclusivamente di cose belle e piacevoli. Da concretizzarsi principalmente in torte, disegni e collane per la precisione.
giovedì 19 novembre 2009
Al contadino non far sapere....
O meglio quanto è buono il Parmigiano Reggiano dop con una bella marmellata di Pera dell'Emilia Romagna IGP.
la storia
E sempre ne usciva una grossa profumata punta del nostro Fùrmai. Poi con quel coltellino tozzo e appuntito, con la vernice del manico consumata nei punti in cui lo si impugnava, sempre decorato dal logo del casello di fiducia, ce ne tagliava delle grosse scaglie. Nel frattempo, con la solita calma, sbucciava attentamente una pera, da distribuire in perfette parti uguali a noi piccole.
Noi che puntualmente la lasciavamo lì nel piatto, o la allungavamo all'onnipresente gatto sotto il tavolo per giocarci un po', l'abbiamo sempre snobbata. Perchè piccole come eravamo, quei due sapori insieme non ce la facevamo proprio nemmeno a immaginarli, era al fùrmai la nostra vera passione.
Un piccolo rito del fine pasto, fino a poco tempo fa ancora segno di un certo guadagnato benessere economico, che mi è entrato dentro così tanto che difficilmente trascorro un'intera giornata senza rubarmene almeno una scaglietta.
Il Parmigiano-Reggiano ha un legame imprescindibile con la sua zona di origine. E'DOP delle province di Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna alla sinistra del fiume Reno e Mantova alla destra del fiume Po, dove deve avvenire sia la produzione del latte sia la trasformazione in formaggio.
In questa zona, dai foraggi naturali e dall’uso di latte crudo, senza l’aggiunta di alcun additivo, ha origine il segreto di tanta bontà. Infatti, durante la lunga stagionatura, i fermenti naturali del latte, donano al formaggio le caratteristiche di gusto e struttura, in altri termini di tipicità. Prodotto da otto secoli, nasce da ingredienti poveri, genuini: il latte della zona tipica, il fuoco e il caglio. Non ha bisogno di altro che della maestria dei casari e…del tempo. Mentre trascorrono i mesi (che devono essere minimo 12) e gli anni, capiamo che la sua nascita, la sua perfetta riuscita sono da imputare soprattutto ai ritmi lenti della natura. Come per l’aceto balsamico, anche per il Parmigiano Reggiano oggi è stato riconosciuto un sistema di bollini, aragosta, argento e oro che identificano la stagionatura. E per chi proprio all'aspetto venale non riesce a non pensarci....per la produzione del 2007, commercializzata nel 2008, è stato stimato un giro d'affari di 840 milioni di euro. Mica male per al nòster fùrmai prodotto in una zona di pochi chilometri quadrati!

Per le sue caratteristiche nutrizionali la pera dell'Emilia Romagna è considerata una vera e propria miniera di potassio, fibre e vitamina C e si presta ad un uso molto vario in cucina, tanto nei dolci quanto nelle preparazioni salate.
pere William dell'Emilia Romagna IGP sbucciate e preparate, ben mature 1kg
zucchero 500g
succo di 1\2 limone
pectina in polvere 1 bustina (dose per 1 kg di frutta, io ho usato Fruttapec 2:1)
cannella in polvere
scaglie di Parmigiano Reggiano
Grattugiare le pere con una grattugia a fori larghi, mescolarvi il succo del limone. Mettere in una casseruola dal fondo spesso e dalle pareti alte. Mescolare la pectina con lo zucchero e aggiungerlio ancora a freddo, alla frutta. Portare a ebollizione e far bollire per 3 minuti a fiamma sostenuta, facendo in modo che l'ebollizione sia sempre forte. Togliere la pentola dal fuoco e mescolare per un minuto, facendo dissolvere la schiuma.
A questo punto sarà necessario valutare la consistenza, facendo raffreddare velocemente una cucchiaiata di marmellata in un piattino. Se risulterà ancora troppo liquida, rimettere sul fuoco e riportare a ebollizione per un minuto, avendo cura di aggiungere il succo di mezzo limone.
Profumare con cannella in polvere a piacere, poi versare la marmellata ancora calda in vasetti di vetro sterilizzati*, riempiendoli fino all'orlo. Chiudere ermeticamente e capovolgere fino a raffreddamento. Attendere almeno 24 ore.
Presentare come aperitivo in accompagnamento a scaglie di Parmigiano Reggiano.
*i vasetti possono essere sterilizzati rapidamente nel microonde, riempiendoli con tre dita d'acqua e azionando alla massima potenza per 4 minuti. Per i coperchi, se li riutilizzate e quindi non sono nuovi e sigillati, è invece necessaria la normale sterilizzazione in acqua bollente per 10 minuti.
*per quanto riguarda la conservazione, essendo la prima volta (per ragioni di imminente scadenza del contest!) che utlizzo la pectina per una marmellata, non so dirvi la durata. In ogni caso se non si riduce la quantità di zucchero prevista dalla ricetta e se i vasetti vengono correttamente sterilizzati, dovrebbe essere equivalente a quella di una marmellata ottenuta con i metodi tradizionali. Conservare comunque in frigorifero dopo l'apertura.

lunedì 31 agosto 2009
Ho rubato la merenda

A chi? Eh l'ho rubata un po' a Lenny un po' a Sabrine perchè la loro mi sembrava molto molto buona! Poi le ho messe insieme e mi sono coccolata nella dolcezza. Vi riporto velocemente le loro ricette pari pari perchè mi ci sono attenuta scrupolosamente, (a parte l'uso del muesli al posto dei soli fiocchi d'avena nel pane) ma se passate da loro troverete tutti i dettagli e i consigli, la storia e anche suggerimenti sulle possibili varianti di queste due preparazioni

Miele alla liquirizia di Lenny
300 g miele d’acacia o millefiori artigianale
2 cucchiai di polvere di liquirizia Amarelli
(in mancanza, polverizzare 2 cucchiai scarsi di spezzatina Amarelli)
Sciogliere a bagnomaria 3 cucchiai di miele con la polvere di liquirizia, rimestando con un cucchiaio. Unire il composto al restante miele ed amalgamare bene con il minipimer. Attendere qualche ora prima di consumare. (Gli inevitabili residui di liquirizia che certificano la lavorazione home made e che affiorano in superficie, necessitano di una mescolata al miele prima del consumo)

Irish soda bread di Sabrine
farina bianca 00: 200 gr
farina integrale: 200 gr
fiocchi d’avena: 100 gr
yogurt magro naturale: 250 gr
latte: 250 ml
zucchero di canna: due cucchiai
bicarbonato: 2 cucchiaini
sale fino: 1 cucchiaino raso
Accendete il forno a 180° e foderate con carta forno uno stampo rettangolare da cake (il mio è quello classico da 25 x 10 cm).
Mettete in una ciotola le farine (meglio se setacciate la bianca), i fiocchi d’avena, lo zucchero, il sale e il bicarbonato setacciato e mescolate benissimo, cercando di incorporare più aria possibile con movimenti ampi.
Diluite lo yogurt con il latte e versatelo nella ciotola con gli ingredienti “asciutti”.
Mescolate con un cucchiaio, con movimenti dal basso verso l’alto che serviranno ad incamerare più aria possibile; è bene non lavorare troppo a lungo (perché il bicarbonato inizia ad agire appena entra in contatto con lo yogurt), basta che la farina sia bene incorporata nell’impasto, che dev’essere appiccicoso ma non troppo molle (tanto per intenderci: più sodo di quello di una torta, più molle di quello del pane).
Rovesciate l’impasto nello stampo e livellatelo senza troppa precisione; con un coltello fate un’incisione nel senso della lunghezza e infornate.
Cuocete per 30 minuti con lo stampo e 10 minuti senza (traduzione per figli adolescenti in casa senza genitori: estraete il pane dal forno e, aiutandovi con guanto e presine, toglietelo dallo stampo e rimettetelo in forno per altri 10 minuti).
Sfornatelo, lasciatelo intiepidire 5 minuti e servitelo ancora caldo. E’ buono anche il giorno dopo (migliore se passato un minutino a fette in forno).
buonamerenda!
domenica 30 agosto 2009
Ultimi profumi d'estate: ho fatto il lemon curd!

Ho usato la ricetta del Cavoletto, ma ho voluto fare un tentativo azzardato cioè quello di dimezzare le uova per renderlo più leggero e "limonoso". Sono stata in apprensione fino all'ultimo istante di cottura per paura che non si addensasse, invece tutto in un momento è diventato cremosissimo e la consistenza assolutamente perfetta. Guardate qui dentro!

succo di limone 1dl
buccia di 2 limoni (non trattati)
zucchero 150g
uova 4 (io ne ho utilizzate 2)
burro 100g
fecola di mais 1 cucchiaio abbondante (io ho utilizzato fecola di patate)
Lavare i limoni, grattugiare la loro buccia (va benissimo una grattugia tipo da formaggio)e estrarne il succo. Diluire la fecola nel succo. In una ciotola resistente al calore, mescolare il succo, la buccia, lo zucchero, le uova e il burro tagliato a pezzetti, poi collocare la ciotola sopra un pentolino con 3-4 cm di acqua a fuoco medio-basso (deve bollire ma non troppo forte). Mescolare di continuo per una decina di minuti fino a quando la crema si sarà addensata. Versare il lemon curd caldo in uno o due barattoli di vetro, chiudere, lasciar rafreddare e conservare al frigo. Infine io, per avere una consistenza più fluida e omogenea, ho passato la crema in un colino a maglie strette, aiutandomi spingendo con un cucchiaio di legno. Questa operazione si può omettere ma io la consiglio, il risultato migliora di molto.
Nel caso in cui ce ne fosse bisogno, anche se dubito fortemente, si può aumentare notevolmente la sua durata sterilizzando il vasetto. Io utilizzo il microonde. Per i vasetti facendoli andare riempiti con 3 dita di acqua, per 5 minuti alla massima potenza, per i coperchi 10 minuti in acqua bollente. Li asciugo per bene con lo strofinaccio pulito, ci verso la crema bollente, tappo e metto a testa in giù come con la marmellata.
E buona domenica golosa.
lunedì 6 aprile 2009
Dulce de leche ma...

vanillina 1 bustina
bicarbonato 1 cucchiaino da caffè
Ma questo colorino mi impensierisce, qualcuno può ipotizzare un motivo??
lunedì 16 febbraio 2009
Marmellata di arance
Fino a poco tempo fa non avevo idea della soddisfazione che poteva dare prendersi una domenica pomeriggio in casa e mettersi li a sbucciare, tagliare e mescolare e poi fare le etichettine e impacchettare e avere tutto pronto li nel mobiletto per una bella merenda o per improvvisare una crostatona come si deve o ancora meglio per fare un regalo... credo che da qui in avanti la farò molto più spesso! Dato che la mania mi è venuta in inverno sono partita dalle arance e ho trovato una ricetta semplice e veloce senza riposo e cose varie che però ha reso bene, eccola qua. (per 2 vasetti da 500g)
zucchero 3\4 del peso delle arance sbucciate
Asportare la sola parte arancione della scorza con un pelapatate, tenerne la metà, tagliarla a filetti e sbollentarla per 10'. Sbucciare a vivo le arance raccogliendo in una ciotola il sugo che cola. Pesare la polpa delle arance, tagliarla a pezzi, eliminare con grande attenzione i semini e metterla con 3\4 del peso di zucchero, il succo e le scorzette sgocciolate in una casseruola d'acciaio con il fondo spesso. Cuocere a fuoco basso per 2 o più ore finchè la marmellata sarà densa, traslucida e aderirà al cucchiaio. Lavare i vasetti con acqua bollente, asciugarli bene e tenerli in forno a 150° per 4'. Riempirli subito con la marmellata caldissima, chiuderli subito ermeticamente, capovolgerli e lasciarli raffreddare prima di riporli in dispensa. Questa ricetta può andare bene per tutti gli agrumi.