giovedì 11 giugno 2009

Un anniversario e una torta dai profumi caldi ma dal gusto fresco: zenzero, vaniglia e cioccolato

Al giorno d'oggi ogni annivesario di matrimonio compiuto dovrebbe ricevere i dovuti onori, quando poi si inizia ad andare oltre i 30 anni insieme, beh, bisogna veramente festeggiare. Oggi è uno di questi giorni, i miei zietti super super fantastici, vice-genitori, dove posso andare a mangiare senza preavviso, dove c'è sempre un letto per me quando ho bisogno di staccare dal solito e non solo per me ma anche per tutti gli altri loro 8 nipoti più un pronipotino, festeggiano 32 anni di matrimonio, belli tosti per la verità, diciamo che non è che la salute e la fortuna gli abbiano proprio fatto l'occhiolino, ma loro sono sempre più...boh, non so come definirli, dal punto di vista nipotistico sicuramente perfetti.
Per queste ragioni il dolce che ho fatto oggi l'ho fatto se possibile ancora più volentieri del solito e ancora più ispirata. Solitamente per tutte le ricorrenze che li riguardano funziona automaticamente la cheesecake di Allan Bay ma oggi mi sono detta che voglio provare ad ampliare un po' i loro tradizionalissimi gusti, rimanendo sempre sul tema di una torta fresca con il fondo biscottoso, ma provando a virare i sapori verso qualcosa di un pelino più esotico. Vaniglia, zenzero, e cioccolato con dentro le fave di cacao, più panna e yogurt per rendere il tutto estivo, fresco.
Lo zenzero per me è ancora qualcosa di semi -misterioso, che non so dosare e non so abbinare, nemmeno quello in polvere, mi ritrovo lì con un cucchiaino e questa polverina gialla e dico solo boh. Però so che mi piace, e che voglio a tutti i costi approfondire l'argomento nei miei prossimi dolcetti. Intanto riporto un articolo interessante e secondo me esauriente preso da un sito che ad una prima rapida occhiata mi è sembrato abbastanza utile e valido, se per caso c'è rimasto ancora qualcuno che, come me, necessita di saperne di più.

Lo zenzero, che erboristi e produttori di liquori chiamano anche ginger, deriva da una pianta il cui nome scientifico è Zingiber officinale, appartenente alla famiglia botanica delle Zingiberacee; è originaria dei paesi tropicali del Vecchio Mondo, soprattutto della regione indomalese, diffusa principalmente in ambienti di sottobosco forestale, ombreggiati o semiombreggiati, occasionalmente in ambienti umidi. A questa famiglia appartengono anche la Curcuma, che fornisce il curry, e l’Electaria, che dà il cardamonio.

La pianta
La Zingiber è una pianta perenne, ossia ha un ciclo vitale di parecchi anni prima di esaurirsi e morire. Può raggiungere altezza superiore al metro. È costituita da un fusto non legnoso, in parte con sole foglie e in parte con fiori, la cui corolla è gialla e il cui stame fertile interno è di color violaceo picchiettato di giallo.
Le foglie, allungate e dalla forma lanceolata, prive di peluria, se manipolate emanano un buon profumo di canfora e limone. I fusti terminano con una spighetta.

Si coltiva nei paesi della fascia geografica tropicale e subtropicale, in particolare - ma non esclusivamente - in Cina (nelle province di Sichuan e Guizhou) e in India. Non sono note specie spontanee.
La pianta non produce frutto e infatti in coltivazione viene riprodotta separando parti della radice sotterranea, o rizoma, a forma di tubero, che è anche la parte che si utilizza in cucina e in erboristeria. Il tubero è irregolare e ramificato e a volte nei punti di ramificazione può esser presente una gemma. Ha una consistenza tenera e la polpa è di colore giallastro (tipico tra l’altro dei prodotti di tutta la famiglia botanica); nella pasta della polpa si notano dei piccoli punti più scuri, irregolarmente distribuiti, dove è accumulato il principio attivo.

Come si consuma
Esistono varie forme commerciali di radice: la forma decorticata, senza buccia, è prodotta in Giamaica ed è detta “ginger bianco”, mentre la forma con buccia è detta “ginger nero” ed è originaria della Cina e della Sierra Leone; una terza forma, parzialmente decorticata, è prodotta in India, Nigeria, Australia e Giappone (K. Bone: Brit. J. Phytother. 1997);

La spezia che è utilizzata in cucina deriva quindi dalla radice che viene preparata a livello industriale mediante ebollizione e successivamente disseccata e macinata. In casa si può utilizzare fresca, direttamente grattugiata sui cibi, oppure dopo che la si è seccata.
Il tempo balsamico, ossia il periodo migliore per la raccolta, è il mese di gennaio. Purtroppo è una radice rapidamente corruttibile e pur se di facile reperimento sul mercato, è abbastanza costosa, quindi se la si vuole consumare nella sua interezza è opportuno conservarla: per far questo la si può riporre in frigo, mai nel freezer, o meglio ancora in dispensa, al riparo dalla luce, in un barattolo contenente sabbia.

Questa radice contiene un olio essenziale formato da composti come lo zingiberene e il bisabolene, da alcoli detti genericamente gingeroli, tra cui lo zingiberolo; contiene inoltre un’oleoresina detta gingerina, amido e mucillagini.
I gingeroli sono responsabili del profumo pungente e del sapore intenso e piccante della spezia, per cui la rendono ideale come condimento aromatizzante in cucina, ma anche nella produzione di liquori, di frutta candita e, in alcuni paesi di tradizione anglosassone, per la produzione di vari tipi di birra particolarmente saporita, con un gusto intenso.

Le proprietà dello zenzero
In erboristeria le proprietà dello zenzero lo rendono ottimo come digestivo, in quanto favorisce l’espulsione dei gas dallo stomaco e dall’intestino e ne impedisce lo sviluppo; inoltre favorisce la sudorazione.
Gli usi fitoterapici, che lo prevedono come ingrediente centrale nella cura dei disturbi dell’apparato digerente (gastriti, ulcere, digestioni difficoltose…), devono però essere sempre comunicati al proprio medico soprattutto nei casi di calcolosi biliare, di gravidanza e allattamento e sono sconsigliati in età pediatrica, in quanto studi recenti di fitovigilanza hanno dimostrato come l’assunzione della droga in queste condizioni possa determinare effetti collaterali indesiderati.
In cucina lo zenzero è indicato soprattutto in piatti a base di carne, cacciagione e pesce, ma anche abbinato ai crostacei, come condimento o sotto forma di salse; si usa per la produzione di birra e altre bevande fermentate oppure per produrre sciroppi e aromatizzare biscotti e poiché ha un’azione antiossidante sui grassi, può essere usato anche come conservante naturale di cibi.

La pianta era già nota nell’antichità essendo citata in antichi testi in sanscrito, ed era nota anche alla civiltà ellenica e romana. Giunta nel Mediterraneo attraverso gli Arabi, in Europa è stata codificata in età rinascimentale come ingrediente officinale dell’allora repertorio erboristico farmaceutico.
Lo zenzero riassume amabilmente tutte le sue origini orientali ed esotiche, nell’intensità del gusto che conferisce alle pietanze, nel carattere forte e deciso dell’aroma; non a caso è la radice, elemento che ancora, sostiene e nutre la pianta, la parte da cui si ricava la droga: proprio questo è il significato del nome “Zingiber” che secondo alcuni studiosi deriverebbe da una parola araba.

Coltivazione domestica
La pianta si coltiva bene anche in casa, avendo cura di procurarsi una radice fresca, preferibilmente derivata da una pianta già messa a dimora e invasando negli ultimi giorni di inverno. Alcune scuole di pensiero raccomandano di raccogliere per ottobre-novembre ma bisogna tenere a mente il tempo balsamico per avere il massimo della concentrazione degli oli essenziali.

In campo aperto alle nostra latitudini non riesce ad attecchire, quindi è preferibile utilizzare un vaso in coccio, largo e profondo, tipicamente da 5-10 litri, ponendo questa radice al centro e in profondità e avendo cura di ricoprirla con terriccio universale. L’innaffiatura deve essere regolare e soprattutto ogni qualvolta il panno di terra appare secco, ma evitando ristagni di acqua nel sottovaso che porterebbero all’insorgenza di fitopatologie fungine note come marciumi radicali. Il vaso va poi esposto in zona soleggiata ma non alla luce diretta.
Da evitare la concimazione chimica se si vuole utilizzare la droga come ingrediente gastronomico casalingo; in caso di crescita stentorea della parte aerea della pianta, ossia del fusto erbaceo, si può provvedere con un composto fatto in casa con terra e fondi di caffè; personalmente utilizzo un compost fermentato dei residui di pranzi e cene ottenuto in apposito contenitore mediante l’azione di demolizione di lombrichi: il prodotto ottenuto, completamente naturale, è stato utile per concimare il mio zenzero con risultati spettacolari.
Quando dal vaso emerge un tratto di tubero lignificato (nel periodo invernale) è il momento di dissotterrarlo, avendo l’accortezza di lasciarne un pezzo a disposizione da rinvasare successivamente per ottenere una nuova piantina.
Ed ecco infine la mia piccola invenzione di oggi

Torta di panna con yogurt vaniglia & zenzero

biscotti integrali 200g
burro fuso 100g
scorza di 1 limone
zenzero in polvere 1 cucchiaino da caffè

yogurt vaniglia e zenzero (danone vitasnella) oppure normale alla vaniglia 250g
panna fresca 250g
gelatina in fogli 10g
latte 5 cucchiai
zucchero a velo 80g (se la panna non è zuccherata, se no si possono calare le dosi fino ad eliminarlo)
cioccolato al 70% (io ho usato quello con dentro fave di cacao Nero Perugina, fantastico) 30g

Mettere a mollo la gelatina in acqua fredda. Ridurre in polvere i biscotti, mescolarvi la scorza di limone, lo zenzero e poi il burro fuso, amalgamare completamente e pressare sul fondo di uno stampo a cerniera. Riporre in frigorifero. In una ciotola mescolare lo yogurt con lo zucchero a velo, montare la panna e aggiungerla, mescolando con attenzione. Scaldare il latte al microonde alla massima potenza per 30 secondi oppure in un pentolino piccolo e stretto poi immergervi la gelatina scolata e strizzata. Mescolare fino a completo scioglimento e versare nel composto di panna e yogurt mescolando continuamente per evitare che la gelatina al contatto col freddo si solidifichi immediatamente (creando orribili grumi di un giallo bruttissimo che farebbero buttare tutto nel pattume, parlo con cognizione di causa). Versare sopra il fondo preparato precedentemente e riporre in frigorifero per almeno due o tre ore. Prima di servire decorare la superfucie con il cioccolato ridotto a scagliette.

10 commenti:

  1. questa è una torta buonissima

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  2. evviva le calorie!!..però deve essere fantastica..

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  3. accidenti che golosa, io poi sono pazza per lo zenzero!

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  4. Tanti auguri agli zii per questo magnifico traguardo! La tua torta (daa profumo e gusto particolare) è un'ottimo modo per festeggiare!baci baci

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  5. Saaaaraaaaa!!!!! non esagerare, non siamo poi così perfetti, basta guardarci! Comunque grazie per gli auguri, daltronde squisiti, grazie anche a manu e silvia.

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  6. augurissimi!!!
    modo migliore per festeggiare ;)

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  7. ciao! auguri e complimenti per il tuo blog!molto bello.... riproporro a breve le tue barrette!mi piacciono un sacco

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  8. che buona questa torta anch'io ne ho fatta una simile...le adoro fresche e buone!!baci imma

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  9. Ehhhh lo zenzero è una vera squisistezza... Sta bene con la frutta (con mele e pere, ad esempio), ma anche con il cioccolato (come tu hai scoperto ;), e non me lo vedrei male anche con delle mandorle, no?
    Mia madre d'inverno (ma in realtà fino ai primi albori dell'estate, perché ci piace troppo :) prepara una vellutata di zucca, carote e zenzero... Ti assicuro che si crea un connubio da svenimento!! Infatti non escludo di "rubare" questo abbinamento alla zuppa per portarlo in qualche dolce, con cui partecipare al tuo concorso... Mmmmh chissà!
    Dimenticavo: l'idea di mettere qualche notizia relativa agli ingredienti prima di ogni nuova ricetta è davvero forte! La cosa più simpatica poi è, secondo me, nel presentare dei piatti tradizionali, trovare delle notizie sulla storia del piatto o la leggenda riguardante la sua invenzione! (Come nella ricetta dei Peanut Butter Cookies!)
    Che brava che sei :)
    (ros)marina

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  10. Ci piace questa tua invenzione! Io sono un'amante dello zenzero -ma in piccole dosi- e da quando sono qui a Berlino lo sto provando in tutti i modi possibili e immginabili... nella cheesecake mi manca, devo sperimentare!
    Buon anniversario ai tuoi zietti!

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