
Non so da voi, ma da queste parti l'estate non ne vuole saperne di arrendersi del tutto, una bella camminata in maniche corte e birkenstock in un periodo in cui il più delle volte ho già acceso il termo è davvero un bel dono. Una gita all'aperto e un pic nic sono ancora cose fattibilssime, cose per cui questa torta salata potrebbe tornare molto utile. L'ho presa da
Garden Party, un libro capace di rendere ogni ricetta, anche se semplice come questa, primaverile, elegante e quasi poetica. Semplice ma con due ingredienti speciali, coriandolo e tabasco.

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Torta salata di carote e panna al coriandolo (da Garden Party di N. Le Foll e C. de Turckheim, riveduta e corretta) carote 1,5 kgcipolle 2uova 8
panna liquida 300g
alcuni rametti di coriandolo fresconoce moscataolio d'oliva, sale e pepe (semi di sesamo)salsa di pomodoro 1 bicchieretabasco qualche goccia Sbucciare le carote e le cipolle. Cuocere le carote al vapore per 30 minuti circa, nel frattempo rosolare le cipolle in padella con 2 cucchiai d'olio. Accendere il forno a 150°. In un insalatiera, sbattere le uova con la panna, il sale e il pepe, unire un pizzico di noce moscata appena grattugiata e una cucchiaiata abbondante di coriandolo fresco tritato finemente. Quando le carote saranno cotte, frullarle con le cipolle fino a ottenere una purea omogenea. Incorporare la purea alla preparazione a base di uova, versare in un largo stampo imburrato e impanato e cuocere per 45 minuti. Sfornare, lasciar raffreddare completamente. Servire con salsa di pomodoro condita con due gocce di tabasco. - io non ho frullato tutte le carote, una parte l'ho tenuta a pezzettoni
- io ho guarnito con semi di sesamo perchè chi me la mangiava non compatisce cibi in cui non vi sia nulla di croccante, è vabè, comunque ci stavano.
-la ricetta originale prevedeva la cottura a bagno maria in forno, io ho cotto normalmente (per sapere il perchè vi basterà proseguire nella lettura) e la sottile crosticina che ci è venuta intorno non era niente male.--------------------------------------
Visto che oggi c'è tempo e calma, ne approfitto anche per ritirare da
Marina l'Honest Scrap Award, un giochetto carino che ti chiede di raccontare 10 cose di te che gli altri non sanno. A dir la verità io di strane e pure imbarazzanti ne avrei anche, però non sono certa che possano interessare a qualcuno, quindi risponderò un po' a modo mio, attenendomi alla ragione per cui siamo e siete qui, il cibo e la cucina. Per cui eccovi il mio
Cook&eat honest scrap, ovvero tutto quello che chi ha velleità da foodblogger non dovrebbe mai dire.
1. non so friggere e sono molto imbranata nel bagno maria in forno. Questi due metodi di cottura proprio non mi entrano in testa. Alla frittura decente ci ho rinunciato, al massimo friggitrice quando è a disposizione se no ciccia, ma al bagno maria in forno no, non mi voglio arrendere, riuscirò prima o poi a far si che l'acqua di sotto bollendo non mi allaghi la creme caramel e che però al contempo succeda al dolce un cambiamento di stato fisico degno di essere denominato cottura, ce la farò.
2. non conosco e non sono in grado di abbinare i vini. Io il sapore di ananas in un vino non ce lo riesco a sentire. Però almeno io lo ammetto. Compatisco con molta molta fatica quelli che ti rovinano tutte le cene perchè devono star li a giudicare e nasare, soprattutto quando ne sanno meno di me. Per ciò finchè non hai una giacca blu con una spillina d'argento a forma di scodellino per assaggiare e quantomeno un diploma nel taschino io su questo non ti ascolto. oh.
3. pollice verde: ZERO. ho fatto morire un cactus annegato. per cui ogni volta che vi racconto delle mie erbette, che ho fatto lo sciroppo o cose del genere beh, tenete conto che in realtà io le ho solo raccolte, perchè dietro di me c'è una nonnina che bada a tutto questo.
4. non riesco, è più forte di me, a non fare nemmeno una variazioncina a qualsiasi ricetta io decida di provare, neppure quelle blasonate, niente. Ma questo credo sia un vizio comune...
5. adoro apparecchiare creativamente con piatti spaiati ma intonati (che oltretutto accumulo maniacalmente) e bicchieri dalle altezze e dimensioni diverse. Purtroppo tutto questo piace a ben pochi...e che pesanti!
6. lascio la cucina come un campo di battaglia, e finchè è casa mia va bene (più o meno), ma quando cucino dagli altri o do una mano al ristorante devo stare super iper mega attenta a non lasciarmi dietro ad ogni passo scie di coltelli unti, grattuge sporche, gocce di marmellata, gusci d'uova sgocciolanti e ciotoline che in teoria dovrebbero essere lavate ma emanano ancora un certo odorino sulfureo.
7. sono dipendente dalle caramelle di menta, per ciò è alla fine risulta completamente vano ogni mio tentativo di inventare ricette a ridotto contenuto di grassi e zuccheri, tanto poi mi mangio due stick di golia bianca al giorno.
8. Ora quello che provavo a 14 anni per Leonardo di Caprio e i take that (idolatria, notevole spazio occupato nella mia attività onirica, ritaglio di giornali che ne parlano ecc.) l'ho trasferito su...dei cuochi. Però Jamie Oliver e Oldani ci potrebbero pure fare una discreta figura su un posterino in camera dai!
9. sono troppo impaziente di vedere i risultati di quello che ho cucinato, tento sempre di sformare le torte anche se non sono raffreddate, le farcisco da calde che poi mi cola fuori la crema e devo buttare via tutto. cuoca impaziente non va da nessuna parte.
10. ammiro gli originali. odio gli innovatori a tutti i costi. a tutti i livelli. odio i prezzi folli per mangiare. e forse il mio rifiuto mi fa perdere qualcosa o rimanere indietro, ma non mi interessa, io vado avanti così.
Non so a chi passare questo giochino perchè so che molte hanno già risposto, quindi facciamo che se siete arrivati a questo punto della lettura e avete voglia di raccontare qualcosa di voi l'honest scrap è tutto vostro, magari lasciatemi un commento col link così potrò venire a curiosare!